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Regole del gioco

Elezioni regionali 2010. La soluzione politica per il Caos Liste nel Pdl: una leggina interpretativa

pubblicato da paganini in: Regole del gioco Regionali 2010


Ieri abbiamo provato ad immaginare il contenuto di un decreto legge che ponesse rimedio all’imperizia dimostrata dai presentatori delle liste del Popolo della libertà, meglio noti come il Gatto e la Volpe. Il testo era volutamente ed evidentemente paradossale, certo non quanto i proclami dei vari Formigoni e Polverini e le loro pretese di plasmare ogni regola ad immagine e somiglianza dei Polli delle libertà a cui hanno affidato il proprio futuro politico.

Oggi si parla con insistenza di una soluzione politica della vicenda, termine che già di per sé dimostra una certa confusione, dato che il problema è giudiziario e riguarda errori materiali, non elevate riflessioni sul futuro del sistema bicamerale in Italia. In ogni caso, visto che le pregiate menti dei palazzi romani non hanno ancora stilato il testo della leggina interpretativa che dovrebbe superare la scomoda situazione, proviamo noi a buttare giù qualche appunto per facilitargli il lavoro.

Per essere davvero chiara e fornire una interpretazione autentica delle norme elettorali, la leggina dovrebbe rendere più comprensibile che:
- gli uffici del Tribunale, per la consegna delle liste e delle firme, chiudono alle 12;
- gli uffici del Tar, per la presentazione dei ricorsi, chiudono alle 13;
- quando si raccolgono le firme bisogna autenticarle, tutte;
- quando un modulo è stato riempito con le firme dei sottoscrittori non è possibile modificare i nomi dei candidati;
- se non c’è accordo all’interno di un partito sulle persone da candidare, è opportuno superare i disaccordi almeno 2 giorni prima delle elezioni;

Avete qualche altro punto da aggiungere? Poi mandiamo una mail a Palazzo Chigi, magari li caviamo d’impaccio….

Foto | Flickr

Elezioni regionali 2010: pronto il decreto del Governo per superare il caos liste in Lombardia e Lazio

pubblicato da paganini in: Regole del gioco Satira Regionali 2010


Per superare il caos in cui sono piombate le operazioni elettorali in Lazio e Lombardia a causa degli errori nella presentazione delle liste di Polverini e Formigoni e della lista provinciale del Popolo della libertà, il presidente Berlusconi ha firmato questa mattina un decreto legge immediatamente esecutivo che affronta e risolve le problematiche emerse, facendo chiarezza di alcune interpretazioni eccessivamente rigorose riscontrate in sede giudiziaria.

In base al provvedimento dell’Esecutivo, e con effetto retroattivo, sarà facoltativo presentare firme a sostegno delle liste elettorali nelle competizioni regionali. I gruppi che le hanno già presentate ma che sono stati esclusi a causa di presunte irregolarità potranno sanare la situazione con una autocertificazione che dovrà essere stilata dal presentatore della lista.

Per le prossime competizioni elettorali viene previsto il superamento di ogni forma di riconoscimento e autenticazione delle firme: queste potranno essere riportate anche su moduli non omologati e differenti da quelli depositati presso le Prefetture: saranno dunque accettate liste di

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Respinti entrambi i ricorsi del Pdl. Formigoni e Polverini fuori. Non resta che il Tar

pubblicato da Luca Landoni in: Campagna elettorale Regole del gioco Regionali 2010



Da pochi minuti è giunta la notizia-bomba (soprattutto nel secondo caso). Le Corti d’appello di Roma e Milano hanno respinto il ricorso del Pdl, lasciando fuori dalla consultazione elettorale regionale la lista Pdl che appoggiava Renata Polverini e quella personale di Formigoni.

Mentre era prevedibile la decisione romana, quella su Formigoni sembrava potesse essere invertita, in virtù del fatto che sembrava trattarsi più di un problema tecnico (la non regolarità di un certo numero di firme, problema ben diverso dal non aver presentato la lista in tempo).

Ora al Pdl resta solo un ultimo ricorso al Tar, oltre che pregare. Ricordiamo che il problema milanese è ben più grave, poiché l’esclusione del candidato-presidente annulla tutta la coalizione. A Roma perlomeno la Polverini potrà comunque presentarsi e incassare gli eventuali voti degli elettori di centrodestra.

Elezioni regionali 2010: il gatto, la volpe e il Pinocchio delle libertà

pubblicato da paganini in: Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


Lo spettacolo indecoroso offerto dal Popolo della libertà con la presentazione delle liste a Roma e Milano non accenna a volgere al termine. Le reazioni scomposte di Alemanno e Polverini, con inviti ai sostenitori a manifestare la propria rabbia, fanno il paio con proclami semi eversivi come quello del ministro della difesa, Ignazio La Russa, che si lascia andare con un Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto (se un Tribunale della Repubblica italiana emette una sentenza, si deve solo essere pronti a fare ricorso e non è detto che si vinca…).

Le sceneggiate di questi giorni ricordano, oltre ad alcune fortunate commedie con Alberto Sordi (so uscito a magnà ‘n panino e m’hanno chiuso fori!), la favola scritta da Collodi: vediamo un Pinocchio delle Libertà che si fida del gatto e della volpe, chiedendogli di portare, a notte, le firme necessarie alla sua candidatura. Poi però, l’ingenuo Pinocchio delle Libertà, che evidentemente non ha capito di che pasta sono fatti i pelosi animali a cui si è associato, si ritrova con due spregiudicati soci che, lungi dal preoccuparsi della sua candidatura, pensano solo al proprio tornaconto, maturando vendette e progettando tranelli e sotterfugi (sempre La Russa si lamenta che ”La Lega ci aveva garantito 500 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni. ”Invece si sono presentati alle due di notte con 300 firme, di cui solo 30 autenticate”).

E quando il giudice condannerà Pinocchio d. L. escludendolo dalle elezioni a causa delle trame e dell’inconcludente rissosità del gatto e della volpe, i due subdoli onnivori potranno sempre chiamare i propri compari a ringhiare contro la burocrazia, la magistratura e gli orpelli procedurali.

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Elezioni regionali 2010: il suicidio politico del Pdl sulle prime pagine dei quotidiani

pubblicato da paganini in: Impresentabili Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


Lo spettacolo offerto dal Pdl con la presentazione delle liste in Lombardia e Lazio, ma anche in altre zone, alterna momenti di grande cabaret ad attimi di esilarante commedia. Almeno fino a quando qualche militante non inizierà a prendere sul serio i deliri insurrezionali di Alemanno e Polverini che, di fronte ad un boicottaggio dovuto allo scontro per bande interno al partito, incitano a rivendicare il voto con rabbia.

Forti degli insegnamenti del loro leader, gli uomini del Pdl hanno pensato di iniziare a fare le vittime degli eventi, i perseguitati: se il loro responsabile si presenta in Tribunale in forte ritardo per mangiarsi un panino, la colpa e della violenza dei Radicali. Se viene rilevata la mancanza di timbri e firme sui moduli (e si tratta probabilmente anche di un reato…) allora la colpa è della burocrazia e dell’eccesso di meticolosità.

Mentre cerchiamo dunque di capire quali regole, e come, possono essere applicate per non far dispiacere a questa sorta di anarchici della libertà (naturalmente a giorni alterni) leggiamoci le prime pagine dei giornali.

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Elezioni regionali 2010: dopo le liste, il caos. In Lombardia bocciata la Lista Formigoni. Altra sconfitta a tavolino?

pubblicato da paganini in: Regole del gioco Regionali 2010

Probabilmente neppure l’osservatore politico più attento ed esperto si sarebbe aspettato l’esplosione di un tale caos subito dopo lo scoccare dell’Ora X, quelle ore 12 del 27 febbraio 2010 entro cui dovevano essere depositate nei Tribunali le liste dei candidati alle elezioni regionali corredate di firme e documenti previsti.

Dopo il disastro politico e di immagine provocato a Roma dalla faida interna al Popolo della libertà (con i conseguenti appelli pseudo-insurrezionali della Polverini, che forse non ha letto i titoli del Giornale), ora tocca alla Lombardia. Qui, su istanza dei Radicali, la Corte d’Appello ha escluso la Lista Formigoni, che non potrà partecipare alle elezioni a causa di 514 firme non valide tra quelle depositate. L’Ansa ci spiega che in base agli esposti presentati dalla ‘Lista Marco Pannella’, la Corte d’Appello “ha riscontrato che le doglianze risultano fondate con riferimento alle voci indicate nel relativo esposto: mancanza del timbro tondo sui moduli (136), mancanza data dell’autentica (121), mancanza luogo della autentica (229) e mancanza qualifica autenticante (28) per un totale di sottoscrizioni invalide di 514.

La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni, salvo ripensamenti e ricorsi dell’ultimo minuto, non potrà quindi concorrere per occupare posti al Pirellone. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze pratiche (oltre a quelle più evidenti…) di questa esclusione… Vi terremo informati!

Aggiornamento: Stando a quanto sostiene Marco Cappato dei Radicali, la situazione in Lombardia è ancora più drammatica (per il Pdl) di quanto non lo sia a Roma. A Milano infatti non viene bocciata UNA delle liste di supporto al presidente Formigoni, ma viene esclusa la lista stessa di Formigoni, quella del sistema maggioritario a cui le liste proporzionali dei singoli partiti si apparentano. Se questa lettura è giusta, il Popolo della libertà in Lombardia non ha più un candidato e con lui cadono anche tutte le liste proporzionali. Una disfatta di dimensioni storiche.

Anche la campagna elettorale rema contro il blocco del traffico a Milano

pubblicato da paganini in: Impresentabili Regole del gioco Regionali 2010


Nella giornata di ieri Milano ha celebrato la finzione del blocco del traffico come rimedio all’inquinamento dell’aria che la affligge. Sull’efficacia di queste misure estemporanee ognuno ha le sue teorie, anche se molte di queste rilevano che questi spot non possono ristabilire un equilibrio compromesso da 364 giorni di scarichi a palla.

Ed anche le prossime elezioni regionali hanno contribuito ad intaccare il minimo effetto positivo del provvedimento. Infatti, oltre ai 50 mila tifosi di Milan - Atalanta, ai 6 mila addetti ed utenti delle sfilate di moda, a sacerdoti, medici e i giornalisti, anche i politici impegnati nella campagna elettorale hanno ottenuto l’indulgenza, potendo quindi girare in macchina ad inquinare i polmoni dei propri elettori.

Non è che, per caso, questi politici si prendono un poco troppo sul serio, tanto da non potersi nemmeno privare di un giorno di propaganda? Tanto, come al solito, per questi teorici del bene comune vale il principio dell’Armiamoci e partite.

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Elezioni regionali 2010: nel Lazio la lista del Pdl a sostegno di Renata Polverini rischia di essere esclusa

pubblicato da paganini in: Regole del gioco Regionali 2010


Oggi alle 12 è scattata in tutta Italia l’Ora X per le prossime elezioni regionali. A mezzodì è infatti scaduto il termine per la presentazione delle liste elettorali e di tutti i documenti annessi e connessi presso i Tribunali dei capoluoghi. Da questo pomeriggio saranno quindi ufficiali gli elenchi dei candidati alla competizione del 28 marzo prossimo.

Non tutti però sembrano essere arrivati alla scadenza con le idee chiare e le carte in regola: al Tribunale di Roma si è scatenata una bagarre, con conseguenti esposti e denunce, perché il rappresentante del Pdl incaricato di consegnare la documentazione (liste, accettazioni delle candidature, simboli…) si sarebbe presentato negli uffici pochi minuti prima della scadenza, per poi uscirne (pare per andare a recuperare dei fogli mancanti) e ripresentarsi oltre l’orario consentito.

Tutto questo non è passato inosservato e i rappresentanti delle liste concorrenti - cioè tutte quelle diverse dal Pdl - hanno stampato un bel casino: nel caso in cui le liste non venissero accettate, infatti, Renata Polverini rimarrebbe esclusa dalle elezioni regionali. Con grande sgomento di Emma Bonino e del Pd, che sarebbero costretti a vincere per abbandono dell’avversario.

Caso Di Girolamo: solo adesso Berlusconi e gli altri hanno capito che il voto degli italiani all'estero è una porcheria?

pubblicato da paganini in: Impresentabili Regole del gioco


Le agenzia e i grandi media riportano da circa due giorni allarmanti dichiarazioni di importanti esponenti politici tutte incentrate sulla necessità, anzi sull’urgenza, di riformare il sistema di voto degli italiani all’estero.

La commissione Affari costituzionali del Senato proceda subito a modificare la legge per il voto degli italiani all’estero. Lo chiede il senatore del Pd Stefano Ceccanti in una lettera a Carlo Vizzini, presidente della Prima Commissione di Palazzo Madama. Dalla vicenda Di Girolamo emerge con evidenza che il sistema elettorale per il voto degli italiani all’estero e’ inadeguato. Lo afferma la Presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. Il voto per corrispondenza è uno scandalo da eliminare. Va cambiata la legge. Ha rilanciato Renato Schifani. Al di la’ del caso Di Girolamo è evidente, che è necessario rivedere la legge per il voto degli italiani all’estero: con la normativa vigente, infatti, non è pienamente assicurata la trasparenza delle liste e i rischi di manipolazione del voto sono molto alti. Lo ha affermato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Al coro si è naturalmente unito il premier Berlusconi, sottolineando con evidenza che lui Di Girolamo nemmeno lo conosce, essendo il senatore un amico di Fini.

L’elemento singolare di tutte queste riflessioni è che avvengono solo ora che per la seconda volta i giudici chiedono l’arresto del senatore del Pdl: come mai dal giugno 2008 ad oggi nessuno si è mosso per modificarla, questa legge così intollerabile? Già nel marzo 2008 era chiaro che il sistema di voto (e l’intero impianto della legge per il voto degli italiani all’estero) era marcio. Non è che, per caso, è l’approssimarsi delle elezioni regionali ad aver fatto diventare tutti questi politici più accorti, onesti e premurosi verso i principi della nostra democrazia?

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La legge è uguale per tutti! Sabato 27 febbraio il Popolo Viola torna in piazza

pubblicato da paganini in: Dì qualcosa di sinistra Regole del gioco

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese. Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day… Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale. Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia. Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.

È questo l’invito lanciato dal Popolo Viola e rivolto a coloro che vogliono tornare in Piazza per manifestare contro le leggi ad personam e contro il particolare approccio riformatore che il Popolo della libertà, col suo leader in testa, continua a dimostrare nei confronti del sistema della giustizia in Italia.

La legge è uguale per tutti sarà il titolo della manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento, a sostegno degli organi di garanzia costituzionale e della libera informazione che si svolgerà il 27 febbraio 2010 a Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 14.30. Non è ancora chiaro chi salirà sul palco per arringare la folla. Vi terremo aggiornati….