Ma che cosa sta succedendo alla Lega Nord? È un periodo intenso per i verdi padani. Caduto il governo sono finiti all’opposizione, e quella opposizione l’hanno fatta nella maniera più caciarona e spettacolare - pensate ai cartelli in aula al Senato contro Monti - un modo come un altro per rifarsi una verginità. In fondo al governo c’erano anche loro prima: e se oggi c’è qualche pasticcetto da rimediare, è anche colpa della “poltronite romana” che si sono buscati passando da partito di lotta a partito di governo. Ma anche all’interno non mancano i dissidi, lo sfilacciamento che accompagna la formazione di Umberto Bossi ha naturalmente un nome e un cognome: Roberto Maroni.
Spiegandola semplice: la base rinfaccia la troppa fedeltà del leader storico a Silvio Berlusconi, mentre vede in Maroni il prosecutore della “tradizione” padano-giustizialista della Lega. La miccia è stata il voto di ieri alla Camera su Nicola Cosentino, il coordinatore campano del PdL: quando e dove ha potuto parlare, la base ha espresso il suo forte dissenso per il “salvataggio” arrivato anche con i voti leghisti. E come andrà a finire? Come scrive Adalberto Signore su Il Giornale “Se il Senatùr ha vinto la battaglia, però, non c’è dubbio che la guerra sarà ancora lunga. Anche perché l’ex ministro dell’Interno può contare sul sostegno della maggior parte della base”.
“Sempre che” prosegue Signore “mormora un uomo vicinissimo a Maroni, «non decida di fare armi e bagagli e dar vita ad un partito che raccolga davvero l’eredità di una Lega che qui non c’è più».”. E quindi ci sarebbero due leghe. Ma la base è delusa, mastica amaro, perché per tutta la permanenza al governo del Carroccio ha mandato giù bocconi amari in vista di “carote” messe sempre più distanti. Vi ricordate quando scrivemmo questa breve storia del federalismo? I nodi, una volta crollata l’impalcatura del sogno berlusconiano sono venuti al pettine. E alla fine su Cosentino, si preferisce glissare come fa notare NonLeggerlo. Vedremo alla manifestazione del 22 gennaio a Milano cosa succederà, perché oggi c’è anche chi scrive della possibilità di una “epurazione”. Perché come scrive Marco Cremonesi la manifestazione
secondo qualcuno rischia di essere un flop epocale, secondo altri, addirittura, di trasformarsi in un ring tra le opposte fazioni, maroniani contro clan di Gemonio. Con i sostenitori dell’ex ministro dell’Interno a contestare i maggiorenti del movimento su un palco in cima al quale Roberto Maroni non sarà invitato. Mentre ieri soffiavano forti le voci di un estromissione dalla segreteria padana del leghista più popolare dopo Bossi

E così, pochi giorni dopo gli scontri di Roma del 15 ottobre, siamo già alle “leggi speciali”. Roberto Maroni ha parlato in questi minuti al Senato. Temi principali sull’ordine pubblico contenuti nell’informativa del ministro leghista?
Sono nell’elenco qui sotto:
Arresto in flagranza differita
Daspo anche per i cortei
Introduzione di un reato associativo per chi esercita violenza aggravata nelle manifestazioni
Maggiori tutele giuridiche per i poliziotti
Fideiussione per manifestare
L’arresto in “flagranza differita” deve essere comunque eseguito entro 48 ore, spiega il sito del Siulp, sindacato delle forze di Polizia. Il “Daspo anche per i cortei” si riferisce all’introduzione di un provvedimento utilizzato in passato per le tifoserie più violente degli stadi: l’acronimo significa Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, e Maroni pensa di introdurlo anche per i cortei.
Continua a leggere: Maroni in Senato: flagranza differita, Daspo per i cortei e leggi speciali
Bum! Avrà pensato qualcuno leggendo il titolo. Eppure l’idea di un Roberto Maroni prossimo primo ministro non è poi così peregrina. Partiamo da un assunto di base: Berlusconi se anche non fosse al tramonto - come è - non è comunque eterno. Lo preciso ad usum berlusconiani di ferro. E allora se non è eterno, malgrado questi diciassette anni possano aver illuso qualcuno che lo sia, chi ci sarà dopo di lui?
Bruciato Tremonti con lo scandaletto dell’affitto in nero, Fini sparito da tempo e ridotto a gestire una forza residuale, e con le seconde linee PdL di una pochezza disarmante, emerge l’ipotesi di un ticket Roberto Maroni - Angelino Alfano per il dopo cavaliere. Possibile? Non fantascienza, anche perché a meno che non rinasca la DC - di cui si parla da tempo, anche e soprattutto con incontri e terreni tastati oltre Tevere - le alternative a centro destra mi sembrano onestamente poche.
Lo spiega bene Denise Pardo su l’Espresso
Via libera, allora? Non da solo. All’interno del Pdl, i frondisti, gli anti-verdini e gli anti-La Russa che sono un bell’esercito lo accetterebbero in ticket con Angelino Alfano, vero punto di riferimento del ministro leghista nel Pdl. Negli ultimi tempi, i due si sono visti spesso e lontano da occhi indiscreti. A qualcuno che gli chiedeva un parere sincero - era un amico e non un politico - sul segretario Pdl Maroni ha risposto così, con il suo stile secco, da lombardo poco bauscia: “C’è”.
E voi ve lo vedete Maroni a capo del governo?
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“Ventimila tunisini giunti nelle scorse settimane possono circolare liberamente nell’area di Schengen con i permessi di soggiorno temporaneo che stiamo rilasciando”
Roberto Maroni, 13 aprile 2011 |
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I quotidiani di stamattina parlano di uno scontro Italia - Francia sui migranti già sbarcati sul territorio italiano. Che cosa è successo? Ieri il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha spiegato che avrebbe concesso il permesso di soggiorno temporaneo a tutti i soggetti sbarcati finora.
I migranti a quel punto avrebbero potuto muoversi liberamente nei paesi di area Schengen: alla Francia questo non andava bene - soffia il vento di Le Pen scrive Cesare Martinetti. La Stampa riassume bene la vicenda
La Francia ha alzato il muro contro l’ondata di immigrati che, grazie ai permessi temporanei decisi oggi da Roma, può puntare verso il nord Europa. E ha avvertito che anche con quel tipo di visto li respingerà. Ma dall’Italia Maroni ha replicato che, se Parigi lo farà, dovrà «uscire da Schengen o sospendere il trattato». E ha aggiunto: «Capisco che ci sono le elezioni in Francia nel 2012 e che Sarkozy ha la concorrenza dell’estrema destra, ma mostrare i muscoli è sbagliato, mettere le truppe sulle frontiere è la cosa più sbagliata». Il vertice tra ministri di oggi srvirà anche a preparare il terreno per il summit italo-francese previsto il 26 aprile
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“Se giovedi’ il federalismo non passa andiamo tutti a casa”
Roberto Maroni, 31 gennaio 2011 |
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“Nessuna famiglia Rom sfrattata andrà nelle case popolari di Milano”
Roberto Maroni, 27 settembre 2010 |
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Torniamo un attimo a parlare di Vieni via con me visti gli sviluppi inattesi che ha preso la vicenda nel pomeriggio. Ieri Roberto Saviano nel suo monologo sulle mafie ha sferrato un altro pesantissimo affondo contro la Lega Nord, dopo i numerosi attacchi della settimana scorsa.
Citando lo scrittore e le sue precise parole: “La ‘ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega”. Tuttavia nel prosieguo Saviano ha evitato di fare nomi e di quale esponente (o esponenti) del Carroccio si sia macchiato di questa gravissima colpa e in quale precisa occasione. Si è limitato invece a citare la provocazione del compianto Gianfranco Miglio che anni fa aveva parlato di istituzionalizzazione delle mafie.
Oggi il Ministro dell’Interno Maroni ha chiesto diritto di replica, chiedendo di essere invitato in trasmissione per un confronto diretto.
«Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi» ha dichiarato il titolare del Viminale, aggiungendo: «Chiedo risposta anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite»
Continua a leggere: Per Saviano la Lega dialoga con la 'ndrangheta. La replica di Maroni

La vicenda del peschereccio siciliano crivellato di colpi da una motovedetta libica con a bordo anche militari italiani - e per di più forse donata dal nostro paese - ha sollevato polemiche perchè è sembrata emblematica, dopo la recente e discussa visita di Gheddafi, di quella che Fini ha definito la nostra “genuflessione” verso lo stato nordafricano.
L’essenza della questione è stata catturata perfettamente da una freddura di Quink: “Peschereccio italiano mitragliato da motovedetta libica. Gheddafi ha prontamente accettato le nostre scuse“.
Le dichiarazioni di oggi del ministro Maroni riportate da vari quotidiani - “immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave con clandestini” - ci rivelano però la vera ragione e l’autentica posta in gioco dell’intera vicenda.
Continua a leggere: Maroni e la Libia, pescherecci e clandestini: su chi è lecito sparare?
Se siete frequentatori degli stadi, vi sarete fatti un’idea della “tessera del tifoso“: per quanto vale la mia opinione, è una cretinata. Ma protestare come è successo qualche ora fa ad Alzano Lombardo, è il modo peggiore per confermare tutti gli stereotipi peggiori sul mondo ultras, ben diverso da quel milieu di delinquenti - circa 500 “tifosi” - che ha tentato di “contestare” Roberto Maroni alla Berghem Fest di Alzano Lombardo.
Il tutto con tafferugli, agenti feriti da lancio di oggetti, auto date alle fiamme… follia pura.
verso le 22, infatti, circa 500 tifosi si sono presentati nei pressi dei cancelli per manifestare contro la tessera del tifoso. Una mezz’ora piu’ tardi, una settantina di ultra’ sono riusciti ad aggirare il servizio d’ordine e sono arrivati fino al retro del palco, da dove hanno lanciato i petardi e i fumogeni. Nel frattempo, gli agenti sono riusciti a tenere il grosso
del gruppo lontano dalla festa. A prezzo, pero’, di tafferugli, in cui un paio di agenti sono rimasti feriti dal lancio di oggetti, fortunatamente in modo non grave, mentre gli ultras hanno dato alle fiamme un’auto dei carabinieri, una della
polizia locale e altre tre automobili (…) almeno cinque, sono stati subito identificati dalle forze dell’ordine, fermati e portati in questura. (ANSA)
Ma per quale motivo questo delirio? Per la tessera del tifoso: vediamo che cos’è dopo il salto.