
Ieri il silenzio del Premier sulla questione dell’ammissione delle liste è stato finalmente rotto da un messaggio video inviato al sito dei Promotori della Libertà. Berlusconi, che era dato per furioso coi suoi in particolar modo sulla questione Lazio, vi parla di “sopruso inaccettabile” e “ingiustizia subita”, ma sposa anche la linea del complotto.
Illuminante infatti questo passaggio del discorso:
“A Roma, invece, abbiamo subìto una duplice ingiustizia. Ai nostri delegati, che erano presenti in orario nell’ufficio preposto, è stato impedito di consegnare le liste del Popolo della Libertà da coloro che hanno il dovere di ritirarle.
Dopo il salto trovate il testo integrale del discorso, che incita a “sfidare a viso aperto l’arroganza della sinistra”.
Esiste un video che riprende il delegato Alfredo Milioni, l’uomo incaricato di consegnare le liste del Pdl per le regionali del Lazio, poco dopo la scadenza del termine ultimo. Termine fissato alle ore 12 in punto, mentre il filmato sarebbe stato girato alle 12,39 da un esponente radicale o socialista (la cosa non è ancora del tutto chiara, anche se sembrerebbe trattarsi del primo caso).
Vi si vede il Milioni che scartabella tranquillamente il suo plico di fogli senza mostrare particolare fretta e soprattutto senza subire impedimenti di alcun genere da chicchessia. Certo, non possiamo sapere cosa sia successo immediatamente prima e dopo, però la scena appare ugualmente surreale, soprattutto se si pensa a quanto tempo fosse già trascorso dalla fatidica ora X.
Ricordiamo che il Pdl romano ha presentato ricorso sostenendo che i radicali avessero usato la violenza per impedire ai propri esponenti la consegna. Se dovesse venir fuori che non c’è stato alcun episodio del genere uno dei fondamenti del ricorso (che verrà giudicato venerdì dal Tar) verrebbe a cadere. E non sarebbe l’unica cosa a cadere, presumibilmente… soprattutto se dovessero risultare vere alcune voci delle ultime ore, che sostengono che il diverbio sarebbe sorto solo successivamente a queste riprese, proprio tra il “cameraman” radicale e i capintesta del Pdl ripresi nel video.

Come previsto nelle scorse settimane, il contestatissimo Decreto Romani è arrivato al Consiglio dei Ministri, che l’ha approvato togliendo la parte più criticata, ovvero la parte che equiparava il web alle televisioni. Una nota del Ministero dello sviluppo infatti dichiara che la nuova versione del testo escluderebbe blog, giornali online, siti Internet e motori di ricerca.
Sembrerebbe dunque che la rivolta del mondo del web abbia convinto l’esecutivo a fare più di un passo indietro, davanti a quello che si preannunciava come uno scontro frontale senza esclusione di colpi, una legge che avrebbe messo un vero e proprio bavaglio al materiale video in Internet, soprattutto (pensiamo noi soliti maliziosi…) a vantaggio di Mediaset, pronta a sbarcare sul web con un progetto in stile Hulu.
Ma c’è un però, che riguarda le sorti di You Tube, che rischia di essere inclusa nella disciplina del decreto.
Immagine|Flickr
Come purtroppo sappiamo, Sergio Cicala e sua moglie Philomene Pawelgba, rapiti in Mauritania lo scorso 17 dicembre, sono ormai da due mesi e mezzo in mano ai terroristi di un’organizzazione che si richiama ad Al Qaeda. La novità è che ieri l’italiano (o meglio, i terroristi stessi) hanno fatto pervenire un video che implora il Governo italiano di intercedere.
Nel video Cicala è in ginocchio in mezzo ai suoi sequestratori e si appella alla generosità di Berlusconi, ricordando che l’ultimatum è ormai scaduto:
«Spero che il governo si interesserà il più presto possibile alla nostra situazione e quindi alle nostre vite, attendiamo con fiducia che questa situazione possa risolversi nella maniera migliore possibile, con la liberazione mia e di mia moglie; il presidente Berlusconi è sempre stato noto per la sua grande generosità, spero che possa aiutare me e mia moglie»
Continua a leggere: L'appello di Cicala a Berlusconi. È giusto trattare con Al Qaeda? Sondaggio
Da qualche giorno gira la voce che Nicole Minetti sarà candidata in Lombardia per il Pdl. Per chi non l’avesse mai sentita nominare, si tratta di un’ex-soubrette televisiva (una specie di letterina) del programma di Chiambretti, cui si riferiscono alcune foto della gallery. In particolare quella pubblicata dal Corriere che include il prima (giorno della laurea) e il dopo.
Noi comunque vi avevamo già anticipato questa possibile candidatura una settimana fa. Considerazione gossippare a parte, la cosa che ha scatenato l’ilarità di alcuni, e in particolare di qualche tg estero come quello che vi proponiamo in apertura, è il fatto che la ragazza in questione sia un’igienista dentale.
Le battute sulla dentista di Berlusconi, che se ne sarebbe avvalso dopo il famoso caso della statuetta in Piazza del Duomo si sprecano. Restando più sulla politica registriamo invece il fastidio della Minetti, che ha chiesto di non pubblicare più foto del suo passato velinaro (promettiamo che questa è l’ultima volta, Nicole) e le reazioni sdegnate dei pezzi grossi lombardi del Pdl, con il Governatore Podestà che ad esempio ne parla come di persona veramente preparata.
E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo di vita.
I fatti: mercoledì, ore 17, una parte dei No Tav improvvisa un piccolo corteo verso la trivella appena arrivata al cantiere, gli altri invece si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. Il primo gruppo, arrivato alla trivella, viene a contatto con la polizia (nel video), è qui che Simone viene colpito più volte e cade; un altra donna viene ripetutamente colpita al volto, ad una ragazza spaccano letteralmente la faccia.
Il movimento No Tav, descritto da praticamente tutti i media come un gruppo di chissà quali facinorosi irresponsabili e violenti, è in realtà un gruppo di cittadini semplicemente consapevoli dei loro diritti e del dovere di salvaguardare la loro terra da scempi e speculazione edilizia. La risposta dello Stato italiano, in un clima mediatico osceno è questo: repressione, repressione e ancora repressione. Vediamo le prime reazioni politiche.
Continua a leggere: No Tav: scontri e feriti, l'inizio della lunga notte della Val di Susa
Che il Parlamento italiano non sia esattamente un salotto aristocratico frequentato da politici traboccanti d’aplomb non lo scopriamo oggi. Ma qualcuno covava ancora l’illuzione che perlomeno il Senato della Repubblica - ovvero quello i cui eletti devono avere una certa età anagrafica per legge - fosse lievemente più maturo e responsabile della Camera dei Deputati.
Be’, non è esattamente così. Almeno a giudicare dalla gazzarra di oggi, l’ennesima, tra il ministro Scajola (Pdl) e il senatore Costantino Garraffa del Pd. Quest’ultimo ha cominciato ad inveire contro l’esponente della maggioranza, che non gli è stato da meno, pronunciando le seguenti memorabili parole:
“Lei non si può permettere di dire che un ministro dice bugie! Lei è un maleducato e un bugiardo”.

Una settimana fa vi abbiamo parlato di cos’è il Decreto Romani, dei suoi scopi neanche tanto nascosti che andavano a colpire Sky, concorrente di Mediaset, e soprattutto il web, mettendo sullo stesso piano video in televisione e in internet; non per niente il decreto è stato ribattezzato da molti quotidiani stranieri “anti Youtube”.
Il Time, per esempio, facendo esplicito riferimento alla famiglia Berlusconi ha parlato di “mediocracy”, ricordando la causa, definita esemplare di un regime mediocratico, che vede Mediaset portare in tribunale YouTube.
Immagine|Flickr

Purtroppo non esistono immagini video dell’evento (solo il servizio linkato qui sopra) ma ieri il vulcanico leader Idv ha definitivamente perso le staffe per la questione relativa alla foto che lo ritrae in compagnia del discusso (e condannato) agente dei servizi segreti Bruno Contrada.
Come sappiamo da qualche giorno il Corriere della Sera conduce un’inchiesta (da lui definita “campagna”) sulle frequentazioni discutibili di Di Pietro all’epoca di Mani Pulite, così ieri Tonino ha deciso di passare al contrattacco. Il piano prevedeva dapprima una battuta sarcastica, per la verità non proprio riuscita:
“…ma come mai il Corriere della Sera si mettesse a fare da sponda a una campagna per dire che Mani Pulite sia stata voluta… sia voluta (d)agli Americani?”
Che non sia uno che passa inosservato Marco Materazzi lo sa da tempo. A partire dalla famosa testata di Zidane ai mondiali 2006, quelli vinti dagli azzurri, fino agli innumerevoli casi disciplinari di cui si è reso protagonista nel corso della sua carriera calcistica.
Ma che le gesta del popolare difensore nerazzurro sconfinassero nella politica era davvero imprevedibile. Tutto è nato dalla trovata goliardica di festeggiare con i compagni la vittoria nel derby contro i cugini milanisti indossando la maschera di Berlusconi, come vediamo dal video introduttivo.
In un mondo molto scarsamente autoironico come quello del pallone ciò è bastato per guadagnarsi una bella citazione sul referto dell’arbitro, e ora per il nostro “Matrix” si prevedono gravi sanzioni disciplinari. Staremo a vedere.
Noi, però, (anche se milanisti come il sottoscritto) preferiamo ridere.