
L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.
Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.
A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.
Continua a leggere: Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania

Che piaccia o no al momento ogni partito più che per i contenuti è caratterizzato dalle candidature. Il Popolo delle Libertà, come osservava il Fatto, è il palcoscenico delle veline. Il Pd degli esponenti politici non appartenenti allo stesso partito. L’Italia dei Valori degli ex magistrati.
La Lega Nord, non venendo meno alle altre coalizioni, ha deciso di puntare sui “figli di”. A pochi giorni dal pettegolezzo secondo il quale Renzo Bossi avrebbe sostituito l’assessore lombardo dello sport Piegianni Prosperini, l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli conferma che per il ragazzo è arrivato il momento di misurarsi con l’elettorato. A Brescia dove correrà per far parte del consiglio provinciale.
“Credo – ha dichiarato lo stesso Castelli - che sia un gesto di coraggio per un ragazzo di 20 anni presentarsi agli elettori. Tanto di cappello”.
Continua a leggere: Elezioni 2010: ufficializzata la candidatura di Renzo Bossi a Brescia

Non tutto ciò che viene fatto attorno al Vaticano è sbagliato. Anzi. Per alcuni esponenti politici le massime cariche ecclesiastiche dovrebbero persino diventare dei modelli e non solo dei nomi da sventolare per commentare l’ennesimo imbarbarimento della società italiana.
Per capirlo è sufficiente leggere come sta per finire l’immaginaria diatriba che è stata costruita attorno alcune recenti dichiarazioni del Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Secondo l’esponente leghista il Cardinal Dionigi Tettamanzi evangelizzerebbe un messaggio politico. E non il Vangelo.
Ebbene. Dopo aver capito che la boutade dell’illuminato compagno di partito fosse sbagliata, solo perché costruita attorno ad un tabù, Umberto Bossi ha fatto sapere che avrebbe visto l’Arcivescovo di Milano venerdì prossimo. Peccato che alla curia non sia ancora arrivato nessuna richiesta.
Continua a leggere: Umberto Bossi incontrerà Dionigi Tettamanzi ma la curia smentisce la notizia

Continua la diatriba tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi su praticamente ogni tema dell’attualità politica. Il leader della Lega Nord conferma la sua vicinanza personale e politica al Cavaliere e mette in riga il Presidente della Camera
Non mi pare che Fini divida. Si limita a dire le sue idee, che sono state bocciate dal suo partito, il quale ha detto che non darà mai il voto agli immigrati. Non va da nessuna parte, resta con noi. Non ci sarà alcuna crisi di governo e poi Fini ci vuole bene. Che cosa potrebbe fare senza di noi?
I temi dell’immigrazione e della cittadinanza sono poi centrali nel contrasto tra i due leader; Bossi ribadisce a Fini l’assoluta contrarietà alle sue proposte sull’argomento
Penso che in nessun paese si dara’ il voto agli immigrati: chi non e’ cittadino non puo’ votare, punto
Continua a leggere: Bossi ridimensiona Fini "Senza di noi non va da nessuna parte"

Il silenzio di Umberto Bossi ha un prezzo. Lo sa bene Silvio Berlusconi che per assicurarsi l’alleanza del leader leghista, sempre fedele al Premier a differenza di Gianfranco Fini, è costretto a non dire la sua sulle candidature relative alle prossime elezioni regionali.
A poche ore dall’ufficializzazione della candidatura di Roberto Cota contro Mercedes Bresso, che rimane senza dubbio una delle poche certezze sul territorio del Partito Democratico, dovrebbe essere resa nota l’investitura di Luca Zaia.
L’attuale Ministro dell’Agricoltura, stando a quanto pubblicato da affaritaliani.it, avrebbe avuto la meglio sull’attuale Presidente del Veneto Gianfranco Galan che invano cerca di contattare Silvio Berlusconi per sapere se veramente è stato fatto fuori.

Ha fatto molto discutere l’invettiva di Pierferdi Casini nell’ultima giornata degli stati generali del centro a Chianciano. Il leader Udc oltre a prendere le distanze dal Pdl e invocare quello stesso grande centro che ha suscitato la risposta ironica di Franceschini, ha inveito in modo per lui inconsueto contro il grande nemico di sempre, la Lega Nord di Umberto Bossi.
“Se Bossi pensa di agitare lo spauracchio delle elezioni anticipate per ricattare la politica italiana oltre quello che sta già facendo, perché la politica italiana sottostia ai diktat della Lega, sappia che in questo Parlamento c’è una maggioranza ampia che a questi diktat non ci vuole stare. Bossi non spaventa nessuno. La Lega deve avere qualuno che dica ‘basta’ ‘è finita’, e se non glielo dice Berlusconi una maggioranza in Parlamento si troverà“
Ma questa maggioranza sine-Lega evocata da Casini è davvero possibile? Allo stato mancano decisamente i numeri, a meno di radunare un coacervo di forza politiche in stile arco costituzionale di (anti) missina memoria. Ma anche ammesso che fosse possibile come lo prenderebbero gli elettori?
Continua a leggere: Casini invoca una maggioranza senza Lega. Ma è davvero possibile?

Potrebbero essere confermate, nelle prossime ore, i rumors pubblicati da affaritaliani.it secondo i quali Silvio Berlusconi sta pensando, con Umberto Bossi, di annunciare la crisi di governo per poi ipotizzare l’ennesimo appuntamento elettorale per il prossimo marzo.
La scelta del premier sarebbe stata maturata a seguito delle polemiche che l’attuale Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha spesso sollevato contro il Governo. L’ultima, relativa al riconoscimento dei diritti per gli immigrati, avrebbe causato l’ennesima frattura a seguito della quale Umberto Bossi avrebbe posto all’alleato un ultimatum.
Forte dell’assenza di un vero e proprio partito che possa togliergli molti voti, Silvio Berlusconi starebbe quindi tentando di eliminare dal panorama politico Gianfranco Fini provando a riconfermarsi alle urne senza l’appoggio del leader di Alleanza Nazionale che con Forza Italia ha formato lo scorso marzo.
Continua a leggere: Umberto Bossi contro Gianfranco Fini. Verso le elezioni anticipate

Con le dimissioni di Dino Boffo, direttore fino a ieri dell’Avvenire, si è conclusa l’era del cardinal Ruini che sul giornalista aveva investito. Del prelato, star popolare grazie agli interventi di Luciana Littizzetto a “che tempo che fa”, non rimane che la fama.
Per il cardinal Bagnasco, che ha sostituito Camillo Ruini alla presidenza della C.E.I. nel 2007, inizia il tanto desiderato momento di gloria che per essere tale, nella migliore tradizione italiana, deve essere condiviso con un esponente politico.
A causa, probabilmente, dei trascorsi personali di Pierferdinando Casini (divorziato) e di Silvio Berlusconi (vicino al secondo divorzio, con Veronica Lario) per il suo battesimo politico Angelo Bagnasco ha scelto Umberto Bossi.
Continua a leggere: Fuori Boffo. Cancellato Ruini. Bagnasco sceglie come alleato Umberto Bossi

Abbiamo già avuto occasione, oggi, di sottolineare l’ipocrisia adottata da Umberto Bossi. Il leader della Lega dopo aver urlato per tutto un mese contro il Vaticano sta organizzando un incontro con i rappresentanti dello Stato Pontificio per ricucire lo strappo.
Non contento, come riportano i nostri colleghi di 02blog.it, ha sistemato il figlio Renzo. Malgrado il ragazzo, di cui spesso si sono occupati i quotidiani negli ultimi anni, non sia riuscito a diplomarsi è riuscito a trovare un posto di lavoro presso un ente voluto fortemente dalla Lega Nord a cui, evidentemente, Renzo Bossi è legato.
L’Osservatorio, essendo legato al polo fieristico di Milano, parteciperà inevitabilmente alla realizzazione del progetto ipotizzato dal Sindaco Moratti in vista dell’Expo 2015. Per l’importante appuntamento potrebbe essere pronto anche il centro cinematografico voluto da Umberto Bossi e soci.
Continua a leggere: L’ipocrisia di Umberto Bossi, il figlio Renzo lavora sull’Expo 2015 di Milano

Oltre alle ipotetiche dimissioni del direttore dell’Avvenire, il presunto scoop di Vittorio Feltri è stato utile per ridimensionare le ingerenze vaticane di cui raramente si sono occupati gli esponenti politici italiani.
Alla maggior parte dei mass media è infatti sfuggita la pubblica ammenda di mons. Fisichella (Presidente della Pontificia Accademia per la Vita) secondo il quale i prelati cattolici dovrebbero imparare a stare in silenzio.
Parlando, poi, delle recenti critiche della stampa cattolica contro la politica attuata dal Governo Berlusconi sull’immigrazione clandestina ha precisato che i colleghi dovrebbero concentrarsi anche su Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, che applicano leggi più restrittive.