lunedì 15 marzo 2010

Elezioni regionali 2010: in Italia, come in Francia, aumenterà l'astensione?

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Regionali 2010


L’incitamento al non voto, all’astensione, arriva puntuale prima di ogni tornata elettorale, soprattutto da chi crede che nessuno dei candidati e dei partiti sia degno di governare una Regione, un Comune o uno Stato. L’invito all’astensione presuppone una reazione forte da parte dei politici che, scossi da percentuali di astensione molto elevate, dovrebbero mettersi a lavorare, smettendo di brigare, arraffare e cucirsi leggi ad personam.

In Francia il 53% degli aventi diritto ha scelto di non partecipare alle elezioni regionali. In Italia il dibattito intorno al non voto è stato aperto dall’Associazione Italiafutura di Montezemolo che, supportata da un sondaggio Swg, sottolinea… se si chiede di prendere in considerazione il caos che caratterizza la vita politica italiana e il particolare momento che accompagna le elezioni regionali … il 35% dei cittadini ritiene che la scelta di non andare a votare o di votare scheda bianca sia una scelta legittima. Dato che sale ulteriormente, fino ad arrivare al 51%, se si prende in esame la classe di età tra i 18 e i 34 anni. I giovani sono dunque più propensi a usare l’astensione come strumento di pressione politica. Insomma la scelta dell’astensione, in un contesto politico tanto deprimente, sarebbe una prospettiva da non biasimare.

Per altri le elezioni regionali si presentano come l’ennesimo cinepanettone della politica italiana, con tutti gli elementi del caso: politici pasticcioni, equivoci, donnine e mandrilli, l’odore dei soldi. E non votare è legittima opzione. Però…. l’Italia può permettersi l’Aventino, la diserzione del voto? Siamo sicuri che il silenzio serva? Nel bene e nel male questo è il nostro paese e gli «antitaliani», alla lunga, sono i veri alleati, pur con nobili motivi, dell’Italia peggiore. Voi come la vedete? Vale ancora la pena di andare al seggio?

Elezioni regionali 2010: 2.000 posti a concorso al Comune di Roma. Assunzioni a orologeria?

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Regionali 2010


Quando esplodono degli scandali e si avviano delle inchieste nei mesi precedenti al voto, di qualsiasi voto si tratti, taluni amano urlare contro la giustizia a orologeria. C’è quindi da immaginare che gli stessi malfidati esperti in dietrologia saranno molto preoccupati dal fatto che il Comune di Roma abbi bandito (il 23 febbraio) una raffica di concorsi per complessivi 1995 posti (quasi 2 mila posti di lavoro), i cui bandi scadono il 25 marzo 2010.

Il fatto che l’amministrazione della città e il suo sindaco siano della stessa area della candidata PDL alla presidenza della Regione e che quindi possano avere anche solo pensato di utilizzare questa vagonata di assunzioni come sistema per guadagnarsi la benevolenza degli elettori mi pare un’ipotesi davvero troppo spudorata e non applicabile al rigoroso contesto etico che aleggia sulla Capitale. Sicuramente si tratterà di una banale coincidenza tra le esigenze di organico del Comune di Roma e il normale iter democratico della Regione Lazio.

Voi che ne dite?

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venerdì 12 marzo 2010

Elezioni regionali 2010: a Napoli i voti si comprano con olio, pasta e parmigiano

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Politica & Tribunali Regionali 2010


La campagna elettorale per le Regionali 2010 (avete già votato per il PolisSondaggio, vero?) sembra incentrarsi intorno al cibo: al panino di Alfredo Milioni che ha portato all’esclusione delle liste del Pdl nella circoscrizione di Roma, al McItaly a orologeria del candidato presidente del Veneto, Luca Zaia e, naturalmente, non poteva mancare un bel piatto di spaghetti al pomodoro, magari con una grattatina di parmigiano sopra.

Stando al freepress Napoli di oggi, nei quartieri più difficili della capitale campana sarebbe iniziato da tempo il mercato dei voti, con le consuete offerte in denaro per i pacchetti di preferenze abbinate a proposte più contenute ma concrete per i singoli consensi. Ecco dunque pacchi di pasta, bottiglie di olio e pezzi di parmigiano distribuiti dai comitati elettorali insieme ai santini del futuro consigliere.

Gli intrusi che si avventurano nelle zone già assegnate ad altri candidati verrebbero allontanati rapidamente e gli eventuali attacchini sarebbero dissuasi a colpi di pistola (per ora ad aria compressa).

giovedì 11 marzo 2010

Caos liste Pdl nel Lazio: pressapochismo e incapacità, altro che komunisti e toghe rosse

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Propaganda Impresentabili Regole del gioco Regionali 2010


Dopo le favole raccontate ieri in conferenza stampa dal premier sui magistrati cattivi che non accettano le liste del Pdl, i Carabinieri che non impediscono violenze e soprusi all’interno dell’ufficio elettorale e il successivo siparietto del La Russa furioso che torna alle origini riassaporando i bei tempi andati, ci possiamo rilassare leggendo qualche riga da Libero di oggi.

Un pezzo firmato Geronimo e intitolato Che contrappasso: il partito dei nominati è caduto sulle nomine riporta tutta la questione alla sua dimensione originale, facendo piazza pulita (da destra) di facezie e leggende metropolitane utilizzate da Berlusconi per giustificare l’ingiustificabile manifestazione convocata a Roma per il 20 marzo.

Leggiamo dunque Libero: “La vicenda delle liste, ed in particolare quella del PdL nel Lazio, è responsabilità del pressappochismo dell’intera classe dirigente locale di quel partito…. non esistono nel PdL (in realtà in quasi tutti i partiti) organi collegiali che approvano le liste almeno 24 ore prima dell’inizio della presentazione… Così si faceva un tempo lontano quando politica significava democrazia e quando a presentare le liste erano funzionari professionalmente dotati che non andavano a mangiare un panino in prossimità di una scadenza oraria per la presentazione della lista…

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venerdì 05 marzo 2010

Elezioni regionali 2010. La soluzione politica per il Caos Liste nel Pdl: una leggina interpretativa

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Regionali 2010


Ieri abbiamo provato ad immaginare il contenuto di un decreto legge che ponesse rimedio all’imperizia dimostrata dai presentatori delle liste del Popolo della libertà, meglio noti come il Gatto e la Volpe. Il testo era volutamente ed evidentemente paradossale, certo non quanto i proclami dei vari Formigoni e Polverini e le loro pretese di plasmare ogni regola ad immagine e somiglianza dei Polli delle libertà a cui hanno affidato il proprio futuro politico.

Oggi si parla con insistenza di una soluzione politica della vicenda, termine che già di per sé dimostra una certa confusione, dato che il problema è giudiziario e riguarda errori materiali, non elevate riflessioni sul futuro del sistema bicamerale in Italia. In ogni caso, visto che le pregiate menti dei palazzi romani non hanno ancora stilato il testo della leggina interpretativa che dovrebbe superare la scomoda situazione, proviamo noi a buttare giù qualche appunto per facilitargli il lavoro.

Per essere davvero chiara e fornire una interpretazione autentica delle norme elettorali, la leggina dovrebbe rendere più comprensibile che:
- gli uffici del Tribunale, per la consegna delle liste e delle firme, chiudono alle 12;
- gli uffici del Tar, per la presentazione dei ricorsi, chiudono alle 13;
- quando si raccolgono le firme bisogna autenticarle, tutte;
- quando un modulo è stato riempito con le firme dei sottoscrittori non è possibile modificare i nomi dei candidati;
- se non c’è accordo all’interno di un partito sulle persone da candidare, è opportuno superare i disaccordi almeno 2 giorni prima delle elezioni;

Avete qualche altro punto da aggiungere? Poi mandiamo una mail a Palazzo Chigi, magari li caviamo d’impaccio….

Foto | Flickr

giovedì 04 marzo 2010

Elezioni regionali 2010: pronto il decreto del Governo per superare il caos liste in Lombardia e Lazio

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Satira Regionali 2010


Per superare il caos in cui sono piombate le operazioni elettorali in Lazio e Lombardia a causa degli errori nella presentazione delle liste di Polverini e Formigoni e della lista provinciale del Popolo della libertà, il presidente Berlusconi ha firmato questa mattina un decreto legge immediatamente esecutivo che affronta e risolve le problematiche emerse, facendo chiarezza di alcune interpretazioni eccessivamente rigorose riscontrate in sede giudiziaria.

In base al provvedimento dell’Esecutivo, e con effetto retroattivo, sarà facoltativo presentare firme a sostegno delle liste elettorali nelle competizioni regionali. I gruppi che le hanno già presentate ma che sono stati esclusi a causa di presunte irregolarità potranno sanare la situazione con una autocertificazione che dovrà essere stilata dal presentatore della lista.

Per le prossime competizioni elettorali viene previsto il superamento di ogni forma di riconoscimento e autenticazione delle firme: queste potranno essere riportate anche su moduli non omologati e differenti da quelli depositati presso le Prefetture: saranno dunque accettate liste di

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mercoledì 03 marzo 2010

Respinti entrambi i ricorsi del Pdl. Formigoni e Polverini fuori. Non resta che il Tar

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Campagna elettorale Regole del gioco Regionali 2010



Da pochi minuti è giunta la notizia-bomba (soprattutto nel secondo caso). Le Corti d’appello di Roma e Milano hanno respinto il ricorso del Pdl, lasciando fuori dalla consultazione elettorale regionale la lista Pdl che appoggiava Renata Polverini e quella personale di Formigoni.

Mentre era prevedibile la decisione romana, quella su Formigoni sembrava potesse essere invertita, in virtù del fatto che sembrava trattarsi più di un problema tecnico (la non regolarità di un certo numero di firme, problema ben diverso dal non aver presentato la lista in tempo).

Ora al Pdl resta solo un ultimo ricorso al Tar, oltre che pregare. Ricordiamo che il problema milanese è ben più grave, poiché l’esclusione del candidato-presidente annulla tutta la coalizione. A Roma perlomeno la Polverini potrà comunque presentarsi e incassare gli eventuali voti degli elettori di centrodestra.

Elezioni regionali 2010: il gatto, la volpe e il Pinocchio delle libertà

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


Lo spettacolo indecoroso offerto dal Popolo della libertà con la presentazione delle liste a Roma e Milano non accenna a volgere al termine. Le reazioni scomposte di Alemanno e Polverini, con inviti ai sostenitori a manifestare la propria rabbia, fanno il paio con proclami semi eversivi come quello del ministro della difesa, Ignazio La Russa, che si lascia andare con un Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto (se un Tribunale della Repubblica italiana emette una sentenza, si deve solo essere pronti a fare ricorso e non è detto che si vinca…).

Le sceneggiate di questi giorni ricordano, oltre ad alcune fortunate commedie con Alberto Sordi (so uscito a magnà ‘n panino e m’hanno chiuso fori!), la favola scritta da Collodi: vediamo un Pinocchio delle Libertà che si fida del gatto e della volpe, chiedendogli di portare, a notte, le firme necessarie alla sua candidatura. Poi però, l’ingenuo Pinocchio delle Libertà, che evidentemente non ha capito di che pasta sono fatti i pelosi animali a cui si è associato, si ritrova con due spregiudicati soci che, lungi dal preoccuparsi della sua candidatura, pensano solo al proprio tornaconto, maturando vendette e progettando tranelli e sotterfugi (sempre La Russa si lamenta che ”La Lega ci aveva garantito 500 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni. ”Invece si sono presentati alle due di notte con 300 firme, di cui solo 30 autenticate”).

E quando il giudice condannerà Pinocchio d. L. escludendolo dalle elezioni a causa delle trame e dell’inconcludente rissosità del gatto e della volpe, i due subdoli onnivori potranno sempre chiamare i propri compari a ringhiare contro la burocrazia, la magistratura e gli orpelli procedurali.

Foto | Flickr

martedì 02 marzo 2010

Elezioni regionali 2010: il suicidio politico del Pdl sulle prime pagine dei quotidiani

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Impresentabili Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


Lo spettacolo offerto dal Pdl con la presentazione delle liste in Lombardia e Lazio, ma anche in altre zone, alterna momenti di grande cabaret ad attimi di esilarante commedia. Almeno fino a quando qualche militante non inizierà a prendere sul serio i deliri insurrezionali di Alemanno e Polverini che, di fronte ad un boicottaggio dovuto allo scontro per bande interno al partito, incitano a rivendicare il voto con rabbia.

Forti degli insegnamenti del loro leader, gli uomini del Pdl hanno pensato di iniziare a fare le vittime degli eventi, i perseguitati: se il loro responsabile si presenta in Tribunale in forte ritardo per mangiarsi un panino, la colpa e della violenza dei Radicali. Se viene rilevata la mancanza di timbri e firme sui moduli (e si tratta probabilmente anche di un reato…) allora la colpa è della burocrazia e dell’eccesso di meticolosità.

Mentre cerchiamo dunque di capire quali regole, e come, possono essere applicate per non far dispiacere a questa sorta di anarchici della libertà (naturalmente a giorni alterni) leggiamoci le prime pagine dei giornali.

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lunedì 01 marzo 2010

Elezioni regionali 2010: dopo le liste, il caos. In Lombardia bocciata la Lista Formigoni. Altra sconfitta a tavolino?

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Regionali 2010

Probabilmente neppure l’osservatore politico più attento ed esperto si sarebbe aspettato l’esplosione di un tale caos subito dopo lo scoccare dell’Ora X, quelle ore 12 del 27 febbraio 2010 entro cui dovevano essere depositate nei Tribunali le liste dei candidati alle elezioni regionali corredate di firme e documenti previsti.

Dopo il disastro politico e di immagine provocato a Roma dalla faida interna al Popolo della libertà (con i conseguenti appelli pseudo-insurrezionali della Polverini, che forse non ha letto i titoli del Giornale), ora tocca alla Lombardia. Qui, su istanza dei Radicali, la Corte d’Appello ha escluso la Lista Formigoni, che non potrà partecipare alle elezioni a causa di 514 firme non valide tra quelle depositate. L’Ansa ci spiega che in base agli esposti presentati dalla ‘Lista Marco Pannella’, la Corte d’Appello “ha riscontrato che le doglianze risultano fondate con riferimento alle voci indicate nel relativo esposto: mancanza del timbro tondo sui moduli (136), mancanza data dell’autentica (121), mancanza luogo della autentica (229) e mancanza qualifica autenticante (28) per un totale di sottoscrizioni invalide di 514.

La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni, salvo ripensamenti e ricorsi dell’ultimo minuto, non potrà quindi concorrere per occupare posti al Pirellone. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze pratiche (oltre a quelle più evidenti…) di questa esclusione… Vi terremo informati!

Aggiornamento: Stando a quanto sostiene Marco Cappato dei Radicali, la situazione in Lombardia è ancora più drammatica (per il Pdl) di quanto non lo sia a Roma. A Milano infatti non viene bocciata UNA delle liste di supporto al presidente Formigoni, ma viene esclusa la lista stessa di Formigoni, quella del sistema maggioritario a cui le liste proporzionali dei singoli partiti si apparentano. Se questa lettura è giusta, il Popolo della libertà in Lombardia non ha più un candidato e con lui cadono anche tutte le liste proporzionali. Una disfatta di dimensioni storiche.

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