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Visto da destra

Napolitano pensa che la priorità del nuovo governo sia dare la cittadinanza ai figli degli immigrati

pubblicato da Luca Landoni in: Giorgio Napolitano Visto da destra



Nuova discutibile dichiarazione del Presidente Giorgio Napolitano, che evidentemente dall’uscita di scena del vecchio governo e dopo aver fortemente voluto (anche giustamente) il nuovo esecutivo tecnico, si sente come liberato dalle catene. Dev’essere questo il motivo per cui il primo cittadino di colpo esterna alla Cossiga e chiede provvedimenti di vario genere; un comportamento non troppo consono alle consuetudini italiane per quanto attiene ai capi di stato.

Ma cos’ha chiesto Napolitano questa volta? Dopo aver giustamente sottolineato che finalmente con questo governo si potranno fare cose che i precedenti non si sono nemmeno sognati, ha perorato la causa dei bambini nati dagli immigrati.

«Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione»

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Indignados? Ok, ma la proposta dov'è?

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra



Ebbri di violenze e roboanti dichiarazioni sui danni subiti dalla città di Roma (ma vedrete che presto Alemanno batterà cassa e si sa chi pagherà tutto) proviamo ad analizzare il movimento degli Indignados per capire da dove nascono e soprattutto cosa vogliono.

I Black Bloc per ora invece lasciamoli perdere; si sa bene che sono cani sciolti e su di loro ci vorrebbe un trattato sociologico più che politico, dato che con la politica c’entrano poco.

C’è una situazione di disagio e crisi economica generalizzata in tutto l’occidente, e il malcontento nasce da chi è abituato a vivere con certe garanzie, che ora improvvisamente gli vengono sottratte. In parole povere l’Occidente ha vissuto alle spalle di Terzo Mondo e continenti emergenti per molto tempo, e si è potuto permettere di garantire posti fissi, sicurezze e molto altro. Ora invece di colpo fronteggia il rischio di bancarotta e non ci riesce più. Perché?

Perchè le potenze emergenti - Cina in primis, ma non solo - il mercato se lo stanno mangiando a poco a poco; o per dirla con altre parole, si stanno finalmente prendendo ciò che in fondo è loro di diritto. E che prima era nostro. E visto che le risorse nel complesso sono sempre quelle, tocca spartirle con gli altri, secondo un processo storico e ineluttabile e in fin dei conti anche giusto.

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Caso Milanese: votare sì all'arresto è cosa buona e giusta

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra


Domani è il giorno del voto su Marco Milanese, il deputato Pdl al centro di un’inchiesta, che rischia di finire dritto dritto a Poggioreale in caso di sì all’arresto da parte dei colleghi della camera. Il Pdl, manco a dirlo, è schierato per il no, La Lega è spaccata.

Da una parte c’è Maroni e la sua corrente - chiamiamola così, visto che di fatto lo è - che intenderebbe votare sì per coerenza col precedente voto per Papa e anche per seguire gli umori della base storicamente forcaiola del Carroccio; dall’altra parte Bossi che pur non nutrendo grande stima per l’uomo, ha fatto un discorso di realpolitik. Un do ut des con Berlusconi in cambio della salvezza del deputato.

Ma a me - e lo dico da destra che è altro, molto altro che essere berlusconiani - delle convenienze strategiche non frega niente. Alla possibilità di arresto di Milanese bisogna votare sì e basta, proprio come si fece per Papa. E come il Pd vergognosamente non fece per Tedesco, solo perché era uno dei suoi.

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Referendum 2011, quorum certo: soffia il vento di sinistra

pubblicato da Luca Landoni in: E basta Visto da destra

quorum raggiuntoInutile stare tanto a baloccarsi sulle 8 ore di voto di oggi; il 41% di affluenza con cui la consultazione refendaria ha chiuso la domenica dice che il quorum è assolutamente sicuro. Basti confrontarlo con le precedenti occasioni, in cui un 35 si è poi trasformato in un 52 e mezzo per capire come andrà a finire (probabilmente anche vicino al 60%).

Il fatto che si sia vicini attirerà infatti molta più gente del normale, e persino qualche fautore del no potrebbe decidere di recarsi ai seggi visto che l’astensione a questo punto è svuotata di ogni valore. Oddio, non che andare a votare contra la marea dei sì possa servire a qualcosa, ma qualcuno lo farà.

Come interpretare dunque il primo quorum raggiunto dopo 17 anni? Da una parte ha avuto sicuramente un suo ruolo l’incidente di Fukushima, senza il quale molti italiani sarebbero rimasti indifferenti a una materia come il nucleare di cui già capiscono poco. Dall’altra, inutile negarlo, c’è l’onda lunga del voto antiberlusconiano che impatta una volta di più, dopo la batosta delle amministrative.

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Santoro, Mentana e La 7: occhio all'effetto TeleKabul

pubblicato da Luca Landoni in: Mediaticamente Visto da destra


La notizia del giorno è indiscutibilmente il passaggio quasi certo di Michele Santoro dalla Rai a La 7. Ieri sera il tg dell’emittente ha aperto con la notizia, aggiugendovi immediatamente dopo un secondo servizio che la dice lunga su dove andrà a lavorare l’ex-presentatore di Annozero.

A questo si aggiunga l’attacco con tanto di titolo davvero eccessivo del Giornale, come anticipato dal nostro Paganini: “Già pronto un contratto con La 7 che diventa la nuova Telekabul”.

Ma proprio su questo vogliamo aprire una riflessione, dato che gli equilibri politici della tv italiana sono notevolmente influenzati da questo evento. La destra illuminata, che non coincide quasi mai con quella di governo, purtroppo, ha salutato con entusiasmo l’avvento di Enrico Mentana al tg de La 7, perché era garanzia di un notiziario equilibrato e finalmente scevro da condizionamenti di partito come quasi tutti gli altri.

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Berlusconi in confusione attacca i media: Pdl allo sbando

pubblicato da Luca Landoni in: Popolo delle Libertà PDL Visto da destra


È bene fare un attimo il punto sulla situazione Pdl dopo la catastrofe elettorale dello scorso weekend. Come abbiamo scritto, Berlusconi ha tentato una ristrutturazione del partito per rimettere in piedi la baracca, ma onestamente sta sbagliando tutto.

La scelta di affidare il segretariato ad Alfano è una follia. Prima di tutto leva dal ministero della Giustizia il titolare della riforma-bandiera del Pdl, che difficilmente andrà avanti con lo stesso vigore. Questo potrà essere un bene per chi la osteggia, ma dal punto di vista berlusconiano è un disastro. Poi sposta decisamente a sud l’asse del partito, favorendo la Lega, che già molti elettori del centrodestra del nord vedono come il baluardo difensivo della questione settentrionale.

Il terzo grosso problema è l’accantonamento di Tremonti, l’unico uomo - oltre all’attuale leader - capace di tenere insieme le due anime del Governo. Non a caso, la decisione pro-Alfano è stata preceduta da un fuoco di sbarramento di dichiarazioni anti-Giulio.

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Crisi di Governo: ora tocca alla Lega muoversi

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra Amministrative 2011


Dopo il disastro di ieri, in cui il centrodestra ha completato la debacle del primo turno perdendo praticamente ovunque, è tempo di riflessioni. Già la compagine governativa ha annunciato che terrà duro, ma se pensa di far finta di nulla non può che avere vita breve.

Il progetto di sostituire i fuoriusciti dell’Fli con i cosiddetti “responsabili”, un gruppo di peones che nemmeno la Palude di robespierriana memoria avrebbe riabilitato, è clamorosamente fallito; non dal punto di vista tecnico, che l’esecutivo in qualche modo lo tengono in piedi, ma negli occhi dell’opinione pubblica, che di questi giochetti da Prima Repubblica non ne può più.

Da mesi sostengo che bisognava andare subito a elezioni, invece che affrontare un lento logoramento, e ora potrebbe davvero essere troppo tardi. Purtuttavia non bisogna avere paura. È ora di avere coraggio e affrontare le proprie responsabilità. anche a costo di perdere, ché perdere dignitosamente è molto meglio che vincere con ogni mezzo.

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Centrodestra verso i ballottaggi: gli scenari possibili

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra Amministrative 2011


Ci avviamo ormai inesorabilmente verso i ballottaggi del weekend, e dopo una campagna elettorale al curaro sapremo di che morte dovremo morire nei prossimi mesi. Questo perché fatalmente le sorti del centrodestra al governo sono legate all’esito delle urne napoletane e milanesi, e ci perdoneranno gli elettori di tutte le altre località se li trascuriamo.

Solo Milano e Napoli contano, in questo momento, e l’onda che scaturirà dai risultati potrebbe travolgere o placare l’agitatissimo mare della politica italiana. Proviamo allora a ipotizzare i quattro scenari possibili e le conseguenze che potrebbero avere, invitando i lettori a fare altrettanto.

Moratti e Lettieri vincono.
Lo scenario più roseo per il centrodestra, ma francamente anche meno realistico visti i risultati del primo turno. Se davvero dovesse verificarsi, Berlusconi ne uscirebbe rafforzato e tirerebbe fuori vecchi cavalli di battaglia come “quando scendo in campo io si vince sempre” eccetera. Purtroppo sarebbe anche una scusa per ignorare il grido di dolore degli elettori che hanno mandato un chiaro segnale 10 giorni fa. Contro la Moratti, ma anche in parte contro un Lettieri visto come “il vecchio che avanza”.

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Letizia Moratti insiste: "Da giovane Pisapia frequentava terroristi"

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra Amministrative 2011

Torniamo un attimo sulla querelle Moratti-Pisapia per analizzare l’evolversi della situazione delle elezioni amministrative comunalli milanesi. Come noto il sindaco in carica ha atteso l’ultimo suo intervento durante un dibattito per accusare l’avversario di essere stato amnistiato per furto d’auto. Vero che l’amnistia non significa di per sè cancellazione dell’atto illegale; peccato che Pisapia avesse comunque fatto ricorso e fosse stato riconosciuto del tutto innocente.

Passo falso enorme della Moratti, dunque, che scorrettezza a parte, è incorsa in un errore strategico fondamentale. A meno che, come ben sottolineato da V., i sondaggi in sua mano fossero talmente negativi da cercare di alzare il livello dello scontro per recuperare terreno.

O forse, ipotesi ancor più plausibile, la Moratti teme l’astensione del popolo di centrodestra, che a Milano è nettamente maggioritario, e con questa clamorosa accusa intende svegliarlo e chiamarlo alle urne per evitare un secondo effetto Penati.

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Il ritorno di Scajola: riflessioni sul caso del ras di Imperia

pubblicato da Luca Landoni in: Impresentabili Visto da destra

Come avrete saputo dalle cronache della scorsa settimana, l’ex-ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola è stato scagionato dalle accuse relative alla dimora pagata da Anemone.

Si prepara quindi un rientro in grande stile del “ras di Imperia” nella vita politica italiana, dopo le sue dimissioni da ministro all’epoca per meglio difendersi dalle accuse, come disse. Scajola ha infatti in mano una corrente molto significativa del Pdl, e in realtà dietro le quinte è sempre rimasto attivo pur apparendo meno pubblicamente.

Tutto bene quindi? Proprio per niente. Infatti il fatto resta. Che siano state trovate o meno le prove che Scajola sapesse, rimane la questione di aver pagato una casa neanche la metà del suo valore (non credo viva su Marte, il nostro). Rimangono le frequentazioni pericolose, rimane l’inopportunità generale del suo comportamento.

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