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Rifondazione Comunista RC

Il 20° compleanno e il congresso sconfittista di Rifondazione.com

pubblicato da paganini in: Rifondazione Comunista RC

i manifesti di rifondazione comunista

Il Partito della Rifondazione comunista celebrerà il suoi primi 20 anni di vita con il congresso nazionale, fissato per dicembre a Napoli al grido di Connettiamoci. In quella occasione il partito confermerà l’attuale segretario, Paolo Ferrero, ed anche la formula della Federazione della sinistra, dimostrando così di non aver tratto alcun giovamento dai catastrofici esiti delle scelte politiche degli ultimi 3 anni.

Rifondazione, superato e archiviato il bertinottismo, viaggia ora verso uno sconfittismo sbandierato e orgoglioso, senza avere la capacità di mettere in discussione rituali, proposte (non tutte, ovviamente) e prospettive strategiche che probabilmente erano superate anche 20 anni fa, quando il partito è nato.

Oltre ad aderire ad ogni tipo di manifestazione e dimostrazione possibile il Prc sembra infatti non avere prospettive minimamente credibili da offrire agli elettori, che infatti sono in fuga costante: un sondaggio del 30 ottobre scorso segnala che l’assurda compagine chiamata Federazione della sinistra (assurda non per l’idea di fondo ma per la scelta di federare gruppi dirigenti senza il coraggio di creare un solo partito) viaggia all’1,6% , meno della metà del Movimento di Beppe Grillo. Nel 2008 la già disastrata Sinistra arcobaleno arrivò al 3,1%: da allora nessuno nel Prc sembra aver capito che le scorciatoie e le pseudo aggregazioni che salvano il posto a 10 diversi piccoli leader non funzionano e non portano da nessuna parte.

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Un'idea originale per il 2011: rifare il Partito comunista italiano

pubblicato da paganini in: Impresentabili Oliviero Diliberto Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC

A volte, in politica, la tempestività è tutto. E la proposta di fondare di nuovo il Partito comunista italiano, per la seconda volta dopo 90 anni, probabilmente ne è l’esempio più nitido. Un po’ come l’idea di rifare l’Impero Cinese. Eppure stando agli organizzatori sarebbero già 1.000 gli aderenti al nuovo modernissimo progetto politico. Rifare il Pci dunque (e non rifondarlo, dato che Rifondazione ha fallito) e riportarlo nelle piazze e in Parlamento sotto la guida di Oliviero Diliberto, dato che Paolo Ferrero non sarebbe abbastanza comunista per guidare il Partito comunista.

Le criticità dell’operazione sono talmente tante ed evidenti da far pensare ad una uscita propagandistica sostenuta dal premier per poter continuare a urlare terrorizzato contro i comunisti, altrimenti ormai poco presenti. Un piccolo problema strutturale starebbe poi nella persona indicata per guidare il nuovo Pci: Oliviero Diliberto è infatti già stato eletto portavoce nazionale della Federazione della sinistra, il nuovo soggetto politico che unisce Pdci e Prc. Quindi tutta l’operazione sembrerebbe mirata a far cambiare nome alla neonata Federazione, in modo da riportarla allo spirito di Livorno.

Ma è mai possibile che non si possa scindere (parola da non usare mai ad alta voce a queste latitudini) quello che si vuole conservare nel proprio armadio dei ricordi e dei riferimenti etici da quello che serve ad uno Stato nel 2011? Continuare a parlare di bandiererosse, falciemartello, unionisovietiche e ventesimicongressi del pcus è un’attività culturale e storica che non ha controindicazioni particolari. La politica italiana e le esigenze dei cittadini europei del 2011 sono però tutt’altra cosa.

Foto | Flickr

L'Italia che non si piega: il 1° congresso delle Federazione della sinistra

pubblicato da paganini in: Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC

C’è un’Italia che non si piega. E probabilmente non si spezza. È quella che la nascente Federazione della sinistra (una fusione fredda e per ora mal riuscita tra Prc e Pdci) si propone di incarnare e di rappresentare, avviandosi a consolidare questo “nuovo” progetto politico. L’appuntamento è per il prossimo weekend a Roma, dove si svolgerà il Primo congresso della Federazione.

Le prospettive per la creatura rossa non sono delle più favorevoli. L’unione tra i due partiti comunisti, nati dalla gloriosa storia delle scissioni sotto la falce e martello, non gode di buona salute e le due sigle convivono a malincuore in molti territori. Il processo unitario è stato imposto dai dirigenti nazionali dei due partiti e rappresenta sicuramente una prospettiva inevitabile. Ciononostante il risultato non è stato soddisfacente, come dimostrano i risultati elettorali e i sondaggi che danno al Federazione intorno al 2 per cento.

Questo progetto politico soffre poi, in modo sempre più evidente, della concorrenza a sinistra di Sinistra e libertà, che ha fagocitato alcuni dirigenti del Prc e soprattutto sfrutta un leader credibile e moderno (con tutti i limiti del caso) per macinare consenso. In questo quadro lo spazio per la Federazione è davvero esiguo, anche perché la prospettiva unitaria dovrà inevitabilmente concludersi con il ritorno di tutti i transfughi sotto una stessa bandiera: sempre rossa, ma europea e degna del XXI secolo.

Elezioni regionali 2010: nelle Marche la Sinistra si "ricompatta" e candida Massimo Rossi

pubblicato da paganini in: Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC Sinistra & Libertà Regionali 2010


Per un buffo gioco del destino il ri-candidato del Partito democratico alla presidenza della Regione Marche si chiama Gian Mario Spacca e, scegliendo l’alleanza con l’Udc, ha spaccato il centrosinistra, lasciando al proprio destino tutta la sinistra variamente denominata.

A Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra ecologia e libertà non è rimasto che prendere atto della scelta centrista del Pd, trovando un candidato autonomo, l’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi (mentre i Verdi sono rimasti col Pd).

Tutto ciò andrà presumibilmente a vantaggio di Erminio Marinelli, candidato del Pdl. Nel 2005 Spacca vinse con il 57,7% mentre centrodestra e l’Udc ottennero il 38,6. Come andrà stavolta?

Elezioni regionali 2010: anche Paolo Ferrero candidato alla presidenza della Campania

pubblicato da paganini in: Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC Paolo Ferrero Regionali 2010

Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, lo aveva detto all’indomani della designazione di Vincenzo De Luca a candidato del Pd (e dell’Italia dei valori) alla carica di presidente della Regione Campania: “Il Pd ha consumato sulle primarie una vera e propria farsa. L’unico nome rimasto in lizza è per noi improponibile”.

Una scelta che ha portato Ferrero e la Federazione della sinistra (Prc, Pdci, Sinistra 2000) a criticare fortemente anche Antonio di Pietro (e la sua svolta di Salerno), reo di aver accettato di sostenere un candidato sulle cui spalle gravano inchieste e sospetti.

L’ultimo atto della rottura tra Sinistra e Pd in Campania dovrebbe consumarsi questo pomeriggio, quando Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Gianpaolo Patta terranno una conferenza stampa per lanciare - con molta probabilità - la candidatura dello stesso Ferrero a presidente della Campania.

Nasce il nuovo (o vecchio) minestrone comunista: Federazione di sinistra

pubblicato da Christian De Mattia in: Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC


Ogni tanto qualche notizia viene fuori dalla galassia comunista. Dopo la tragica esclusione dal Parlamento del 2008 i comunisti duri e puri hanno perso sempre di più importanza nel panorama politico italiano. A parte qualche uscita demagogica e un po’ di antiberlusconismo per farsi sentire, raramente si sentono novità rilevanti dalla sinistra estrema.

Ma ora è il momento della nascita (o rinascita) di un’aggregazione di partiti: Federazione della Sinistra. Ne fanno parte Prc-Se di Paolo Ferrero, Pdci di Oliviero Diliberto, ‘Socialismo 2000′ di Salvi e ‘Lavoro e Solidarieta” di Patta. A parte gli ultimi 2 movimenti che sulla carta non hanno manco mezzo voto, in pratica si può dire che si chiude definitivamente la divisione tra i comunisti più radicali. Le parole d’ordine sono sempre le stesse

È tempo di smetterla con le divisioni a sinistra. Parte un processo costituente aperto a tutti. In piazza al No B day ci saremo, con le nostre bandiere. Non temiamo la concorrenza di Di Pietro. Abbiamo solo paura di quando la sinistra non c’è, siamo ben contenti quando c’è sovraffollamento, pensiamo che se si radicalizza l’opposizione è un bene. Escludere i comunisti dalle istituzioni significa escludere tutti quegli italiani che sono contro la guerra

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I comunisti spaventati "L'Idv ci ruba i voti"

pubblicato da Christian De Mattia in: Italia dei valori Rifondazione Comunista RC


La presenza dell’Italia dei Valori nel centrosinistra non è sempre ben digerita dai suoi alleati. Molti nel Pd sopportano pochissimo il protagonismo ruspante di Antonio Di Pietro, ora però anche nella sinistra estrema si considera il partito giustizialista un problema dal punto di vista della concorrenza sullo stesso elettorato potenziale.

In Rifondazione Comunista oltre a preoccuparsi di una rilevanza politica quasi inesistente sono anche terrorizzati di perdere quei pochi voti che hanno. Il numero due del Prc, Claudio Grassi, lancia l’allarme

Bene il partito sociale, la presenza nei conflitti, ma teniamo presente che poi i lavoratori che manifestano sotto Palazzo Chigi quando arriva Di Pietro lo accolgono trionfalmente, un po’ come era Bertinotti dieci anni fa. A differenza di noi, oggi Di Pietro conta nella politica e conta, perché ha una presenza significativa in Parlamento e puo’ incidere sulle scelte politiche

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Test antidroga per i politici. Si rifiuta di farlo Paolo Ferrero

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Popolo delle Libertà PDL Rifondazione Comunista RC Paolo Ferrero Ignazio La Russa



Il risultato del sondaggio proposto, ieri, dal collega V. dimostra (semmai ce ne fosse bisogno) che l’elettorato italiano non ha fiducia nella propria classe politica che certo non si è contraddistinta, per serietà, negli ultimi mesi che precedono un importante appuntamento elettorale.

La cattiva reputazione di un esponente potrebbe, di fatto, far perdere il proprio schieramento. Per questo motivo sia a destra che a sinistra tutti stanno studiando una comunicazione attraverso la quale redimersi. Dai peccati. Per lo meno.

Interessante, e probabilmente lodevole, è per tanto l’invito che il Ministro della Difesa ha fatto a tutti i colleghi. Secondo Ignazio La Russa gli esponenti politici dovrebbero dimostrare, con un test, che non assumono sostanze stupefacenti.

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No Berlusconi Day! Rifondazione e Di Pietro insieme in piazza il 5 dicembre

pubblicato da paganini in: Italia dei valori Rifondazione Comunista RC

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali… Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Rispondendo a questo appello, Paolo Ferrero e Antonio Di Pietro hanno annunciato ieri, con una inedita conferenza stampa congiunta, che scenderanno in piazza, insieme, il 5 dicembre prossimo contro la politica del governo e per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio. Aderiranno dunque alla manifestazione lanciata su Facebook e intitolata No Berlusconi Day. Una insolita comunanza, dato che Ferrero ha sempre detto tutto il male possibile di Di Pietro e il leader dell’Idv non ha mai mostrato grande simpatia per la sinistra.

Nonostante il lancio via social network, il rischio sembra essere la riproposizione folcloristica dell’evento di piazza per “dare la spallata al governo” (che per altro appare ben saldo nella difesa degli interessi e delle priorità per le quali ha conquistato il Palazzo), per una giornata in cui dovrebbero anche vedersi gli effetti della nuova Federazione della sinistra di alternativa che dovrebbe (in questi casi il condizionale è imprescindibile) riunire Rifondazione e Comunisti italiani, dopo 10 anni trascorsi inutilmente a concorrere su chi era più comunista. Facile peraltro immaginare la non adesione del Bersani e del Pd all’evento del 5 dicembre, con le conseguenti polemiche su chi fa più opposizione al Caimano.

Aggiornamento. Bersani annuncia che il Pd non parteciperà alla manifestazione del No Cav Day: Non aderiamo alla manifestazione ma abbiamo grande rispetto per l’iniziativa.

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Perquisizioni nelle sedi dei partiti in Puglia: riesplode la "questione morale" nel centrosinistra?

pubblicato da paganini in: Partito Democratico PD Rifondazione Comunista RC Sinistra & Libertà Politica & Tribunali


Brutto colpo - se non altro d’immagine - per i partiti di opposizione che rischiano, dopo mesi di richiami alla questione morale e alla necessità di chiarezza e rispetto delle regole, di subire un affondo letale da parte della magistratura pugliese.

Questa mattina, infatti, la Procura di Bari ha ordinato l’aquisizione dei bilanci di Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra e libertà, Socialisti e Lista Emiliano dal 2005 ad oggi. Il sospetto è che nel verminaio della sanità pugliese (cioè dalle indagini da cui è uscito l’utilizzo finale di escort da parte di alcuni politici di primo piano) siano coinvolti mani e piedi i partiti del centrosinistra, che avrebbero ottenuto contributi illeciti per i propri bilanci in cambio di appalti. Il classico finanziamneti illecito, insomma.

Anche se l’indagine sembra essere ancora all’inizio e non si hanno notizie sugli indagati (a parte l’ex assessore e ora senatore Pd Tedesco), c’è il rischio concreto che la vicenda esploda in mano all’opposizione, a poca distanza dal congresso del Partito democratico e in una Regione che doveva rappresentare un esempio di buon governo meridionale della Sinistra. Inoltre l’inchiesta sulle escort e le marachelle presidenziali rischia di finire in secondo piano, anche grazie alle potenza di fuoco mediatica del Caimano (non perdetevi le prime pagine di Libero e Giornale domani).