Se avete tempo leggetevi l’editoriale di oggi firmato Peppino Caldarola sul Riformista, c’è un ottimo quadro della situazione attuale - tremenda - e soprattutto qualche nota sulla bizzarra proposta di riforma dell’Articolo 1 della Costituzione lanciata ieri da un Carneade pidiellino, Remigio Ceroni.
Una proposta che finirà nel nulla, certo, ma che è comunque un termometro dei tempi. Già il solo pensare di proporla, lo è. Che ci fa intuire che cosa sarà il berlusconismo, che cosa vuole diventare, a cosa mira e come stravolgerà ancora più nei prossimi anni la democrazia nel nostro Paese. Non è ancora un regime, ma e mio modo di vedere: gli piacerebbe tanto lo fosse.
Scrive Caldarola:
Anche da questa iniziativa parlamentare mi convinco sempre di più che questa egemonia berlusconiana, pur non riuscendo a essere regime sta declinando con la prepotenza suicida e rovinosa di una nuova Salò
Altro ottimo editoriale che vi consiglio di leggere per iniziare la giornata, quello di Michele Ainis sul Corriere:
D’altronde, proprio l’articolo 1, con questa folla di chirurghi plastici che sgomita attorno al suo capezzale, ne è la prova più eloquente. C’è per esempio la proposta - avanzata a turno da Segni e da Brunetta, dai radicali, dallo stesso Berlusconi - d’espellere il lavoro dai fondamenti della nostra convivenza. Parola comunista, dicono: meglio libertà. Anche se la libertà già alberga, come noce nel mallo, nella democrazia evocata dall’articolo 1. Non importa, costruiremo una democrazia al quadrato. E poi, libertà di chi? Del popolo, ovviamente. Sicché potremmo scrivere così: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Popolo della libertà»
Quello di Caldarola lo trovate in pdf per esempio nella rassegna del Ministero della Difesa, quello di Ainis più semplicemente in questa pagina del Corriere.
floop
21 apr 2011 - 10:33 - #1Siamo alla frutta! Anzi come dice un mio amico, siamo passati al WC
pigi
21 apr 2011 - 10:40 - #2Quello di Peppino Caldarola non è un commento. E’ solo un delirio che fa seguito a tanti deliri del personaggio, che dopo essersi buttato anima e corpo sul caso Ruby, ora continua. Ma non era il PCI il teorico della “centralità del parlamento”? Ora il personaggio si è convertito alla “centralità della magistratura”, visto che la sua parte politica non riesce ad avere la maggioranza in parlamento.
Alcune di Michele Ainis invece sono condivisibilli. E’ inutile un articolo del genere, come tante dichiarazioni di principio. Occorrono invece poteri concreti e il rispetto della costituzione vigente.
Per esempio, dove c’è scritto che il presidente della repubblica deve controllare il testo delle leggi prima che siano approvate dal parlamento? Dove c’è scritto che la corte costituzionale può ritagliare le leggi cambiandone il senso nel contrario? E che il CSM può riunirsi per criticare le leggi approvate dal parlamento?
Se il parlamento vuole sul serio riaffermare il suo potere deve fare solo una cosa: istituire l’impeachment, come negli Stati Uniti, perché gli enti pubblici deviati possono essere messi a posto solo destituendone i componenti.
smoth
21 apr 2011 - 11:00 - #3Destituire? Quindi @pigi, magari se il governo (ripeto sempre, sia di destra che di sinistra) vuole fare cavolate, nessuno lo deve controllare e fermare? allora questa sarebbe una dittatura.
L’articolo 1 della Costituzione Civile dice: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
E’ giusto che ci sia! Oppure come la vuoi cambiare?
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata …”? Spero non qualcosa di vago!
Mario Melis
21 apr 2011 - 11:45 - #4Ma possibiloe che dobbiamo leggere questi commenti del cavolo!!!
Contgnuate così che Berlusconi continuerà a vincere!!!
Mario Melis
tuttinpiazza
21 apr 2011 - 12:27 - #5faccio notare che “centralità del Parlamento” e “sovranità del Parlamento” sono due concetti profondamente diversi. In particolare il primo è compatibile con la Costituzione e con il buon senso, il secondo è l’ennesimo tentativo di “soft golpe” al quale ormai siamo assuefatti.
fabiopbannato
21 apr 2011 - 18:51 - #6Michele Ainis ha scritto un libro che consiglio a tutti:
La cura
veramente ottimo… magari polisblog potrebbe anche parlarne un po’ sarebbe una buona cosa
fvhrfhh
21 apr 2011 - 20:06 - #7La Costituzione della Repubblica Italiana
Principi fondamentali
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo delle libertà che la esercita nelle forme e nei limiti che ritiene opportuni.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili di Silvio, sia come singolo sia nelle formazioni economiche ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti gli elettori di Silvio hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà di Silvio e dei suoi sodali e impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i suoi parenti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e rimuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale delle società del capo.
Art. 5
La Repubblica, una e divisibile, disconosce e promuove le autonomie locali; non attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più minimo decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze del capo e della sua propaganda.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le concubine di Sivio.
Art.7
Silvio e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati da denari e favori reciproci. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, tanto non contano niente.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di ciò che dice il Vaticano.
Art. 9
La Repubblica si disinteressa dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il patrimonio storico e artistico di Silvio.
Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle necessità di Silvio .
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle necessità propagandistiche del capo.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche non può certo pretendere di venire a farlo in Italia.
Art. 11
L’Italia utilizza la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri vantaggi economici e politici; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, con il biscione nel mezzo.