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Nuove ombre sul caso Lusi

pubblicato da Andrea Signorelli in: Uncategorized Interni

margherita congresso

Diventa meno probabile la possibilità che tra Lusi e la Margherita si arrivi a un patteggiamento: la procura ha infatti dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere accertamenti sui bilanci della Margherita dal 2001 a oggi, cioè nel periodo in cui le finanze dell’ex partito sono state gestite dal senatore Lusi. Una ipotesi della procura è che Lusi possa aver elargito i fondi alle varie correnti della Margherita sfruttando un tacito accordo, per poi trarne guadagno personale: una sorta di stipendio auto-versato per le sue consulenze.

Ma al momento questa è solo un’ipotesi. Gli investigatori dubitano anche che l’ex tesoriere possa avere agito da solo, e non solo perché muovere 13 milioni di euro dalle casse di un partito senza che nessuno se ne accorga è abbastanza improbabile, ma per l’eccessiva condiscendenza del partito nell’accettare un risarcimento di 5 milioni di euro, quasi un terzo del maltolto.

Anche perché non a tutti era sfuggito come la situazione finanziaria del partito fosse poco limpida: il 15 luglio 2011 un gruppo di ex appartenenti alla Margherita, guidati da Enzo Carra e Renzo Lusetti, aveva contestato il bilancio firmato da Luigi Lusi.

Ma l’ex tesoriere aveva utilizzato il giudizio dei revisori dei conti della Margherita per confermare come nel bilancio del partito fosse tutto a posto. Ed è per questo motivo che la procura ascolterà i revisori dei conti, ma anche Carra e Lusetti. “Siamo a disposizione - dice l’avvocato di Lusetti, Alessandra Cacchiarelli - perché è il momento di fare chiarezza su quanto era stato contestato da molti esponenti del partito”.

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I lati oscuri della vicenda Lusi

pubblicato da Andrea Signorelli in: Uncategorized Interni

sede margheritaC’è una certa fretta dalle parti della Margherita di chiudere la brutta vicenda di Luigi Lusi, il tesoriere che ha confessato di aver sottratto alle casse del partito 13 milioni di euro tra il 2008 e il 2011. Una fretta che si traduce nel tentativo di arrivare al patteggiamento tra le due parti: un anno e due mesi di condanna a Lusi, una pena che gli consentirebbe di evitare il carcere, e la restituzione del maltolto. Probabilmente la pena patteggiata salirà a due anni, ma anche sulla cifra non c’è accordo: i cinque milioni che Lusi dice di volere (e potere) restituire sono giudicati una cifra non congrua dalla procura di Roma. Non solo, la procura non vede di buon occhio un accordo tra le parti che chiuderebbe qui la faccenda e non permetterebbe di proseguire le indagini.

Rimangono infatti alcuni lati oscuri nella vicenda che vanno chiariti: c’è il sospetto che i 90 bonifici da 144mila euro che Lusi ha fatto confluire in sue società in Italia e in Canada possano nascondere un giro di fatture per coprire versamenti a terzi e ci sono anche dubbi sul fatto che Lusi abbia fatto tutto da solo, come conferma anche il fratello dell’ex tesoriere Antonino, sindaco di un paesino in provincia dell’Aquila: “L’ho cercato perché sono suo fratello ma non sono riuscito a parlarci. C’è molto da chiarire, non è che ci sia un onnipotente che gestisce il tutto senza un gruppo dirigente che quantomeno decida, dia delle direttive. Mi sembra un po’ inverosimile”.

E consultando le spese nel 2010 di un partito che non esiste più, si capisce come ci sia decisamente qualcosa che non quadra, come riporta Carlo Bonini su Repubblica.

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Primarie del Pd a Palermo, candidati e programmi

pubblicato da Andrea Signorelli in: Uncategorized Interni Amministrative 2012

rita borsellino primarie pd

Il 26 febbraio si votano a Palermo le primarie del Partito Democratico per indicare il candidato sindaco del centro-sinistra. Quelle che dovevano essere primarie di coalizione aperte a Sel e Idv si sono di fatto trasformate in elezioni che riguardano solo i Democratici: l’Italia dei Valori, che doveva candidare l’ex sindaco Leoluca Orlando, si è ritirata dalla competizione e a meno di ripensamenti andrà direttamente al primo turno, mentre il partito di Vendola appoggia la candidata della segreteria nazionale del Pd Rita Borsellino, contraria ad un’alleanza con il Terzo Polo.

Candidatura ritirata anche per il consigliere comunale Antonella Monastra, mentre è notizia recente l’ingresso nell’arena delle primarie di Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale Idv vicino alla rottura col suo partito, visto come il candidato del Pd regionale per intralciare la marcia della Borsellino con un giovane che apre decisamente all’alleanza col Terzo Polo.

Tra polemiche incrociate, ritiri di candidatura e new entry adesso le primarie vedono in corsa quattro candidati: Rita Borsellino, Davide Faraone, Ninni Terminelli, Fabrizio Ferrandelli.

La candidatura forte è quella di Rita Borsellino.

«Ho deciso di candidarmi per dare dignità alla mia città, per costruire un progetto che parta dalle palermitane e dai palermitani. Ribadisco il mio no agli accordi di partito con il Terzo Polo. Il mio è un patto con gli elettori. La mia storia è sempre stata libera da etichettature, all’interno di un progetto politico che mira all’unità del centrosinistra attraverso le primarie e un programma partecipato. Il mio programma sarà costruito attraverso i cantieri. Ovviamente, il primo passo sarà scoprire il reale dissesto delle casse del Comune, sul quale sto già lavorando. Fatto questo, si dovrà operare in una duplice direzione, tagliando gli sprechi e rilanciando lo sviluppo, anche attraverso le riforme a costo zero, cui daremo un peso centrale nell’elaborazione del programma».

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Usa 2012 - Iowa Caucus il 3 gennaio. Romney e Paul in testa

pubblicato da Alberto Puliafito in: Uncategorized Esteri Diario elettorale USA 2012

Sondaggi Iowa Caucus 2012

    Aggiornamento: a 24 ore dai Caucus, i sondaggi danno i 4 (Romney, Paul, Santorum e Gingrich) sostanzialmente alle prese con un testa a testa, in particolare a giudicare dall’andamento delle preferenze espresse da dicembre a oggi. La fonte per questi ultimi sondaggi è il Public Policy Polling (vicino al Partito Democratico), che dà Ron Paul al 20%, Mitt Romney al 19%, Rick Santorum al 18% e, pià staccato, Newt Gingrich al 14%.


La lunga corsa alla Casa Bianca comincia domani, 3 gennaio 2012, con lo Iowa caucus, il primo appuntamento della fase delle primarie, sul quale si puntano tutte le attenzioni degli osservatori di U.S.A. 2012. Soprattutto in questa singolare situazione della politica americana: Barak Obama non ha alcun avversario credibile fra i Democratici; infatti il caucus democratico di domani sarà
più che altro un test interno, per organizzare la mobilitazione e la partecipazione alla campagna pro-Obama.
Ben diversa la storia in casa Repubblicana, dove - nonostante il calo di popolarità dell’avversario quasi certo, il presidente uscente - non si è ancora riusciti a individuare un candidato credibile.

Fra i Repubblicani, si attendono preferenze per Michele Bachmann (Congresso, Minnesota), Herman Cain (Georgia, anche se si è recentemente chiamato fuori), Newt Gingrich (Georgia, Speaker of the House), Jon Huntsman (governatore dell’Utah), Ron Paul (Congresso, Texas. Ecco chi è Ron Paul.), Rick Perry (governatore del Texas, ecco chi è Rick Perry), Buddy Romer (governatore della Louisiana), Mitt Romney (mormone governatore del Massachussets), Rick Santorum (Senatore, Pennsylvania).

Secondo i sondaggi più recenti di USA Today, in Iowa è in testa Romney, tallonato da Ron Paul, con Rick Santorum (destra estrema: prolife, antiabortista, sostenitore della necessità di un bombardamento dell’Iran) in crescita e Newt Ginrich (che è fra i favoriti a livello nazionale e, recentemente, ha lasciato intendere che potrebbe proporre come vice, in caso di nomina, Sarah Pallin) che arranca.

E’ chiaro che questo primo appuntamento non sia affatto determinante per i risultati finali, ma potrebbe dare importanti indicazioni insieme agli altri appuntamenti di gennaio, in attesa del Super Tusday - il giorno in cui si sommano primarie e caucus di vari stati -, che quest’anno è previsto per il mese di marzo. Per allora, in molti avranno già smesso di correre per la nomination.

Usa 2012 - Sondaggi 2 gennaio
Usa 2012 - Sondaggi 2 gennaio - South CarolinaUsa 2012 - Sondaggi 2 gennaio - New HampshireUsa 2012 - Sondaggi 2 gennaio - IowaUsa 2012 - Sondaggi 2 gennaio - National

[Sito ufficiale Iowa Caucus]

Diretta streaming: la fiducia alla Camera sul decreto salva-Italia

pubblicato da V. in: Uncategorized

Stamane le dichiarazioni di voto, ora in corso la prima chiama, stasera le dichiarazioni di voto finali. La fiducia al decreto salva-Italia alla Camera è un evento importante, lo potete seguire in diretta streaming qui sopra. Per ora ci sono state le prime dichiarazioni di voto: nessuna sorpresa, qualche eccesso di folklore - una deputata leghista si è travestita da operaia - ma vediamo comunque, mentre procede la prima chiama, chi-voterà-come.

A favore Pdl, PD, Fli, contrari sempre nelle dichiarazioni di voto Lega Nord e IdV. Nessuna grande sorpresa quindi, neanche dopo le dichiarazioni di ieri di Silvio Berlusconi, che ha attaccato duramente il governo Monti, soprattutto per lisciare il pelo alla Lega Nord, trovatasi all’improvviso all’opposizione e protagonista di variopinte contestazioni in questi giorni alla Camera.

Votazione conclusa: 587 presenti, votanti 583, 4 astenuti, i sì sono 495, i no 88.

Cosa ha detto Monti alla Camera stasera? Facciamo un riepilogo. Il primo dato che emerge è che la luna di miele con il Parlamento è finita. Il secondo è che la Lega dovrebbe fondamentalmente tacere, essendo stata al governo fino all’altro ieri. Ora è tornata la Lega solo di lotta, senza governo, visto che è finita all’opposizione: fa molta caciara, ma è solo quello. Infine: l’humour sottile di Monti. Per rispondere a Berlusconi che lo accusava di essere disperato:

“Vorrei concludere con una nota di responsabile serenità. Ho letto stamattina: Monti è disperato. Ho fatto un rapido esame di coscienza, letto quel titolo e per un attimo mi sono sentito colpevole, perché non mi sento affatto disperato. Poi svegliatomi un po’ meglio ho riflettuto, e quella parvenza di colpevolezza è sparita del tutto, non c’è motivo di disperazione. Per quanto riguardale nostre istituzioni e quanto riguarda il nostro Paese”

Qui, su Blogo.it un riassunto della serata.

E se Bersani preparasse il Monticidio? Elezioni ad aprile 2012

pubblicato da V. in: Uncategorized Interni

elezioni anticipate aprile 2012Siamo nel campo del retroscenismo più sfrenato: secondo Fabrizio Rondolino il governo Monti avrebbe le ore contate, lo si legge su Il Giornale. E del “mandato a tempo” si può ampiamente discutere: secondo l’ex fedelissimo dalemiano però i congiurati avrebbero anche un leader, Pierluigi Bersani, e ci sarebbe addirittura un’ora X. Dalle pugnalate a gennaio e febbraio si andrebbe alle urne, già ad aprile 2013.

Siamo nel campo delle ipotesi e delle speculazioni, ma ecco cosa spiega Rondolino: fino a Natale e inizio gennaio 2012, tutto tranquillo. La situazione è troppo critica per dare il benservito a Mario Monti e all’esecutivo tecnico. Non particolarmente apprezzato, malgrado i sorrisi di circostanza, né dal PdL, né dal PD. E quindi che accadrebbe tra gennaio e febbraio? Si lascerebbe fare il lavoro sporco ai professori - il decreto salva-Italia e le prossime misure - per poi andare a votare.

Ma dopo Natale la situazione cambia. A gennaio sapremo se la situazione finanziaria si è rasserenata quel tanto che basta per rendere meno pressante l’emergenza; e sapremo se si terrà il referendum elettorale. La tentazione di farlo saltare, non con una riforma condivisa, che oggi appare difficile, ma con lo scioglimento delle Camere è fortissima in entrambi i maggiori partiti, e Bersani sa che su questo punto cruciale potrà avere qualche aiuto da Alfano. L’ideale, per il segretario del Pd, sarebbe proprio un’intesa bipartisan che sciolga la supermaggioranza con la stessa agilità con cui è stata formata. In questo caso né il Quirinale né l’opinione pubblica (ammesso che a gennaio sia ancora così favorevole al governo) avrebbero molto da obiettare, e Monti dovrebbe fare le valigie

Non tutti la vedono così nel maggiore partito d’opposizione, sia chiaro. Ma in questi giorni avari di dietro le quinte, anche l’ipotesi che Bersani voglia mandare a casa il governo tecnico merita qualche riga di segnalazione.

Foto | Flickr

Mario Monti è il nuovo Presidente del Consiglio

pubblicato da V. in: Uncategorized Interni

mario monti nuovo presidente del consiglio

Terminate le consultazioni al Quirinale: Mario Monti è il nuovo Presidente del Consiglio. I ministri verranno annunciati con ogni probabilità martedì, intanto potete rileggere la lista delle ipotesi che abbiamo pubblicato ieri.

Si prepara una serata lunga: per l’ora l’annuncio di Donato Marra, a breve ascolteremo prima Mario Monti, che ha accettato l’incarico con riserva, e pochi minuti dopo di Giorgio Napolitano. Seguiremo l’evento aggiornando questo post non appena arriverà in conferenza stampa Monti. Per ora c’è stato solo l’annuncio ufficiale di Donato Marra, segretario generale della Presidenza.

Ore 20.04 - Giorgio Napolitano parla in conferenza stampa al Quirinale. Ecco cosa ha detto:

Servono scelte urgenti di consolidamento della situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e equità sociale (…) l’urgenza di quelle scelte deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dai pericoli di regressione economica dinanzi ai quali si trovano l’italia e il Paese (…) il debito pubblico è un peso, visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri BTp (…) è necessario operare senza indugio nel senso richiesto, a tutela della stabilità della moneta comune e della costruzione europea. Da domani alla fine di aprile verranno a scadenza quasi 200 miliardi di euro di Btp, che andranno collocati sul mercato. Evitare ora un ricorso alle elezioni anticipate è esigenza sulla quale devono concordare tutte le forze sociali del Paese. (…) Ci sono state rotture e tensioni PdL come capo dello Stato ho seguito con imparzialità questo travaglio, in uno spirito di leale cooperazione istituzionale. Nessun ribaltamento delle elezioni 2008 (…) si tratta soltanto, a tre anni e mezzo da inizio legislatura di dar vita a un governo che unisca forza politiche diverse per uno sforzo straordinario. Il confronto a tutto campo riprenderà senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità, appena la parola tornerà ai cittadini per eleggere un nuovo parlamento. (…) In questi anni molti inascoltati appelli alla moderazione e alla condivisione e coesione su scelte e obiettivi di fondo. Rispettando le decisioni di tutti, confido che si voglia largamente incoraggiare nell’incarico di formare il nuovo governo il professore Mario Monti. (…) È giunto il momento della prova, non è il tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni, ristabilire clima serenità e reciproco rispetto. (…) Monti farà nei tempi più rapidi che consentano il necessario scrupolo

E in chiusura, una risposta alle indiscrezioni di queste ore: nessuno ha mai pensato a un governo sorto in due ore - il colloquio Monti Napolitano - ci vorrà qualche giorno. Probabile martedì per i ministri.

Ore 19.59 - Ha parlato Monti: un breve discorso, in cui ha spiegato che “Dobbiamo dare ai nostri figli un futuro di speranza”, ha parlato di equità sociale, e soprattutto ha smentito tutta la lista di nomi circolati nei giorni scorsi:

Le voci che sono circolate, che ho avuto poco tempo per leggere, ma mi dicono che sono circolate, le voci sono di pura fantasia: per quanto riguarda i tempi opererò con il senso dell’urgenza, saranno i tempi più brevi possibili

Ora toccherà anche a Giorgio Napolitano.

Polisblog al World Business Forum 2011: Joseph Stiglitz

pubblicato da V. in: Uncategorized Esteri

stiglitz world business forum

Dopo Tony Blair, l’appuntamento conclusivo del World Business Forum del 9 e 10 novembre 2011 a Fiera Milano Rho è stato con Joseph Stiglitz. Già a capo della Banca Mondiale, premio Nobel 2001 per l’economia, Stiglitz ha affrontato per un’ora e mezzo un tema che potete immaginare facilmente. La crisi a livello macro, le sue soluzioni, il futuro.

E come vanno le cose? Molto male: prima di tutto scordiamoci di tornare ai livelli pre-2007, anno in cui iniziò la grande crisi che prosegue tutt’ora, sebbene con altre forme e altre cause. Stiglitz ipotizza il 2017: ma a quel punto - semplificando molto - Europa e Usa saranno più deboli, mentre Cina e India avranno passato anni e anni di crescita galoppante.

Ma come dicono quelli bravi: cominciamo dall’inizio. Stiglitz è partito presentando le analogie tra il movimento di Occupy Wall Street e le rivoluzioni arabe che hanno caratterizzato il 2011. Un anno in cui è successo tanto, dappertutto, in fretta. Lo capiremo meglio tra un decennio, quanto il 2011 sia stato un anno chiave: per cosa ancora è impossibile dirlo.

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Elezioni regionali Molise 2011, vince Iorio: non il PdL

pubblicato da V. in: Uncategorized Interni

iorio vince elezioni molise pdl Il Molise con i suoi 319.611 abitanti è la seconda regione più piccola d’Italia, nonché l’unica nata da uno scisma - nel 1963 - che la divise dagli Abruzzi. Oggi i risultati delle elezioni regionali molisane incoronano per la terza volta Michele Iorio, del PdL. Una vittoria sulla quale val la pena spendere due parole - i dati li trovate dopo il salto.

Non vuol dire sicuramente nulla a livello nazionale, prima cosa. Ma ci sono una serie di note - di colore, se vogliamo - che val la pena sottolineare: la prima è la campagna elettorale di Iorio, primo in Italia a liberarsi del fardello di Berlusconi dal simbolo. Scriveva al tempo Wil su NonLeggerlo

Non era mai successo. Lo hanno fatto sparire. Perché porta male. E perché da un po’ di tempo a questa parte, non è più sinonimo di risorsa. Ma di zavorra. Di peso, di imbarazzo. “Ci fa solo perdere voti”, dicono da quelle parti. Tra 15 giorni il voto in Molise, e dal simbolo del candidato Pdl - Michele Iorio - è stato cancellato l’onnipresente “Berlusconi”

Ed è l’onda lunga di un fenomeno che era stato chiaro fin dalle elezioni comunali di quest’anno. Berlusconi, quando ci ha messo la faccia nelle campagne elettorali - anche a livello strategico - ha fatto solo danni. Penso a Milano per esempio, e alla disastrosa campagna elettorale di Letizia Moratti, “aggravata” dalla presenza di Berlusconi in una mattina al Teatro Nuovo che vi raccontammo in prima persona.

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Libia - Frattini scopre i crimini di Gheddafi

pubblicato da Alberto Puliafito in: Uncategorized

Gheddafi e Franco Frattini

Franco Frattini scopre che Gheddafi era cattivello. E dice che, addirittura, il rais aveva un piano per trasformare Lampedusa in un inferno. Ci ha messo un po’ di tempo, Frattini. Di cui è bene ricordare una serie di dichiarazioni. Giusto per un esercizio di memoria. E per far capire con che facilità cambino le cose, nel nostro paesello. Con che facilità si racconti agli italiani di tutto e di più. Senza nemmeno bisogno di un posto in prima fila.

Gheddafi era benvoluto dal Governo Berlusconi. E non c’è bisogno di eccessivi sforzi storiografici per ricordarlo. Ma le evoluzioni funamboliche delle dichiarazioni del nostro Ministro degli Esteri sono davvero uno spettacolo d’arte varia.

3 settembre 2008 - Il Giornale. Nessun attacco da Roma alla Libia: si firma il trattato, e l’Italia si impegna a non concedere basi agli USA per attaccare la Libia. E di non attaccare a sua volta.

C’é l’accordo con la Libia che prevede un reciproco impegno a non esercitare azioni di aggressione, cosa che l’Italia esclude categoricamente di poter fare.

31 ottobre 2008 - La Stampa. Amicizia e affidabilità della Libia.

Al convegno di ieri il ministro degli Esteri Frattini ha confermato che l’Italia è pronta ad accogliere Gheddafi «come un amico». E ha ribadito che Roma considera la Libia «un Paese affidabile e un partner eccezionale», garantendo la ratifica «in tempi brevi» del trattato da parte del Parlamento. «Le nostre relazioni sono entrate in una fase nuova», ha confermato Saif El-Islam Gheddafi: «Oggi è possibile realizzare cose prima impensabili», come le forme di cooperazione militare previste dall’articolo 20 del Trattato.

Agosto 2010 - TgCom: Frattini definisce le critiche dell’opposizione a Gheddafi “senza senso”.

Le critiche dell’opposizione per la visita del leader libico Muammar Gheddafi a Roma non hanno senso. “E’ gente che non conosce affatto né la politica estera né gli interessi dell’Italia”. Lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini. “Gheddafi è un leader importante per tutto il Medioriente, e noi - ha aggiunto Frattini - da questa opposizione non ci aspettiamo niente”.

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