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  <title>Polisblog.it</title>
  <subtitle>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2007-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T13:49:58+00:00</updated>
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    <title type="html">Toto-Quirinale: chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica?</title>
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      <name>Andrea Signorelli</name>
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    <published>2012-04-03T11:33:56+00:00</published>
    <updated>2012-04-03T11:33:56+00:00</updated>
    <dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>pierferdinando-casini</dc:subject><dc:subject>mario-monti</dc:subject><dc:subject>berlusconi presidente repubblica</dc:subject><dc:subject>casini presidente repubblica</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>prossimo presidente repubblica</dc:subject><dc:subject>successione napolitano</dc:subject><dc:subject>toto quirinale</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/14205/toto-quirinale-chi-sara-il-prossimo-presidente-della-repubblica"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/infophoto_20120403_112945844_low_p00002002012.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La data è segnata in rosso sull&#8217;agenda di tanti: il 15 maggio 2013 scade il mandato presidenziale di Giorgio Napolitano. Le grandi manovre per la successione sono già in corso da tempo, e hanno avuto una netta accelerata dopo la conferma del Capo dello Stato in carica di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/03/24/news/napolitano_non_mi_ricandido_dal_2013_sar_privato_cittadino-32124502/">non avere intenzione di ricandidarsi</a> per un secondo mandato. E&#8217; stato il segnale di via libera che ha messo in moto i meccanismi, imprevedibili, che portano all&#8217;elezione della <strong>più alta carica dello Stato</strong>. Carica fino a non troppi anni fa considerata poco più che simbolica, ma che con Ciampi prima e soprattutto Napolitano poi è diventato sempre più chiaro essere il vero centro di potere del sistema politico italiano. Ecco i cinque candidati più quotati del momento.</p>
<p><a href="http://www.polisblog.it/categoria/pierferdinando-casini">Pierferdinando Casini</a>. Da anni si parla delle sue ambizioni a sedere al Quirinale, e in quest&#8217;ottica si possono leggere praticamente tutte le sue mosse politiche degli ultimi anni: dagli <a href="http://www.italiainformazioni.it/giornale/politica/47285/colombo-lulivo-appello-litigate-firmato-casinima.htm?a=comment&#038;idQuote=27567">slogan di pace</a> (e parecchio ridicoli) &#8220;Non litigate&#8221;, al tentativo di porsi sempre come l&#8217;uomo della riconciliazione, fino all&#8217;appoggio incondizionato a Monti e Napolitano. Per non parlare del <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111003&#038;id=43779">lapsus avuto qualche mese durante Otto e Mezzo</a>: &#8220;Ho fatto il presidente della Repubblica. Volevo dire&#8230; Il presidente della Camera. A queste cariche non si punta, solo gli sciocchi vi possono puntare&#8221;. </p>
<p><a href="http://www.polisblog.it/categoria/mario-monti">Mario Monti</a>. Sembrava già scritto: eletto Senatore a vita solo per diventare pochi giorni dopo presidente del Consiglio di un governo tecnico incaricato di salvare l&#8217;Italia. Il mandato come premier scade nello stesso periodo in cui Napolitano terminerà il suo mandato. La conclusione non poteva che essere una: Mario Monti sarà il prossimo <strong>presidente della Repubblica che ha salvato dal baratro</strong>. Un finale un po&#8217; fiabesco che avrebbe coronato una delle più fulminanti carriere politiche della storia. Ma adesso qualcuno gli sta mettendo i bastoni tra le ruote. Casini vuole che Monti continui a fare politica attiva anche dopo il 2013, e anche Berlusconi - tra mille giravolte - ha preso in considerazione la possibilità di una &#8220;grande coalizione&#8221; a guida Super Mario. Il fatto che i due puntino apertamente da tempo immemore al Quirinale è solo una coincidenza?</p>
 <p><a href="http://www.polisblog.it/categoria/silvio-berlusconi">Silvio Berlusconi</a>. Sedere sulla poltrona più importante di tutte è probabilmente la sua malcelata ambizione dal giorno uno. Ambizione naufragata tra scandali, inchieste, polemiche, gaffe, figuracce internazionali ecc. ecc. Non solo: il Capo dello Stato è da sempre un ruolo che ha il compito di unire, far rivestire quel ruolo al politico che ha spaccato in due l&#8217;Italia non sembra la migliore delle idee. Ma <strong>il Cavaliere non si rassegna</strong>: quasi risolti i guai giudiziari (con ormai la sola incognita del processo Ruby), si è cucito addosso il ruolo di &#8220;padre nobile&#8221; del Pdl, di politico moderato, appoggiando Monti anche contro il suo stesso partito e volando alto - ma a fasi alterne - come in pochissime altre occasioni aveva provato a fare. Ci sta provando, anche perché di certo il suo ego non può accettare che la conclusione della sua carriera politica siano le dimissioni consegnate con la gente in piazza che festeggiava la sua caduta e l&#8217;Italia sull&#8217;orlo del fallimento.</p>
<p><strong>Romano Prodi</strong>. Da quanto ha lasciato politica ha promesso di dedicarsi solo a &#8220;fare il nonno&#8221;. E si esclude qualche rara apparizione, finora ha mantenuto la parola data. Ma il suo nome continua comunque a circolare come prossimo Capo dello Stato e in effetti qualche carta in regola per il ruolo Prodi ce l&#8217;ha. A rilanciare la tesi è stato per ultimo Libero, con un articolo che descriveva lo scenario da incubo (per loro) di un&#8217;Italia con <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/966444/Ecco-il-piano-di-Prodi-e-Bersani-per-prendersi-governo-e-Colle.html">Bersani premier e Prodi al Quirinale</a>. Fantapolitica? </p>
<p><strong>Rosy Bindi</strong>. <a href="http://www3.lastampa.it/donna/sezioni/articolo/lstp/447991/">Napolitano l&#8217;ha detto</a>: &#8220;Dopo di me spero che ci sia una donna al Quirinale&#8221;. E non sono molte le esponenti del gentil sesso che possono ambire a scrivere la storia come primo Capo dello Stato donna. Così a naso: Emma Bonino, Rosy Bindi, chi altro? Le donne della politica italiana interpellate a riguardo si sono mostrate molto scettiche, ma in un&#8217;epoca in cui l&#8217;argomento più importante del momento è oggetto del contendere tra tre donne a capo di ministero del Lavoro, Confindustria e Cgil, i tempi sembrano maturi.</p>
<p>Foto | © TM News</p>
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    <title type="html">Il testamento di Cossiga: siamo stati tutti interventisti. Ma è vero?</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2010-08-19T14:13:59+00:00</published>
    <updated>2010-08-19T14:13:59+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8374/il-testamento-di-cossiga-siamo-stati-tutti-interventisti-ma-e-vero"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/25_Aprile_Scalfaro_3.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="286" alt="" /><br clear="all" />Nell&#8217;ordalia di celebrazioni postume dell&#8217;uomo e politico Francesco Cossiga, sono rimasto colpito da una frase del suo testamento; frase che riveste un&#8217;importante e non trascurabile rilevanza storica.</p>
<p>Riferendosi ai capi di stato e alla loro presunta imparzialità, l&#8217;ex-picconatore scrive: &#8220;Siamo stati tutti interventisti. Non esiste il Presidente della Repubblica garantista e al di sopra delle parti&#8221;. Tesi interessante. Ma anche vera? Vediamo un po&#8217; di analizzare il comportamento degli ultimi presidenti, sempre tenendo conto che in quanto esseri umani anche i primi cittadini d&#8217;Italia qualcosa del loro l&#8217;avranno messa&#8230;</p>
<p><strong>Pertini</strong>. Il cosiddetto &#8220;presidente più amato&#8221; (ma non da tutti) rientra sicuramente nella sfera di pensiero cossighiana. Le sue sferzate ai politici si ricordano ancora oggi. E di certo non era un imparziale, anche per la sua storia personale di partigiano e antifascista. Cossiga ha ragione.</p>
 <p>
<strong>Ciampi</strong>. Pur venendo da un&#8217;esperienza politica ben determinata, l&#8217;ex-Governatore di Bankitalia si sforzò di essere il presidente di tutti. Ci riuscì? In (buona) parte sì. E infatti era sufficientemente apprezzato dall&#8217;intero arco costituzionale. Cossiga ha torto.</p>
<p><strong>Scalfaro</strong>. L&#8217;apoteosi della tesi cossighiana. Il peggior presidente di tutta la storia repubblicana se avesse fatto l&#8217;arbitro non sarebbe uscito vivo da nessuno stadio. Indulgente verso i suoi e soprattutto verso se stesso, detestava gli avversari politici, pur tentando per un intero mandato (propiziato dal pentitissimo Pannella) di fingere indipendenza, prendendo per i fondelli il centrodestra. Cossiga ha ragione.</p>
<p><strong>Napolitano</strong>. Con Ciampi il miglior presidente del&#8217;ultimo trentennio. Se c&#8217;è un capo di stato che ha fatto di tutto per divenire imparziale subito dopo l&#8217;elezione è lui; e non è cosa da tutti se si è stati schieratissimi come l&#8217;ex-comunista (anche se in quota moderati). Detestato da Berlusconi perché chi non è con lui è contro di lui e dalla sinistra perché non contrasta il Cavaliere sempre e comunque in stile scalfariano, proprio per questo è il migliore. Quando scontenti tutti solitamente sei sulla strada giusta, dice il saggio. Cossiga ha torto.</p>
<p><strong>Risultato finale</strong>: 3-2 per la tesi cossighiana se si include anche il soggetto che l&#8217;ha ideata.</p>
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    <title type="html">Veritometro: Stracquadanio, la crisi di governo e la prassi costituzionale</title>
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    <author>
      <name>Giulio Mattioli</name>
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    <published>2010-08-13T14:45:38+00:00</published>
    <updated>2010-08-13T14:45:38+00:00</updated>
    <dc:subject>crisi-di-governo</dc:subject><dc:subject>costituzione</dc:subject><dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>costituzione crisi di governo</dc:subject><dc:subject>stracquadanio elezioni anticipate</dc:subject><dc:subject>veritometro</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8358/veritometro-stracquadanio-la-crisi-di-governo-e-la-prassi-costituzionale"><![CDATA[<table WIDTH="586" CELLPADDING="10" ALIGN="CENTER" VALIGN="middle" border="0" BGCOLOR="lightblue">
<tr>
<td>
<img src="http://static.blogo.it/polisblog/Stracquadanio.jpg" class="post" border="0" align="left" width="64" height="85" alt=""
</td/></td>
<td>
<div align="justify">
<font size="3"><b>&#8221; la Costituzione repubblicana indica (che) le elezioni politiche generali (..) sono l&#8217;unico rimedio democratico a una eventuale crisi politica della maggioranza parlamentare&#8221;<br />
</b></font></div>
<p></p>
<div align="right">
<i>Giorgio Stracquadanio</i></div>
</td>
<td>
<img SRC="http://static.blogo.it/polisblog/false2.png"/>
</td>
</tr>
</table>
<p><em>Scoprite perchè dopo il salto</em></p>
 <p>Il deputato Giorgio Stracquadanio fa una seconda comparsa sul <strong><a href="http://www.polisblog.it/tag/veritometro">veritometro</a></strong> di polisblog, a pochi giorni di distanza dalle sue dichiarazioni sulla BBC &#8220;<a href="http://www.polisblog.it/post/8349/veritometro-stracquadanio-la-rai-e-la-bbc">esplicita e dichiarata voce del governo</a>&#8220;. L&#8217;<a href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=75903">affermazione in questione</a> è un commento all&#8217;<a href="http://www.polisblog.it/post/8356/le-pagelle-del-venerdi-116">intervista di oggi del Presidente della Repubblica</a> a &#8220;L&#8217;Unità&#8221;. Vediamolo nella sua interezza:</p>
<blockquote><p>«Sorprende e inquieta che il Capo dello Stato per esternare un suo punto di vista su un tema che non è ancora all&#8217;ordine del giorno utilizzi il giornale del suo ex partito, l&#8217;Unità. Si tratta di una prassi inedita che rileverebbe un tentativo di indirizzare le scelte istituzionali al di fuori della <strong>via maestra che la Costituzione repubblicana indica: le elezioni politiche generali, infatti, sono l&#8217;unico rimedio democratico a una eventuale crisi politica della maggioranza parlamentare</strong>. Che il Capo dello Stato annunci anzitempo che si opporrà a questa prospettiva con tutte le sue forze e lo faccia da un giornale di partito che lo ha visto militare per una vita, pone un serio interrogativo sulla indipendenza e la neutralità del supremo garante della Costituzione. È certo che il Parlamento non resterà estraneo e, se necessario si convocherà autonomamente e d&#8217;urgenza per mantenere il rispetto dell&#8217;equilibrio dei poteri»</p></blockquote>
<p>Per smentire l&#8217;affermazione di Stracquadanio, si può fare riferimento ad una fonte autorevole e sicuramente non di parte come il sito del Governo Italiano, che alla voce &#8220;<a href="http://www.governo.it/Governo/Struttura/formazione.html">formazione del governo</a>&#8221; spiega: </p>
<blockquote><p>La Carta costituzionale disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: &#8220;Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri&#8221;. Stando a tale formula sembrerebbe che la formazione del Governo non sia frutto di un vero e proprio procedimento. Invece, nella prassi, la sua formazione si compie mediante un complesso ed articolato processo  </p></blockquote>
<p>Processo che comincia con la &#8220;fase preparatoria&#8221; che consiste nelle </p>
<blockquote><p>consultazioni che il Presidente svolge, per prassi costituzionale, per individuare il potenziale Presidente del Consiglio in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia dalla maggioranza del Parlamento. <strong>Questo meccanismo viene attivato, ovviamente, ogni qualvolta si determini una crisi di governo per il venir meno del rapporto di fiducia o per le dimissioni del Governo in carica</strong></p></blockquote>
<p>Nel caso di un&#8217;eventuale rottura definitiva tra berlusconiani e finiani, dunque, la crisi del governo porterebbe ad un giro di consultazioni tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle varie forze politiche rappresentate in parlamento, che avrebbe il fine di verificare la possibilità di formare un nuovo governo che possa avere la fiducia. </p>
<p>Questo è quanto prevedono la carta e la prassi costituzionale consolidata in 64 anni di storia repubblicana. Ovviamente ogni forza politica resta libera di spingere per le elezioni anticipate opponendosi a qualsiasi nuovo governo venga proposto.  </p>
<p>Se davvero PdL e Lega hanno i <a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/08/articolo/3230/">numeri per impedire qualsiasi maggioranza che li escluda al Senato</a>, non si vede da dove nascano le loro preoccupazioni di questi giorni. </p>
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    <title type="html">Il rinvio presidenziale secondo Niccolò Ghedini</title>
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      <name>Alessandro</name>
    </author>
    <published>2010-07-03T00:05:51+00:00</published>
    <updated>2010-07-03T00:05:51+00:00</updated>
    <dc:subject>costituzione</dc:subject><dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>giorgio-napolitano</dc:subject><dc:subject>politica-tribunali</dc:subject><dc:subject>costtiuzione</dc:subject><dc:subject>ghedini</dc:subject><dc:subject>intercettazioni</dc:subject><dc:subject>legge bavaglio</dc:subject><dc:subject>napolitano</dc:subject><dc:subject>presidente della repubblica</dc:subject><dc:subject>rinvio delle leggi. quirinale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[I rilievi dell&amp;#8217;onorevole Ghedini (pubblicati ieri dal Corriere della Sera) sulle dichiarazioni che il Capo dello Stato ha reso in merito al disegno di legge sulle intercettazioni sono oggi al[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8071/il-rinvio-presidenziale-secondo-niccolo-ghedini"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/TorrinodelPalazzodelQuirinale.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="188" alt="Torrino del Palazzo del Quirinale" /></p>
<p>I rilievi dell&#8217;onorevole Ghedini (pubblicati ieri dal <em>Corriere della Sera</em>) sulle dichiarazioni che il Capo dello Stato ha reso in merito al disegno di legge sulle intercettazioni sono oggi al centro di accese polemiche. </p>
<p><em>&#8220;I commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’è un Parlamento</em> - ha osservato Ghedini-<em>, eletto da una quarantina di milioni di elettori: spetta a quest’ultimo decidere. Visto che non siamo una repubblica presidenziale&#8221;</em>. Ed ancora:<em> &#8220;La valutazione del Capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le &#8216;criticità tecniche&#8217; esulano dalla sua competenza&#8221;</em>. A prescindere dal carattere <a href="http://www.polisblog.it/post/8069/ghedini-la-fa-fuori-del-vaso-delirio-contro-napolitano">poco riguardoso</a> di tali asserzioni nei confronti di Napolitano, in esse si ravvisano almeno due gravi &#8220;inesattezze&#8221;.</p>
<p>La prima. Forse Ghedini non se n&#8217;è accorto, ma il Presidente della Repubblica italiana&#8230;</p>
 <p>
&#8230;è eletto! Più precisamente, a norma dell&#8217;art. 83 della Costituzione, il Presidente è eletto <em>&#8220;dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta&#8221;</em>. </p>
<p>La seconda. Il controllo che il Presidente della Repubblica è chiamato a svolgere quando deve decidere se promulgare una legge o se rinviarla alle Camere non è integralmente equiparabile a quello spettante alla Corte costituzionale. Del resto, mentre, in base all&#8217;art. 84 della Costituzione, può essere eletto Presidente un qualunque <em>&#8220;cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici&#8221;</em> (e, dunque, non necessariamente un giurista, ma anche una persona del tutto ignorante di diritto), per far parte della Corte costituzionale occorre essere magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, professori ordinari di università in materie giuridiche o avvocati dopo venti anni di esercizio (art. 135 della Costituzione).</p>
<p>Al Presidente della Repubblica non si deve e non si può chiedere di fare il lavoro della Corte costituzionale. Del resto, se i Costituenti avessero voluto far esercitare al Capo dello Stato un controllo preventivo di legittimità costituzionale delle leggi, non avrebbero previsto che qualora, successivamente al rinvio presidenziale, il Parlamento riapprovi la legge nella stessa identica versione, il Presidente deve procedere comunque a promulgarla (come prescrive l&#8217;art. 74 della Costituzione).</p>
<p>Diversamente, quando la Corte annulla una legge, questa cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza e nessuno può più applicarla (art. 136 della Costituzione). Al Capo dello Stato, pertanto, non si chiede di esercitare un puro e semplice controllo di costituzionalità.</p>
<p>Una delle ipotesi di rinvio è certamente quella della <em>manifesta</em> incostituzionalità formale (per vizi attinenti al procedimento di formazione) o sostanziale (per vizi attinenti al contenuto) della legge stessa. Quando la legge presenta vizi macroscopici, anche alla luce di consolidati orientamenti giurisprudenziali, il Presidente può invitare le Camere a ripensarci. Ma questo non è il solo caso in cui il Capo dello Stato può attivare questa misura.</p>
<p>Egli può rinviare anche per motivi di <em><strong>&#8220;merito costituzionale&#8221;</strong></em>, ovvero quando, per ragioni di vario genere, la legge si presenti non conveniente, incoerente con gli indirizzi legislativi o incompatibile con il complessivo spirito della Costituzione: si pensi, ad esempio, ad un atto normativo che, per il suo lungo procedimento di formazione, non risulti più adeguato alle situazioni che intendeva disciplinare. Il Presidente, dunque, può (anzi: deve) effettuare anche valutazioni attinenti ai profili tecnici dei testi legislativi che gli vengono sottoposti per la promulgazione, senza che ciò comporti alcun abuso nell&#8217;esercizio delle sue competenze istituzionali.</p>
<p>(La foto del Torrino del Palazzo del Quirinale è di Air Force One, Flickr.it).</p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Disegno di legge sulle intercettazioni: Napolitano tace. E&#039; finita l&#039;era della &quot;moral suasion&quot;? </title>
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      <name>Alessandro</name>
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    <published>2010-07-01T11:00:10+00:00</published>
    <updated>2010-07-01T11:00:10+00:00</updated>
    <dc:subject>dichiarazioni</dc:subject><dc:subject>costituzione</dc:subject><dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>giorgio-napolitano</dc:subject><dc:subject>politica-tribunali</dc:subject><dc:subject>consulta della giustizia</dc:subject><dc:subject>costituzione</dc:subject><dc:subject>governo</dc:subject><dc:subject>intercettazioni</dc:subject><dc:subject>legge bavaglio</dc:subject><dc:subject>lodo alfano</dc:subject><dc:subject>napolitano</dc:subject><dc:subject>pdl</dc:subject><dc:subject>promulgazione</dc:subject><dc:subject>questione di fiducia</dc:subject><dc:subject>quirinale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nella riunione della Consulta della giustizia del PdL svoltasi ieri, diversi parlamentari della maggioranza si sono lamentati del silenzio del Quirinale sulle modifiche da apportare al disegno di legge[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8056/disegno-di-legge-sulle-intercettazioni-napolitano-tace-e-finita-lera-della-moral-suasion"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/IlQuirinale.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="188" alt="Il Quirinale" /></p>
<p>Nella riunione della Consulta della giustizia del PdL svoltasi ieri, diversi parlamentari della maggioranza si sono lamentati del silenzio del Quirinale sulle modifiche da apportare al disegno di legge sulle <a href="http://www.polisblog.it/tag/intercettazioni">intercettazioni</a>. Modifiche che consentirebbero la promulgazione del testo normativo senza rinvii alle Camere per una nuova deliberazione.</p>
<p>In assenza di indicazioni provenienti dalla più alta carica dello Stato - si è rilevato da più parti - non è affatto scontato che il disegno venga cambiato. Si attendono così le direttive del Governo. E, come riporta oggi Liana Milella su Repubblica, già qualcuno prospetta il ricorso al voto di fiducia anche per l&#8217;approvazione di questo contestatissimo atto legislativo.</p>
<p>Ma il silenzio di <a href="http://www.polisblog.it/tag/napolitano">Napolitano</a> costituisce davvero un comportamento scorretto e irrituale, come sembrerebbero lasciare intendere i commenti stizziti dei parlamentari del PdL? Stando a quanto prevede la Costituzione&#8230;</p>
 <p> &#8230;è piuttosto la pratica opposta, quella della cosiddetta &#8220;<strong>moral suasion</strong>&#8221; (in base alla quale il Capo dello Stato suggerisce correzioni utili a migliorare il testo normativo da approvare in Parlamento), a suscitare perplessità. Non sta scritto da nessuna parte, infatti, che il Presidente della Repubblica debba (o possa) collaborare alla redazione dei testi legislativi, compito che anzi risulta del tutto estraneo alle funzioni di un organo di garanzia come il Capo dello Stato.</p>
<p>L&#8217;articolo 73, comma 1, della Costituzione prevede che &#8220;<em>Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione</em>&#8220;. E il successivo articolo 74 aggiunge che &#8220;<em>Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata</em>&#8220;.</p>
<p>Il dialogo tra Capo dello Stato e Governo risponde a quel principio di leale collaborazione che dovrebbe ispirare le dinamiche di funzionamento di una sana democrazia costituzionale. Ma a parte il fatto che è molto dubbio che la nostra possa considerarsi una &#8220;sana democrazia costituzionale&#8221; (ricordate cosa disse il Presidente Berlusconi subito dopo l&#8217;annullamento del &#8220;lodo Alfano&#8221; da parte della Corte costituzionale sulla collaborazione di Napolitano alla stesura del testo normativo appena bocciato?), la cooperazione del Presidente della Repubblica alla scrittura delle leggi è una prassi che trascende i limiti del principio di cui sopra, per degenerare in una discutibile distorsione istituzionale.</p>
<p>Bene fa, dunque, oggi Napolitano a non dire nulla sui contenuti del testo normativo, prima che venga approvato e che gli venga presentato per la promulgazione. Solo allora dovrà esprimersi nelle forme rituali, potendo eventualmente rinviare l&#8217;atto alle Camere, con un messaggio motivato, per una nuova eventuale approvazione.</p>
<p>(La foto di Palazzo del Quirinale è di antmoose, Flickr.it)</p>
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    <title type="html">Giorgio Napolitano, il discorso di fine anno su youtube</title>
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      <name>Giovanni Molaschi</name>
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    <published>2010-01-01T00:01:04+00:00</published>
    <updated>2010-01-01T00:01:04+00:00</updated>
    <dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>giorgio-napolitano</dc:subject><dc:subject>2010</dc:subject><dc:subject>digitale terreste</dc:subject><dc:subject>discorso 2009</dc:subject><dc:subject>editoria on-line</dc:subject><dc:subject>fine anno</dc:subject><dc:subject>francia</dc:subject><dc:subject>giorgio napolitano</dc:subject><dc:subject>giorgio napolitano su youtube</dc:subject><dc:subject>il discorso di fine anno su youtube</dc:subject><dc:subject>la francia investe sull'on-line</dc:subject><dc:subject>stanziati 20 milioni di euro per l'editoria on-line</dc:subject><dc:subject>swich off</dc:subject><dc:subject>upload</dc:subject><dc:subject>youtube.com/presidenzadellarepubblica</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/6524/giorgio-napolitano-il-discorso-di-fine-anno-su-youtube"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/giorgionapolitanosuyoutube.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="231" alt="" /><br clear="all" /><br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/napolitano-youtube-quirinale-190429/">L’apertura del canale youtube del Quirinale </a>ha un che di paradossale. Nello stesso anno, l’ennesimo, in cui il Governo decurta i finanziamenti per lo sviluppo della <a href="http://www.polisblog.it/tag/banda+larga">banda larga</a> il Presidente della Repubblica decide di utilizzare internet per il suo consueto discorso.</p>
<p>Ragionamento che si apre alla rete per necessità più che per investimento. Se le stesse parole fossero state caricate su youtube qualche anno fa (il sito di video sharing compirà il prossimo febbraio cinque anni) avremmo potuto sostenere senza essere smentiti che il Capo dello Stato utilizza il web per avvicinarci al futuro.</p>
<p>Esserci oggi oltre che paradossale è quindi ridondante. Sottolinea l’arretratezza di un paese a cui fa comodo essere la Cenerentola d’Europa. È notizia di questi giorni, infatti, la decisione del Governo francese di stanziare 20 milioni di euro per la <a href="http://www.blitzquotidiano.it/media/francia-fondi-editori-online-190014/">crescita dell’editoria on-line</a>.</p>
 <p>
Quando l’Italia seguirà l’esempio della Francia? A questa domanda potrebbe rispondere su youtube <a href="http://www.polisblog.it/tag/giorgio+napolitano">Giorgio Napolitano</a>. Per l’upload del discorso di fine anno ci pensano ormai gli utenti. Che poi sono anche cittadini.</p>
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    <title type="html">Per Berlusconi la Corte costituzionale è composta da giudici di sinistra. E&#039; vero? (Seconda parte)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.polisblog.it/post/5853/per-berlusconi-la-corte-costituzionale-e-composta-da-giudici-di-sinistra-e-vero-seconda-parte" />
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      <name>Alessandro</name>
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    <published>2009-10-16T13:30:59+00:00</published>
    <updated>2009-10-16T13:30:59+00:00</updated>
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Passiamo ai giudici costituzionali eletti dal Parlamento in seduta comune (quindi anche, e soprattutto, con i voti della maggioranza). Vediamo chi sono. Si tratta anche in questo caso di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/5853/per-berlusconi-la-corte-costituzionale-e-composta-da-giudici-di-sinistra-e-vero-seconda-parte"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/Berlusconimitra_01.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="312" alt="Berlusconi mitra" /><br clear="all" /></p>
<p>[<a href="http://www.polisblog.it/post/5854/per-berlusconi-la-corte-costituzionale-e-composta-da-giudici-di-sinistra-e-vero-prima-parte#continua">Prima parte</a>]</p>
<p>Passiamo ai giudici costituzionali eletti dal Parlamento in seduta comune (quindi anche, e soprattutto, con i voti della maggioranza). Vediamo chi sono. Si tratta anche in questo caso di figure di alto profilo. Ma due di questi giudici, nell&#8217;estate scorsa, come molti di voi ricorderanno, hanno preso pubblicamente le parti del Presidente del Consiglio. Sono i giudici Luigi Mazzella, Avvocato Generale dello Stato (eletto dal Parlamento il 15 giugno 2005), e  Paolo Maria Napolitano, Consigliere di Stato (eletto dal Parlamento il 5 luglio 2006). La vicenda è molto nota ma è bene ricordarla, alla luce degli accadimenti di questi giorni.</p>
<p>Lo scorso giugno <em>L’Espresso</em> ha diffuso la notizia che, nel maggio precedente, si era svolta una cena a casa del giudice Mazzella, alla quale avrebbero partecipato il giudice Napolitano, il Presidente del Consiglio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il Ministro della Giustizia e il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato. La notizia della cena ha suscitato subito aspre polemiche, in considerazione del fatto che ad ottobre la Corte costituzionale avrebbe dovuto giudicare sul &#8220;lodo Alfano&#8221;. Di Pietro ha così presentato alla Camera un’interrogazione, chiedendo chiarimenti. Nel &#8220;question time&#8221; che ha avuto luogo l’1 luglio, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, in rappresentanza del Governo, ha risposto che la riunione è stata soltanto un <em>&#8220;incontro conviviale&#8221;</em> svoltosi in epoca anteriore alla fissazione dell’udienza sul &#8220;lodo Alfano&#8221;, nel quale non si è discusso né della legge sulla cui legittimità costituzionale la Corte sarebbe stata  chiamata a decidere, né tantomeno di riforma della giustizia.</p>
<p>L’Italia dei Valori e il Partito democratico hanno chiesto allora le dimissioni del Guardasigilli e dei giudici costituzionali che hanno partecipato alla cena, ma questi ultimi hanno risposto alle critiche in modo fermo. Mazzella ha consegnato all’Ansa una lettera aperta, formalmente indirizzata al Presidente del Consiglio, in cui rivendicava il diritto <em>&#8220;umano&#8221;</em> di invitare a casa propria <em>&#8220;un amico di vecchia data&#8221;</em>, rivelando che non era certo la prima volta che il Capo del Governo era suo ospite e assicurando il <em>&#8220;caro Silvio&#8221;</em> che quella non sarebbe stata nemmeno l’ultima. Concludeva, infine, affermando che <em>&#8220;l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani&#8221;</em> consentiva a lui e allo stesso Presidente del Consiglio di <em>&#8220;guardare alle barbarie&#8221;</em> di cui essi erano stati fatti oggetto <em>&#8220;con sereno distacco&#8221;</em>. Parole, a dir vero, poco consone al ruolo istituzionale di un giudice terzo ed imparziale.</p>
 <p>
La risposta dell&#8217;altro giudice coinvolto nella vicenda ha seguito di un giorno quella del collega ed è stata affidata ad una lettera indirizzata al Direttore del Corriere della sera. Il giudice Napolitano, dopo aver espresso il timore che fosse in atto <em>&#8220;un tentativo per condizionare la Corte costituzionale nella sua futura attività, intimidendo alcuni dei suoi componenti&#8221;</em> (rileggere queste parole oggi fa un po&#8217; impressione&#8230;), rilevava che <em>&#8220;costituisce sicuramente stravolgimento e manomissione dell’equilibrio che il Costituente ha previsto per il funzionamento della Corte chiedere le dimissioni di due suoi componenti, entrambi eletti dal Parlamento&#8221;</em> e manifestava stupore <em>&#8220;di fronte alla deformazione di basilari concetti, anche da parte di chi dovrebbe conoscerli, e dell’uso spregiudicato che di tale alterazione viene fatto&#8221;</em>. I giudici non hanno minimamente pensato di dimettersi o anche solo di astenersi dal giudizio costituzionale (del resto, per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale è esclusa l&#8217;applicazione degli istituti dell&#8217;astensione e della ricusazione, anche se è prassi, per ragioni di opportunità, la cosiddetta &#8220;astensione di fatto&#8221;&#8230;).</p>
<p>Il terzo giudice costituzionale eletto dal Parlamento in &#8220;quota maggioranza&#8221; è l&#8217;avv. Giuseppe Frigo (eletto il 21 ottobre 2008), ex presidente dell&#8217;Unione delle Camere penali, collaboratore della riforma del codice di procedura penale del 1988 e &#8220;padre&#8221; della riforma dell&#8217;articolo 111 della Costituzione (con la quale si sono introdotti nella Carta repubblicana i principi del &#8220;giusto processo&#8221;). Nonché avvocato di Silvio e Paolo Berlusconi e di Cesare Previti in diversi processi. Infine, gli altri due giudici costituzionali scelti dal Parlamento in &#8220;quota opposizione&#8221; sono i Proff. Ugo De Siervo e Gaetano Silvestri. Due dei più autorevoli costituzionalisti viventi. </p>
<p>Per concludere, gli ultimi cinque giudici eletti dalle supreme magistrature: l&#8217;attuale Presidente Francesco Amirante (Presidente di sezione della Corte di Cassazione, eletto da quest&#8217;ultima il 23 novembre 2001), il giudice Paolo Maddalena (Presidente di sezione della Corte dei conti, eletto il 19 luglio 2002), il giudice Alfio Finocchiaro (Presidente di sezione della Corte di Cassazione, eletto il 7 novembre del 2002), il giudice Alfonso Quaranta (Presidente di sezione del Consiglio di Stato, eletto il 16 dicembre 2003) e il giudice Alessandro Criscuolo (Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, eletto il 28 ottobre 2008). Dei giudici eletti dalle magistrature non si può certo dire che essi siano tutti &#8220;di sinistra&#8221; e non lo si può dire, a maggior ragione, per i consiglieri di Stato (si pensi soltanto che il Presidente del Consiglio di Stato è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e che, a norma dell&#8217;articolo 19 della legge n. 186 del 1982, un quarto dei consiglieri di Stato è di nomina governativa) e per i giudici della Corte dei conti (39 dei quali sono nominati dal Governo, secondo quanto stabilisce l&#8217;articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 385 del 1977).  </p>
<p>Se proviamo a tirare le somme ci accorgiamo subito che i conti del Premier non tornano. Quattro dei cinque giudici di nomina presidenziale sono stati scelti dal Presidente Ciampi, a sua volta eletto anche da Berlusconi e dalla sua maggioranza. Tre dei cinque giudici di elezione parlamentare sono stati direttamente selezionati dal centro-destra (due sono cari amici personali del Premier e il terzo è uno dei suoi avvocati). Almeno sette giudici costituzionali, quindi, non possono essere considerati &#8220;di sinistra&#8221;. A questi si dovrebbe aggiungere, quanto meno, il giudice selezionato dal Consiglio di Stato. E arriviamo così ad otto (la maggioranza). Ma in realtà, nessuno dei componenti della Consulta può essere qualificato &#8220;di sinistra&#8221;, se con tale espressione si vuole dare una connotazione di parzialità al suo operato. Semmai ad essere discutibili, come si è visto, sono i comportamenti di due giudici costituzionali scelti dalla maggioranza&#8230;</p>
<p>Ma la prova del nove dell&#8217;insostenibilità dei ragionamenti del Premier è un&#8217;altra. In modo del tutto irrituale, dopo la decisione sul &#8220;lodo Alfano&#8221;, sono stati resi pubblici sui mezzi d&#8217;informazione i voti dati dai giudici costituzionali in camera di consiglio. La legge sarebbe stata bocciata per nove voti a sei. Tra coloro che intendevano salvare il &#8220;lodo&#8221; troviamo anche i giudici Finocchiaro (eletto dalla Cassazione) e Quaranta (eletto dal Consiglio di Stato). Proviamo a fare due conti conclusivi: <em><strong>quattro giudici di nomina presidenziale sono stati scelti da un Capo dello Stato eletto anche dal Presidente Berlusconi, tre giudici eletti dal Parlamento sono stati selezionati da Berlusconi e dalla sua maggioranza e due giudici di quelli non selezionati dal centro-destra hanno votato a favore del &#8220;lodo Alfano&#8221;</strong></em>.</p>
<p><em>E&#8217; evidente, pertanto, che i giudici costituzionali non erano affatto preorientati contro il Premier. La decisione dimostra, invece, la straordinaria autonomia e indipendenza dell&#8217;organo di giustizia costituzionale. Tutto ciò ovviamente se la matematica non è un&#8217;opinione</em>. Ma già Orwell (che mi ritrovo a citare sempre più spesso) diceva: <em>&#8220;La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre&#8221;</em>.</p>
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    <title type="html">Per Berlusconi la Corte costituzionale è composta da giudici di sinistra. E&#039; vero? (Prima parte)</title>
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      <name>Alessandro</name>
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    <published>2009-10-16T12:00:17+00:00</published>
    <updated>2009-10-16T12:00:17+00:00</updated>
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<p>Il Presidente del Consiglio continua a ripetere che la Corte costituzionale, organo incaricato di svolgere funzioni fondamentali per la sopravvivenza della nostra democrazia, ha una composizione politica. E vistosamente sbilanciata: addirittura undici giudici costituzionali su quindici sarebbero di sinistra. Essa, pertanto, non eserciterebbe un&#8217;attività di controllo e di garanzia imparziale, ma &#8220;remerebbe&#8221; contro il Premier e la sua maggioranza.</p>
<p>E&#8217; davvero così? Direi proprio di no. E vediamo il perchè. Partiamo, innanzitutto, dalle norme che disciplinano la formazione dell&#8217;organo. L&#8217;articolo 135 della Costituzione prevede che <em>&#8220;La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative&#8221;</em>. </p>
<p>Il decreto con cui il Capo dello Stato nomina cinque giudici costituzionali è un atto <em>sostanzialmente presidenziale</em>, il che vuol dire che è assunto dal Presidente nella sua più assoluta autonomia, senza alcuna interferenza da parte del potere esecutivo. Per quanto riguarda i giudici eletti dal Parlamento in seduta comune, l&#8217;articolo 3 della legge costituzionale n. 2 del 1967 (<em>Modificazioni dell&#8217;art. 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionale</em>) prevede che <em>&#8220;I giudici della Corte costituzionale che nomina il Parlamento sono eletti da questo in seduta comune delle due Camere, a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi dei componenti l&#8217;Assemblea. Per gli scrutini successivi al terzo è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei componenti l&#8217;Assemblea&#8221;</em>.</p>
 <p>
Infine, l&#8217;articolo 1 della legge n. 87 del 1953 (<em>Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale</em>) stabilisce che i giudici la cui nomina spetta alle supreme magistrature ordinaria ed amministrativa sono eletti <em>tre da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte di cassazione, che lo presiede, il procuratore generale, i presidenti di sezione, gli avvocati generali, i consiglieri e i sostituti procuratori generali della Cassazione; uno da un collegio del quale fanno parte il Presidente del Consiglio di Stato, che lo presiede, i presidenti di sezione ed i consiglieri del Consiglio di Stato; uno da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte dei conti che lo presiede, i presidenti di sezione, i consiglieri, il procuratore generale ed i viceprocuratori generali della Corte dei conti</em>.</p>
<p>Ricapitoliamo. Cinque giudici sono nominati, in autonomia, dal Presidente della Repubblica; cinque sono eletti dal Parlamento in seduta comune con una maggioranza molto elevata (e, in genere, tre sono scelti dalla maggioranza e due dalle opposizioni); cinque sono eletti dalle supreme magistrature (tre dalla Corte di Cassazione; uno dal Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti). Alla formazione dell&#8217;organo cooperano, pertanto, i principali poteri dello Stato, proprio per la funzione di suprema garanzia della legalità costituzionale affidata al giudice delle leggi.</p>
<p>Chi può far parte della Corte? Anche qui i Costituenti sono stati piuttosto esigenti, prevedendo che possano entrare nel supremo collegio alti magistrati, giuristi e avvocati di comprovata esperienza. L&#8217;articolo 135 della Costituzione prevede, infatti, che &#8220;<em>I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio</em>&#8220;.</p>
<p>Ebbene, passando dall&#8217;astratto al concreto, vediamo chi sono gli attuali giudici costituzionali. Procediamo con ordine, partendo dai cinque nominati dal Presidente della Repubblica. Si tratta del Prof. Franco Gallo, ordinario di Diritto tributario (nominato il 14 settembre 2004); del Prof. Sabino Cassese, ordinario di Diritto amministrativo (nominato il 4 novembre 2005); della Prof.ssa Maria Rita Saulle, ordinaria di Diritto internazionale (nominata il 4 novembre 2005); del Prof. Giuseppe Tesauro, ordinario di Diritto internazionale (nominato il 4 novembre 2005); del Prof. Paolo Grossi, ordinario di Storia del diritto italiano (nominato il 17 febbraio 2009).</p>
<p>Una prima considerazione è d&#8217;obbligo. Si tratta di giuristi di straordinaria levatura, che non hanno certo bisogno di presentazioni ed è francamente offensivo trattarli come &#8220;soldatini&#8221; di un partito. Ma, in ogni caso, anche seguendo i ragionamenti del Presidente del Consiglio, quattro dei cinque giudici anzidetti sono stati nominati dal Presidente Ciampi, che ha ricoperto la più alta carica dello Stato dal 18 maggio 1999 al 10 maggio 2006. L&#8217;unico giudice nominato dal Presidente Napolitano (il che ovviamente non è una nota di demerito) è il Prof. Grossi, uno dei più importanti storici del diritto italiani, nonché Accademico dei Lincei. <em>In ogni caso, Ciampi, per chi non lo ricordasse, fu eletto anche con i voti di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza (707 voti su 1010)</em>. L&#8217;argomento secondo cui i giudici di nomina presidenziale sarebbero stati nominati da Presidenti &#8220;di sinistra&#8221;, oltre ad integrare probabilmente gli estremi di un vilipendio, è semplicemente falso. A meno che non si sostenga che nel 1999 Berlusconi fosse passato a sinistra (<strong>Continua&#8230;</strong>)</p>
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    <title type="html">La controffensiva di Alfano: la riforma del C.S.M. e il gusto del sorteggio</title>
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      <name>Alessandro</name>
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    <published>2009-10-10T12:00:10+00:00</published>
    <updated>2009-10-10T12:00:10+00:00</updated>
    <dc:subject>costituzione</dc:subject><dc:subject>regole-del-gioco</dc:subject><dc:subject>quirinale</dc:subject><dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>giorgio-napolitano</dc:subject><dc:subject>angelino-alfano</dc:subject><dc:subject>politica-tribunali</dc:subject><dc:subject>consiglio superiore della magistratura</dc:subject><dc:subject>ministro alfano</dc:subject><dc:subject>riforma csm</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Com&amp;#8217;era prevedibile, il &amp;#8220;dopo lodo&amp;#8221; si apre all&amp;#8217;insegna della guerra alla magistratura e al sistema delle garanzie costituzionali. Posto che, come ha ieri tuonato[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/5787/la-controffensiva-di-alfano-la-riforma-del-csm-e-il-gusto-del-sorteggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/BerlusconieAlfano.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="321" alt="Berlusconi e Alfano" /><br clear="all" /></p>
<p>Com&#8217;era <a href="http://www.polisblog.it/post/5762/analisi-il-giorno-dopo-la-sentenza-sul-lodo-alfano-i-possibili-scenari">prevedibile</a>, il &#8220;dopo lodo&#8221; si apre all&#8217;insegna della guerra alla magistratura e al sistema delle garanzie costituzionali. Posto che, come ha <a href="http://www.polisblog.it/post/5781/per-il-presidente-del-consiglio-in-italia-nessuno-e-imparziale">ieri</a> tuonato il <a href="http://www.polisblog.it/tag/Presidente+del+Consiglio">Presidente del Consiglio</a>, <em>&#8220;nessuno è imparziale in Italia&#8221;</em>, occorre adesso ridurre all&#8217;impotenza tutti quegli organi &#8220;di parte&#8221; non legittimati dal consenso popolare. Come farlo? Semplice: attraverso una limitazione del loro diritto di voto! Paradossale?</p>
<p>Direi proprio di sì, ma ogni forma di autoritarismo ha sempre un che di grottesco e paradossale. Ce lo insegnava già George Orwell nel suo capolavoro <em>&#8220;1984&#8243;</em>: ricordate gli slogans del Partito? <em>&#8220;La guerra è pace&#8221;</em>, <em>&#8220;La libertà è schiavitù&#8221;</em>, <em>&#8220;L&#8217;ignoranza è forza&#8221;</em>&#8230; E una certa vena autoritaria sembra ispirare ormai molte iniziative della maggioranza di governo.</p>
<p>La prima proposta di legge patrocinata dal Ministro <a href="http://www.polisblog.it/tag/Alfano">Alfano</a>, dopo la sentenza della Consulta sul &#8220;lodo&#8221;, è una riforma del <a href="http://www.polisblog.it/tag/Consiglio+Superiore+della+Magistratura">Consiglio Superiore della Magistratura</a> intesa soprattutto a modificare il sistema di composizione dell&#8217;organo. La novità più importante? L&#8217;elezione dei consiglieri dovrà essere preceduta da un sorteggio.. I fortunati estratti vinceranno il diritto all&#8217;elettorato passivo! Potranno essere eletti. Gli altri a casa. Magari ritenteranno la prossima volta!</p>
 <p>
Il meccanismo è già stato introdotto per la formazione delle commissioni dei concorsi universitari dal decreto Gelmini e si è dovuto attendere più di un anno perchè si risolvessero (quasi) tutti i problemi applicativi determinati da una soluzione tanto complicata. Ma il metodo è sempre quello: le elezioni vanno bene, anzi sono l&#8217;unico criterio di legittimazione (ovverosia di giustificazione) di ogni potere possibile e immaginabile, ma quando producono rappresentanze sgradite alla maggioranza legittimata dal popolo sovrano si ritiene necessario sabotarle con un bel sorteggione&#8230;</p>
<p>Per capire l&#8217;importanza della modifica è bene riguardare, Costituzione alla mano, quali sono le competenze del C.S.M.: l&#8217;articolo 105 della Carta prevede che a tale organo spettano, <em>&#8220;secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati&#8221;</em>.</p>
<p>Perchè i Costituenti pensarono di attribuire il compito di adottare questi specifici atti ad un organo estraneo al potere esecutivo? Perchè si ritenne di dover sottrarre al Ministro di Grazia e Giustizia (ora soltanto Ministro della Giustizia) tutti quei provvedimenti idonei ad incidere sullo status del magistrato (quali sono appunto quelli menzionati nella Costituzione), al fine di garantire l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura stessa.</p>
<p>Il Consiglio, in base a quanto stabilisce l&#8217;articolo 104 della Costituzione, <em>è presieduto dal Presidente della Repubblica e ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione</em>. Questi sono i cosiddetti &#8220;membri di diritto&#8221;, ai quali si affiancano i &#8220;membri elettivi&#8221;. <em>Di questi ultimi due terzi sono eletti dai magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie e un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio</em>.</p>
<p>La proposta di legge intenderebbe introdurre un sorteggio preventivo all&#8217;elezione dei membri eletti dai magistrati. Una misura probabilmente incostituzionale, in quanto lesiva del diritto all&#8217;elettorato passivo dei magistrati stessi (e, dunque, dell&#8217;articolo 104 della Costituzione). L&#8217;intento sarebbe quello di combattere il tanto vituperato fenomeno del &#8220;correntismo&#8221;, ritenuto causa e manifestazione di un&#8217;ormai dilagante &#8220;politicizzazione&#8221; della magistratura. La legge dovrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato, rappresentante dell&#8217;unità nazionale, garante politico della Costituzione, nonché Presidente del C.S.M. stesso.</p>
<p>Mi chiedo perchè nessuno proponga mai di introdurre il sorteggio preventivo all&#8217;elezione dei parlamentari. Sarebbe un modo (certo, anch&#8217;esso di dubbia costituzionalità) per neutralizzare le diseguaglianze sociali ed economiche che determinano un&#8217;evidente disparità di chances nell&#8217;accesso alle cariche pubbliche. Una simile idea dubito che verrà mai in mente al Ministro Alfano e ai suoi colleghi.  </p>
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    <title type="html">Il Governo non è pronto per festeggiare l’Unità d’Italia, ad annunciarlo Giorgio Napolitano</title>
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      <name>Giovanni Molaschi</name>
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    <published>2009-08-20T02:53:43+00:00</published>
    <updated>2009-08-20T02:53:43+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/5316/il-governo-non-e-pronto-per-festeggiare-lunita-ditalia-ad-annunciarlo-giorgio-napolitano"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/napolitanounititalia.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="346" alt="" /><br clear="all" /><br />
Sostenere a parole che quanto detto, sui <a href="http://www.polisblog.it/post/5279/zaia-la-rai-apra-ai-dialetti-a-partire-dalle-fiction-al-di-la-delle-violente-reazioni-politiche-perche-no">dialetti</a> in televisione piuttosto che sull’<a href="http://www.polisblog.it/post/5260/insufficiente-il-tricolore-per-la-lega">inno di Mameli</a>, dai vari esponenti della Lega sia sbagliato sono bravi tutti. O quasi. Testimoniare con i fatti che le idee del Carroccio possano essere liquidati come semplici colpi di sole è più impegnativo. </p>
<p>Stando a <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200908articoli/46512girata.asp">quanto dichiarato</a> dal Presidente della Repubblica <a href="http://www.polisblog.it/tag/giorgio+napolitano">Giorgio Napolitano</a> a la Stampa sarebbe stato necessario un sollecito alle autorità competenti per garantire i festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia previsto per il 2011.</p>
<p>La richiesta di delucidazioni avanzata dalla massima autorità del Paese non sarebbe però stata accolta, e quindi appagata, tanto che lo stesso <a href="<a href="http://www.polisblog.it/tag/giorgio+napolitano">Giorgio Napolitano</a>&#8220;>Giorgio Napolitano ha già fatto sapere di elaborare una propria proposta qualora quella del Ministro dei Beni Culturali <a href="http://www.polisblog.it/tag/sandro+bondi">Sandro Bondi</a> non fosse all’altezza delle aspettative.</p>
 <p>
Idee che ad oggi non convincono neanche tutti gli esponenti del proprio partito, il Popolo della Libertà. Il Ministro della Difesa <a href="http://www.polisblog.it/tag/ignazio+la+russa">Ignazio La Russa</a> ha <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/unita-italia/unita-italia/unita-italia.html">chiesto pubblicamente</a> di essere coinvolto in vista dell’importante anniversario.</p>
<blockquote><p>“Fa bene - ha dichiarato <a href="http://www.polisblog.it/tag/ignazio+la+russa">Ignazio La Russa</a> - il presidente della Repubblica a stimolare il governo, perché non c&#8217;è più tempo da perdere. Io stesso pur essendo un ministro che ha competenze sulle celebrazioni per l&#8217;Unità d&#8217;Italia, sono rimasto estraneo alla preparazione e sarei felice di essere coinvolto. Dico a Bondi: sono a disposizione, dò la mia piena disponibilità, sia personale sia come Forze Armate, considerato anche che abbiamo il know how necessario per gestire le grandi ricorrenze”.
</p></blockquote>
<p>Di parere, ovviamente, contrario l’esponente della Lega <a href="http://www.polisblog.it/tag/roberto+calderoli">Roberto Calderoli</a> secondo il quale non si dovrebbero realizzare celebrazioni troppo sfarzose in tempo di crisi.</p>
<p>Effettivamente, a pensarci bene, il suo Ministero della Semplificazione non è l’ennesimo costo aggiuntivo.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/slack79/2550725319/">Flickr</a></p>
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