
Pierlugi Concutelli è stato liberato sabato scorso ma solo ora la cosa è stata resa nota, probabilmente per timore delle reazioni (giustificatissime) dei familiari delle vittime e di tutti coloro che la stagione del terrore degli anni 70-80 l’hanno vissuta in prima persona.
Concutelli era uno dei capi di Ordine Nuovo, organizzazione terroristica di estrema destra macchiatasi di svariati delitti, il più clamoroso dei quali fu l’omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, reo di aver smantellato l’organizzazione stessa; dunque di aver fatto il proprio dovere, dal punto di vista di noi cittadini comuni.
Ma non finisce qui. I membri di Ordine Nuovo, e Concutelli in particolare, si sono anche ammazzati tra loro per punire eventuali delazioni, come accadde con lo strangolamento di Ermanno Buzzi e Carmine Palladino. Infine, ciliegina sulla torta, il nostro aveva già ottenuto un regime di semilibertà nel 2000, ma questo gli è stato revocato nel 2010 perché trovato in possesso di hashish.
E tuttavia sempre per problemi di salute, non è più tornato in carcere, ma si trovava agli arresti domiciliari in casa propria. Ora, 67enne, sarà libero di uscire, sia pur limitato da condizioni di salute non certo ottimali, vista l’ischemia cerebrale che lo ha colpito due anni fa.
Torniamo dunque su un vecchio discorso. Qui non è in discussione il perdono, che in fin di vita si può anche concedere a tutti, ma la pena, che deve essere certa e svincolata dal precedente concetto. Concutelli è un maledetto assassino, così come i suoi compari di sinistra ex-brigatisti e compagnia bella. Non ha alcuna importanza se le scelte di costoro siano state improntate a un qualche tipo di ideologia. Non è un’attenuante, questa, che possa porli su un gradino più alto rispetto ai delinquenti comuni.
Le loro vittime infatti sono morte comunque. E non parliamo di corrotti rappresentanti dello Stato, del sistema, o di qualunque cosa volessero combattere questi fanatici. No. Parliamo di gente che faceva il suo dovere, il suo lavoro, spesso anche per stipendi da fame, come i tanti poliziotti morti nella lotta al terrorismo rosso e nero.
Non c’è perdono in vita per chi si sia macchiato di questi delitti, come non c’è consolazione per i parenti delle vittime. Il fio va pagato fino in fondo e poi, in caso di pentimento sincero, possiamo perdonarli sul letto di morte. Non prima. Mai.
rief
20 apr 2011 - 10:04 - #1Pienamente d’accordo con l’articolo, è una vergogna.
billy-belial
20 apr 2011 - 10:08 - #2Maledetti giudici comunisti che liberano i terorristi fascis-no, aspe’…
aldebaran85
20 apr 2011 - 10:58 - #3l’insulto sono i parlamentari, il taglio della prescrizione, le mafie, le bugie del presidente del consiglio dei mini-ministri, le leggi ad personam, la bat-casa e la bat-sindaco ecc. … ma la colpa è sempre degli altri …
ciuppalabega
20 apr 2011 - 14:34 - #4no scusate….e tutti i commenti????
marla-singer
20 apr 2011 - 14:34 - #5Quando succedono certe ignominie, la colpa è di chi legifera o di chi applica la legge? Facile dare addosso ai giudici, se la legge dice X loro devono applicare X, punto!
Indovinate con chi bisognerbbe prendersela? Facile parlare con la pancia, vero Landoni?
aldebaran85
20 apr 2011 - 14:41 - #6trovo inammissibile aver cancellato certi commenti
perchè cancellate i commenti ma gli articoli no???
vorrei una motivazione valida dal moderatore
tuttinpiazza
20 apr 2011 - 15:18 - #767 anni, colpito da ischemia cerebrale, incapace di alimentarsi autonomamente. La sua condanna l’ha già scontata, la sua vita è finita, anche se biologicamente le sue cellule (non tutte) continuano a riprodursi. Obiettivo raggiunto, un pericoloso assassino è stato tolto di mezzo e gli è stato impedito di nuocere. un po’ di pietas, ora, non guasta, soprattutto se concorde con le leggi. Le chiacchiere sulla pena di morte e fesserie del genere vanno nella direzione del populismo leghista, che non porta da nessuna parte.
riporto un estratto da Repubblica dell’intervista al figlio del giudice Occorsio:
QUANDO arrivano notizie come quella della liberazione di Concutelli, nella mente si scatena un turbine di emozioni spesso difficilmente controllabili e che solo l’esperienza degli anni permette di affrontare. Una su tutte: il dolore, che si ripropone lancinante e intollerabile. E può sfociare nella rabbia. In una reazione altrettanto irrazionale come il comportamento che l’ha generata. Così succede che mio figlio, Vittorio come il nonno, 23 anni, si abbandoni sulla scia dello sconcerto ad espressioni improvvide e insensate, come addirittura l’invocazione della pena di morte per Concutelli. E invece proprio qui deve emergere la differenza fra chi è membro di una società civile, ed è orgoglioso di esserlo, e chi invece ha scelto di starne ai margini come i terroristi. E siccome Vittorio junior è un ragazzo sensato e che riflette sulle cose, ho ricominciato subito a spiegarglielo, perché nella nostra famiglia non devono esistere animosità e spirito di violenza. Occhio per occhio non è una regola, è l’opposto delle regole. Bisogna sempre impostare la risposta ai crimini anche più odiosi e assurdi entro i limiti della Costituzione, delle leggi, delle norme, che se fatte rispettare sono più che sufficienti a comminare punizioni giuste e mai eccessive, nulla che sappia di vendetta. Il tutto in un cammino di civiltà che non deve conoscere deviazioni.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/04/19/news/terrorismo-15128034/?ref=HREC2-11
nchomsky
20 apr 2011 - 21:06 - #8Si è fatto oltre 30 anni di carcere (quasi la metà del tipo veramente duro).
E’ giusto che ora benefici di questa libertà? per me no, ma se lo confronto con Pietro Maso un assassino ugualmente feroce ma per più futili motivi già fuori dopo poco più di dieci anni…per cui caro LL fai poco lo schifato che ha scoperto un abominio quando c’è più di “un maledetto assassino” che viene trattato anche meglio in meno tempo.
variomatic
21 apr 2011 - 06:16 - #9quelli comunisti li fanno scappare da subito…
borgotorto
22 apr 2011 - 10:13 - #10Ormai e’ ridotto ad’una larva pare non sia in grado di alimentarsi da solo:chiudiamo questa vicenda triste con misericordia da non credente faccio appello alla pietas!