Lampedusa: la Lega Nord, i rifugiati e le radici cristiane

lega nord sbarchi lampedusa

Ieri sera tornando a casa dal lavoro sentivo Radio24: alla Zanzara di Cruciani interveniva il Sen. Piergiorgio Stiffoni della Lega Nord. Il tema erano gli sbarchi a Lampedusa: comprensibilmente Cruciani sapeva di avere qualcuno che gli avrebbe regalato delle perle involontarie, e ci giocava come il gatto col topo.

Finché Stiffoni non è andato oltre le più rosee aspettative, spiegando che i rifugiati politici in fuga da un paese, la Tunisia, a pezzi, non se la passano poi male, sono griffati, hanno scarpe Nike e magliette Adidas. Poco importa siano imitazioni, il diritto di asilo quindi è in fondo una questione di brand: meglio uno sbarco no-logo.

Andrebbero distinti a vista per quello. Non mi credete? Ascoltate voi stessi e ricordate che quest'uomo è un Senatore. Ero in macchina in coda, e mi sono messo a pensare. La Lega Nord, al di là delle favole sui celti e la Padania, non era una forza cristiana, che ci teneva a quelle radici?

Eh, e l'accoglienza quindi? Vediamo.

Basta poco, aprire una ricerchina su Google semplice semplice: viene fuori un pdf da leganord.org che risale al 2008, tempo in cui si infiammava il dibattito sulle "radici cristiane"


Tra i valori fondanti dell’Europa, vi sono anche i riferimenti ai princìpi cristiani. (...) Storicamente l’uomo europeo si è sempre distinto nella sua etica comportamentale per un insieme di valori che hanno la loro fonte nel cristianesimo, nel comune sentire cristiano. La storia dell’Occidente e, quindi, dell’Europa, da sempre legata ai princìpi derivanti dalla cultura e dall’etica cristiana, ha mostrato la volontà di trovare sempre un punto d’incontro, di unione. E in questo la chiesa cattolica e il cristianesimo hanno sempre rappresentato uno strumento d’appoggio e di sostegno fondamentale.

E chiudendo, a scanso di equivoci con


La Lega Nord, pertanto, auspica che nel Trattato sull’Unione europea possa essere inserito un richiamo esplicito alle radici cristiane dell’Europa, e non come avvenuto con l’ultimo testo (Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007) in cui vi è solo una vago cenno nel Preambolo, “alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa […]”. Testo che, comunque, deve essere ancora ratificato dal nostro Paese. Febbraio 2008

Bene. Senza stare ad affrontare le leggere contraddizioni tra una posizione simile e il celebrare matrimoni celtici benedetti dalle acque del Po, vediamo cosa suggerisce il cristianesimo a riguardo.

Diciamo che potremmo partire proprio dalle basi, dall'ABC, dal Catechismo

« Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Al giovane che gli rivolge questa domanda, Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come «il solo Buono», come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene. Poi Gesù gli dice: «Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti ». Ed elenca al suo interlocutore i comandamenti che riguardano l'amore del prossimo: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Infine Gesù riassume questi comandamenti in una formulazione positiva: « Ama il prossimo tuo come te stesso» (Mt 19,16-19)

Ecco: il riassunto di tutti i comandamenti, "ama il prossimo tuo come te stesso", non "caccia il prossimo tuo fora da i bal". Ma sono sottigliezze che i fini teologi di via Bellerio avranno certamente già risolto.

Lungi da me stare anche solo lontanamente vicino alle posizioni del Vaticano su molti altri temi: ma sull'immigrazione trovo che Benedetto XVI abbia sempre sostenuto tesi condivisibili, come quelle che leggo sul Sole24Ore di qualche mese fa

«La Chiesa riconosce ad ogni uomo il diritto di emigrare, nel duplice aspetto di possibilità di uscire dal proprio paese e possibilità di entrare in un altro alla ricerca di migliori condizioni di vita». Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata dei migranti, ricordando però che, a loro volta, «gli stati hanno il diritto di regolare i flussi migratori e difendere le frontiere, sempre assicurando il rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana» e che gli immigrati stessi «hanno il dovere di integrarsi nel paese di accoglienza, rispettandone le leggi e l'identità nazionale». Il pontefice sottolinea comunque la necessità dell'accoglienza dei rifugiati, molti dei quali «sono spinti a partire da diverse forme di persecuzione, cosicchè la fuga diventa necessaria»

o anche su Zenit

, in un pezzo del 2006

Nel mese di gennaio Benedetto XVI pregherà in modo speciale “perché i cristiani sappiano accogliere con rispetto e carità i migranti, riconoscendo in ogni persona l'immagine di Dio”. (...) La preghiera del Papa è rivolta in particolare ai più di 200 milioni di persone “che oggi vivono e lavorano in un paese diverso da quello in cui sono nate, un segno dei tempi ed un fenomeno che trasforma interi paesi”. (...) Ai migranti aveva rivolto un appello accorato anche Benedetto XVI, durante l'Angelus dello scorso 5 giugno, auspicando loro “che incontrino sempre sul loro cammino volti amici e cuori accoglienti, capaci di sostenerli nelle difficoltà di ogni giorno”, ha ricordato il prelato (cfr. “Il Papa chiede di aiutare gli immigrati”, ZENIT, 5 giugno 2005).

Accogliere con rispetto e carità: non valutarli con un'occhiata superficiale in base agli abiti che indossano o insultarli in dialetto.

Nessuno ci vede qualche contraddizioncina? Elettorato cattolico, che magari hai votato centro destra all'ultimo giro, ci sei? Hai qualcosa da dire?

Foto | Flickr

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 14 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO