
Il Consiglio di Stato ha emesso il suo verdetto definitivo sul riconteggio delle schede elettorali delle amministrative piemontesi, accogliendo integralmente il ricorso del governatore Roberto Cota.
La decisione sospende l’efficacia del precedente giudizio del Tar ed è pertanto da considerarsi una pietra tombale sulle speranze della candidata del centrosinistra Mercedes Bresso di vedersi assegnata la vittoria a tavolino.
Nel dispositivo emesso dalla V sezione si legge che «considerato che all’esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell’appello e l’infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti, [il Consiglio] ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto ha sospeso integralmente l’efficacia della sentenza impugnata».
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Stanno per essere resi noti i risultati del riconteggio dei voti validi per le elezioni regionali piemontesi, e si profila un esito clamoroso. Quando ormai tutte e 7 le province hanno ultimato l’opera, sarebbero stati annullati già 12mila voti per Cota che - ricordiamolo - vinse per soli 9.376.
Mancano ancora i dati del capoluogo Torino, ma a questo punto non servirebbero più. Oggetto del contendere sono i consensi espressi per le due liste che fiancheggiavano il governatore leghista: Al centro con Scandeberech e Consumatori, che insieme avevano ottenuto circa 15mila voti, che sono sulla via per essere annullati quasi tutti.
Che succederà ora? Un grandissimo caos. Sì, perché innanzitutto si dovrà attendere il responso ufficiale del Consiglio di Stato. Qualora questo dovesse confermare il trend, ci sarebbe certamente il controricorso di Cota. Passerebbero dunque molti altri mesi prima di arrivare a un risultato definitivo per una situazione che in questi termini non ha precedenti nella storia della Repubblica.
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Alle elezioni regionali 2010 il Piemonte se lo prese Roberto Cota. Secondo Mercedes Bresso però, c’erano delle irregolarità in alcune liste, così ha presentato ricorso. Sorpresa: il ricorso è stato in parte accolto: in parte, il che significa che malgrado la rabbia di Cota, ci saranno da fare dei riconteggi.
Facciamo una breve panoramica:
Le liste per le quali è stato parzialmente accolto il ricorso sono “Consumatori” e “Al Centro con Scanderebech“. Il riconteggio parziale riguarderà quindi i voti di queste due liste che hanno appoggiato l’elezione di Cota.
Respinto, invece, il ricorso nei confronti della lista “Verdi Verdi”. Per quanto riguarda infine il ricorso sulle presunte irregolarità della lista “Pensionati per Cota” il tribunale ha sospeso il giudizio per dare modo ai ricorrenti di presentare querela per falso, per la quale avranno 60 giorni di tempo. La nuova udienza del Tar è fissata per il 7 ottobre.
i punti chiave sono le liste per le quali il ricorso della Bresso è stato accolto - “Consumatori” e “Al Centro con Scanderebech” - i termini entro i quali presentare querela per falso - 60 giorni - e la successiva udienza del tar fissata già ora per il 7 ottobre. Ma la “ciccia”, dov’è? Vediamo…
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Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che in collaborazione con l’avvocato Maurizio Steccanella ha provato a dimostrare l’ineleggibilità dell’attuale Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
In seguito al pronunciamento della sentenza i Radicali attraverso un comunicato stampa, di cui da notizia anche Giuseppe Civati sul proprio blog, hanno fatto sapere di voler proseguire la contestazione già avviata dal Movimento 5 Stelle.
Per farlo aspettano la pubblicazione del documento di convalida dell’elezione di Roberto Formigoni. Tale certificato, come spiegato da Marco Cappato e Lorenzo Lipparini al Corriere della Sera, sarebbe l’unica prova impugnabile per contestare il quarto mandato dell’attuale Presidente della Lombardia.

Vi ricordate delle scorse elezioni regionali 2010? Su due candidati, pendeva una spada di Damocle, quella dell’ineleggibilità, dei troppi mandati. Erano Roberto Formigoni, giunto al 4° mandato in Lombardia, e Vasco Errani, che in Emilia Romagna era giunto al 3°. Per qualche spunto, potete rileggere il blog di Pippo Civati.
Anche Luca Sofri se n’era occupato, in maniera ampiamente condivisibile:
C’è un clamoroso rimosso dalla discussione politica e giornalistica sulle elezioni regionali: ed è l’illegittimità delle candidature di Formigoni ed Errani, in quanto il loro sarebbe un terzo mandato escluso dalla legge. Una discussione giuridica tra costituzionalisti è rimasta molto occultata. Si scontrano due diverse interpretazioni che provo a sintetizzare come se parlassi a un bambino di sei anni (e come se lo fossi io stesso)
Prosegue dopo il salto.
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Seppellita dalle voci sulla nuova manovra finanziaria e dai vari scandali ieri è passata relativamente sotto silenzio la tornata elettorale valdostana, che vedeva pur sempre alle urne un comune capoluogo, sebbene non tra i più grandi.
E alla fine Aosta ha riservato la sorpresa, cadendo per la prima volta in mano alla coalizione di centrodestra guidata dal neo-sindaco Bruno Giordano. Chiave del successo il voltafaccia dell’Union Valdotaine, che ha deciso di allearsi col Pdl e ha fatto da fulcro della coalizione con il suo 23,7%.
Nel totale del 59,7% si segnalano inoltre il 18,6% della Stella Alpina, 10% al Pdl e 8% alla Federation Autonomiste. Deludente il Pd, fermo al 13; catastrofica la Lega Nord, che registra il peggior risultato d’Italia col un misero 1,6%. Il Carroccio non avrà quindi alcun rappresentante in consiglio.
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Dobbiaco, in tedesco Toblach, paesino da favola nelle dolomiti sudtirolesi e luogo di villeggiatura per moltissimi affezionati turisti. Fino ad oggi noto solo per le suddette qualità, è improvvisamente assurto alle cronache per le dichiarazioni da brivido del presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder:
“Sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco”
Già perché il primo cittadino democraticamente eletto lunedì scorso pur chiamandosi Guido Bocher - cognome tipicamente locale - è italiano da molte generazioni. Italiano inserito nella comunità, s’intende, perfettamente bilingue e integrato; ma pur sempre di etnia italiana.
Vi aggiorneremo qui in diretta sullo spoglio delle elezioni comunali di Bolzano. Appena possibile cercheremo di aggiornarvi anche sull’andamento degli altri comuni altoatesini coinvolti. Particolarmente sentita la sfida di Merano.
Risultati definitivi: Spagnolli rieletto al primo turno. Debacle del centrodestra.
79 sezioni su 80:
Luigi Spagnolli (centrosinistra-SVP): 51,9%
Robert Oberrauch (centrodestra): 33,1%
Alberto Filippi (Lista Beppe Grillo): 4,0%
Sandro Repetto (Udc): 5,8%
Dopo il salto i risultati delle singole liste.
Mai come in questa tornata l’Alto Adige/Südtirol si trova di fronte a un bivio; confermare la tendenza nazionale, o per meglio dire settentrionale, di adesione al centrodestra, o continuare a votare il centrosinistra/Svp nel solco della tradizione.
Per la verità già una volta a Bolzano avevano vinto le forze guidate dalla vulcanica Biancofiore (foto), ancora ai tempi di Forza Italia, ma il successo era stato così risicato da impedire il governo della città, e nella ripetizione del voto la città - forse pentita - aveva ridato il proprio consenso alla coalizione di centrosinistra.
Bolzano vedrà dunque il confronto tra il sindaco uscente Spagnolli e l’ex-campione di hockey Robert Oberrauch, per un risultato finale all’insegna dell’incertezza. Probabile che tutto si decida al primo turno. Se Oberrauch non vince subito, difficilmente potrà farcela dopo, quando le frammentate forse regionali si riuniranno per sostenere la Svp e i suoi alleati.
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Ieri è stata varata la giunta Polverini per la regione Lazio, con qualche conferma rispetto alle previsioni e alcune sorprese. Innanzitutto la presidente ha mantenuto per sè la delega alla sanità, e comunque rispetto alla giunta Marrazzo ha ridotto il numero degli assessorati da 16 a 14, e degli assessori a 13.
Di primo acchito sono due le novità più rilevanti. L’esclusione totale dell’Udc, di cui si vociferava una partecipazione diretta, mentre probabilmente si limiterà a un appoggio esterno; e poi l’epurazione sostanziale dei finiani - tanto più rimorosa vista la provenienza d’area della Polverini stessa - che ottengono un solo assessorato, quello di Luca Malcotti alle Infrastrutture e lavori pubblici.
Ecco la lista completa degli assessori: Fabio Armeni all’Urbanistica e Territorio; Francesco Battistoni alle Politiche agricole; Teodoro Buontempo alla Casa, Tutela dei consumatori e Terzo settore; Giuseppe Cangemi agli Enti locali e Sicurezza; Stefano Cetica al Bilancio; Antonio Cicchetti all’Istruzione e Cultura; Pietro Di Paoloantonio alle Attività produttive e rifiuti; Francesco Lollobrigida alla Mobilità e ai Trasporti; Luca Malcotti alle Infrastrutture e Lavori pubblici; Marco Mattei all’Ambiente; Fabiana Santini all’Arte, Sport e Politiche giovanili; Stefano Zappalà al Turismo e Made in Lazio; Mariella Zezza al Lavoro, Politiche sociali e Famiglia.
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