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Strategia elettorale

Sondaggio & manifesti elettorali: più Italia in Europa o viceversa?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Campagna elettorale Strategia elettorale


Osservando in questi giorni i manifesti elettorali che stanno invadendo Roma ho notato una contrapposizione sottotraccia, negli slogan, tra due modi di concepire il rapporto tra il nostro paese e l’UE. Da una parte Teodoro Buontempo (Lista L’Autonomia) che ambisce ad avere “più Italia in Europa“; dall’altro il meno noto Roberto Gualtieri (PD) che afferma ambiziosamente di voler “portare l’Europa in Italia“. Un messaggio non molto lontano da quello di Antonio Di Pietro, che proclama addirittura “torniamo in Europa con l’Italia dei Valori“, in un manifesto corredato da un’eloquente cartina. Trovate tutto nella gallery.

Un’opposizione che potrebbe apparire puramente linguistica, ma che invece a mio modo di vedere spiega molte linee di frattura della nostra politica: tra chi vorrebbe importare le unioni civili in Italia e chi invece pensa che siano gli altri paesi europei ad aver perso di vista i valori cristiani e della famiglia, ad esempio. Tra chi spinge per la creazione anche da noi di un sistema di welfare di tipo franco-tedesco e chi ritiene invece che nel nostro paese ci siano i migliori ammortizzatori sociali del continente. E si potrebbe andare avanti a lungo.

Quello che vi chiedo oggi è di stare al gioco di questa semplificazione, e di rispondere al nostro sondaggio. Per tutte le posizioni più sfumate e difficilmente incasellabili è a disposizione, come sempre, lo spazio dei commenti.

Manifesti elettorali a Roma: più Italia o più Europa?Manifesti elettorali a Roma: più Italia o più Europa?Manifesti elettorali a Roma: più Italia o più Europa?Manifesti elettorali a Roma: più Italia o più Europa?Manifesti elettorali a Roma: più Italia o più Europa?

Un Disegno Comune: i manifesti dell'Udc verso l'estremo centro

pubblicato da paganini in: Mediaticamente Pierferdinando Casini Unione Democratici Cristiani UDC Strategia elettorale


Non sono solo le campagne mediatiche del Pd a lasciare gli elettori titubanti di fronte a certe scelte comunicative… L’Udc, ad esempio, dopo aver sfoderato una sbiadita colomba pasquale che invita a non litigare più (boni, state boni…), sceglie di tappezzare le città con le foto di famiglia di Pier Ferdinando Casini.

Udc diventa così Un Disegno Comune, arguto giochino di parole da quarta elementare che peraltro non spiega molto bene quale sia questo disegno e con chi venga condiviso. Come se ciò non bastasse, ecco lo slogan d’effetto: “L’estremo centro”, naturale evoluzione del precedente “Io c’entro”.

Speriamo che i sondaggi, finora piuttosto favorevoli ai Casini Boys, riescano a reggere il peso di questa brillante scelta comunicativa…

Aggiornamento, grazie alla segnalazione di fc: qui potete creare il vostro manifesto U____ D____ C ____

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Il federalismo passa alla Camera con il voto favorevole Idv e l'astensione del Pd. Solo l'Udc vota contro

pubblicato da Luca Landoni in: Lega Nord Strategia elettorale Federalismo

Alla fine il paziente lavoro diplomatico di Calderoli ha dato i suoi frutti. La lungimirante posizione del leader leghista Umberto Bossi, tutta tesa a mantenere il dialogo con l’opposizione, è stata premiata da una linea di sostanziale non belligeranza da parte del segretario democratico Franceschini che ha imposto ai suoi l’astensione nella votazione di ieri sul federalismo fiscale.

Non tutti i deputati hanno però approvato la linea, e se la stragrande maggioranza si è adeguata, talvolta obtorto collo, vanno segnalati gli 11 dissidenti che hanno comunque votato contro. Tra loro alcuni nomi di rilievo come Furio Colombo e Renzo Lusetti, alla guida di un drappello formato da Pierluigi Mantini, Giovanni Burtone, Giulio Santagata, Sandra Zampa, Donata Lenzi, Ivano Strizzolo e Cesare Marini.

Mentre l’Udc si è segnalata come unico oppositore al provvedimento (Casini ha dichiarato che si tratta di uno spot elettorale per la Lega) la notizia del giorno è stato il voto a favore da parte dei dipietristi. Con la sola eccezione dell’On. Pino Pisicchio, l’Italia dei Valori si è infatti compattamente espressa a favore del federalismo, onorando una posizione che per la verità il suo leader aveva espresso da tempo.

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Referendum Segni-Guzzetta. Vi spieghiamo come funziona e che conseguenze potrebbe avere

pubblicato da Luca Landoni in: Strategia elettorale

Del referendum Segni-Guzzetta abbiamo sentito parlare più che altro in chiave di lotta politica, ma i reali contenuti sono passati un po’ in sordina. Questo post si propone pertanto di sviscerare il corpo reale dell’iniziativa e le conseguenza che potrebbe determinare in caso di approvazione da parte dell’elettorato.

Cominciamo dicendo che le firme raccolte sono state più di 800.000, una cifra dunque ben superiore alle 500.000 richieste, mentre è ancora incerta la data della consultazione. In queste ore si discute se accorparla o meno alle europee/amministrative, fatto che favorirebbe l’eventuale raggiungimento del quorum richiesto, ovvero il 50% più un voto.

I quesiti sono tre, così come le schede che verranno presentate agli elettori. La prima (verde) e la seconda (bianca) pongono la stessa domanda, suddivisa tra i due rami del Parlamento. La terza (rossa) propone l’abolizione delle candidature multiple, o per meglio dire il malcostume di imporre lo stesso candidato forte in innumerevoli collegi, affinché possa poi decidere a quali rinunciare, favorendo i secondi arrivati di sua scelta.

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Bossi si smarca dal Pdl. La strategia politica della Lega

pubblicato da Luca Landoni in: Lega Nord Strategia elettorale

Ha fatto eco lo smarcamento del leader del Carroccio Umberto Bossi dalle posizioni Pdl in merito alla nuova Robin Tax, ovvero la proposta di Franceschini di applicare una tassa una tantum ai redditi sopra i 120.000 euro per aiutare quelli più bassi.

La proposta non è una novità in senso assoluto e desta numerose perplessità, nel senso che appare più di facciata che strutturale. Ma forse proprio quest’ultimo aspetto la rende in certo qual modo apprezzabile, purché - come si è detto - i politici siano i primi a farsene carico alleggerendo la propria busta paga.

Ma torniamo a Bossi. Perché negli ultimi tempi ha cercato di distinguere la posizione leghista da quella generica del centro-destra? Vi sono due motivi fondamentali, che poco concedono all’ideologia, ma vanno ricercate più che altro nella concretezza degli obiettivi da raggiungere. Il primo, marginale, è la dura trattativa sui candidati alle poltrone provinciali lombarde. La Lega ha ottenuto Bergamo e Sondrio ma vuole legittimamente anche una terza provincia, Brescia o Monza, vista la forza che vanta in quelle zone. Il Pdl potrebbe concederla in cambio di un ammorbidimento di posizione.

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