E si torna a parlare di referendum, anzi, di norma ammazza-referendum. Ma di che si tratta? Ieri Antonio di Pietro ha lanciato l’allarme. All’esame dell’ufficio Affari Costituzionali della Camera ci sarebbe una norma che trasformerebbe l’istituto referendario. Secondo il leader dell’IdV:
Se verrà approvata, il compito di verificare l’autenticità delle firme per i referendum non sarà più dei consiglieri comunali e provinciali ma solo dei sindaci e dei funzionari da loro delegati. Anche i bambini capiscono che in questo modo il potere dei partiti sulla possibilità di indire referendum si moltiplicherà. I quesiti che non piacciono né al Pd né al Pdl verranno semplicemente fucilati dai primi cittadini.
Grizzanti, dei Radicali, ha rincarato la dose:
La proposta di legge presentata dal presidente del gruppo Pd alla Camera Dario Franceschini è una superporcata, che darebbe il colpo di grazia alla già agonizzante democrazia italiana consegnando il paese completamente in mano alla partitocrazia.
Da quando Franceschini ha a cuore il problema della legalità nei processi elettorali?
Per farvi un’idea trovate il testo integrale della proposta Franceschini - Bressa nella gallery. Ma non è solo a proposito di questo che si è tornato a parlare di referendum. Già, i referendum, una delle parole più “googlate” del 2011, secondo il resoconto di Google Zeitgeist. Quanto sembrano lontane le consultazioni del giugno scorso, ma non solo. Anche la raccolta firme per eliminare il porcellum, ve la ricordate?
Terminava a fine settembre, la firme sono state validate dalla Cassazione, e manca ancora la valutazione della Corte Costituzionale. A parole, sono tutti contro il porcellum: nei fatti, fa comodo a tutti, sennò non sarebbe arrivato un referendum per abrogarlo. E vedremo come andrà a finire per la proposta Franceschini-Bressa.

Passata la valutazione politica del mega successo dei referendum rimangono alcuni aspetti, molto negativi, derivanti dall’abrogazione di determinate norme. In particolare lascia molto perplessi una conseguenza legata al primo quesito che prevede la cancellazione della disciplina riguardante i servizi pubblici locali, compresi i regolamenti sulle composizioni delle partecipate.
L’effetto è che da adesso i politici possono tornare a collocarsi nei consigli di amministrazione delle partecipate, posizione adatta per la “pensione politica” o per chi viene “trombato” nelle varie tornate elettorali. La vecchia norma impediva di “riciclarsi” nei cda a chi, nei 3 anni precedenti, aveva avuto un ruolo (in giunta o in consiglio) nelle amministrazioni locali.
Il sì regala invece, di nuovo, la mano libera alla politica che tornerà a occupare le migliaia di posizioni libere nelle municipalizzate, fregandosene in tranquillità dell’incompatibilità cancellata. E pensare che per ottenere quel regolamento c’era stata una battaglia durissima, con i politici di ogni schieramento costretti a ingoiare il boccone amaro.
Tutto cambia, e piuttosto in fretta. Dopo la sconfitta sonante al ballottaggio di due settimane fa - e non a caso dopo il referendum cittadino sull’ambiente di ieri - Letizia Moratti ha rassegnato le dimissioni da commissario speciale dell’Expo.
Ho informato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi della mia decisione di dimettermi. E’ con il dovuto rispetto per il nuovo sindaco e della coalizione che lo sostiene che intendo rinunciare al mio ruolo di commissario speciale di Expo 2015.
Una mossa che smentisce chi la dava attaccata al prezioso incarico e spiazza Pdl e soprattutto Formigoni, che non avrà preso benissimo questa decisione annunciata durante la visita a Parigi della delegazione istituzionale per consegnare alla BIE (Bureau International des Expositions) la documentazione riguardante le aree su cui sorgerà l’esposizione universale.
Continua a leggere: Effetto Pisapia: Letizia Moratti si dimette da commissario speciale dell'Expo

I referendum del 12 e 13 Giugno 2011 rappresenteranno una svolta per la politica italiana. Sembra anche scontato dirlo, ma sarà così. Partiamo dalle cifre: come ricorda Termometro Politico, la mobilitazione dei giovani e delle persone con un alto livello di istruzione ha contribuito al raggiungimento del quorum. Altro elemento, portato alla nostra attenzione da Roberto D’Alimonte sul Sole 24 ore: il quorum è stato raggiunto anche grazie ai risultati delle regioni del Nord (Lombardia e Veneto comprese) e grazie al contributo di molti elettori del centrodestra.
Non bisogna però fare l’errore di considerare l’istituto referendario definitivamente risorto dalla tomba in cui troppe consultazioni e troppa poca voglia di partecipazione l’avevano sepolto da ormai molti anni. Qualche data (e qualche dato) per rinfrescarci le idee.
Il primo referendum in Italia si svolge nel 1946, il famoso Monarchia-Repubblica. Vince, tra molte polemiche, la Repubblica (qui una voce di Wikipedia per i più curiosi). Votarono circa 25 milioni su 29 aventi diritto, quasi il 90%. Sono cifre che non devono stupire, per molti anni la partecipazione elettorale nel Belpaese sfiora il 90%, e il generale, fino ad anni recenti, tocca valori molto alti. Dopo il salto, Divorzio, Aborto e i tonfi degli anni ‘90 e 2000.
Continua a leggere: Il quorum è stato raggiunto, ma che fine farà il referendum in Italia?
I Referendum 2011 hanno raggiunto il quorum. Il dato definitivo è un po’ meno alto rispetto a quello della serata di ieri, ma si assesta comunque al 54,8% degli aventi diritto. I “Sì” trionfano ovunque: le percentuali sono bulgare, 95,35% per acqua pubblica 1, 95,80% per acqua pubblica 2, 94,05% per l’energia nucleare, e 94,62% per il legittimo impedimento.
Una vittoria della democrazia dal basso, della volontà popolare. Ma ieri, dando un’occhiata ai tg, e stamattina ai quotidiani, mi pare che ci sia un altro grande dato che emerge: l’emersione del web sui media mainstream come un altro canale in grado di influenzare concretamente le elezioni. Se ne parlava - con terminologie peraltro corrette, ho sentito con le mie orecchie durante un Tg nazionale le parole “postare sui blog” - Non ho dati, sono solo impressioni le mie, mi pare però che se ne siano accorti in tanti.
Per esempio Marco Belpoliti su La Stampa di stamattina,
Twitter, il Davide informatico, ha sconfitto il Golia dei network televisivi? Sembrerebbe proprio di sì. La vittoria nei referendum è stata segnata dal passaparola dei 140 caratteri che hanno scandito il passaparola virale. Tutti gli utenti hanno ricevuto solleciti in tempo reale ad andare a votare, a farlo nelle prime ore di domenica, a stimolare famigliari e amici pigri lunedì mattina. Le parole d’ordine scandite dall’inventiva personale sono volate di cellulare in cellulare, soprattutto gli smartphone hanno segnato il passaggio da una comunicazione passiva, quella della televisione, alla comunicazione attiva del web tascabile. McLuhan ci aveva avvisato quasi cinquant’anni fa: la tv è un medium freddo che non entusiasma, al massimo eccita, in una sorta di onanismo fantastico, e alla fine l’utente non si smuove dalla poltrona
Ma c’è anche molto altro…
Continua a leggere: Referendum 2011, un quorum nato dal web?

Referendum 2011, il quorum c’è, ed è al 57%, ottimo, inatteso, mai così alto nelle ultime consultazioni referendarie. I risultati? Un trionfo per i “quattro sì”, che al momento sono tra il 94% e il 95%. Naturalmente non sono in discussione. In ogni caso seguiremo in diretta i risultati definitivi in questo post.
Ore 20.01
I risultati sono ormai definitivi: mancano pochissimi comuni all’appello del Viminale, e i dati si confermano quelli di oggi pomeriggio. Trionfo del Sì: tutti e quattro i quesiti referendari raggiungono il quorum, tutti e quattro con percentuali a fa vore del “Sì” tra il 95% e il 96%.
Acqua Pubblica 1, 95,69% Sì.
Acqua Pubblica 2 96,16% Sì.
Nucleare 94,57% Sì.
Legittimo impedimento 95,03% Sì.
Dopo il salto i dati delle fasce orario precedenti.
Continua a leggere: Tutti i risultati definitivi dei referendum 2011
È uscito ieri, ma molti per scaramanzia lo stanno facendo girare solo oggi: un video che mostra le reazioni del PdL al referendum di oggi, montato sulle immagini de L’aereo più pazzo del mondo. Niente panico! Ok, panico. In pratica, il referendum più pazzo del mondo.

Referendum 2011: ci siamo. Dalle 15 in poi seguiremo live lo spoglio delle schede, con risultati e affluenza definitiva: ci sarà il quorum? Il primo dato che arriverà dal Viminale sarà proprio quello dell’affluenza, che potremo avere con ragionevole certezza intorno alle 15.30. Ma già prima sarà chiaro se come sosteneva stamane Luca Landoni - e come ha confermato successivamente il ministro degli Interni Roberto Maroni - il quorum sia stato raggiunto.
Ore 17.19
Aumentano i comuni che hanno comunicato gli scrutini: risultato tutt’altro che in bilico, siamo tra il 94% e il 95% dei “Sì” per tutti e quattro i quesiti. Quorum al 57%, ininfluenti anche gli eventuali voti degli italiani all’estero.

Dopo il salto i dati delle rilevazioni precedenti.
Continua a leggere: Referendum 2011, quorum, affluenza e risultati live su Polisblog
Oggi pomeriggio seguiremo in diretta le operazioni di scrutinio per i quattro referendum abrogativi: il dato di ieri fa già pensare a un quorum raggiunto Luca Landoni, io non sarei così sicuro… per saperlo c’è solo un modo: aspettare le 15 di oggi, quando inizieranno ad arrivare al Viminale i dati dell’affluenza definitivi in tutti i Comuni italiani.
Solo a quel punto capiremo se il fatidico 50%+1 è stato raggiunto o meno: le premesse sembrerebbero buone, ma non mettiamo le mani avanti. Qui su Polisblog seguiremo in diretta tutti gli aggiornamenti e i dati definitivi dell’affluenza, insieme ai risultati finali dei quattro referendum abrogativi del 12 e 13 giugno 2011.
Ricordiamo che nel caso non l’abbiate fatto, anche oggi ci si può recare alle urne: i seggi sono stati aperti alle 7 stamattina e chiuderanno alle 15. Per votare è necessario avere compiuto diciotto anni e presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Volete ripassare i quesiti referendari? Ci sono i nostri speciali di approfondimento quesito per quesito e un post che li riunisce tutti e quattro.
Foto | Flickr
Il primo giorno di votazioni per i referendum è andato: ed è andato bene, anche se per il quorum c’è ancora uno sforzo da fare. Tutti e quattro i quesiti hanno sfondato la soglia del 41% degli aventi diritto, inattesa in partenza. Ora sarà da vedere se oggi, lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15, ci sarà (almeno) un bel 9% e rotti di italiani che avrà voglia di recarsi ai seggi. L’affluenza di domenica alle 22 è nel dettaglio la seguente: acqua pubblica 1 al 41,14%, acqua pubblica 2 al 41,14%, nucleare al 41,11%, legittimo impedimento al 41,10%.
Perché il dato è buono? Perché se da un lato conferma le attese di molti istituti di sondaggi che vedevano nel fatidico “quota 40%” la soglia da raggiungere la serata di domenica per sperare nel quorum, va detto che nelle precedenti consultazioni referendarie, anche nelle peggiori, il lunedì aveva comunque portato un po’ di gente alle urne. Ed erano referendum molto meno “sentiti” - a mio modo di vedere - dei quattro per i quali abbiamo votato domenica 12 giugno - o voteremo oggi, lunedì 13.
Non resta che aspettare il dato delle 15 di oggi. Nella gallery trovate i dati delle ultime consultazioni referendarie, da un pdf messo online su Linkiesta: a vedere i dati dei lunedì nelle ultime consultazioni potete farvi un’idea di quanti italiani potrebbero andare domani alle urne.
Per votare ai quattro referendum abrogativi 2011 c’è tempo fino a lunedì alle 15. Per esercitare il diritto di voto è necessario presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.