Processo Abu Omar, sta arrivando il momento della verità?

Il processo Abu Omar sta entrando nel vivo: entro pochi giorni dovrebbero essere ascoltati come testimoni Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Proviamo a ricostruire la vicenda di Abu Omar, e in sintesi quella delle extraordinary renditions della CIA e di altri servizi segreti occidentali.

Abu Omar viene rapito a Milano il 17 Ottobre 2003, mentre è tenuto sotto controllo da parte della procura di Milano per presunte partecipazioni ad organizzazioni terroristiche. La CIA, in accordo con membri del SISMI avrebbe organizzato il tutto. Questo è quello che pensano i PM di Milano che hanno chiestro il rinvio a giudizio per un certo numero di agenti della CIA (compreso il capocentro di Roma e referente per l’Italia e il capocentro di Milano), per il Generale Nicolò Pollari, per Marco Mancini e per altri agenti del SISMI. L’accusa è quella di concorso in sequestro di persona, come spiega bene un articolo di Repubblica.

La vicenda di Abu Omar, che dopo il rapimento viene prima trasferito in Egitto, incarcerato, torturato e infine liberato dopo ventidue mesi di reclusione, si inserisce nel quadro più generale delle extraordinary renditions, vale a dire rapimenti e trasferimenti in prigioni di alcuni paesi (come la Polonia o l’Egitto) di persone sospettate di far parte di organizzazioni terroristiche, di fornire aiuti a gruppi terroristici, ecc. Ovviamente senza mandato da parte di un giudice, senza avvocati, senza garanzie, senza habeas corpus. Senza nulla. Ma, in compenso, i sequestrati erano e sono (?) interrogati anche con l'"aiuto" della tortura.

La storia delle extraordinary renditions e delle implicazioni politico-storiche che comportano è spiegata molto bene da Claudio Fava, europarlamentare del PSE, nel libro “Quei bravi ragazzi”. All'inizio del post trovate un video con un’intervista di Piero Ricca proprio a Claudio Fava, che ci illumina sul significato e sulla storia dei “voli segreti della CIA”:

Claudio Fava è stato relatore della commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo che ha lavorato per molti mesi nel tentativo di fare luce su questi avvenimenti. La relazione della commissione d’inchiesta è stata approvata nel Febbraio 2007 e contiene giudizi molto duri su alcuni governi europei, accusati di aver tenuto un atteggiamento connivente o comunque non ostile alla CIA e ai servizi segreti americani. Come ha scritto Fava sul proprio sito:

Sapevano i nostri governi? Alcuni governi sì, certamente. Sapevano quei governi che hanno deciso di inviare i loro agenti a interrogare a Guantánamo, in Siria, in Afghanistan le vittime delle renditions. Sapevano le ambasciate europee a Sarajevo cosa sarebbe accaduto agli algerini catturati e affidati agli americani contro l'ordine di scarcerazione dei tribunali locali. Sapevano i vertici del Sismi in Italia che la CIA preparava un sequestro di persona sul territorio italiano...
(tratto da questo post)

Per concludere, lasciamo la parola al Parlamento europeo, che, in una "Risoluzione sul presunto uso di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri", ha detto che:

riafferma la sua determinazione a lottare contro il terrorismo, ma sottolinea che tale lotta non può essere vinta sacrificando proprio quei principi che il terrorismo cerca di distruggere, e in particolare che la tutela dei diritti fondamentali non deve mai essere compromessa;
è convinto che la lotta contro il terrorismo debba essere condotta con mezzi legali e che questo nuovo tipo di guerra debba essere vinta nel rispetto del diritto internazionale e con un atteggiamento responsabile da parte dei governi e dell'opinione pubblica;

(tratto da qui)

Foto: sindesign da Flickr

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