martedì 09 marzo 2010

Elezioni regionali 2010 Lazio: basta coi ricorsi. Polverini avanti da sola

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Dopo gli ultimi eventi di cui vi abbiamo dato abbondantemente conto nei giorni scorsi (con tanto di sondaggio elettorale), è ora di fare il punto della situazione. Mentre la Lista Formigoni in Lombardia è definitivamente riammessa per decisione del Tar - e quindi è stato ininfluente il decreto governativo firmato da Napolitano - egualmente quella del Pdl è fuori dal Lazio, sempre per decisione del Tar.

Si può dunque dire che il decreto non sia servito assolutamente a nulla, dato che i fenomenali esperti giuridici del partito di maggioranza relativa hanno trascurato la bazzecola che la legge regionale in materia elettorale non sia modificabile se non da se stessa. Riusciranno ora i pidiellini a ottenere l’ammissione della nuova lista presentata secondo i termini del decreto? Chissà. Ma… c’è un ma.

Se è vero, com’è assai probabile, ciò che è stato svelato durante la trasmissione Che tempo che fa, lo stesso sito istituzionale berlusconiano ha dovuto ritirare in fretta e furia un sondaggio presso i propri elettori che certificava la rabbia dagli stessi e un plebiscito per NON riammettere la propria lista nel Lazio. Segno che prevale anche a centrodestra l’idea di punire i pressapochisti che mangiavano panini e scartabellavano fogli invece di rispettare gli orari di consegna, e ora la devono pagare.

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giovedì 04 marzo 2010

Elezioni regionali 2010 in Lombardia: vince Invernizzi di Forza Nuova al ballottaggio con Penati

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Lo scenario surreale evocato dal titolo può apparire impossibile, ma se ci pensate bene non lo è del tutto. Ieri Formigoni è stato bocciato per la seconda volta, e si attende la decisione finale del Tar per venerdì. Probabile, anche pressoché certo che il Tribunale amministrativo regionale ribalterà le decisioni precedenti, ma se così non fosse?

Procediamo per ordine. La vicenda Formigoni, come abbiamo già spiegato, è profondamente differente da quella Polverini. Un conto è arrivare in ritardo alla consegna delle candidature, un conto è essere bocciati per irregolarità di qualche firma o qualche timbrino. In quest’ultimo caso infatti l’errore se c’è è formale, ma il punto è che nella sostanza la lista non rischiava certo di non raccogliere un numero sufficiente di firme.

La soluzione di buonsenso è concedere una rapidissima proroga per raccogliere le adesioni sufficienti a colmare il gap (magari accoppiata a una bella multa) e chiudere la questione. Non si può certo negare a un elettorato di centrodestra che in Lombardia è in fortissima maggioranza di esprimere democraticamente la propria scelta. E badate bene, non è questione di colore politico. Se stessimo parlando della lista PD in Toscana (situazione affine) varrebbe esattamente lo stesso principio.

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martedì 16 febbraio 2010

L'asse Bossi-Maroni-Salvini colpisce ancora e la Lega si prepara a fare il pieno di voti. La Piramide Rovesciata

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Lega Nord Strategia elettorale Visto da destra


Oggi vogliamo parlarvi di strategia politica, entrando nello specifico delle ultime manovre leghiste per capire come il Carroccio stia preparando le prossime Amministrative. La Lega, si sa, è un partito che ha nel suo dna le sparate e lo scontro politico. È un retaggio che parte da lontano, quando negli anni 80 la creatura di Umberto Bossi, improvvidamente definita “razzista” era sistematica ghettizzata dai media asserviti al sistema di potere dominante. Ivi inclusa l’opposizione comunista.

In quei tempi l’unico modo per guadagnare un po’ di visibilità era andare sopra le righe, cosa che comunque al Carroccio è sempre riuscita benissimo. E oggi, vent’anni dopo, le cose non sono cambiate di molto, ma la Lega di “lotta e di governo” ha studiato un sistema più sottile ed efficace per convogliare un consenso in perenne aumento da anni.

Il meccanismo funziona a piramide rovesciata. Ai vertici ci sono Bossi e Maroni, che smorzano sistematicamente i toni e rappresentano (soprattutto il Ministro degli interni) il lato ragionevole e conciliante del partito, sempre senza trascurare una certa fermezza di base. In mezzo ci sono Castelli, Cota, Bricolo e Zaia con licenza di “uccidere”, ma sempre mantenendo un certo aplomb. La base “popolare” è invece assunta con grande efficacia da Borghezio e Salvini, che sparano ad alzo zero incuranti delle successive (e calcolate) smentite delle “alte sfere”.

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martedì 02 febbraio 2010

Pronto il nuovo aiuto di stato per Termini Imerese. Quando finirà lo scandalo della Fiat?

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Qualcosa dev’essere accaduto anche nelle alte sfere del giornalismo filogovernativo, se oggi il Giornale mette in campo addirittura il vicedirettore Nicola Porro per attaccare l’esecutivo sulla questione Termini Imerese. Ma prima di tutto i fatti. Il Governo, coadiuvato dalla Regione Sicilia, avrebbe intenzione di stanziare la folle cifra di 760 milioni di euro per salvare a tutti i costi il polo Fiat nell’isola che, ricordiamolo, conta 1500 dipendenti, cui va aggiunto il forte indotto.

Se il progetto andrà in porto verranno così stornate enormi risorse da tutti gli altri settori, tenendo in vita per l’ennesima volta quel morto che cammina rappresentato dallo stabilimento più meridionale del Lingotto. E se in passato gli aiuti alla Fiat (fatti coi soldi delle nostre tasse, ergo pagati da noi) si configuravano come una distorsione anomala del mercato, questa volta potremmo definirli senza tema assistenzialismo puro. Un po’ come quando la Dc assumeva migliaia di persone alle Poste giusto per dar loro un lavoro, anche se lavoro non ce n’era.

Ma come vi dicevamo, qualcosa è cambiato, se fino a poco fa queste cose le facevano rilevare in pochi (linko un mio articolo sul tema, perdonatemi la boria) mentre ora si levano voci autorevoli anche dallo schieramento di centro-destra, sia pur limitate alla carta stampata. Il pezzo di Porro, che per ora si ritrova solo nella versione cartacea del Giornale, recita:

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mercoledì 27 gennaio 2010

Il Milleproroghe declassa Alemanno e gli taglia i fondi: mai commissario straordinario per Roma Capitale

pubblicato da G.L. Barone – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Dì qualcosa di destra Gianni Alemanno Alle 5 della sera Visto da destra

alemanno sindaco di roma

Di solito, quando è in preparazione il cosiddetto decreto Milleproroghe, in tutti i palazzi pubblici dello stivale c’è ansia: il rischio è che, un’inaspettato emendamento o qualche improvviso colpo di genio, aggiunga qualche gabella o peggio “tagli” qua o là i conti pubblici. Questa volta è successo al Sindaco di Roma, di cui in questi giorni si parla anche per altre questioni.

Ma andiamo con ordine: il senatore Lucio Malan, lega Nord, relatore del provvedimento, ha proposto che dei 600 milioni di euro previsti per l’area metropolitana di Roma, 500 vengano distaccati al commissario straordinario per Roma Capitale. Fin qui niente di male per Alemanno.

Il comma successivo però stabilisce che il commissario non dovrà più essere “necessariamente” il Sindaco di Roma. Non una bocciatura a priori… ma quasi.

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lunedì 25 gennaio 2010

Primarie Puglia 2010. Cosa ci insegna la lezione di Vendola

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Nichi Vendola Visto da destra



Nichi Vendola sarà dunque il candidato del centro-sinistra in Puglia, dopo aver battuto per la seconda volta l’uomo del Pd Francesco Boccia. La differenza sostanziale però è che la volta scorsa aveva vinto con margine risicatissimo, mentre stavolta ha più che doppiato l’avversario, attestandosi sul 70%.

Inutili e quasi ridicole a questo punto le scuse accampate dai vertici Pd, tra le quali spicca per ottusità la pretesa “infiltrazione” degli elettori del Pdl a giustificare la terrificante batosta del dalemiano Boccia. La realtà è che Vendola piace, al punto da creare un caso clamoroso e pressoché unico nella politica italiana; quello di una rivoluzione disobbediente che parte dalla base in pieno spregio alla dirigenza. In quale altra regione sarebbe possibile vedere un candidato dichiaratamente comunista strabattere i tanto celebrati “moderati”?

La novità è tale da imporre una riflessione anche a destra. Una riflessione che divideremo in due punti; cause e conseguenze politiche del clamoroso evento. Partiamo da questo secondo aspetto. Quella che infatti esce sconfitta è l’attitudine generale a dare peso al centro come insopprimibile ago della bilancia del sistema. Il centro, o palude se mi consentite un ardito paragone storico con la Revolution, al momento è rappresentato non solo dall’Udc, ma anche da tutte le forze interne ai due schieramenti principali che continuano a minacciare lo strappo senza mai farlo (vedi Binetti).

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lunedì 18 gennaio 2010

Il flop annunciato di Paragone e la triste politica della seconda serata

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Il nuovo programma di Gianluigi Paragone, L’ultima parola, ha dunque totalizzato uno share inferiore al 6%. Onestamente non ci pare un gran risultato, ma alla fine il punto non è questo. La questione semmai è che tutti i programmi di politica in seconda serata fanno sempre, inevitabilmente flop. Con l’eccezione di qualche Speciale Porta a Porta, trasmissione che tuttavia fa storia a sè visto che si occupa di politica solo in occasioni “da audience”.

E allora, se davvero il programma di Paragone rientra nella sbandierata ottica di creare un contraltare ad Annozero e Ballarò, che senso ha la sua collocazione? È possibile che quello stesso centro-destra il cui leader si picca di essere un esperto di comunicazione non sia capace di imporre una trasmissione in prima serata?

I casi sono due. O il dio denaro ha il sopravvento su tutti e si evita la prima serata nel terrore di non fare ascolti; oppure non gliene frega niente a nessuno, e la campagna battente contro i programma “di sinistra” non è altro che fumo negli occhi dell’elettorato, tanto per fare vacuo esercizio di indignazione.

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venerdì 08 gennaio 2010

La guerra di Rosarno. Ronde contro clandestini e un paese in ostaggio

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Quando si crea disperazione in nome di un buonismo di comodo prima o poi arriva il redde rationem. Così potremmo sintetizzare gli scontri di piazza di Rosarno, dove l’intera popolazione extracomunitaria ha gridato la propria rabbia contro condizioni di vita inaccettabili e un paese intero è stato preso in ostaggio, al punto che gli episodi di violenza si sono moltiplicati, fortunatamente senza farci scappare il morto (per ora).

Il tutto era nato dal ferimento di un immigrato ad opera di ignoti tramite un fucile ad aria compressa, ma è chiaro che il disagio diffuso tra i clandestini non vedeva l’ora di sfociare in maniera selvaggia e non serviva altro che un pretesto. Il risultato è che la gente ora si sente prigioniera in casa e la situazione è completamente fuori controllo.

In attesa che le forze dell’ordine riportino le cose alla normalità dobbiamo davvero chiederci quale sia l’origine di tutto questo, una domanda la cui risposta non soffia nel vento, per citare Dylan, ma è chiara e concreta come un macigno che pesa sulle nostre coscienze. Anni di politica buonista dei governi di destra e sinistra hanno consentito l’ingresso discriminato di gente che non poteva trovare alloggio nè lavoro e ha accresciuto il proprio scontento all’ombra della schiavitù e della povertà più assoluta.

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mercoledì 23 dicembre 2009

Termini Imerese: cosa sta succedendo e di chi è la colpa

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Torniamo ad occuparci della questione Termini Imerese in uno sforzo analitico scevro da populismi e facili esercizi di retorica. Nel titolo ci proponiamo di stabilire di chi sia la colpa se lo stabilimento chiuderà a ottobre del 2010, ma è evidente che non esistono verità iscritte nella pietra, e tantomeno verità “facili”.

Ciò che invece è sicuramente vero, è che sulla pelle dei lavoratori si sta svolgendo un gioco di interessi e piccole astuzie che abbiamo già visto molte volte negli anni, ultima della quale la crisi Alitalia. Come detto, la situazione non è facile, e si inquadra in una crisi generale del comparto auto davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi. Molti vecchi potentati (vedi Opel e Chrysler) sono andati in bancarotta e l’accordo americano della Fiat non ha fatto che gettare fumo negli occhi.

La realtà di un paese normale sarebbe semplicemente che i due stabilimenti del sud (Termini e Pomigliano d’Arco) sono improduttivi e non stanno in piedi, anche se la loro situazione non è poi molto dissimile dagli altri 3 nel resto d’Italia. I 5 stabilmenti italiani, come ha ammesso lo stesso Marchionne, producono lo stesso numero di vetture dello stabilimento polacco che però conta più del 30% degli operai in meno. E addirittura un numero inferiore al Brasile con meno della metà di persone impiegate (7.300 contro 22.000).

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venerdì 11 dicembre 2009

Berlusconi dice che la Corte Costituzionale è di sinistra. Ma è vero o no?

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Visto da destra



Lo sappiamo, è una questione annosa e ricorrente; ma visto che il Premier continua a insistere sul fatto che la Corte Costituzionale sarebbe di sinistra, vediamo di capire se la sua affermazione ha un fondamento. E partiamo proprio dal concetto matematico espresso da Berlusconi, ovvero che i giudici di sinistra siano 11 su 15.

Della questione si era già occupato per PolisBlog il nostro Alessandro, analizzando gli eletti uno ad uno e giungendo alla conclusione che le affermazioni del Cavaliere fossero destituite di fondamento.

Oggi cerchiamo però di vedere la questione da un punto di vista diverso, provando a capire da dove nasca la convinzione di Berlusconi; in altre parole facciamo l’avvocato del diavolo. Il tutto premettendo che la Corte svolge una funzione fondamentale di equilibrio e che siamo in sostanziale disaccordo con il concetto espresso dal Premier sul fatto che essa non si debba sostituire al Parlamento. Il punto è che il massimo organo giudiziario esiste per valutare la costituzionalità delle leggi e non può nè deve abdicare al suo compito.

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