A seguito delle polemiche scoppiate nei giorni scorsi attorno al film “Natale a Beverly Hills”, considerato film d’essai e pertanto meritevole dei fondi pubblici, il Ministro della Cultura Sandro Bondi sta pensando di cambiare la legge che regolamenta i finanziamenti ai film.
Secondo quanto riportato da la Stampa l’esponente politico sarebbe intenzionato a supportare solo e soltanto le opere prime poiché ad oggi, come evidenzia il quotidiano diretto da Mario Calabresi, lo Stato aiuta registi che di certo non ne hanno bisogno.
Avrebbero approfittato dei finanziamenti pubblici, per rispettivi nuovi film, sia Giovanni Veronesi (tra le sue ultime opere “manuale d’amore 1 e 2”) che Ferzan Ozpetek (“le fate ignoranti”, “la finestra di fronte”, “saturno contro”).
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Sui verbali e sulle rivelazioni di Gianpaolo Tarantini ai magistrati di Bari, pubblicate dal Corriere della Sera, non poteva mancare la levata di scudi dei dipendenti di Silvio Berlusconi.
Per un ruolo così delicato, dato che forse Daniele Capezzone era impegnato ad attaccare comunisti, magistrati e altri nemici del Popolo (delle libertà), si è scomodato niente di meno che il ministro della cultura Sandro Bondi, per rivelarci di una “Irresponsabilità che si alimenta attraverso l’uso e la divulgazione pubblica del materiale più oscuro, inattendibile e incontrollabile e che persegue, in alcuni casi consapevolmente in altri inconsapevolmente, la destabilizzazione non dell’assetto politico attuale ma ancor di più della normale vita democratica del nostro paese”.
Quindi, ancora una volta, la democrazia è in pericolo a causa dei giornali (e dei giornalisti). E soprattutto le dichiarazioni di Tarantini sono “oscure, inattendibili e incontrollabili”: strano, perché a me sembravano molto chiare e di fonte certa. Quanto all’attendibilità, rimaniamo in attesa dell’annuncio del dipendente del premier Nicolò Ghedini circa la querela per diffamazione contro Tarantini.
Ancora non è stata depositata, si saranno mica dimenticati?
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Sostenere a parole che quanto detto, sui dialetti in televisione piuttosto che sull’inno di Mameli, dai vari esponenti della Lega sia sbagliato sono bravi tutti. O quasi. Testimoniare con i fatti che le idee del Carroccio possano essere liquidati come semplici colpi di sole è più impegnativo.
Stando a quanto dichiarato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a la Stampa sarebbe stato necessario un sollecito alle autorità competenti per garantire i festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia previsto per il 2011.
La richiesta di delucidazioni avanzata dalla massima autorità del Paese non sarebbe però stata accolta, e quindi appagata, tanto che lo stesso Giorgio Napolitano“>Giorgio Napolitano ha già fatto sapere di elaborare una propria proposta qualora quella del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi non fosse all’altezza delle aspettative.
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Il ministro della cultura (popolare), Sandro Bondi, ha finalmente individuato il covo dei nemici della democrazia italiana: la redazione di Repubblica. Sarebbero lì annidati, sotto l’astuta e perniciosa direzione di Eugenio Scalfari, i peggiori personaggi che la nazione abbia mai conosciuto: addirittura gli eredi principali della cultura giacobina.
L’autore del bestseller “Il sole in tasca”, l’ex comunista folgorato sulla via di Arcore, ha scritto una lettera aperta (pubblicata stranamente dal Giornale di famiglia) per denunziare un quotidiano, Repubblica, che è ormai divenuto un gruppo di potere politico, economico, culturale e giudiziario, che si propone di “divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà, e nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra. Il quotidiano La Repubblica è divenuto una specie di superpartito, la cui azione costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia”.
Ora siete stati avvisati, non potrete dire io non lo sapevo: la nostra democrazia è in pericolo e i cospiratori sono riuniti in un palazzo di Roma, in Via Cristoforo Colombo. La crisi economica, i licenziamenti, la ricostruzione in Abruzzo, le feste sarde e i voli di Stato.. sono tutte calunnie di una stampa troppo libera. Preparate torce e forconi e state pronti al segnale: marceremo sulla Cristoforo Colombo al ritmo di Per fortuna che Sandro c’è.

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe anche da ridere. E si, perché lo scontro dialettico tra il “mite” Sandro Bondi (come lui stesso si è definito) e Franceschini è stata una chicca che non dimenticheremo troppo presto… o forse si.
Il nodo della questione, naturalmente (visto che la crisi è “psicologica”), era il caso “Noemi” che vedeva fronteggiarsi Ezio Mauro ed il leader del PD da una parte e Maurizio Belpietro con Sandro Bondi, appunto, da quella opposta.
Da una parte Repubblica con il suo direttore che assieme a Fraceschini contestavano l’esigenza di trasparenza da parte di Berlusconi che «non può pensare di essere sopra la morale», e dall’altra il direttore di Panorama che ha sottolineato come la campagna del giornale capitolino «è indegna».
Continua a leggere: Scontro Bondi – Franceschini a Ballarò, chi ha vinto?

La Polis - diretta della puntata di Ballarò di questa sera, dedicata alle vicende Silvio - Veronica - Noemi sullo sfondo della crisi economica e delle elezioni a Trento, inizierà tra circa un’ora. In studio, con Giovanni Floris, Dario Franceschini per il Pd e Sandro Bondi per il Pdl.
I sondaggi di Pagnoncelli… La vicenda Silvio / Veronica non è al centro dell’interesse degli elettori. L’84% non ha cambiato opinione su Berlusconi, il 15% sì. Per il 71% la cosa non cambierà nulla sul piano politico. Il 69% pensa che i politici non vanno giudicati per la loro vita privata. Intenzioni di voto alle Europee: Pdl 40 %, Pd 26.5 %, Idv 9%, Lega 9.4%, Udc 6.4%, Prc + Pdci 3.1 %, Sinistra & libertà 2.9%.
Ecco Maurizio Crozza. Si parte con la classifica di Freedom House che indica l’Italia come paese parzialmente libero.
Mussolini per Dell’Utri era un brav’uomo, se fosse stato cattivo come Hitler invece…
Maroni se la prende perché i presidi non possono fare la spia, ma potrebbe essere un bel modo di iniziare a cambiare la Costituzione.
Siamo liberi, non siamo più il paese dei Papi, siamo diventato quello dei papi..
Franceschini, non ha paura che il suo posto di leader del Pd possa essere occupato da Veronica Lario? è lei il sobillatore di Veronica? Come sono diversi quei due, uno chiede il divorzio e va dall’avvocato, l’altro va a Porta a porta.. Bondi (funereo), è vero che ha scritto una poesia su Veronica, che dice solo Lei fu?

La Polis - diretta della puntata di Ballarò di questa sera inizierà tra circa un’ora. In studio, con Giovanni Floris, Gianni Alemanno, David Sassoli, Oliviero Diliberto, Carolina Lussana, Raffaele Bonanni, Marc Lazar, Michele Boldrin e Roger Abravanel.
Mettetevi comodi e preparate i popcorn in attesa dell’apertura satirica di Maurizio Crozza..
Eccolo, col naso da porco ad imitare un suino influenzato!! Ma perché ogni anno c’è un animale da cortile che vuole sterminarci? Prima le mucche pazze, poi l’aviaria, ora i maiali.. ma non è che ci si sta ribellando contro la fattoria? Avrei voluto morire da eroe e invece me ne andrò mangiando il culatello.. Forse c’era da aspettarselo, visto che un Martadella ha sterminato il centrosinistra.. Il mondo non finirà a breve, anche se alcune specie come Diliberto rischiano l’estinzione!
Non ci sono più punti di riferimento: Fini apprezzato dall’opposizione, le borse che crollano per la febbre suina, Cofferati condannato per comportamento antisindacale (che è come condannare Diliberto per eccesso di potere). Diliberto, io me la prendo con te perché non conti un cazzo…
Berlusconi che festeggia il 25 aprile mi ricorda Adriano quando gioca a calcio, si vede che è sul campo ma pensa ad altro… peraltro Berlusconi e Adriano pensano alla stessa cosa… Ho capito che le Veline si candidano perché il Bagaglino chiude, nel frattempo il G8 verrà spostato in Abruzzo, insieme all’intera isola de la Maddalena.
Lo slogan scelta da Casini, l’estremo centro, ha conquistato anche Emanuele Filiberto, che si candiderà alle europee per l’Udc.

Dopo Io, Berlusconi, le donne, la poesia il Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, regala al mondo un’altra opera di quelle che non possono mancare dalle biblioteche che vogliano fregiarsi di tale titolo. L’ultimo volume che il ministro Bondi ha firmato per rendere omaggio al suo datore di lavoro, Silvio B., si intitola Il sole in tasca e non è una biografia di Silvio Berlusconi. Il mio tentativo è invece quello di dare una lettura di Berlusconi attraverso un confronto con una figura della storia italiana di cui può essere considerato il continuatore: Silvio Berlusconi, dunque, in quanto erede di Adriano Olivetti. Secondo Alberto Statera, che ne scrive su Repubblica Affari & Finanza di oggi, l’operazione culturale sulle spoglie di Olivetti è talmente ardita da configurare, oltre che un falso storico, uno scivolamento nel culto della personalità che ricorda altri tempi. Se non la Mondadori, qualcuno fermi il ministro dei mali culturali.
Scrive Bondi: vi sono nella storia recente d’Italia figure di grandi imprenditori che hanno saputo trascendere il successo economico, per impegnarsi nel dibattito pubblico e proporre un’idea nuova di società. Se Silvio Berlusconi rappresenta l’esempio più attuale di questo felice connubio tra imprenditoria e impegno culturale e sociale, un caso illustre di una simile combinazione, non a caso poco compreso e poco valorizzato all’epoca, è stato Adriano Olivetti. Adriano Olivetti fece della sua attività economica solo una sfaccettatura di un’opera che è stata anche di promozione di una nuova cultura d’impresa, di un nuovo modo di guardare alla società, di un nuovo modo di pensare la politica. Un’opera che per molti aspetti può essere paragonata a quella del fondatore di Mediaset e di Forza Italia.
Ma stiamo parlando dello stesso Silvio Berlusconi, uomo incompreso e “con un nuovo modo di pensare la politica” che candida Mastella e Pomicino al Parlamento europeo? Si tratta di una omonimia, vero?
“Gramsci è un uomo, un pensatore, uno studioso, un intellettuale su cui tutti devono riflettere: non è stato solo un dirigente e un pensatore del Pci e della sinistra, ma è un intellettuale che tutti devono conoscere a partire dagli studenti che lo devono studiare tra i classici della filosofia del nostro paese”. Sandro Bondi, ospite del Pd alla Festa Democratica di Firenze, stupisce tutti e ieri, in un dibattito col collega ombra Vincenzo Cerami elogia così la figura del fondatore della sinistra italiana.
A differenza di Cerami che invece, invoca su Gramsci una pausa di riflessione: “Si apre - dice intrattenendosi con i cronisti dopo il dibattito - un orizzonte completamente nuovo che con il passato non ha quasi più legami”. Ecco quindi che a difendere lo storico leader del Pci non resta che Bondi evidentemente in preda ad un felice raptus di ritorno al passato. Il giovane Sandro, infatti, come si ricorderà, non solo è stato un fedelissimo militante del partito comunista ma, grazie ad esso, nel 1990 è diventato anche sindaco di Fivizzano.
Se gli si chiede perché sia diventato comunista, lui, candido, risponde: “I miei genitori erano persone umili. Io ancora oggi mi emoziono quando penso a mio padre socialista che lotta contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali”. Eppure, nonostante la sua conversione sulla via di Arcore, l’orgoglio comunista non sembra affatto scemato. Ancora oggi - ha confessato tempo fa a Sabelli Fioretti - quando sente Veltroni o Fassino negare di essere mai stati comunisti prova pena per loro: “Non è una cosa che si può cancellare così facilmente”. E Bondi, questo lo sa bene. La difesa di Gramsci, ieri, a Firenze, ne è la semplice dimostrazione.
C’è questa demenziale boutade che improvvidamente riprendo al volo proponendovi un sondaggio, così alleggeriamo una giornata un pò pesantina, visti i postumi del dopo Piazza Navona e No Cav. Sandro Bondi, l’uomo passato con disinvoltura dalla Falce e Martello a “Meno male che Silvio c’è” racconta a “Il Giornale” di un incontro in cui Umberto Eco gli avrebbe offerto la mano, si, ma ritraendola subito, come schifato.
Ora, io posso credere anche a Bondi, ma non alla maleducazione di Eco. Ma buttiamola sul ridicolo: voi che cosa fareste se vi capitasse di dover stringere la mano a Bondi? Pensate anche voi che sia tutta una questione di
un odio quasi antropologico. Sandro Bondi non è Sandro Bondi ma il simbolo del male sulla terra. Hanno l’idea di rappresentare i migliori e non mostrano alcun rispetto per l’uomo, per la persona