Sono stati resti i noti i dati del sondaggio Ipr Marketing commissionato da Repubblica relativi al mese di ottobre. Già in settembre si era registrato un notevole calo del fronte governativo, ma la discesa sembra destinata a proseguire.
Partiamo dal Premier, la cui fiducia cala altri due punti, collocandosi al minimo storico del 37%. Gli fa eco il Pdl che crolla addirittura sotto la soglia del 30, attestandosi a un misero 29% (meno dei suoi elettori, possibile?). Tiene la Lega Nord, ferma al 33, mentre sale l’Fli (dal 20 al 22%), forse beneficiando della mancata inclusione del voto di ieri sul Lodo Alfano, successiva alla consultazione.
Male anche l’Udc (-3%, al 30) e Idv (dal 29 al 27) mentre finalmente inverte la tendenza il Pd risalendo dal 26 al 27. La fiducia nel Governo invece rimane invariata al 30% (il 64 dichiara “poca o nessuna”.
Continua a leggere: Sondaggio Ipr Marketing: ancora giù Berlusconi. Bene Fli e Lega, crolla il Pdl

Il tentativo disperato del Premier Silvio Berlusconi di evitare le elezioni e andare avanti nonostante tutto sta registrando una ricaduta tombale sulla fiducia che i cittadini esprimono al Governo.
Secondo gli ultimi dati, ben analizzati oggi da Renato Mannheimer sul Corriere, il Governo si attesta al 30% (a marzo si era ancora al 39), mentre il Pdl crolla addirittura sotto lo “zoccolo duro” finendo al 29%.
Da notare che persino tra i votanti la maggioranza un buon 26% dichiara di aver perso la fiducia e - dato ancor più significativo - i leghisti sono ancor più irrequieti, esprimendo un dato ancor più elevato.
Continua a leggere: La fiducia nel Governo crolla al 30%. Berlusconi in caduta libera
Sono stati 601 i voti che voi lettori ci avete inviato per il sondaggio elettorale di settembre 2010. Era qualche tempo che non vi sentivamo e in vista delle elezioni anticipate (che ormai sembrano sfumare) sembrava interessante capire gli umori di una platea storicamente schierata, ma comunque rappresentativa del web.
Tre i soggetti che si sono divisi complessivamente il 60% dei voti: Grillo, Vendola e Di Pietro, quest’ultimo in netto calo rispetto alle precedenti consultazioni. L’Idv da noi prendeva sempre circa il 40% e stavolta soffre di un’emorragia di consensi verso le 5 Stelle e in parte anche verso SEL. In ogni caso un ipotetico governo polisblogghiano andrebbe concordato tra queste tre forze.
Il Pd viene bastonato, con un misero 8% e rimane addirittura dietro all’Fli (11%). Per quanto riguarda il resto del centrodestra, Pdl batte Lega 6-4 (sorpresa), mentre sul fronte estremo La Destra e FN prendono 4 voti a testa (1%). Dall’altra parte della barricata molto deludente il fronte comunista, che privato di Vendola non va oltre l’1% (9 voti).
Continua a leggere: Sondaggio PolisBlog di settembre. I risultati
La polemica tra Confindustria e governo si fa interessante, anche se non necessariamente brillante. Alla Marcegaglia che criticava la linea dell’esecutivo nell’affrontare la crisi, aveva risposto Bossi affermando: “E’ facile parlare in questo che è un paese dove molti parlano e pochi sanno cosa fare: questo governo ha dimostrato di saper fare ed è quindi già qualcosa in mezzo a tanti parlatori“.
Al Senatùr replica oggi Italia Futura, la fondazione emanazione di Montezemolo, con toni altrettanto duri: “Delle parole a vanvera di una classe politica screditata gli italiani ne hanno piene le tasche. In particolare quelli che lavorano e producono (e al convegno di Genova della Confindustria ce n’erano tanti). Quegli italiani che, a differenza di Bossi, tengono in piedi il paese con i fatti e non con le parole”.
I termini del dibattito che vuole un’Italia buona del “fare” contrapposta ad una negativa del “parlare” sono forse un po’ manichei, ma può valere la pena di aprire una discussione sul tema: rispondete al nostro sondaggio, e poi diteci come la pensate nello spazio commenti.
Foto | Flickr.

Settimana di sondaggi , questa. L’ultimo in ordine cronologico è l’ormai classica rilevazione mensile della fiducia realizzata da Ipr Marketing per conto di Repubblica.
Andiamo per ordine; Berlusconi in quanto premier rimane invariato (molta fiducia 39, poca/nessuna 55), ma il suo Governo scende di 3 punti, dal 33 al 30%. Per quanto riguarda i singoli ministri, rimane in testa Maurizio Sacconi (64, invariato) seguito da Maroni (60, in lieve calo) e Alfano (60, +3%). Bene anche Tremonti in quarta posizione e in ascesa di 4 punti (54%). Da notare che in questo caso si sommavano le risposte molta + abbastanza fiducia.
In fondo alla graduatoria ministeriale troviamo la coppia Vito/Fitto al 25% (forse la gente si domanda anche chi siano), poi lievemente più su Brambilla, Bondi e Prestigiacomo, tutti a cavallo del 30%.
Continua a leggere: Sondaggio Ipr Marketing: governo giù, Pd a picco

È da un po’ che non realizziamo sondaggi d’opinione tra i nostri lettori. Quale miglior momento di questo, dunque, ora che lo spettro delle elezioni anticipate si fa sempre più vicino? È anche l’occasione per capire la forza dei nuovi soggetti politici, Futuro e Libertà in primis.
Il sondaggio durerà una settimana. A lunedì prossimo per i risultati e per un opportuno confronto con il sondaggio Demos del 12 settembre.

Il sondaggio realizzato da Demos Atlante a settembre per conto di Repubblica mostra dati decisamente in controtendenza rispetto al passato, sottolineando un vistoso calo di tutta l’area governativa. L’inserimento nei dati di nuove forze politiche ha condizionato enormemente i risultati, e anche Di Pietro per la prima volta scende decisamente nei consensi, braccato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Proviamo ad analizzare i dati suddividendoli per aree e confrontandoli con quelli di giugno 2010, sempre secondo Demos.
Centrodestra. Il Pdl scende addirittura sotto il 30 (29,6%) e la Lega non compensa, anzi; scende anch’essa di un punto rispetto alla rilevazione di giugno (11,1%). Sono proprio i finiani a prendersi i voti persi, e anche qualcosa di più (dall’Udc e forse anche dall’Idv) attestandosi sul 6,1%, ben oltre la soglia di sbarramento.
Continua a leggere: Sondaggio Demos: crolla il governo, tiene il Pd, Fli al 6%

Visto che la paciosa domenica della politica italiana non offre spunti particolari, e in attesa della ripresa delle ostilità del lunedì, vi proponiamo un sondaggio sull’argomento più in voga al momento.
Se si andasse a elezioni anticipate quale potrebbe essere il risultato dei finiani? Arriveranno alla soglia del 4% o si limiteranno a sottrarre dei voti alla maggioranza senza però guadagnare una rappresentanza parlamentare? Naturalmente ci riferiamo alla Camera, perché al Senato l’impresa appare impossibile.
Il tutto ipotizzando che Futuro e Libertà si presenti da sola e non si apparenti con altre forze (cosa tutta da vedere. Trovate il sondaggio subito dopo il salto.
Continua a leggere: Futuro e Libertà ha veramente un futuro elettorale? Il sondaggio di PolisBlog

Con la sentenza n. 25138, depositata ieri, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna a otto mesi di reclusione precedentemente inflitta ad un marito per aver maltrattato la moglie per tre anni.
Il supremo giudice di legittimità ha chiarito che non risponde di maltrattamenti chi aggredisce il partner dal carattere forte e che non risulta intimorito psicologicamente dalle percosse, verbali o fisiche (Cassazione.net), ritenendo fondata la ricostruzione secondo cui, nel caso di specie, non si sarebbe trattato di maltrattamenti poiché la moglie non sarebbe stata intimorita dal comportamento del coniuge, ma soltanto “scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. In sostanza, i giudici che avevano precedentemente condannato il marito avrebbero scambiato per sopraffazione quello che in realtà non sarebbe stato altro che un “clima di tensione” tra i coniugi.
La decisione ha suscitato aspre polemiche. Il Ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, ha così commentato: “In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali, non posso che dirmi amareggiata di fronte a questo caso di vera e propria miopia da parte dei giudici della Cassazione. La violenza, la volontà sopraffattrice come è stata definita dai giudici, non pesa più o meno a seconda del carattere della vittima. Relativizzare la violenza vuol dire armare il violento” (da Repubblica.it). Cosa ne pensate?
Molte conferme e qualche sorpresa nel sondaggio di Crespi Ricerche sul gradimento dei presidenti di regione. Ancora una volta la percentuale più alta è vantata dal governatore lombardo Roberto Formigoni, che riporta un semi-plebiscitario 60,3%; dato che comunque è in leggero calo (mezzo punto) rispetto alla precedente rilevazione.
Posti d’onore ai neo-eletti Luca Zaia (Veneto) con il 57,6% e Giuseppe Scopelliti (Calabria) con il 57,4%. Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante, perché è forse la prima volta che un presidente di una regione del sud ottiene un consenso così vasto. D’altronde Scopelliti era molto amato anche come sindaco di Reggio Calabria.
Ai piedi del podio due sorprese: Vito De Filippo (Basilicata) con il 57,1%, e il discusso siciliano Raffaele Lombardo con il 55,2%. Ma evidentemente per lui il detto nemo propheta in patria va ribaltato in toto.
Continua a leggere: Sondaggio Crespi sui governatori: primo Formigoni, ultimo Cappellacci