Dopo la scissione, o mancata adesione che dir si voglia, dei Socialisti (ora impegnati a rifondare per la 100° volta il Partito Socialista superando la diaspora etc. etc.), quella che un tempo si chiamava Sinistra e Libertà è diventata Sinistra, Ecologi a e Libertà. La formazione politica nata dalla scissione (questa parola ricorre in modo evidentemente ossessivo a sinistra…) di Rifondazione comunista conta sull’effetto Vendola per riuscire a conquistare qualche consigliere regionale nelle elezioni di fine marzo, consolidando un progetto politico per ora poco in salute ed evitando di svanire nel magma dei cespugli che non raggiungono il 4%.
Pur avendo stretto alcuni accordi elettorali con gli ex fratelli (come nelle Marche), la concorrenza rimane sempre forte e viene accentuata dallo slogan scelto, quasi a richiamare la famosa teoria delle due sinistre: La Sinistra che Vince. Con un ovvio quanto malizioso riferimento alla Federazione della Sinistra (Prc, Pdci, Sinistra 2000) che invece sarebbe votata alla sconfitta.

Per un buffo gioco del destino il ri-candidato del Partito democratico alla presidenza della Regione Marche si chiama Gian Mario Spacca e, scegliendo l’alleanza con l’Udc, ha spaccato il centrosinistra, lasciando al proprio destino tutta la sinistra variamente denominata.
A Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra ecologia e libertà non è rimasto che prendere atto della scelta centrista del Pd, trovando un candidato autonomo, l’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi (mentre i Verdi sono rimasti col Pd).
Tutto ciò andrà presumibilmente a vantaggio di Erminio Marinelli, candidato del Pdl. Nel 2005 Spacca vinse con il 57,7% mentre centrodestra e l’Udc ottennero il 38,6. Come andrà stavolta?

Thefrontpage è un sito interessante. Curato da Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino (entrambi ex collaboratori di Massimo D’Alema), nei giorni scorsi si è distinto per la difesa ad oltranza della politica dalemiana in Puglia. Cioè della decisione di sostenere alle primarie Francesco Boccia.
Decisione a dir poco funesta. Infatti Vendola ha vinto con largo margine. Per Boccia è stata una catastrofe. Come ha scritto Marco Travaglio sul Fatto:
“C’è un che di pervicacemente odioso nel comportamento degli elettori pugliesi del Pd. Alle primarie di cinque anni fa D’Alema ordina di votare Boccia e loro votano Vendola al 51%. Ora D’Alema riordina di votare Boccia e loro rivotano Vendola, ma al 75%. Percentuale che a Gallipoli, casa D’Alema, sale all’80 […]”
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Dopo un modesto ma comunque rispettabile 3.1% alle elezioni europee il listone elettorale Sinistra&Libertà sembra già al capolinea. O meglio continua a perdere pezzi tra accuse incrociate e dispetti infantili. Dopo l’uscita dalla lista di metà dei Verdi (quelli legati al nuovo presidente Bonelli e a Boato) ora sembra toccare ai Socialisti di Nencini.
L’ultimo scontro ha portato addirittura all’oscuramento del sito internet del partito. A causa di un documento, votato dal coordinamento nazionale ma non accettato dai Socialisti si è aperta una crisi forte nella lista. Il motivo principale dei dissapori risiede nelle alleanze sul territorio e nella visione non condivisa del progetto politico. Spuntano persino accordi segreti (in questo caso tra il Pd e i Socialisti in Toscana) che non sarebbero stati apprezzati e che hanno portato Riccardo Nencini a una replica stizzita
Già nell’anno scorso arrivarono offerte del genere e furono da me cortesemente declinate. Altrettanto è avvenuto quest’anno e la notizia resta destituita di ogni fondamento. Sono indignato che ci sia chi mette in giro queste voci perché queste notizie vengono evidentemente diffuse da chi ha intenzione di far saltare del tutto il progetto di Sinistra e Libertà, facendola diventare un appendice di Rifondazione comunista e se così fosse, tanti auguri
Continua a leggere: Sinistra & Libertà è già al capolinea? La solita sinistra tafazziana

Acque agitatissime e nubi oscure all’orizzonte per la precaria zattera che Movimento per la sinistra, Sinistra democratica, Socialisti, ex cossuttiani ed ex verdi hanno allestito a chiamato Sinistra Ecologia e Libertà. Il nuovo partito sembra infatti già sulla strada della scissione a causa delle “azioni destabilizzanti” che il Partito socialista denuncia, riferendosi alla scelta di alcuni componenti del Coordinamento nazionale di andare alle elezioni regionali del 2010 con il simbolo Sinistra Ecologica e Libertà.
Una scelta inammissibile per i socialisti di Nencini, che avevano già posto il veto sulla presentazione della lista in Toscana, dove vorrebbero correre da soli forse (ma su questo per ora non c’è chiarezza) in una lista comune con il Partito democratico. Nonostante le smentite del partito col garofano, appare più che plausibile, vista la storia recente e i personaggi che ancora albergano sotto queste bandiere, che all’origine dello scontro interno a S & L possano esserci i giochi e le strategie elettorali dei socialisti.
Lo strappo per ora si è reso visibile con l’oscuramento del sito di Sinistra e Libertà, ma il futuro della nuova, ennesima, formazione della sinistra italiana non sembra affatto rose e fiori…

Lo scorso maggio avevamo annunciato la nascita dell’Altro, il quotidiano della sinistra (di una delle sinistre, a scelta) diretta da Piero Sansonetti. Dopo pochi mesi di vita il giornale ha subito però un brutto rovescio, perdendo la causa intentata da un sito internet che si chiama l’Altro quotidiano.
Stando alla decisione della 9° sezione del Tribunale di Roma, la nuova creatura di Sansonetti deve cambiare nome, e subito, pena lo scatenarsi di una serie di multe per ogni violazione. La testata è stata quindi temporaneamente trasformata ne Gli Altri ed è stato lanciato sul sito un piccolo sondaggio per decidere quale nome definitivo far campeggiare sulla prima pagine dell’ex Altro.
Se avete qualche idea da suggerire…

La politica necessita sempre di una certa dose di ironia, per evitare di prendere troppo sul serio un mondo che, tra escort, veline e ruberie, purtroppo non brilla di luce propria (e neppure riflessa).
Ecco allora, sulla scia del simpatico film di Corrado Guzzanti trasmesso lunedì sera dalla Rai, Fascisti su Marte, l’inedita versione della Sinistra su Giove. Trattasi di una serie di coincidente e circostanze curiose che rendono una semplice riunione di Sinistra & Libertà un evento galattico.
Intanto il luogo, un paese in provincia di Terni chiamato Giove. Poi c’è il coordinatore dell’incontro, Vito Saturno. Infine tra gli ospiti ci sarà l’ex astronauta Umberto Guidoni. Siamo proprio su un altro pianeta…

Il voto in Puglia, per decidere il successo dell’attuale Governatore Nichi Vendola è senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti della prossima stagione politica italiana. Non solo perché, per quella data, l’avanzamento delle indagini a carico della Giunta potrebbero influenzare l’elettorato.
Il voto in Puglia per l’attuale Governo potrebbe diventare un’importante regione da conquistare, tanto quanto lo è stata la Sardegna la scorsa primavera, per affermarsi definitivamente sull’opposizione.
Attorno a Nichi Vendola potrebbe essersi creata nelle ultime ore l’ennesima frattura tra il Partito Democratico, che lo sosterrà per ottenere un secondo mandato, e L’Italia dei Valori. Intervistato da Libero il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha comparato l’attuale Presidente del Consiglio a quello della regione Puglia.
Continua a leggere: Ennesima frattura tra Pd e Idv su Nichi Vendola

Brutto colpo - se non altro d’immagine - per i partiti di opposizione che rischiano, dopo mesi di richiami alla questione morale e alla necessità di chiarezza e rispetto delle regole, di subire un affondo letale da parte della magistratura pugliese.
Questa mattina, infatti, la Procura di Bari ha ordinato l’aquisizione dei bilanci di Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra e libertà, Socialisti e Lista Emiliano dal 2005 ad oggi. Il sospetto è che nel verminaio della sanità pugliese (cioè dalle indagini da cui è uscito l’utilizzo finale di escort da parte di alcuni politici di primo piano) siano coinvolti mani e piedi i partiti del centrosinistra, che avrebbero ottenuto contributi illeciti per i propri bilanci in cambio di appalti. Il classico finanziamneti illecito, insomma.
Anche se l’indagine sembra essere ancora all’inizio e non si hanno notizie sugli indagati (a parte l’ex assessore e ora senatore Pd Tedesco), c’è il rischio concreto che la vicenda esploda in mano all’opposizione, a poca distanza dal congresso del Partito democratico e in una Regione che doveva rappresentare un esempio di buon governo meridionale della Sinistra. Inoltre l’inchiesta sulle escort e le marachelle presidenziali rischia di finire in secondo piano, anche grazie alle potenza di fuoco mediatica del Caimano (non perdetevi le prime pagine di Libero e Giornale domani).

Update! Sul link tutti le news sulle elezioni regionali 2010: sondaggi, candidati, regioni al voto.
Le elezioni regionali 2010, elettoralmente parlando, sono molto vicine. Proprio in vista di quella scadenza, infatti, sono già iniziati manovre e abboccamenti, per arrivare allo scontro con le truppe ben schierate.
Il centrosinistra, ancora in cerca di ispirazione, prova a capire cosa fare da grande, corteggiando l’Udc e litigando giornalmente con Di Pietro, dopo aver verificato quanti voti e consensi l’Italia dei Valori riesce a drenare alle esangui percentuali del Pd. La sinistra, nelle sue varie articolazioni, gira ancora stordita tra le macerie delle politiche del 2008 e tra la lista comunista/federazione antagonista di Prc e Pdci e la Sinistrà & libertà di Vendola non è ben chiaro chi si trovi in condizioni di maggiore difficoltà. Nel centrodestra gli unici problemi, vista la marea favorevole e il vento che (indiscrezioni piccanti a parte) sembra decisamente favorevole all’attuale maggioranza, sono quelli relativi alla spartizione delle poltrone, riuscendo a trovare una adeguata quantità di cariche e sgabelli per accontentare una Lega che nel nord può fare la voce molto grossa.
La partita sarà importante e riguarderà ben 13 regioni dove si è votato nel 2005: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Mentre nel centro Italia la situazione dovrebbe essere relativamente stabile e tranquilla, al sud le cose potrebbero prendere una brutta piega per il Pd, complici i 5 anni non proprio brillanti in cui ha governato Calabria e Campania.