
La carica di presidente del Pd è ancora vacante, Bersani sta ancora pensando a quale personalità affidarla. Negli incontri tra gli uomini del segretario cresce la voglia di riesumare Nonno Prodi per quella posizione; d’altronde, pur non ufficialmente, l’ex Presidente del Consiglio ha appoggiato la candidatura di Bersani e quest’ultimo più volte ha rievocato l’Ulivo come esperienza politica positiva e in parte l’Unione per la ripresa del gioco delle alleanze.
A tal proposito è nato su Facebook persino un gruppo per Prodi Presidente
In soli tre giorni dal lancio dell’appello, sono gia’ 250 gli iscritti all’apposito gruppo nato su Facebook , mentre un centinaio sono le persone che hanno inviato una mail di appoggio all’indirizzo prodipresidonorepd@libero.it . Tra i sottoscrittori, note firme di commentatori politici e di docenti universitari si mescolano al sostegno che proviene da singoli cittadini, ulivisti di base ed estimatori del professore.
Insomma il nuovo che avanza…
Continua a leggere: L'appello nostalgico per il ritorno di Nonno Prodi

Romano Prodi ha compiuto, ieri, settant’anni. Per festeggiarli, come riportato dal Corriere della Sera, ha radunato i familiari presso il castello di Bebbio ristrutturato dall’architetto e fratello dell’ex Premier Quintilio Prodi.
Pronto per insegnare alla Business School di Shangai, Romano Prodi potrebbe diventare il nuovo segretario dell’Onu al termine del mandato di Ban Ki-moon tanto che per l’Organizzazione della Nazioni Unite sta realizzando un progetto per l’Africa.
Tanto quanto Walter Veltroni che al continente si dedica nelle pause tra un incarico politico e l’altro, Romano Prodi si dirige verso Sud per ripulirsi l’immagine dopo l’ultimo Governo da lui preseduto.
Continua a leggere: I settant’anni di Romano Prodi, martire o santo?
Molto di ciò che Marco Travaglio fa o dice tende a diventare notizia. D’altra parte Travaglio è diventato, sia per chi lo ama che per chi lo detesta, uno dei protagonisti della vita politica italiana. La posizione che si guadagna i titoli oggi è il rimpianto che il giornalista ha manifestato recentemente per Romano Prodi.
Come riportato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, infatti, durante una delle sue serate in teatro (ovviamente tutte sold out) Travaglio ha notato in platea l’ex Presidente del Consiglio. Fin qui niente di strano. Si era nella sua Bologna, e tra l’altro Prodi era in una popolare dodicesima fila, ben lontano dalla fame di riflettori di Berlusconi durante le sue amate comparsate al Bagaglino.
Fatto sta che Travaglio, proprio a fine spettacolo (un percorso nei fatti e misfatti degli ultimi quindici anni della Repubblica), si è permesso uno dei suoi rari complimenti:
Ringrazio il presidente Prodi che è in platea. E voglio dirgli che sento spesso la nostalgia di lui.
Non certo un atto di piaggeria: Prodi ha ormai poco peso nelle faccende italiane, e certo Travaglio non è uno da arruffianarsi il politico di turno. Tra l’altro il giornalista non fu certo morbido con l’esperienza ulivista, dedicando addirittura alle sue storture un libro (”Uliwood party”), e numerosi articoli infuocati, specie contro il ministro Mastella e il provvedimento di indulto. Come mai, allora, questa posizione così “dolce”?
Continua a leggere: Sorpresa: a Travaglio manca Prodi. E a voi?

La Commissione Mitrokhin aveva avuto forse solo un grande merito, nel nulla totale da punto di vista giudiziario sul quale si era conclusa. Aveva fatto scoprire il delizioso risvolto della seduta spiritica cui aveva partecipato anche Romano Prodi per scoprire dove fosse il covo br in cui era stato condotto Aldo Moro dopo il rapimento e la strage di via Fani. Avvenne tutto
il 2 aprile 1978, mentre era in corso il sequestro dell’on. Aldo Moro, (Romano Prodi, ndr) avrebbe partecipato in casa di amici in provincia di Bologna (alla seduta partecipò anche Mario Baldassarri, ai tempi della commissione politico di Alleanza Nazionale e viceministro per l’Economia e le Finanze dei governi Berlusconi II e III) ad una seduta spiritica, nella quale un piattino, mosso dallo spirito di Giorgio La Pira, richiesto dell’ubicazione del sequestrato, avrebbe composto il nome “gradoli”
Bene, Guzzanti in tutto ciò era sotto scorta armata da ormai quattro anni. Scorta che gli è stata revocata ad agosto, visto che evidentemente, secondo il prefetto di Roma, i rischi per la sua incolumità erano pari a zero. Il Senatore del pdl afferma che
si tratta di un oggettivo invito per chiunque possa averne intenzione di colpirmi
Foto | Flickr

Berlusconi è furbo. Tra qualche anno lo insegneranno anche nelle scuole. E probabilmente si parlerà pure di ciò che sta succedendo in questi giorni a proposito delle intercettazioni venute fuori sull’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Personalmente credo nella buona fede di Maurizio Belpietro e di Gianluigi Nuzzi che evidentemente volevano sì colpire il Professore ma anche mettere a punto un bello scoop: d’estate le notizie scarseggiano e quando si ci ritrova con documenti scottanti tra le mani, il primo istinto è quello di pubblicare. Senza pensare a possibili assist.
Ecco perchè sul numero di Panorama in edicola oggi trovate un lungo servizio sui presunti affari del Professore di cui potete leggere qui un’ampia sintesi con relativi colloqui trascritti. Appurato, dunque, che non c’è nulla di penalmente rilevante, come spiega Travaglio oggi sul Corriere, il problema resta: “E’ giusto che si sappia cosa fanno i nostri ministri e i nostri presidenti del Consiglio. E’ giusto che certe cose vengano fuori”. E se si scopre che si utilizzano soldi pubblici per favorire parenti e amici, beh, allora è grave. Anche solo da un punto di vista morale.

L’intervista che stamani Romano Prodi ha rilasciato a Federico Geremicca de La Stampa va letta tutta d’un fiato se si vuole apprezzare fino in fondo la capacità di un uomo al quale, nonostante i numerosi demeriti, va dato atto di un’importante - quanto rara - virtù: la coerenza. Lemma sconosciuto nella politica italiana. Ieri come oggi
Pensate, ad esempio, a Giuliano Amato. Nel 1992 diceva: “Con questa avventura da premier concludo la mia carriera”. Sono passati sedici anni e non solo il dottor Sottile è sempre in sella ma, addirittura, ora fa anche l’uomo del dialogo: sto a sinistra ma anche a destra. Ed è proprio in forza di questa filosofia che ha accettato, di recente, la presidenza della commissione “Attali de Noantri”, una commissione per lo sviluppo di Roma voluta fortemente dal sindaco Alemanno sul modello francese (roba da fare inorridire la sinistra italiana). C’è chi, si è preso la briga di conteggiare le pause politiche di Amato. Ebbene, sembra che non siano passati più di quattro mesi prima che accettasse un nuovo incarico. Prodi no, invece. Lo ha detto chiaramente: resto fuori, faccio il nonno, la mia esperienza politica finisce qui.
Oggi lo ripete a un incredulo Geremicca che si meraviglia - nel leggere il programma della Prima Festa Democratica - che, nell’elenco degli “ospiti illustri” manca il suo: “Quando uno volta pagina, volta pagina. Ne comincia una nuova e sulla vecchia non ci torna più”. E ancora: “Sulle vicende del Pd non torno più. Chiuso”. “Ho detto fin dall’inizio che uscivo dai discorsi della politica italiana”, aggiunge. Ora, racconta, si dedica alla lettura: “Roba di evasione oppure testi internazionali…”. E non ha alcuna intenzione di fare dietrofront: “Io sono della scuola che quando uno esce, esce. Non deve più rompere le scatole. E’ una delle tante vecchie regole che andrebbero rispettate. E anzi le dico solo che se molti in Italia vi si attenessero, sarebbe meglio”. Ottima lezione, prof!

Per i suoi 69 anni avrebbe chiesto di essere dimenticato. In realtà il Pd l’ha già fatto. Rispettando la sua volontà, potrebbe aggiungere qualcuno di voi. Certo, ma lo strappo con Veltroni e la successiva lettera con la quale chiedeva di lasciare la presidenza del partito, hanno segnato, di fatto, l’uscita definita dalla scena politica di Romano Prodi che, oggi, nella sua Bologna, fa il nonno come aveva promesso.
Rosy Bindi, più di tutti, ha cercato in questi ultimi mesi di frenare l’inesorabile allontanamento dell’ex premier dal Partito Democratico senza ottenere, però, alcun risultato. Evidentemente non resta che pensare che non c’era, all’interno dei democratici, la necessaria volontà a trattenerlo. Prodi e il suo ultimo governo, per Veltroni & Co. rappresentano, senza dubbio, un esperimento fallito da far cadere, quanto prima, nell’oblio. Rappresentano l’inerzia di chi non è riuscito a mantenere unita la propria coalizione e a portare a termine il programma elettorale grazie al quale gli italiani gli avevano concesso la fiducia.
Eppure, qualche risultato Prodi nel suo biennio a Palazzo Chigi lo ha raggiunto nonostante abbia dovuto far i conti con un gruppo che, andando da Luxuria a Mastella, qualche problemino doveva causarlo. Si è guadagnato, inoltre, di recente, il consenso del Wall Street Journal che ha apprezzato, dopo l’affaire Gazprom, la sua “statura politica”. Una caratteristica, questa, che oggi, quanto mai, potrebbe essere utile ad un Pd allo sbaraglio diviso da correnti e associazioni che non riconoscono in Veltroni il loro unico leader.
Prodi ha goduto di un trattamento speciale da parte di vari poteri forti e la caduta del suo governo è dovuta al mancato sostegno di Mastella, Dini e Fisichella, con l’aggravante della scriteriata politica di Veltroni che si stava mettendo d’accordo con Berlusconi sulla legge elettorale.
Bertolaso non è un marziano venuto fuori ora e le imprese Fibe del gruppo Impregilo hanno operato in combutta con l’attuale governo. Se poi Napolitano avesse evitato di firmare il decreto sull’emergenza rifiuti, sarebbe stato meglio.
Berlusconi è una delle ragioni principali dei problemi che abbiamo davanti: è ridicolo che lui stesso si proponga si risolverli e che noi ci si creda.
Non c’è solo la legge (disegno o decreto che sia) nel mirino del Travaglio nazionale, che in una intervista pubblicata sul magazine di Libero.it (niente a che fare – spero – con il quotidiano omonimo) dice la sua su Prodi, Berlusconi, il Vaticano, il Partito democratico, l’emergenza rifiuti ….
Se la lettura vi interessa …
foto: lessio

Quando tua moglie era la moglie di colui che ha partorito Zingonia - e i lettori bergamaschi sanno cosa intendo - la tua vita può solo essere un inferno. E infatti è così. Lamberto Dini, oggi su “La Stampa” lascia il freno e butta fuori tutto il suo rammarico, per come si sia comportato con lui il Cavaliere.
A febbraio sembrava che Dini, un uomo con una fisiognomica facciale degna di un bulldog anziano, dovesse finire alla presidenza del Senato. Niente, paccato, come un tredicenne al primo appuntamento con la più carina della classe. Verso fine aprile si parlava di un Ministero, magari bello pesante: per dire, l’Economia o la Difesa. Macchè, tutto saltato. E le promesse di Silvio?
Mai mantenute. Fabio Martini nel pezzo sottolinea benissimo “il progressivo appassire delle ambizioni”. A molti elettori del centrosinistra in questo momento può essere solo spuntato un sorrisino, visto che Dini non si è proprio comportato egregiamente in quanto a correttezza con il passato esecutivo. C’est vrai, che altro altro dire?
Continua a leggere: Lamberto Dini: "Silvio Berlusconi mi ha fregato"
In molti l’hanno chiamata bomba ad orologeria. Giusto, questo è stata. Le dichiarazioni dei redditi online di settimana scorsa hanno fatto esplodere un paese. Tra l’altro poi, come molti hanno scritto - e anche i nostri amici di crimeblog - anche ora su qualunque programma di peer to peer, si possono rintracciare file su file di redditi e compagnia bella.
In molti hanno sostenuto che si sia trattato di un regalino, sullo stile del porcellum (e sul link trovate una spiegazione interessante), lasciato da Prodi e Visco a chi già sapevano avrebbe vinto le elezioni. Proprio come la riforma elettorale avrebbe reso il paese ingovernabile un paio d’anni fa - ed in effetti cosi è stato - allo stesso modo ora la frittata e fatta, ma con i redditi di mezza Italia spiattellati nel web.
Ora l’ex Ministro dell’Economia si trova denunciato in 104 procure, come riporta il Sole24Ore, mentre il codacons presenta richieste di risarcimento solo apparentemente mostruose. Voi cosa ne pensate di questa mossa? Davvero secondo voi è stato tutto orchestrato ad arte per esplodere a pochi giorni dall’insediamento del governo?