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  <title>Polisblog.it</title>
  <link>http://www.polisblog.it</link>
  <description>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</description>
  <pubDate>Mon, 21 May 2012 13:56:34 GMT</pubDate>
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  <copyright>2007-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Veritometro: Sarkozy, le tasse e l&#039;Italia</title>
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    <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:05:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>elezioni presidenziali francesi 2012</category><category>veritometro</category><category>veritometro sarkozy</category>
    <description>“La Francia è il paese con il carico fiscale più pesante d&amp;#8217;Europa&amp;#8221;


Nicolas Sarkozy, 29 gennaio 2012 






Scopri perchè dopo il salto</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<table WIDTH="586" CELLPADDING="10" ALIGN="CENTER" VALIGN="middle" border="0" BGCOLOR="lightblue">
<tr>
<td>
<img src="http://static.blogo.it/polisblog/sarkozy_03.jpg" class="post" border="0" align="left" width="57" height="85" alt="" /></td>
<td>
<div align="justify">
<font size="3"><b>“La Francia è il paese con il carico fiscale più pesante d&#8217;Europa&#8221;</b></font></div>
<p></p>
<div align="right">
<i>Nicolas Sarkozy, 29 gennaio 2012 </i></div>
</td>
<td>
<img SRC="http://static.blogo.it/polisblog/false2.png"/>
</td>
</tr>
</table>
<p><em>Scopri perchè dopo il salto</em></p>


<p>Con la crisi dell&#8217;euro, <strong>gli affari interni dei nostri vicini diventano sempre più anche affari nostri.</strong> L&#8217;esito delle <strong>imminenti elezioni presidenziali francesi</strong>, ad esempio, sarà fondamentale per gli equilibri dell&#8217;asse franco-tedesco e, di conseguenza, per il futuro della politica economica anche nel nostro paese. </p>
<p>Per questo motivo, <strong>è arrivato il momento di far varcare le alpi al veritometro di polisblog</strong>. Protagonista della puntata di oggi proprio il presidente francese Nicolas Sarkozy, che qualche sera fa si è concesso un&#8217;intervista-monologo in prima serata televisiva. </p>
<p>Un&#8217;intervento che, <a href="http://decodeurs.blog.lemonde.fr/2012/01/30/les-approximations-de-nicolas-sarkozy/">secondo Le Monde</a> (che però parteggia abbastanza palesemente per l&#8217;avversario socialista Hollande), è stato &#8220;come al solito&#8221; pieno di &#8220;approssimazioni&#8221;. Come quando il Presidente ha dichiarato: </p>
<blockquote><p>La Francia è il paese con il carico fiscale più pesante d&#8217;Europa</p></blockquote>
<p>Un&#8217;affermazione che suonerà strana a molti <strong>italiani, abituati a sentirsi ripetere che sono proprio loro (subito dopo gli scandinavi) i più tassati del continente</strong>. Una versione confermata dalle statistiche ufficiali (fonte EU, via Le Monde): </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/CaricofiscaleinEuropa.JPG" class="post" border="0" width="586" height="434" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Dopo Svezia, Danimarca e Belgio, è infatti proprio l&#8217;Italia a occupare il quarto posto europeo per carico fiscale (43,1%). La Francia arriva solo settima, con 41,7%. </p>
<p>Un argomento che - anche se falso - rientra perfettamente nella <strong>strategia di Sarkozy per le presidenziali: presentarsi come il candidato dell&#8217;apertura, che vuole cambiare le anomalie di una Francia &#8220;troppo di sinistra&#8221;</strong> per modellarla a immagine e somiglianza dei migliori esempi europei di competitività - prima fra tutte la Germania. </p>
<p>Una linea che, per il momento, non sembra pagare: a poche ore dall&#8217;intervista, il vantaggio di Hollande nei sondaggi <a href="http://www.lemonde.fr/election-presidentielle-2012/article/2012/01/31/apres-l-interview-televisee-du-president-hollande-accroit-son-avance-selon-l-ifop_1636680_1471069.html">addirittura aumenta</a>: 31 a 24 al primo turno (con Marine Le Pen ferma al 19%) e 58-42 in caso di ballottaggio.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13413/veritometro-sarkozy-le-tasse-e-litalia">Veritometro: Sarkozy, le tasse e l'Italia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:05 di martedì 31 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: l&#039;Italia e le riforme di Monti</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13393/rassegna-stampa-estera-litalia-e-le-riforme-di-monti</link>
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    <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:00:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>evasione fiscale</category><category>liberalizzazioni</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera governo monti</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>&amp;#8220;Salva-Italia&amp;#8221;, lotta all&amp;#8217;evasione, liberalizzazioni: le riforme del Governo Monti non sono certo passate inosservate in Italia. Altrettanto si può dire[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>&#8220;Salva-Italia&#8221;, lotta all&#8217;evasione, liberalizzazioni: le riforme del Governo Monti non sono certo passate inosservate in Italia. Altrettanto si può dire dell&#8217;estero, dove vari giornali hanno cercato di raccontare le azioni del nuovo esecutivo per fare fronte alla crisi. </p>
<p>Particolarmente favorevole il ritratto che <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13716">El Pais</a></strong> <em></em> dedica al nuovo premier: </p>
<blockquote><p>Balla molto bene per non avere mai ballato. Con i suoi 69 anni, Mario Monti preme l’acceleratore su tutti i fronti della politica nazionale e internazionale. Sino quasi al punto di diventare – se non lo è già – un riferimento politico per l’Unione Europea al pari di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Dopo appena due mesi dall’essere salito al potere con l’etichetta di tecnocrata, una specie di revisore dei conti mandato a sistemare gli sconquassi di Silvio Berlusconi Mario Monti(..) ha previsto di mettere sul piatto, nelle prossime ore, <strong>un pacchetto di misure economiche talmente drastiche che nessuno dei suoi predecessori – indipendentemente dal colore politico – aveva osato proporre.</strong></p></blockquote>


<blockquote><p>Dopo aver affondato il bisturi dove fa più male e dove è più facile incidere – le pensioni, i diritti dei lavoratori, l’aumento astronomico dei carburanti – Monti è ora pronto a favorire la concorrenza tagliando i privilegi acquisiti delle lobby così potenti in Italia, sebbene così diverse tra loro, come avvocati, farmacisti, notai, benzinai o tassisti. Questi ultimi lo hanno già avvertito che, se intende andare avanti con la liberalizzazione del settore, metteranno a ferro e fuoco il paese.</p></blockquote>
<p>Secondo <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13726">El economista.com</a></strong> <em>&#8220;liberalizzare tutto è l&#8217;ultimo espediente per dare una scossa all&#8217;economia&#8221;</em>:  </p>
<blockquote><p>Il decreto “Cresce-Italia” – come Monti ha voluto chiamarlo – è un insieme di misure pensato per porre fine ad un ampio numero di privilegi che, uniti alle deformazioni e alle trappole burocratiche, rallentano l’economia italiana. <strong>L’elenco delle prebende esclusive delle corporazioni italiane è molto lungo</strong> e va dai privilegi di deputati e senatori (che nonostante gli stipendi più alti d’Europa viaggiano gratis in aereo, treno e autostrada) allo smisurato potere contrattuale dei tassisti, che da anni si oppongono all’assegnazione di nuove licenze. Monti al riguardo ha poche alternative: con i tassi di interesse che non calano, Roma quest’anno si prepara ad entrare in recessione; un tunnel, ha avvisato la Banca Centrale italiana, che non avrà via d’uscita nemmeno nel 2013 a meno che non si riduca lo spread dei buoni del Tesoro. Dopo il piano di risanamento di 30.000 milioni di euro approvato a dicembre, il professore per far quadrare i conti deve ricorrere ai due giacimenti nascosti della ricchezza del Paese: l’evasione fiscale e i privilegi di molte categorie professionali. Problemi spesso intrecciati dato che tra le pieghe dei benefici si nascondono molti evasori.</p></blockquote>
<p>E proprio di evasione si è occupato il francese <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13713">Libération</a></strong>: </p>
<blockquote><p><strong>“In passato, l’evasione fiscale ha aiutato il nostro miracolo economico perché ridistribuiva la ricchezza”</strong>, ha recentemente analizzato Giuseppe Roma, direttore del cento di studi socio-economici Censis. “Gli evasori utilizzavano il denaro per acquistare beni di consumo come un frigorifero o una Fiat 600. Questo denaro restava all’interno del circuito economico e si trasformava in salari per gli operai che fabbricavano i frigoriferi e le vetture”. E ha aggiunto che esisteva una sorta di patto tra governo e cittadini: “La politica prometteva di non mettere il naso” negli affari degli evasori ed, in cambio, riceveva consenso elettorale. “Onesti”. Nel corso degli anni, sostiene però Giuseppe Roma, l’equilibrio si è rotto. “Dalla fine degli anni ’90, non c’è stata più ridistribuzione. I soldi dell’evasione non sono più rientrati nel circuito, sono stati accumulati”. Oggigiorno il relativo consenso politico riguardo all’evasione ha cominciato a sgretolarsi. Specialmente con un debito al 120% del PIL, una crescita ferma e la punizione dei mercati, l’Italia vive ormai nell’urgenza di trovare entrate di bilancio. “È inaccettabile che i lavoratori facciano dei sacrifici quando una parte importante della ricchezza sfugge alle tasse, aumentando così la pressione sui contribuenti onesti”, ha ribadito qualche giorno fa il presidente del Consiglio, consapevole che una riforma dello Stato e una riduzione dei suoi costi siano entrambi necessari per fare accettare il giro di vite del fisco.
</p></blockquote>
<p>Anche il tedesco <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13701">Spiegel Online</a></strong>, con i consueti toni provocatori, ha cercato di raccontare l&#8217;Italia - il paese dove <em>&#8220;i poveri viaggiano in Ferrari&#8221;</em>: </p>
<blockquote><p><strong>È un programma di austerità devastante quello con cui il nuovo capo del Governo, Mario Monti, sta flagellando il paese dopo il voto parlamentare</strong>: in futuro gli italiani andranno in pensione più tardi, l’IVA sarà aumentata come anche le imposte sugli immobili e sui terreni. Grazie alle misure approvate, Monti intende recuperare 30 miliardi di euro l’anno. Tuttavia questa somma non è che una piccola parte di ciò che i cittadini italiani evadono allo stato: Circa 20 miliardi di euro sarebbe ciò che, secondo “La Repubblica”, gli italiani frodano ogni anno al fisco. Una somma equivalente a circa il 30 percento delle entrate totali dello stato. (..) L’arroganza degli evasori fiscali italiani è emersa quanto mai evidente durante il recente blitz degli ispettori del fisco nella rinomata località sciistica di Cortina d’Ampezzo. I controlli sono stati effettuati su oltre 250 proprietari di Ferrari e altre auto di lusso, che dichiaravano entrate lorde inferiori a 30.000 euro l’anno. Come se non bastasse oltre 50 delle autovetture in questione risultavano ufficialmente registrate come macchine aziendali intestate ad aziende dichiaranti perdite o nel migliore dei casi entrate estremamente modeste. Lo scherno dei giornalisti verso i finti poveri di Cortina è durato a lungo.</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13393/rassegna-stampa-estera-litalia-e-le-riforme-di-monti">Rassegna stampa estera: l'Italia e le riforme di Monti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:00 di lunedì 30 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: Italia e Mafia, un evergreen anche in tempi di crisi</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13311/rassegna-stampa-estera-italia-e-mafia-un-evergreen-anche-in-tempi-di-crisi</link>
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    <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:00:04 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>nicola cosentino</category><category>rassegna stampa estera</category><category>roberto saviano</category><category>stampa estera italia</category><category>stampa estera mafia</category>
    <description>Mettetevi nei panni di un giornalista straniero che deve scrivere un articolo sull&amp;#8217;Italia: come fare a meno di parlare di Mafia? Il tema, fin dai tempi de &amp;#8220;Il Padrino&amp;#8221;, è[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Mettetevi nei panni di un giornalista straniero che deve scrivere un articolo sull&#8217;Italia: come fare a meno di parlare di Mafia? Il tema, fin dai tempi de &#8220;Il Padrino&#8221;, è di sicuro successo presso i lettori. In più, <strong>il paese e il suo parlamento offrono continue occasioni per tornare a mettere il dito nella piaga</strong>. </p>
<p>Come? Ma salvando Nicola Cosentino dal carcere ad esempio! Un evento che non è sfuggito alla <a href="http://italiadallestero.info/archives/13640"><strong>Frankfurter Allgemeine Zeitung</strong></a>: </p>
<blockquote><p>Già nel 2009 Cosentino era sfuggito all’arresto grazie all’appoggio dei suoi amici di partito. In effetti, più che un aiuto a Cosentino, si è trattato di <strong>una dimostrazione di solidità, a quanto pare riuscita, della vecchia maggioranza di Berlusconi</strong> rispetto al governo provvisorio del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.</p></blockquote>


<blockquote><p>(..) Già nel 2008 Cosentino socio di un’azienda per lo smaltimento di rifiuti, è stato accusato di aver preso tangenti per traffico e trattamento illegale di rifiuti tossici. <strong>Adesso non più considerato il coordinatore del Pdl a Napoli, bensì il “referente politico nazionale” della mafia al governo.</strong> Roberto Saviano, che nel suo libro Gomorra parla di questa mafia, in occasione dell’arresto di Michele Zagaria, capo del clan dei Casalesi, nel mese di dicembre, aveva dichiarato che la vicenda Cosentino avrebbe dato i suoi risultati: “Dopo la caduta del governo Berlusconi a novembre e il declino del potere di Cosentino a lui legato, qualcuno ha cominciato a collaborare con la procura”.</p></blockquote>
<p>In Argentina <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13634">La Nacion</a></strong> ha notato che &#8220;<em><a href="http://italiadallestero.info/archives/13634">La crisi alimenta gli affari della mafia italiana</a></em>&#8220;:</p>
<blockquote><p><strong>La crisi economica e finanziaria mondiale rovescia i governi, scuote le famiglie, fa disperare i giovani e porta sull’orlo del collasso le imprese. Tuttavia gioca a favore della mafia</strong>, il cui denaro sporco diventa sempre più appetibile. Tutto questo e molto altro è emerso ieri [10 gennaio 2012] da un rapporto della Confersercenti-SOS Impresa, il quale ha confermato che la cosiddetta Mafia SpA continua ad essere il maggiore agente economico italiano, in grado di fatturare più di 100.000 milioni di euro, equivalente circa al 7% del PIL del paese. Una quantità enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi. Il rapporto ha rivelato anche che la crisi ha portato a un aumento delle vittime dell’usura, uno dei nuovi crimini della mafia.</p></blockquote>
<p>In America <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13531">The Huffington Post</a></strong> ha dedicato un lungo articolo-intervista, dai toni quasi agiografici, a Roberto Saviano: </p>
<blockquote><p>La negazione è anche la prima linea di difesa usata dagli avvocati dei boss accusati durante i processi alla mafia. Il loro punto è sempre che “la Camorra non esiste” e che le morti, i corpi, persino le faide familiari sono causati dalla “violenta cultura del territorio, e da rivalità tra famiglie”. Durante il piu grande processo italiano alla mafia degli ultimi 20 anni, il maxi processo Spartacus, l’avvocato dei due boss accusati, Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, ha annotato come parte della difesa che Saviano, insieme a un magistrato, avrebbe dovuto essere ritenuto “personalmente responsabile per la condanna di questi uomini, perché hanno influenzato il processo con il loro uso dei media”. Saviano descrive quella condanna come un “momento davvero buio” della sua vita, in quanto fu anche <strong>il periodo, circa un anno e mezzo fa, in cui l’allora primo ministro Silvio Berlusconi dichiarò che [Saviano] aveva diffamato l’Italia nel mondo con il libro Gomorra.</strong></p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13311/rassegna-stampa-estera-italia-e-mafia-un-evergreen-anche-in-tempi-di-crisi">Rassegna stampa estera: Italia e Mafia, un evergreen anche in tempi di crisi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di giovedì 26 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Rassegna Stampa Estera: l&#039;Italia e il lato oscuro dei quotidiani stranieri</title>
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    <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:48:01 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>costa concordia</category><category>il peggio della stampa estera</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>Finchè c&amp;#8217;era Berlusconi, era facile salutare con grida di giubilo qualsiasi critica della stampa estera al nostro paese. Anche quando si lasciava prendere la mano, definendo ad esempio il[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Finchè c&#8217;era Berlusconi, era facile salutare con grida di giubilo qualsiasi critica della stampa estera al nostro paese. Anche quando si lasciava prendere la mano, definendo ad esempio il nostro paese uno &#8220;<a href="http://www.polisblog.it/post/3711/la-sueddeutsche-zeitung-contro-litalia-uno-stivale-che-puzza">stivale che puzza</a>&#8220;, si trovava sempre qualcuno disposto a gridare <em>&#8220;Giusto! Hanno ragione! Sapete cosa? Facciamoci governare da loro e basta!&#8221;</em></p>
<p>Ora che &#8220;lui&#8221; non c&#8217;è più, e che le scelte decisive sul nostro paese vengono effettivamente prese tra Parigi e Berlino (o forse solo a Berlino), ho come l&#8217;impressione che molti abbiano cambiato idea. Perchè <strong>lo sguardo che gli stranieri posano sull&#8217;Italia non è sempre carico di civiltà, di buone maniere e di valori europei.</strong> </p>
<p>A volte rivela più che altro pregiudizi duri a morire, volontà di dominio e <em><a href="http://www.polisblog.it/post/3711/la-sueddeutsche-zeitung-contro-litalia-uno-stivale-che-puzza">schadenfreude</a></em>. Vi propongo qualche esempio dopo il salto, con qualche articolo scelto tra i <em>peggiori</em> pezzi della stampa straniera delle ultime settimane. </p>


<p>Cominciamo dal fondo, ovvero dall&#8217;<a href="http://italiadallestero.info/archives/13625">articolo </a>che l&#8217;olandese <strong>Trouw</strong> ha dedicato all&#8217;incidente della Costa Concordia:</p>
<blockquote><p>
Immagini affascinanti: la splendida nave da crociera italiana, modello di moderno design, lusso e bellezza, sdraiata su un fianco. Sommersa a metà nelle acque toscane, vicino alla regione più bella d’Italia. Non sono riuscito a distogliere lo sguardo dalla nave per tutto il fine settimana, e man mano che le informazioni sul disastro diventavano più precise, l’allegoria ha preso forme più definite. Fino a quando non ho più visto una nave da crociera di lusso, impotente e paralizzata, ma un intero Paese che lentamente si rovescia e si ferma. Questa non è stata una tragedia del mare ma un vero e proprio dramma italiano, di quelli che hanno luogo soprattutto nel Bel Paese. Ho guardato e ascoltato il capitano Francesco Schettino, che, naturalmente, a suo dire è stato irreprensibile. Se ne era semplicemente fregato delle regole, come fa la maggior parte degli italiani, per potersi avvicinare il più possibile all’isola del Giglio. Secondo alcune fonti, l’ha fatto per accontentare un membro dell’equipaggio. (..) <strong>So che non si deve generalizzare e che il significato di uno specifico disastro non può essere imputato a un intero Paese e alla sua cultura. Ma lo faccio comunque. Perché so per esperienza che in Italia l’individuo e il suo proprio interesse hanno sempre la priorità sulla collettività e sull’interesse pubblico e che non è necessario rispettare le regole, anche se così facendo si mette in pericolo la vita degli altri</strong></p></blockquote>
<p>Come dire, un&#8217;ennesima variazione sul tema <em>&#8220;Non sono razzista, però&#8230;&#8221;</em>. Un esito meno tossico (ma pur sempre irritante) dell&#8217;uso abbondante di stereotipi in un articolo sull&#8217;Italia ce lo offre il britannico <strong><a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2012/jan/22/italian-refuse-give-up-ice-cream">Guardian</a></strong>: </p>
<blockquote><p>Gli italiani, che fanno fronte a licenziamenti, inflazione e austerità, stanno tagliando le tradizionali lunghe vacanze e i comodi pranzi. Ma, mentre i gelatai di tutta la nazione si riuniscono questa settimana a Rimini per la loro fiera annuale,  appare evidente che <strong>millioni di italiani , anche se al verde, non ci pensano proprio a rinunciare al loro &#8220;gelato&#8221;</strong> (in italiano nel testo, nda). </p></blockquote>
<p>Segue un articolo interamente dedicato alla fiera del gelato di Rimini. Forse qualcuno dovrebbe spiegare al Guardian che nei mesi invernali il gelato non è esattamente il dessert preferito dagli italiani - crisi economica o meno. </p>
<p>E dopo Olanda e Inghilterra, come dimenticare la Germania? La visita di Monti a Berlino dello scorso 11 gennaio ha rappresentato un <a href="http://www.polisblog.it/post/13181/angela-merkel-e-mario-monti-a-berlino-come-cambia-litalia-in-europa">momento di rinnovamento della nostra immagine internazionale</a>? Può anche essere, ma di sicuro <strong><a href="http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,808090,00.html">Der Spiegel</a></strong> non se n&#8217;è accorto: </p>
<blockquote><p><strong>Angela Merkel accoglie un ospite irriconoscente.</strong> Il premier italiano Mario Monti vuole forzare la Cancelliera a un cambio di rotta sul salvataggio dell&#8217;Euro, e mette in guardia rispetto a possibili proteste anti-europee nel suo paese. (..) Una fonte di speranza può diventare molto in fretta una presenza scomoda. Mario Monti, professore di Economia ed ex commissario europeo, era anche il candidato preferito di Berlino quando nello scorso novembre ha preso il posto di Silvio Berlusconi alla guida del Governo a Roma. Monti doveva rimettere in piedi l&#8217;Italia con un rigido piano di risparmi, poichè il superindebitato paese del Sud rischiava di trascinare l&#8217;intera unione monetaria nell&#8217;abisso. E Monti ha effettivamente risparmiato: 30 miliardi di euro con una sola manovra. &#8220;Avanti così&#8221;, hanno tuonato da Berlino. <strong>Però adesso Monti non vuole più risparmiare. Vorrebbe una politica completamente diversa da quella desiderata dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel.</strong></p></blockquote>
<p>Avere un&#8217;opinione diversa da quella di Angela Merkel: tanto basta, dalle parti dello Spiegel, per diventare &#8220;irriconoscenti&#8221; e &#8220;scomodi&#8221;. <strong>C&#8217;è ancora qualcuno là fuori che è pronto a dare ragione <em>sempre e a prescindere</em> alla stampa straniera?<br />
</strong></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13307/rassegna-stampa-estera-litalia-e-il-lato-oscuro-dei-quotidiani-stranieri">Rassegna Stampa Estera: l'Italia e il lato oscuro dei quotidiani stranieri</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:48 di martedì 24 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Rassegna Stampa Estera: l&#039;Italia in crisi, tra Casta, Mafia e evasione fiscale</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13305/rassegna-stampa-estera-litalia-in-crisi-tra-casta-mafia-e-evasione-fiscale</link>
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    <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:12:43 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>casta</category><category>evasione fiscale</category><category>mafia</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>Una volta - non molto tempo fa - la stampa estera accostava sistematicamente il nome &amp;#8220;Italia&amp;#8221; a quello di una persona: Silvio Berlusconi. Ora le cose sono cambiate, e la nuova[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
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<p>Una volta - non molto tempo fa - la stampa estera accostava sistematicamente il nome &#8220;Italia&#8221; a quello di una persona: Silvio Berlusconi. Ora le cose sono cambiate, e <strong>la nuova &#8220;tag&#8221; preferita dai quotidiani stranieri è &#8220;italia crisi&#8221;</strong>. </p>
<p>Qualsiasi tema giù abitualmente associato al nostro paese (i costi della politica, la Mafia, l&#8217;evasione), viene ormai presentato nel contesto di un paese che scivola lentamente verso la rovina. </p>
<p>Qualche esempio: lo spagnolo <a href="http://italiadallestero.info/archives/13648">El Periodico</a> si è concentrato recentemente sull&#8217;epica saga della &#8220;Casta&#8221; italiana, ricorrendo ad un ormai popolarissimo paragone, che coinvolge proprio il monarca iberico: </p>
<blockquote><p>I parlamentari del paese transalpino guadagnano molto di più dei loro colleghi europei. Uno stenografo del Senato guadagna quanto il Re di Spagna. </p></blockquote>


<blockquote><p>Se ciò che conta è l’importo finale che entra in tasca, un deputato italiano vive come un re. Se è francese o tedesco se la passa come un principe, e se il deputato è spagnolo, è il più povero. In cifre, l’italiano si porta a casa in totale 18.776,30 euro lordi al mese, il francese13.928,20, il tedesco 12.625,40 e lo spagnolo 4.637,80. <strong>Molti Onorevoli protestano, sostenendo che queste cifre devono essere scorporate, documentate e distribuite, in maniera che sia chiaro che alla fine del mese prendono solo circa 5.000 euro netti. Se un italiano dice “Un momento! Dobbiamo analizzare la questione” e l’interlocutore gli dà spazio, è finita.</strong> Perciò i social network del Paese non li lasciano parlare. </p></blockquote>
<p>La Mafia e l&#8217;Italia: tema stranoto - come riuscire a scriverci ancora un articolo originale? Semplice, basta accostare la criminalità organizzata alla crisi! E&#8217; quello che fa Le Figaro <a href="http://italiadallestero.info/archives/13676">&#8220;In un&#8217;Italia in crisi, la prima banca è la Mafia&#8221;</a>: </p>
<blockquote><p>La mafia non sa cosa sia la crisi, al contrario, anzi ne trae vantaggio. Secondo il rapporto annuale dell’associazione SOS Impresa, la mafia si è ingigantita e può ormai essere considerata la prima banca del Paese con 65 miliardi di liquidità. Per l’associazione, l’estorsione condotta dai gruppi criminali è diventata persino un’ “urgenza nazionale”. Approfittando delle riduzioni creditizie delle banche, le organizzazioni mafiose hanno infatti aumentato la pressione sui piccoli commercianti, i quali sono costretti a cedere contraendo prestiti ad interessi esorbitanti. <strong>“Mentre la crisi ha minato la fiducia delle banche, le mafie arrivano con i loro capitali disponibili, frutto di attività criminali, e sono gli unici [finanziatori] pronti ad assumersi dei rischi”</strong>, spiega Eric Vernier, esperto di riciclaggio di denaro e ricercatore associato dell’IRIS. “Per i commercianti e gli artigiani, [le mafie] rappresentano la loro unica possibilità di prestito e l’unico mezzo per salvare le loro aziende ed i posti di lavoro”.
</p></blockquote>
<p>Un altro esercizio intellettuale amato dalla stampa estera è prendere l&#8217;Italia, toglierci uno dei suoi più gravi problemi, e immaginare che ne sarebbe dell&#8217;economia italiana in questo scenario. <a href="http://italiadallestero.info/archives/13654"><strong>El Pais</strong></a> si cimenta in questo sport in un articolo che parla di evasione fiscale: </p>
<blockquote><p>Silvio Berlusconi, diciamo la verità, aveva i suoi vantaggi. Durante il periodo in cui è rimasto al governo, gli italiani hanno avuto la scusa perfetta per sfuggire al fisco. Non lo faceva forse anche il premier, per di più vantandosene? Il fatto è che in un battibaleno la situazione è cambiata completamente. Se n’è andato a malincuore il populista Berlusconi, incapace di fronteggiare la tempesta della crisi e del proprio calo di popolarità e il suo posto è stato preso dal suo perfetto antagonista. Il professor Mario Monti ha fatto cadere il velo e ha mostrato ai suoi concittadini che l’Italia è ridotta a pezzi. Le ragioni sono tante e diverse, ma ce n’è una incontestabile che li mette in difficoltà: <strong>se gli italiani pagassero le tasse all’erario come gli inglesi o gli americani, il rapporto tra debito e PIL sarebbe dell’80% invece che del 120% (..)<br />
</strong></p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13305/rassegna-stampa-estera-litalia-in-crisi-tra-casta-mafia-e-evasione-fiscale">Rassegna Stampa Estera: l'Italia in crisi, tra Casta, Mafia e evasione fiscale</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 12:12 di lunedì 23 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: l&#039;Italia di Monti, &quot;dopo la sbornia&quot;</title>
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    <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 11:11:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>evasione fiscale</category><category>intervista alessandro benetton</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>Il repentino cambio di regime in Italia ha disorientato un po&amp;#8217; tutti, compresi i giornali stranieri. Secondo la svizzera Neue Zuercher Zeitung, non è ancora il momento di lasciarsi andare a[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
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<p>Il repentino cambio di regime in Italia ha disorientato un po&#8217; tutti, <a href="http://www.polisblog.it/post/12797/rassegna-stampa-estera-litalia-dopo-berlusconi">compresi i giornali stranieri</a>. Secondo la svizzera <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13172">Neue Zuercher Zeitung</a></strong>, non è ancora il momento di lasciarsi andare a facili entusiasmi: </p>
<blockquote><p>
I postumi della sbornia italiana sono fin d’ora abbastanza intensi, anche se l’ubriacatura non è ancora del tutto passata. Perché <strong>con le dimissioni del governo del paese si è ancor lungi dall’essere in salvo e finché Berlusconi ha con sé la sua mostruosa macchina propagandistica</strong>, c’è addirittura la minaccia di un ritorno suo o dei suoi simili. (..) Il nuovo governo ad interim guidato dall’economista Mario Monti non sarà subito in grado di occuparsi di una legge equa sui media o di simili lussi democratici, avrà già abbastanza da fare con il salvataggio dell’economia rimasta in braghe di tela. E dovrà vedersela con gli attacchi della squadra rimediata, sarà esposto al fuoco incrociato dei media, dell’esercito di avvocati del partito del Popolo della Libertà di Berlusconi e dei modi mercenari della Lega Nord.</p></blockquote>


<blockquote><p>Ma è un grande guadagno se l’Italia in Europa non è più rappresentata da un clown ridicolizzato, sottraendosi così alla gogna internazionale, alle smorfie di Sarkozy e al sorrisetto della Merkel. Ma a prescindere dall’imbarazzante cricca di Berlusconi, <strong>l’Italia dovrà convivere ancora a lungo con un’altra anomalia: l’ammasso frantumato dell’opposizione di sinistra, che non riesce ad accordarsi</strong> su una strategia comune e su un candidato leader. </p></blockquote>
<p>In America il <strong>Washington Post</strong> ha notato che <em><a href="http://italiadallestero.info/archives/13111">&#8220;Nel mezzo della crisi, l’Italia deve affrontare la cultura dell’evasione fiscale&#8221;</a></em>: </p>
<blockquote><p>Mentre lotta per allontanarsi dall’orlo di una crisi che vede gran parte del mondo finanziario sul baratro, l’Italia – ottava economia più grande al mondo – potrebbe essere vicina ad una resa dei conti nazionale con uno dei più esasperanti problemi finanziari e culturali: la frode fiscale. (..) la scorsa settimana Monti ha avvisato la nazione che proverà a portare il Paese fuori dal baratro finanziario, in parte prendendo di mira <strong>l’evasione fiscale, un male della società considerato più dannoso alle casse dello Stato di quanto lo siano un settore pubblico gonfiato e un sistema pensionistico sovraccarico</strong>. Le nuove leggi proposte potrebbero presto cambiare il modo in cui gli italiani comprano e vendono servizi ogni giorno, alterando tradizioni locali al fine di combattere un problema di evasione stimato a più di un quinto dell’intera produzione economica annuale dell’Italia. Monti si sta anche muovendo per reinserire uno dei doveri più duri da evadere, la tassa sulle proprietà, abolita in Italia sotto il governo Berlusconi.</p></blockquote>
<p>La tedesca <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13134">Sueddeutsche Zeitung</a></strong> ha intervistato Alessandro Benetton: </p>
<blockquote><p><strong>SZ: Come si sente un italiano che viaggia in Europa nell’era del fine Berlusconi?</p>
<p></strong>B: Girare per il mondo essendo italiano è sempre stato difficile. Pensi ai nostri connazionali emigrati negli Stati Uniti. Hanno fatto fortuna lì. Però è stato davvero penoso negli anni passati viaggiare all’estero e dover spiegare, perché in Italia tutti sapevano, cosa occorreva fare, ma nessuno lo faceva. Perché continuamente Berlusconi?</p>
<p><strong>SZ: La domanda fatale: perchè gli italiani hanno votato così spesso Berlusconi?</p>
<p></strong>B: Onestamente non lo so. In ogni caso io non ho mai votato per lui. Però suppongo, che gli italiani abbiano creduto che non esisteva una alternativa migliore. Oggi non possiamo pensare, che basta cambiare primo ministro e subito le cose migliorano. Un’unica persona non è responsabile di tutto. E’ un sistema. I problemi con il nostro debito pubblico risalgono agli anni 70.</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12801/rassegna-stampa-estera-litalia-di-monti-dopo-la-sbornia">Rassegna stampa estera: l'Italia di Monti, "dopo la sbornia"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:11 di giovedì 08 dicembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: l&#039;Italia, dopo Berlusconi</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12797/rassegna-stampa-estera-litalia-dopo-berlusconi</link>
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    <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:52:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>mediaticamente</category><category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>rassegna stampa estera</category><category>re giorgio napolitano</category><category>stampa estera italia</category><category>stampa estera post berlusconi</category>
    <description>Per mesi, anni, leggere la rassegna stampa estera di polisblog, ha significato scorrere le elucubrazioni dei corrispondenti stranieri sul complicato del rapporto del nostro paese con il Cavaliere. 
Ora[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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    </p>
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<p>Per mesi, anni, leggere la <strong><a href="http://www.polisblog.it/tag/rassegna%20stampa%20estera">rassegna stampa estera</a> di polisblog</strong>, ha significato scorrere le elucubrazioni dei corrispondenti stranieri sul complicato del rapporto del nostro paese con il Cavaliere. </p>
<p>Ora che &#8220;lui&#8221; non c&#8217;è più (almeno per un po&#8217;), i giornali stranieri, come quelli nostrani, sono un po&#8217; spiazzati. <strong>Tutto dovrebbe essere diverso, eppure non molto è cambiato</strong>. Questa almeno l&#8217;opinione del sudafricano <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13200">The Media Online</a></strong>: </p>
<blockquote><p>Di tutti i paesi della UE, i Reporter senza Frontiere (RSF) hanno posizionato l’Italia al fondo della classifica nel loro Indice mondiale della libertà di stampa del 2010. Ed è la “mancanza di autonomia dalla politica” dei media italiani che fa guadagnare al paese il discutibile titolo di “malato d’Europa”, come lo scienziato politico Chris Hanretty lo definisce nel suo libro del 2010, Italy Today. Da quando è salito al potere nel 1994, tutti hanno accusato solitamente il magnate dei media Silvio Berlusconi. (..) Le recenti dimissioni di Berlusconi a seguito della crisi del debito pubblico hanno suscitato qualche speranza di rinascita politica nel Paese in cui egli era stato, almeno secondo i suoi critici, una presenza oppressiva sulla scena politica per i precedenti 17 anni. Ad ogni modo, <strong>i media italiani probabilmente continueranno a godere di limitata autonomia dalla politica, anche senza Berlusconi al potere</strong>.</p></blockquote>


<blockquote><p>Hanretty fa presente che la “pressione proveniente dai politici precede l’entrata di Berlusconi in politica” e il sistema dei media “è affetto dalla stessa malattia che affligge l’Italia in generale: una limitata capacità di portare avanti serie riforme strutturali”. (..) Hanretty afferma che l’interferenza politica nei media è parte di una malattia sistemica che affligge l’Italia. Secondo lui e Hardy, <strong>i quotidiani italiani hanno storicamente trovato difficoltà nel guadagnare qualcosa, e così hanno teso a farsi sovvenzionare da attori politici. Questo ha portato allo sviluppo di un sistema in cui è considerato normale per partiti politici, chiese, sindacati e simili finanziare e allo stesso tempo controllare i propri giornali.</strong> La parte positiva di tutto ciò è la pluralità di voci che ne deriva, che è considerato essere un fattore favorevole perché permette l’espressione di una diversità di opinioni. Ma tutto questo non vale più quando la proprietà dei media è concentrata, il che risulta inevitabilmente nella mancanza di una fonte di opinioni alternativa.</p></blockquote>
<p>Il <strong>New York Times</strong> ha titolato su &#8220;Re Giorgio&#8221; Napolitano, passato &#8220;<a href="http://italiadallestero.info/archives/13207">da figura cerimoniale a silenzioso e potente mediatore politico d’Italia</a>&#8220;: </p>
<blockquote><p>Anche dopo le dimissioni di Berlusconi, l’idea di sostituire il suo governo con un governo tecnico non era affatto scontata. ‪L’ex primo ministro della coalizione di centro-destra era molto orientato per avere le elezioni anticipate, e alcuni dell’ex coalizione hanno definito il governo Monti come un colpo di stato anti-democratico. ‪Ma in un nuovo ordine in cui i mercati vincono sui tradizionali processi democratici, il presidente Obama, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno chiamato Napolitano durante la delicata transizione, per esprimere il loro sostegno alla sua leadership, telefonate generalmente viste come un tacito appoggio per un governo Monti anziché ad elezioni anticipate. ‪È stato un chiaro segno di quanto in alto Napolitano, senza parlare del resto del mondo, sia arrivato negli ultimi anni della sua carriera. <strong>Tempo fa, l’idea che un presidente americano potesse ringraziare Napolitano, che era essenzialmente il ministro degli esteri del Partito Comunista italiano, o anche solo chiamarlo al telefono, era impensabile</strong>.
</p></blockquote>
<p>La tedesca <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/13194">Die Zeit</a></strong>, fino a ieri molto critica verso Berlusconi e il suo conflitto di interessi, saluta con favore il passaggio di Passera da Banca Intesa al governo del paese, che molti in Italia hanno giudicato criticamente. </p>
<blockquote><p>Non è un caso, che il nuovo capo del governo italiano Mario Monti abbia scelto un banchiere come ministro per l’industria e lo sviluppo economico. Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la seconda banca più importante d’Italia, <strong>conosce molto bene il difficile rapporto tra banche ed’industria</strong>. Il messaggio implicito: Non si può raggiungere una riduzione del debito pubblico senza un industria forte. E non può esserci un industria forte senza buoni banchieri.</p></blockquote>
<p>Insomma, ai lettori (italiani e stranieri) conviene stare in guardia. <strong>Il rischio è che nel post Berlusconi la stampa estera, proprio come quella nostrana, passi dall&#8217;intrasigenza alla tolleranza nei confronti dei soliti &#8220;mali italiani&#8221;.</strong> Che sono ancora lì, al 90%. </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12797/rassegna-stampa-estera-litalia-dopo-berlusconi">Rassegna stampa estera: l'Italia, dopo Berlusconi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:52 di mercoledì 07 dicembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: gli italiani, tra povertà e nuove migrazioni</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12073/rassegna-stampa-estera-gli-italiani-tra-poverta-e-nuove-migrazioni</link>
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    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:00:04 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>nuova migrazione sud italia</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>A parte Berlusconi (di cui tantissimi giornali stranieri chiedono le dimissioni), che ne è dell&amp;#8217;Italia? I media d&amp;#8217;oltralpe che provano a guardare dentro lo stivale sembrano[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>A parte Berlusconi (di cui tantissimi <a href="http://www.polisblog.it/post/12071/rassegna-stampa-estera-litalia-deve-cacciare-berlusconi">giornali stranieri chiedono le dimissioni</a>), che ne è dell&#8217;Italia? I media d&#8217;oltralpe che provano a guardare dentro lo stivale sembrano trovarci ormai solo disagio e voglia di scappare. </p>
<p>Secondo il <strong>Financial Times</strong> ad esempio &#8220;<em><a href="http://italiadallestero.info/archives/12500">In tempo di austerity l’Italia dice ciao alla dolce vita</a></em>&#8220;: </p>
<blockquote><p>In un paese dove le piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale della produzione nazionale, gli imprenditori, insieme con i lavoratori del settore pubblico sono i due pilastri della classe media italiana. In un recente sondaggio svolto dall’istituto di ricerca Demopolis, solo il 7% degli italiani intervistati ritengono che la situazione economica della propria famiglia sia migliorata negli ultimi tre anni, rispetto al <strong>45% che vede invece le proprie condizioni di vita peggiorate</strong>.
</p></blockquote>


<blockquote>“Lo studio rivela il progressivo impoverimento del reddito fisso della classe media del nostro Paese”, afferma Pietro Vento, direttore dell’Istituto. Quelli che poi lottano al di sotto della già tartassata classe media sono l’11% delle famiglie italiane, che lo scorso anno hanno guadagnato meno di 992 euro al mese (la soglia di povertà), secondo l’Istat, l’ufficio nazionale di statistica. L’Istat ha notato un lieve aumento di famiglie che affondano nella povertà e che dipendono dal reddito di un membro della famiglia con un grado di istruzione maggiore. “<strong>Stiamo perdendo la classe media</strong>. Rischiamo di avere, in futuro, una minoranza di ricchi e una massa sconfinata di neo-proletari”, scrive Gian Maria Fara, presidente dell’istituto di ricerca Eurispes.</p></blockquote>
<p><strong>NOS</strong> ha raccontato agli olandesi la &#8220;<em><a href="http://italiadallestero.info/archives/12543">nuova migrazione verso il Nord</a></em>&#8220;: </p>
<blockquote><p>Proprio come subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i giovani lasciano le loro città e villaggi per cercare fortuna al Nord o al centro del Paese. Se prima a lasciare la campagna per le fabbriche di Torino e di Milano erano italiani con un basso livello d’istruzione, spesso analfabeti,  ora sono giovani istruiti ad allontanarsi con il pianto nel cuore. Il risultato è il progressivo invecchiamento della popolazione e il drammatico declino della crescita demografica. Nel giro di dieci anni la popolazione di Napoli è diminuita di 108.000 unità, quella di Palermo di 29.000 e quella della città di Bari di 15.000. Le città a Nord di Roma hanno  invece continuato a crescere costantemente. (..)</p>
<p>Molti giovani italiani altamente qualificati però non trovano quello che cercano neanche al Nord. Il mercato del lavoro è fermo, la pubblica amministrazione non assume quasi più nessuno e nelle università non si fa altro che tagliare. Ecco perché sempre più giovani decidono di voltare le spalle all’Italia ed emigrare in Paesi del Nord Europa o negli Stati Uniti. <strong>Il risultato finale di questa migrazione verso il Nord si traduce in una fuga di cervelli, fenomeno che in futuro costerà caro all’Italia.</strong></p></blockquote>
<p>Sullo stesso registro l&#8217;<a href="http://italiadallestero.info/archives/12604">articolo di Philippe Ridet</a> di <strong>Le Monde</strong>: </p>
<blockquote><p><strong>La storia si ripete, ed è un brutto segno. </strong> Di fronte alla crisi economica ed alla povertà, gli italiani del sud riprendono la via dell’emigrazione. Cinquecentottatamila persone hanno lasciato il Mezzogiorno negli ultimi dieci anni. Napoli ha perso 108 000 abitanti, Palermo 29 000, Bari 15 000. Nel 2010, 134 000 terroni (come li chiamano i simpatizzanti della Lega Nord) si sono trasferiti al Nord e 13 000 sono emigrati per stabilirsi all’estero. Queste le cifre allarmanti pubblicate martedì 27 settembre dallo SVIMEZ, l’ente che monitora l’economia del mezzogiorno italiano dal 1946. “Se non si farà qualcosa, assisteremo ad un vero e proprio tsunami demografico”, questa la conclusione del rapporto. I giovani tra i 15 e i 34 anni rappresentano la fetta più grande di questo nuovo esodo. Se ci sarà un’inversione di tendenza, all’alba del 2050 nel sud Italia rimarranno solamente 5 milioni di questi giovani, contro i 7 di oggi. Gli ultra 75enni rappresenteranno allora il 18.4% della popolazione totale, contro l’odierno 8.3%. Le motivazioni sono evidenti. Al Sud, dove il tasso di disoccupazione giovanile tocca il 31.7%, le proiezioni di crescita nel 2011 non superano lo 0.1%, mentre per l’Italia dovrebbero essere dello 0.7%. Solo l’agricoltura offre ancora qualche attività. L’industria, molto semplicemente, corre il rischio di estinguersi.</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12073/rassegna-stampa-estera-gli-italiani-tra-poverta-e-nuove-migrazioni">Rassegna stampa estera: gli italiani, tra povertà e nuove migrazioni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di martedì 25 ottobre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: l’Italia deve cacciare Berlusconi</title>
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    <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 14:00:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>mediaticamente</category><category>silvio-berlusconi</category><category>rassegna-stampa</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera berlusconi</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>Che cosa dicono i giornali stranieri del nostro paese in questo momento cruciale, fatto di downgrading, manovre lacrime e sangue e scontri di piazza? Il messaggio che viene da oltralpe è (quasi)[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Che cosa dicono i giornali stranieri del nostro paese</strong> in questo momento cruciale, fatto di downgrading, manovre lacrime e sangue e scontri di piazza? Il messaggio che viene da oltralpe è (quasi) univoco, ed è ben riassunto da un recente editoriale del <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/12596">Financial Times</a></strong>: </p>
<blockquote><p>Fin dal voto dello scorso inverno, il Cavaliere ha tentato la propria sorte, in un tipico esercizio di politica del rischio calcolato che ha deliziato i suoi sostenitori. Tuttavia, proprio questo risultato ha portato l’Italia ad una situazione di stallo politico, che ha impedito la realizzazione delle riforme strutturali di cui il Paese ha disperatamente bisogno. Ciò ha contribuito alla crisi di fiducia che sta minando sia la condizione del bilancio italiano sia la sopravvivenza della zona euro.<strong>Questo impasse adesso deve finire</strong>.
</p></blockquote>


<blockquote><p>I parlamentari italiani – e in particolare quelli che hanno contributo al recente incidente sulla legge finanziara poichè assenti dalla Camera dei Deputati – devono risolvere questa farsa, <strong>calando il sipario su un politico-plutocrate i cui risultati sono molto inferiori rispetto alle proprie esagerate valutazioni e alle aspettative di un elettorato disilluso da tempo.</strong></p></blockquote>
<p>L&#8217;austriaco <strong>Der Standard</strong> ha titolato esplicitamente &#8220;<em><a href="http://italiadallestero.info/archives/12587">Cacciate Berlusconi dal governo</a></em>&#8220;: </p>
<blockquote><p>Berlusconi è stato quindi sin dall’inizio una catastrofe per il suo paese. La situazione durante questi ultimi anni è talmente peggiorata, che la sua ulteriore permanenza ora causerebbe danni immediati ed irreparabili. Poiché negli ultimi mesi l’Italia è caduta in una profonda crisi economica. <strong>Senza un governo determinato, che con mano saggia eviti una bancarotta, Roma tra poco diventerà la nuova Atene</strong> – e trasformerà l’euro in carta straccia, dato che nemmeno il fondo di stabilità europeo con tutti gli ulteriori finanziamenti concessi fino a ieri, sarebbe in grado di sostenere una bancarotta italiana. (..) Finora sono stati gli elettori italiani a doversi vergognare per aver tollerato così a lungo Berlusconi. Ma se non ci diamo da fare in fretta, a breve avremo anche noi seri motivi per vergognarci, ma soprattutto dovremo pagarne le conseguenze, poiché Berlusconi è una bomba ad orologeria per l’euro e uno sgretolamento dell’euro sarebbe fatale anche per l’economia tedesca.</p></blockquote>
<p>In questo quadro fosco, il britannico <a href="http://italiadallestero.info/archives/12503">Economist</a> non vede però facili soluzioni: </p>
<blockquote><p>Un nuovo governo non sarebbe una panacea. Come gli analisti di S&#038;P’s hanno notato, la resistenza alle riforme economiche strutturali di cui l’Italia ha disperatamente bisogno è diffusa tra sindacati, ordini professionali, monopoli consolidati e nel settore pubblico. <strong>Abbandonare Berlusconi potrebbe essere un buon inizio. Ma non sarebbe niente di più.</strong></p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12071/rassegna-stampa-estera-litalia-deve-cacciare-berlusconi">Rassegna stampa estera: l’Italia deve cacciare Berlusconi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di lunedì 24 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Rassegna stampa estera: l&#039;Italia sull&#039;orlo della crisi finanziaria?</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10116/rassegna-stampa-estera-litalia-sullorlo-della-crisi-finanziaria</link>
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    <pubDate>Wed, 13 Apr 2011 14:00:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>esteri</category><category>rassegna-stampa</category><category>italia crisi euro</category><category>rassegna stampa estera</category><category>stampa estera italia</category>
    <description>Dopo Grecia, Irlanda e ora Portogallo, sarà l&amp;#8217;Italia la prossima vittima della crisi finanziaria che ha messo i paesi della zona Euro in ginocchio? L&amp;#8217;interrogativo, che aveva[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Dopo Grecia, Irlanda e ora Portogallo, sarà l&#8217;Italia la prossima vittima della crisi finanziaria che ha messo i paesi della zona Euro in ginocchio? L&#8217;interrogativo, che aveva appassionato i giornali stranieri <a href="http://www.polisblog.it/post/7636/rassegna-stampa-estera-leconomia-italiana-allepoca-dei-pigs">qualche mese fa</a>, è tornato attuale in queste settimane. </p>
<p>Il britannico <strong>The Guardian</strong>, ad esempio, ha assegnato ad ogni paese europeo un punteggio su una scala da 1 a 5, ad indicare il rischio di trovarsi presto con il &#8220;cappello in mano&#8221; di fronte agli omologhi europei. Lo &#8220;score&#8221; italiano (2) viene commentato così: </p>
<blockquote><p>Silvio Berlusconi sarà anche alle prese con lo scandalo del Bunga Bunga, ma <strong>l&#8217;economia italiana ha evitato i peggiori eccessi negli anni del boom - e così si è risparmiata pure i postumi della sbronza</strong>. Anche se Roma ha un debito pubblico che ammonta a circa il 100% del PIL, il suo deficit è aumentato meno rapidamente di molti altri paesi durante la crisi. </p></blockquote>


<p>In Olanda il <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/11223">Financieele Dagblad</a></strong> ha provato a chiedersi &#8220;“Cosa succederebbe se durante un’ennesima emergenza i capi di governo, riunitisi prima del fine settimana, concordassero sulla necessità di salvare l’euro, ma non riuscissero a raggiungere un accordo politico? Quale scenario si svilupperebbe?”. </p>
<p>In questo scenario, la goccia che fa traboccare il vaso europeo è - manco a farlo apposta - proprio il crack dell&#8217;Italia: </p>
<blockquote><p>Lunedì ore 0:50 Bruxelles<br />
Nel palazzo Justus Lipsius, tra i capi di governo regna un’atmosfera ostile. È da venerdì che cercano una soluzione, ma il rifiuto da parte di Berlusconi di effettuare drastici tagli di bilancio e di pagare un pesante tasso d’interesse sugli aiuti di emergenza ha suscitato collera. I leader politici sono divisi. In precedenza tutti tendevano a voler salvare l’euro ad ogni costo, ma ora non c’è più margine d’azione. Merkel, Berlusconi e gli altri si rendono conto che durante i prossimi giorni avrà luogo un dramma finanziario. (..) </p>
<p>11:30 Berlino Il Cancelliere Angela Merkel tiene una conferenza stampa. Cerca di porre freno al panico crescente. È però costretta a difendere la posizione intransigente da lei tenuta al vertice di crisi. Merkel suggerisce che l’Italia potrebbe uscire dall’euro. (..) </p>
<p>ore 14:30 Bologna <strong>La televisione italiana mostra immagini di lunghe file davanti alle banche. Gli italiani più fortunati riescono a prelevare i propri risparmi e si mettono subito in macchina verso la Svizzera.</strong> Appena arrivati provano ad aprire un conto in franchi per parcheggiare i propri soldi al sicuro oltre confine. (..)</p>
<p>ore 16:30 Roma Il commento della Merkel sulla possibilità che l’Italia esca dall’euro ha fatto arrabbiare gli italiani. Una folla inferocita assedia l’ambasciata tedesca a Roma. Gli italiani sono appena stati informati che potranno prelevare al massimo 50 euro al giorno dai loro conti in banca. Il premier Berlusconi dice in TV che si sente tradito dalla Germania di Angela Merkel. (..)</p>
<p>ore 9:48 Berlino <strong>Merkel telefona a Berlusconi. Gli dice che l’uscita dell’Italia dall’euro è l’unica soluzione alla crisi</strong>. Gli spiega che in questo modo avrebbe la possibilità di ristrutturare l’enorme debito pubblico italiano e di svalutare pesantemente la nuova lira, risolvendo buona parte dei problemi del Paese in un solo colpo. Il premier italiano non ha bisogno di tempo pensarci su. La sua risposta è: dovrete passare sul mio cadavere. Berlusconi è convinto che l’economia italiana non sopravviverebbe a una separazione dall’euro.</p></blockquote>
<p>Più con i piedi per terra ma non per questo meno critico l&#8217;<strong>Economist</strong>, che ha dedicato all&#8217;economia italiana un articolo intitolato &#8220;<a href="http://www.economist.com/node/18530672?story_id=18530672&#038;fsrc=rss&#038;utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+economist%2Ffull_print_edition+%28The+Economist%3A+Full+print+edition%29">Il tallone d&#8217;Achille dell&#8217;euro</a>&#8220;: </p>
<blockquote><p>Il debito pubblico italiano è il proverbiale &#8220;can che dorme&#8221; della crisi dell&#8217;euro. Fino ad ora i mercati l&#8217;hanno lasciato dormire. Anche se nel 2010 è aumentato di 3 punti, toccando il 119% del PIL, il ministro delle finanze di Silvio Berlusconi, <strong>Giulio Tremonti, è riuscito a limitare il deficit di bilancio ad un incredibile 4,6%, ben al di sotto del suo obiettivo del 5%. La sua mano ferma ha fatto sì che l&#8217;Italia non fosse accomunata agli altri PIGS della zona euro. </strong> (..) In realtà la crisi dell&#8217;euro ha di nuovo messo a nudo le debolezze strutturali dell&#8217;economia italiana. Quando l&#8217;eurozone perde, l&#8217;Italia perde di più, quando cresce, l&#8217;Italia cresce meno. Il paese ha troppo poche grandi imprese. Non crea posti di lavoro per i giovani. (..) Troppo poche donne hanno un lavoro. (..) Il sud resta una palla al piede: in generale, il PIL al Nord può anche crescere del 3% all&#8217;anno, ma nel meridione scende del 2%, tirando giù la media. (..) Stefano Manzocchi, professore di economia alla LUISS di Roma, afferma: (..) &#8220;Quello che manca davvero è una visione di quello che potrebbe essere questo paese tra 10 o 15 anni&#8221;. Ci sono poche speranze che uuna tale visione emerga presto. (..) Il rischio, se non succede nulla, è che il buon lavoro di Tremonti sulla finanza pubblica vada sprecato</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10116/rassegna-stampa-estera-litalia-sullorlo-della-crisi-finanziaria">Rassegna stampa estera: l'Italia sull'orlo della crisi finanziaria?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di mercoledì 13 aprile 2011.</p>
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  </item>


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