Il problema dei referendum in Italia è che agli italiani importano zero: l’ultimo quorum fu raggiunto l’undici giugno 1995, sedici anni fa. Speriamo che cambi qualcosa con i quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2011: per ora l’importante è spargere la voce, ed è quello che sta facendo il Popolo Viola.
Leggo su Viola Post
prima di una serie di mobilitazioni del popolo viola volte a sensibilizzare e informare la società civile, in vista dei referendum del 12 e 13 giugno. Sono già oltre 50 le città italiane che hanno aderito all’iniziativa e che organizzeranno, nelle loro piazze, banchetti informativi, volantinaggi, gazebo, flash mob, sit-in per mettere in atto una capillare opera di informazione, sui quattro quesiti referendari
Qui l’elenco delle città interessate alla mobilitazione del 16 giugno del Popolo Viola, c’è anche una pagina Facebook. Ricordiamo brevemente i quesiti, sui quali torneremo sopra in futuro leggendoli su Sìreferendum…
I primi due quesiti riguardano l’acqua: un referendum nato dal basso (mentre nucleare e legittimo impedimento nascono da una iniziativa dell’Italia dei Valori) tecnicamente, da iniziativa civica.
- I promotori spiegano così sul loro sito il primo quesito:
Finalità: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
- E in questa maniera il secondo quesito:
Finalità : fuori i profitti dall’acqua
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull’acqua.
- Il terzo quesito riguarda l’energia nucleare in Italia, già ampiamente ridiscussa dopo la tragedia di Fukushima: trovate tutte le informazioni sul sito del comitato per il Sì. Semplificando all’estremo: non volete le centrali? Votate sì. Qui l’appello di fermiamoilnucleare.it.
- Il quarto quesito invece riguarda il legittimo impedimento. Formulato in maniera estremamente sintetica:
* (Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale):
« Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”? »
Ancora, mettendola giù semplice: votate sì, niente legittimo impedimento.
variomatic
06 apr 2011 - 15:18 - #1il viola porta rogna
tigre2010
06 apr 2011 - 15:27 - #2Te dici, ma i rognosi non erano… quelli che andavano a minorenni?
ice
06 apr 2011 - 15:44 - #3assiteremo ad un ban totale delle materie interessate dai referendum dai media istituzionali
il governo ha troppa paura di una bocciatura su nucleare e privatizzazione dell’acqua
ieqi-tyrrell
06 apr 2011 - 18:14 - #4@ ice
Possiamo fare qualcosa.
Per esempio andare a votare ….. se vogliamo dare un futuro a nostri figli…. passiamo parola ad amici, conoscenti, parenti.
Frantis
06 apr 2011 - 18:56 - #5scusate, ma voi siete mai stati a una manifestazione del popolo viola?
Avete mai visto quale sia la tipologia dei presenti?
Gente che manderei a Lampedusa a dare assistenza agli immigrati, poi vorrei vedere se farebbero ancora i radicalschic!
berbeerre
06 apr 2011 - 20:07 - #6Che brutto disegno!!!
jkdjhj
06 apr 2011 - 20:15 - #7Pensate che legge abbiamo in Italia: le intercettazioni dicono chiaramente che Silvio sapeva che Ruby era minorenne e si stava muovendo per mettere a tacere il tutto ma essendo un parlamentare ed essendo intercettato, l’intercettazione non può essere usata come prova……….è come quello che essendo ricchione si sposa e fà 2 figli…..ma rimane ricchione! Questa cosa è tristissima.
variomatic
06 apr 2011 - 21:53 - #8peccato che berlusconi MAI sia stato con ruby, nessun reato, anzi, il reato lo commette la bocassini che sperpera soldi pubblici per fare lotta politica.
emanuele777
07 apr 2011 - 09:43 - #9coi volantini che preparano non troveranno mai chi li vota