La denuncia, ripresa oggi da La Stampa, è semplice quanto disarmante: il Governo ha autorizzato la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto de L’Aquila in deroga alle normative anti sismiche. Non si tratta di una barzelletta di quelle care al Premier, ma della scelta che riguarda le case danneggiate dal sisma, che potranno essere messe in sicurezza (diciamo così) ma senza dover rispettare al 100% i parametri anti sismici. Basterà un 60%.
Il motivo è semplice, almeno secondo la spiegazione del Commissario alla ricostruzione: l’adeguamento al 100% potrebbe diventare antieconomico per lo Stato, che è ovviamente chiamato a contribuire alla ricostruzione. Secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri con questa deroga si permette alle famiglie abruzzesi di riparare delle abitazioni senza che queste diventino resistenti ai terremoti, col rischio che una nuova scossa possa fare ancora danni agli stessi edifici ricostruiti.
Beffa nella beffa: le case che vengono demolite e poi ricostruite devono rispettare al 100% i parametri anti sismici. In pratica chi ha avuto la sfortuna di avere la casa distrutta sarà al sicuro negli anni a venire, gli altri vivranno nell’incertezza.
ice
07 apr 2011 - 12:22 - #1è normale che sia cosi
rendere 100% antisismico un edificio esistente è impossibile
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anche casa mia non è antisimica, è un edificio di inizio ‘900
rendelra antisismica sarebbe impossibile, bisognerebbe demolirla e rifarla da zero
questo è pero assai difficile quando come nei centri storici è impossibile definire dove finisce un edifico e inizia un altro e spesso le proprietà sono incastrate
a questo aggiungi che hai de vincoli estitic da amntere
insomma si puo fare per un museo, un palazzo ducale
un edifico molto grande con un unica proprietà che perderà il 20% di superficie abitabile
ma vai a proporre un intervento del genere a borghi con unità abitative da 60-80mq
se le stanze sono piccole poi la perdita in percentuale di superficie abitativa aumenta ulteirormente
se un appertamenteo da 80mq con tante stanze piccole e corridoi diventa di 40….forse il propierario non ci sta piu dentro e dovrebbe cmq abbandonarlo
tigre2010
07 apr 2011 - 12:29 - #2Ice, mi permetto di dire da tecnico che non tutti gli interventi sono così invasivi. Purtroppo costano…
ice
07 apr 2011 - 12:45 - #3imho a voler fare le cose fatte bene l’unica sarebbe
Lo Stato espropria tutti gli stabili danneggiate e mettando da parte gli importi a prezzi di mercato
Lo stato restruttura gli edifici espopriati riformulando la divisione in unità abitativa
le nuova unità abitative cosi costituite vengono rimesse in vendita
i cittadini possono usare i soldi dell’esporrio per ricomprare casa all’Aquila oppure altrove
è ovvio che dop o le restrutturazioni i mq totali sarano di meno
tigre2010
07 apr 2011 - 15:03 - #4Il problema di fondo penso sia un altro, la fattibilità dell’impresa dal punto di vista pubblico (ti assicuro che quando andrai a vendere dopo circa una decina d’anni minimo tra politici ed imprese che si spartiscono la torta). Poi un altro problema non da poco è il consolidamento statico di grossi immobili, tipo quelli del centro storico, metti le catene, consolida con il metodo cam… intervento lungo e costoso ma che si deve fare.
Poi pensa alle finiture, per esempio gli intonaci e le tinteggiature. Per una crepa sei costretto a fare tutta la tinteggiatura del locale. Oppure quando vai ad intervenire su intonaci di vecchia fattura, cadono solo a guardarli, quindi devi fare tutto il locale sia come intonaco che come tinteggiatura.
Ultimo problema non da poco è quello della buona ricostruzione. Se quando, per esempio, fai un un intervento che richiede la demolizione dell’intonaco trovi che i muri sottostanti negli angoli non sono incastrati, come ti comporti? Li lasci così perchè non ci sono i soldi o intervieni sapendo che andrai incontro a spese mostruose e non sostenibili solo da un proprietario? Pensa che in questo caso devi intervenire con il cuci e scuci anche su muri in comproprietà, obbure con ancoraggi chimici… fattibilissimo ma aumentano mostruosamente i costi.
E mi fermo così senza entrare in merito alla documentazione tecnica ed alle autorizzazioni degli enti…