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“Grazie all’impegno del Presidente del Consiglio, l’Italia è tornata ad essere autorevole protagonista in Europa e nel mondo.’
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La fine del governo sarebbe una catastrofe per il premier che, come già ricordato ieri, deve ancora far approvare qualche legge ad personam per salvarsi dai giudici comunisti (qui trovate un articolo di V. che elenca i processi che vedono coinvolto il Cavaliere). Secondo il Corriere, Berlusconi avrebbe detto ai suoi:
“«Non avete capito che se cade il governo in questo momento si dissolve l’intero centrodestra. Senza di me nessuno di voi ha un futuro»”
In effetti, B. ha ragione: il Centrodestra senza di lui è condannato. Ve lo immaginate Alfano che tiene a bada i mille capetti del Centrodestra e tratta con la Lega con la stessa forza di B.? Ve li immaginate i vari Cicchitto, Gasparri, Stracquadanio che diventano autorevoli esponenti del Pdl quando il padrone scomparirà dalla scena politica? L’unica speranza sarebbe quella di allearsi con il terzo polo, ma a quel punto i galli nel pollaio aumenterebbero e la Lega si troverebbe davanti un fronte formidabile di “moderati” di centrodestra e di post-democristiani. Anche le primarie, invocate da blog come Daw e Right Nation, sarebbero inutili, in un partito pieno di padroni, di capi e di capetti. Dopo di lui il diluvio.
Foto | Flickr

Nel luglio del 2008 venne fuori che l’ex sindaco di Catania nonché medico personale del premier Berlusconi nonché deputato del Pdl Umberto Scapagnini era indagato per il buco di bilancio creato, da sindaco, nelle casse del Comune di Catania.
Lì per lì sembrava solo uno dei soliti esempi di buongoverno del territorio da parte del Pdl, uno di quei piccoli inconvenienti da risolvere grazie a qualche centinaio di milioni di euro regalati dal Governo amico. Invece la cosa si è fatta più complessa e il giudice ha condannato Umberto Scapagnini a 2 anni e 9 mesi di reclusione per falso in bilancio ideologico. A fare buona compagnia all’onorevole ci sono una serie di funzionari e assessori che con lui condivisero, pare, la responsabilità dei bilanci allegri e del conseguente buco.
Il Corriere del Mezzogiorno precisa che
Gli imputati sono stati anche dichiarati interdetti dai pubblici uffici per una durata pari a quella della pena principale e condannati al pagamento delle spese processuali. Il processo per falso ideologico per il «buco» in bilancio per centinaia di milioni di euro al Comune si è celebrato davanti al giudice monocratico dopo la decisione del 30 marzo del 2010 di archiviazione del capo di imputazione più grave, quello di abuso d’ufficio.
Ma se Scapagnini viene interdetto dai pubblici uffici per 2 anni e 9 mesi, può continuare a fare il deputato?
Foto | Flickr

Una serie di annunci online per cercare militanti, candidati e dirigenti di partito. Almeno, così si legge online:
Comitato Politico del Popolo Della Liberta offre la possibilita di formare personale politico (militanti, candidati, dirigenti di partito) in vista della nascita e dell ‘apertura di nuove sezioni politiche su tutta Roma.
E’ questo il testo dell’annuncio che si trova, per esempio, su roma.annuncia.it, ma anche sul popolarissimo Kijiji (dove, se non altro, non compare il simbolo elettorale del partito, come accade invece su altri siti, incluso Roma Annuncia, come dimostra l’immagine).
E’ uno scherzo? O è tutto vero? Nella prima ipotesi, è facile immaginare che si tratti di una boutade di qualche burlone che abbia deciso di ironizzare così sulla moria di iscritti al partito del premier e, naturalmente, presto gli annunci verranno rimossi. Nella seconda, invece, ci si potrebbe chiedere in che termini si possa definire un lavoro, l’essere militante di un partito, che tipo di formazione venga garantita a candidati o dirigenti, quali siano i requisiti base per poter sperare in una selezione e non perdere tempo a inviare curriculum che non corrispondano ai profili professionali ricercati e quali contratti siano previsti. In tempi di crisi, non si sa mai.

Una domanda sorge spontanea e ce la siamo posta più volte dopo ogni scandalo, inchiesta, arresto e discorso a vanvera del Lìder Minimo: ma che effetti avranno le Ruby, i Tarantini, i Lavitola, le Olgettine, gli assessori di Parma, i ministri Romano, i deputati in galera e le leggi ad personam sul consenso elettorale del Pdl? Stando ai sondaggi citati dal Passator cortese, pur con una forte percentuale di indecisi, il Pdl si assesterebbe sul 26,5%, un risultato tutt’altro che lusinghiero…
Un risultato catastrofico - che forse neppure le nuove cartoline del Pdl potranno ammortizzare - soprattutto se si pensa che in quel fatidico aprile del 2008 il partito di Silvio Berlusconi portò a casa il 37,38%.
E la situazione, stando a NotaPolitica, sarebbe pure più nera:
Il voto di mercoledì su Romano ha avuto l’effetto di serrare le fila della maggioranza e far scoppiare in casa Pd la grana dei Radicali. Quanto la pax verde-azzurra, che passa per i volti e le poltrone di Tremonti e Maroni sia duratura lo si vedrà solo nel tempo. La cosa certa è che lo stato d’animo a Palazzo Grazioli è tutt’altro che sereno. Uno dei motivi che spinge Berlusconi a rifiutare pervicacemente qualunque ipotesi che potesse portare ad eventuali dimissioni è la paura dei sondaggi.
Sondaggi, riservati, che darebbero il Pdl sotto la soglia del 23%, con un ruolo sempre più determinante della Lega Nord, grazie al quale la coalizione potrebbe sperare in un risicato 34%. Una prospettiva eccellente, a cui purtroppo si contrappone un centrosinistra che ancora cerca di asciugare gli scogli e non sa bene cosa vuole fare da grande.
Esteticamente bruttina, la nuova campagna adesioni del PdL è uscita ieri: devo ancora riprendermi. Ma è anche a modo suo costruita in maniera geniale: un layout pronto per essere modificato a piacimento, bastano due minuti di Photoshop e i risultati sono quelli dell’immagine che vedete qui sopra (scusate il punto interrogativo, non avevo tempo di farlo bene). Vedremo se riuscirà a diffondersi virale nel web come certi vecchi 6×3 dell’UDC (ve li ricordate?) o del PD. O addirittura i vecchissimi 6×3 di Forza Italia, i “Meno tasse per tutti” che diventavano “Meno tasse per Totti”, “Meno tasse per Titti” e via dicendo. C’è ovviamente una parte voluta e non voluta in tutto questo, in questa comunicazione impostata in maniera semplicissima.
Anche se meno semplice del passato: avete notato il punto interrogativo? Quello cambia tutto, è una svolta: perché obbliga a farsi una domanda: ed è strano, se si deve titillare un elettorato che ha bisogno di messaggi semplicissimi, banali, dicotomici. O A, o B: voi votate B, poi ne riparliamo. Curiosa l’assenza del volto del leader. Che altro? Ormai onnipresente il font Impact, del quale davvero la comunicazione PdL non riesce a fare a meno. Io già in passato avevo detto la mia, speravo di non vederlo mai più su nessun manifesto, mai. Invece lui, l’Impact poverino e incolpevole si presenta puntuale all’appuntamento. Ma perché non usare un bel Comic Sans la prossima volta?
Nella gallery ci sono le cartoline per la campagna adesioni al PdL. Dentro ve ne ho lasciato anche uno vuoto e uno senza nome. Divertitevi.
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“Berlusconi? E’ più perseguitato dei pochi perseguitati durante il ventennio fascista”
Romano La Russa, 19 settembre 2011 |
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Angelino Alfano ostenta la propria sicumera a Ballarò. La parola d’ordine, nel PdL - o forse nella politica in generale - è non avere mai dubbi, non ammettere mai gli errori (vallo a trovare in Italia, qualcuno che si dimetta come Zapatero), non ammettere mai alcun tipo di difficoltà. E l’ex Ministro della Giustizia non viene meno a questa curiosa (a tratti fastidiosa) regola non scritta.
E così, mentre si commenta l’azione del Governo sulla crisi, mentre si parla della crisi stessa, mentre, finalmente, il servizio pubblico televisivo riesce, complice Floris, a fare un minimo di approfondimento sul tema, Angelino Alfano la butta in campagna elettorale, parla esplicitamente dei prossimi 18 mesi (non lo vogliamo neanche prendere in considerazione, vero, un periodo di campagna elettorale di 18 mesi?) e dichiara:
Contiamo di vincere le elezioni del 2013 perché avremo portato l’Italia al pareggio di bilancio.
E’ chiaro, dunque, che dopo le prove di parole chiave estive, il pareggio di bilancio è diventato un punto cardine della futura campagna elettorale del PdL. Forti del fatto che la maggioranza degli italiani non capirà bene cosa significa; del fatto che non verrà spiegato a dovere; del fatto che sembra un concetto così facile da identificare come un traguardo straordinario e sicuramente spendibile in maniera anche troppo facile da un punto di vista mediatico. Sembra di veder già il PdL del 2013 dichiarare: siamo il primo governo ad aver raggiunto il pareggio in bilancio. Senza dire, tanto per cominciare, che si tratta del pareggio in bilancio annuale e non dell’azzeramento del debito pubblico. Senza spiegare come si sia evoluto, concettualmente, storicamente, politicamente, economicamente, il debito pubblico.
A corollario della sua dichiarazione elettorale, Alfano si dice certo che la manovra concepita dal Governo sia sufficiente e che non sarà necessaria una nuova manovra.

Un buon inizio. Il voto della La giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati, che oggi ha dato il via libera all’arresto del deputato Pdl Alfonso Papa è una buona notizia. Non tanto perché l’onorevole in questione sia necessariamente colpevole (non c’è ancora stato neppure il primo grado di giudizio, però il fatto che la Lega lo abbia subito scaricato….) ma perché inizia a vacillare l’abitudine della Casta di autoassolversi, facendo muro contro le richieste della magistratura.
Naturalmente ora bisognerà vedere cosa accade in Aula: nella Giunta la Lega si è astenuta e il Pdl non ha partecipato al voto, facendo così passare la proposta dell’Idv favorevole all’arresto. A memoria credo che l’Aula della Camera non abbia mai autorizzato l’arresto di un proprio componente e c’è da ipotizzare che il voto su Papa non sarà molto tranquillo. In questo clima di rinnovato buonismo, di falsa solidarietà nazionale, se la sentiranno i deputati del Pd di andare fino in fondo e di votare per l’arresto del Papa, rischiando di farsi dare dei giustizialisti-dipietristi? Voi che ne dite?
Una nota di colore: Alfonso Papa, sospettato di far parte della P4, è un componente della Commissione di inchiesta sulle mafie e le associazioni criminali….
Il Comune di Napoli, dopo il caos delle Primarie e l’elezione piuttosto inattesa di De Magistris, continua a riservare sorprese. Abbiamo già detto della delibera adottata per affrontare la questione monnezza.
Ora scopriamo che anche tra i banchi del Consiglio comunale è avvenuto qualcosa di politicamente rilevante. Intanto Mario Morcone - il candidato sindaco del Pd - ha rassegnato le dimissioni, facendo entrare Ciro Borriello, primo dei non eletti nella lista di Sinistra e Libertà. Il candidato sindaco del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, è stato eletto presidente del Consiglio comunale mentre il candidato del Pdl, Gianni Lettieri, ha annunciato che sarà il portavoce dell’opposizione, ma guiderà il gruppo Liberi per il sud, autonomo dal Pdl.
A proposito del Pdl, bisognerà parlare al plurale: sfruttando la tanto decantata libertà infatti sono stati creati due gruppi distinti, dato che 4 consiglieri hanno scelto di dare vita a Pdl Napoli mentre 3 sono rimasti nel gruppo Pdl. Un ottimo modo di affrontare la sconfitta…
Il Consiglio comunale di Napoli è quindi composto da 15 rappresentanti dell’Idv, 8 Napoli è tua, 6 Federazione della sinistra, 4 Pdl Napoli, 3 Pdl, 4 Pd, 3 Liberi per il sud, 2 Udc, 1 Fli, 1 Sel, 1 Responsabili.
Via | Corriere del Mezzogiorno