
Marcello Dell’Utri probabilmente non aveva capito che rilasciando un’intervista a il Fatto oltre ad una serie di commenti, sia sul sito del giornale che su polisblog.it, sarebbe stato al centro di un confronto che raramente in Italia si vede.
Dimostrando a molti cosa sia un dibattito democratico Beatrice Borromeo, che già aveva intervistato per il quotidiano di Marco Travaglio il senatore del PdL, ha offerto a Massimo Ciancimino l’opportunità di replicare alle critiche che gli erano state fatte da Marcello Dell’Utri.
Secondo quanto dichiarato dal pentito alla giornalista il pm Antonio Ingroia non sarebbe il regista occulto delle dichiarazioni che lui stesso sta rilasciando. Sempre secondo quanto dichiarato da Massimo Ciancimino a il Fatto Marcello Dell’Utri sta vivendo un momento difficile.
Continua a leggere: Massimo Ciancimino risponde, sul Fatto, a Marcello Dell’Utri

Ieri avevamo abbastanza volutamente ignorato un’intervista uscita su Il Fatto in cui Marcello Dell’Utri spiegava i motivi del suo ingresso in politica. Motivi… un motivo solo: evitare il carcere. Le segnalazioni di voi lettori ci hanno convinto che valeva la pena di scriverci qualcosa, quindi, eccoci qui. Dell’Utri è un cognome che è talmente compromesso - immaginiamolo come un brand - che si arriva a livelli parossistici.
Come un altro Dell’Utri, Michele Dell’Utri, assessore all’anagrafe del Comune di Torino candidato alle prossime regionali, che si è premurato di dissipare ogni dubbio, scrivendo in bella vista sui manifesti elettorali “Non sono parente!”. Ma restiamo su quanto si legge sulle pagine del quotidiano di Padellaro, Travaglio e co.
Io sono un politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel 1994 si fondò Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo interesse a fare il deputato.
La grande passione politica PdL! Ma da cosa scappa di preciso, Dell’Utri, di cosa è stato accusato in passato e di cosa lo è oggi?
Continua a leggere: Marcello Dell'Utri: la politica come salvezza dal carcere

Continua la diatriba tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi su praticamente ogni tema dell’attualità politica. Il leader della Lega Nord conferma la sua vicinanza personale e politica al Cavaliere e mette in riga il Presidente della Camera
Non mi pare che Fini divida. Si limita a dire le sue idee, che sono state bocciate dal suo partito, il quale ha detto che non darà mai il voto agli immigrati. Non va da nessuna parte, resta con noi. Non ci sarà alcuna crisi di governo e poi Fini ci vuole bene. Che cosa potrebbe fare senza di noi?
I temi dell’immigrazione e della cittadinanza sono poi centrali nel contrasto tra i due leader; Bossi ribadisce a Fini l’assoluta contrarietà alle sue proposte sull’argomento
Penso che in nessun paese si dara’ il voto agli immigrati: chi non e’ cittadino non puo’ votare, punto
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Il dibattito sulle case chiuse torna periodicamente tra gli argomenti dell’attualità politica. E’ il ministro Roberto Calderoli a riportarlo all’ordine del giorno
Bisogna ripristinare le case chiuse e le prostitute devono pagare le tasse. La proposta di riaprire le case chiuse e creare quartieri a luci rosse e’ per noi di assoluto buonsenso. Una persona puo’ avere una determinata esigenza sessuale e se vuole togliersi la soddisfazione lo faccia pure, ma questo non deve necessariamente disturbare gli altri, soprattutto laddove ci sono famiglie e bambini
Subito arriva la replica di contenuto completamente opposto dal Pdci che accusa il ministro di maschilismo
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Le regionali sono sempre più vicine e in entrambi gli schieramenti mancano quasi completamente i candidati governatori. Nel campo del centrosinistra si ragiona sulla questione delle alleanze e in particolare sulla necessità di allargare la coalizione in certe regioni chiave. Massimo D’Alema, dopo la bocciatura europea, interviene sulla questione facendo capire che il Pd deve pensare seriamente a far fare un passo indietro a qualche candidato scomodo
In questa situazione di precarietà della maggioranza le elezioni regionali si presentano come un passaggio importante. Noi dobbiamo muoverci con l’intento di allargare il campo, anche con quella necessaria capacità di iniziativa politica e flessibilità nell’individuazione di tutte le possibilità per allargarlo. C’è chi punta a fare delle regionali l’occasione per riportare l’Udc nell’area di governo allo scopo di compensare squilibri e tensioni. O stiamo in campo pure noi, con la necessaria capacità di iniziativa, con la necessaria flessibilità nell’individuazione di soluzioni, a volte anche sacrificando pur legittime esigenze di partito o personali, oppure rischiamo di perdere un’occasione.
Nonostante il politichese, l’auspicio di D’Alema è chiaro: dove ci sono problemi con i centristi bisogna rimuovere gli ostacoli, anche sacrificando certi candidati. E l’allusione non può che far pensare a Vendola in Puglia e Bresso in Piemonte
Continua a leggere: Regionali: D'Alema spinge il Pd a sacrificare Vendola e/o Bresso

La riconferma di Nichi Vendola come candidato governatore alle regionali in Puglia è tutt’altro che scontata. Non bastavano le note vicende giudiziarie che hanno pesantemente colpito la sua giunta e il preavviso di garanzia in merito all’inchiesta sulla sanità a preoccupare il leader di Sinistra & Libertà. Ora incomincia seriamente ad essere allarmato per l’eventuale ricandidatura.
L’Udc in Puglia vorrebbe volentieri coalizzarsi con il centrosinistra per le regionali ma ha chiaramente fatto intendere che bisogna cambiare cavallo, come ha affermato Casini
Vendola è una persona per bene, che ha le sue idee e che io rispetto. Detto questo ritengo che in Puglia ci sia però bisogno di una discontinuità amministrativa e, pertanto, ribadisco che non potremmo appoggiare una sua candidatura alle regionali
Continua a leggere: Pd e Udc vogliono costringere Vendola a farsi da parte

Il Congresso dei Radicali a Chianciano si è chiuso con la nomina a segretario di Marco Staderini ma è stato caratterizzato dal dibattito sulle alleanze del movimento in ottica delle regionali. L’accordo con il Pd che pareva molto probabile si è arenato (forse non completamente) di fronte al diniego di Bersani a un’alleanza completa su tutto il territorio. La mozione congressuale, voluta da Marco Pannella e soci, ha sparigliato le carte aprendo ad altre formazioni
Il Congresso prende atto degli interventi dei compagni Bonelli e Boato per i Verdi e Craxi e Zavettieri per i Socialisti e della profonda svolta che la maggioranza del recente Congresso del Sole che Ride ha impresso al movimento verde, sottraendolo, e noi speriamo liberandolo, dallo schiacciamento dell’estrema sinistra massimalista e comunista.
Ai Verdi e agli ecologisti rivolge un appello perche’ con urgenza si esamini la possibilita’ di tutte le azioni da realizzare in vista delle prossime elezioni regionali. Uguale appello nel ricordo della Rosa nel Pugno, lasciata purtroppo fallire, rivolge ai laici, ai socialisti, ai liberali che non si arrendono e intendono sottrarsi all’assorbimento nei due blocchi di potere
Ma la situazione è in continua evoluzione e conoscendo Pannella potrebbero esserci novità. Di certo il leader radicale ha da una parte aperto a Bersani e dall’altra continuato a tirare bordate ai democratici
Continua a leggere: Marco Pannella e Radicali con Verdi e Socialisti: è pronto il minestrone

La situazione nell’Italia dei Valori, nonostante l’egregio risultato alle europee, è burrascosa: non solo proteste della base e attacchi da riviste amiche. Ora la crisi è passata al livello più alto della dirigenza visto che numerosi big del partito incominciano ad averne abbastanza del protagonismo di Luigi De Magistris.
L’ex magistrato in un’intervista aveva lasciato intendere che il suo impegno per modificare certi aspetti negativi dell’Idv non si sarebbe fermato. Ma evidentemente il suo attivismo, fuori dagli schemi decisi da Antonio Di Pietro, non piace a molti membri del partito.
E’ il capogruppo alla Camera Donadi a parlare pubblicamente dell’insofferenza latente dei fedelissimi di Di Pietro nei confronti di De Magistris
La grandezza di un uomo (riferendosi a De Magistris) si misura con la sua capacità di resistere al successo e il risultato delle europee gli ha dato alla testa. E poi questa volontà di presentarsi come moralizzatore dell’Idv, uno che alle riunioni non parla, e poi leggiamo le sue opinioni sui giornali. Eravamo all’8 per cento ben prima che arrivasse
Continua a leggere: Nell'Idv è bufera, c'è chi vuole escludere dal partito De Magistris

In un panorama politico che quotidianamente produce solo litigi e sterili polemiche è bene sottolineare qualche evento realmente importante per il suo valore politico e culturale. Parlo dell’annuncio del presidente della Camera Fini
In alcuni momenti la politica e le istituzioni devono dare il buon esempio: nei prossimi giorni alla Camera incontrero’ il Dalai Lama, che e’ certamente un leader spirituale, ma anche un leader politico. So perfettamente che questo non piacera’ alle autorita’ di Pechino, ma credo che sia dovere del presidente della Camera e di una politica con la p maiuscola fare coerentemente quello che si puo’, anche simbolicamente, per la difesa di certi valori
Finalmente un atto di coraggio delle istituzioni dopo anni di attendismi e ignavia nei rapporti con il Dalai Lama. Sempre (e malvolentieri) incontri non ufficiali e imbarazzo evidente delle massime istituzioni italiane. Nel 2007 dopo giorni di polemiche Prodi negò la visita ufficiale, parlando di impegni dell’ultimo momento improrogabili. Ovviamente nessun suo vice o ministro lo sostituì in quell’occasione.
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Le regionali continuano ad essere uno degli argomenti principali del dibattito politico. Non passa giorno senza incontri tra leader, dichiarazioni su candidati governatori o alleanze sul territorio. E’ arrivato il momento di farsi sentire anche per Francesco Storace, leader del movimento La Destra. Dopo la batosta alle europee dove il cartello elettorale L’Autonomia, costituito con l’Mpa di Lombardo aveva ottenuto un misero 2.2% (quando invece alle politiche solo La Destra aveva avuto il 2.4%) sono state poche le occasioni per riportare al centro del dibattito gli ex aennini che non avevano accettato lo scioglimento di An nel Pdl.
L’appuntamento elettorale può essere la situazione ideale per il riscatto e Storace non vuole perdere l’occasione
Noi non siamo l’Udc e non vogliamo alleanze a ‘macchia di leopardo’. Pretendiamo rispetto, lo stesso rispetto che avremo per i nostri alleati anche se su alcune questioni le differenze restano. Quello che e’ piu’ importante e’ avere ben chiaro chi siamo
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