
Proposte ambiziose, quelle che ho letto nei commenti del post in cui vi chiedevamo di scegliere un argomento per la rubrica scelti dai lettori. Molto interessante - ma davvero troppo complesso - quello sulla generazione dei baby boomers in Italia e in Usa: in ogni caso lo terremo buono per una prossima puntata.
Per questa volta invece, approfondiremo un tema che ci ha segnalato whatever, più collegato alla cronaca degli ultimi giorni: la presunta “parentopoli” piemontese in cui sarebbe coinvolto Roberto Cota. Più che su Cota direttamente però, la riflessione di allarga: su un certo clientelismo cui la Lega Nord non è affatto immune.
E i nomi naturalmente vengono in mente fin troppo facilmente: ma cerchiamo di non uscire dal seminato e vediamo di cosa parliamo, quando parliamo di “parentopoli” piemontese…
Continua a leggere: Scelti dai lettori: Roberto Cota e la parentopoli piemontese

Il prossimo autunno per Roberto Cota potrebbe non cominciare nel migliore dei modi. Come spiegato nelle scorse ore da V., il Tar (dopo aver accolto il ricorso di Mercedes Bresso) il prossimo 7 ottobre potrebbe annullare il voto che ha garantito all’esponente leghista la poltrona di Governatore della Regione Piemonte.
Questa opportunità potrebbe essere colta al volo da Sergio Chiamparino. Il sindaco di Torino, più volte indicato come il coordinatore di un ipotetico Partito Democratico del Nord, si candiderebbe al posto di Mercedes Bresso.
L’eventuale ricandidatura dell’ex Governatore sarebbe stata sabotata dalla stessa Bresso che, non convinta del proprio ricorso (rivelatosi poi attendibile), avrebbe chiesto a Roberto Cota un appoggio per essere candidata alla presidenza europea delle Regioni.

Il black-out registrato nelle scorse ore in Piemonte, a causa del quale in molti non hanno potuto vedere la seconda partita dell’Italia, potrebbe non essere circoscritto all’ambito televisivo. Qualcosa sta accadendo anche nei palazzi del potere.
Come raccontato da Francesco Costa e Alessandro Gilioli delle diciannove firme fatte per la lista “Pensionati per Cota” solo una sarebbe vera. Le altre sarebbero state realizzate da Michele Giovine (esponente principale della lista attualmente occupato al consiglio regionale) e dal padre Carlo.
In attesa di capire come la giustizia deciderà di intervenire è necessario sottolineare che quanto accadrà fa già parte delle occasioni perse del Partito Democratico.
Continua a leggere: Pensionati per Cota: solo una firma della lista era vera

Quanto registrato dal Corriere della Sera nel Lazio, dove il neo governatore Renata Polverini può contare su molti consiglieri regionali già impegnati anche in altri contesti, non rappresenta l’eccezione. Comportamenti simili si verificano anche al nord.
Daniele Sensi, sul proprio blog, citando i Radicali sottolinea che ad oggi Roberto Cota, Presidente del Piemonte dallo scorso 30 marzo, non ha ancora consegnato le proprie dimissioni come parlamentare.
Secondo la legge 154 del 1981 l’impegno nazionale non può sommarsi a quello in ambito regionale tanto che chi si trova a ricoprire entrambi i ruoli deve, per legge, decidere entro dieci giorni dove esercitare la propria attività politica.

Mercedes Bresso, Presidente uscente della Regione Piemonte, ha ritirato il ricorso al Tar che a seguito della sconfitta elettorale aveva fatto per accertarsi che sulla vittoria di Roberto Cota non si fossero verificati dei brogli elettorali.
La decisione, come osservato anche da Massimo Gramellini sulla Stampa, è stata presa da Mercedes Bresso dopo essersi assicurata il posto come Presidente del Comitato delle Regioni che senza l’ausilio di Roberto Cota non avrebbe potuto più avere.
Secondo il comunicato stampa ufficiale l’esponente del Partito Democratico avrebbe deciso di bloccare il ricorso, la cui sentenza era prevista per il prossimo 4 giugno, come segno di responsabilità nei confronti dell’Italia e del centrosinistra che attraverso i propri dirigenti ha già fatto sapere di non aver digerito la decisione della donna.

Se nella maggioranza i giochi politici non fossero all’ordine del giorno, tanto da garantire ad un Ministro la possibilità di scambiarsi con un Governatore, il trattamento riservato da Roberto Cota a Mercedes Bresso (che prima di lui amministrava per il Piemonte) non sarebbe così di cattivo gusto.
Dimenticandosi del vantaggio minimo ottenuto, Roberto Cota ha deciso di non appoggiare (a differenza degli altri governatori) la riconferma di Mercedes Bresso in Europa dove ricopre la carica di Presidente delle Regioni.
Come riportato dal Corriere della Sera dello scorso sabato la zarina del Pd (così l’ha definita il Giornale) potrebbe contare sull’appoggio dei colleghi europei che contrasterebbero il tentativo di boicottaggio messo in atto dal nuovo Governatore del Piemonte.
Continua a leggere: La rivalità tra Roberto Cota e Mercedes Bresso si trasferisce in Europa
Il problema in Italia non è costituito solo dagli amministratori. Anche i servi, e le persone che aspirano a questo ruolo, hanno le proprie responsabilità. In Piemonte, ad esempio, sono state sufficienti delle dichiarazioni del nuovo Governatore Roberto Cota sulla pillola abortiva Ru 486 per rallentarne l’arrivo negli ospedali locali.
A nulla è servito il richiamo del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che a tutti aveva ricordato che la somministrazione del medicinale sarebbe avvenuta secondo le regole approvate nelle settimane precedenti.
In Piemonte la pillola tarda ad arrivare malgrado proprio negli ospedali torinesi sia stata condotta, per l’Italia, la sperimentazione del farmaco dall’equipe del ginecologo Sergio Viale che all’Unità ha fatto presente le proprie preoccupazioni.
Continua a leggere: I servi di Roberto Cota bloccano in Piemonte la pillola abortiva Ru 486

Mai come in queste ore si è percepita la complessità della Lega Nord. Un partito dove il nepotismo, rappresentato da Renzo Bossi, convive con persone che si sono contraddistinte per il loro talento, come ad esempio Luca Zaia che per l’agricoltura italiana si è impegnato molto, e altre che confermano i propri limiti.
Roberto Castelli al confronto con gli elettori di Lecco, dove si è presentato per diventare sindaco, non è riuscito a fare meglio del disastro realizzato precedentemente come Ministro della Giustizia.
Nel calderone, fino a pochi giorni fa, non era ancora riuscito a contraddistinguersi Roberto Cota che a 48 ore dalla vittoria in Piemonte, contro il Governatore uscente Mercedes Bresso, ha fatto capire che lui della modernità che la regione era riuscita a raggiungere, brillando in occasioni internazionali come ad esempio le olimpiadi invernali, se ne sbatte.