Umberto Eco, con tutto il rispetto per l’intellettuale e il romanziere, quando entra nell’analisi politica, perde la brocca. Il semiologo, gran guru della sinistra “pura”, va a briglie sciolte sul Manifesto del quarantennale (Auguri!): “Sette italiani su dieci sono naturalmente berlusconiani, non vogliono pagare le tasse e vogliono andare a 150 all’ora in autostrada”. La soluzione del professore?: “Bisognerebbe educarli”.
Tagliamo corto, con una domanda semplice semplice: anche con i precedenti governi Prodi, D’Alema, Amato il 75% degli italiani non voleva pagare le tasse e voleva correre a 150 all’ora in autostrada?
Il dubbio che l’antiberlusconismo sic et simpliciter sia la migliore ancora di salvezza per Berlusconi, resta.
L’analisi di Eco contiene sprazzi di verità ma, oltre che schematica, è un errore politico. Perché? Perché è semplicemente snob, semplicistica, pericolosa: non ha fiducia negli italiani, né come individui, né come popolo, negando agli italiani la prospettiva di un recupero basato sulle proprie gambe mosse dalla propria testa. Non bisogna forse opporre al “pessimismo dell’intelligenza l’ottimismo della volontà”?
In quanto alla soluzione proposta, quella dell’educazione, altri, Stalin, Mussolini, Hitler, su su fino a Mao, Fidel Castro, Saddam e Gheddafi ecc, l’hanno applicata con fervore e disciplina. Non solo riguardo al popolo ignorante e ingordo ma anche agli intellettuali rompiscatole, prima eliminando i nemici e poi anche gli amici. Può la storia affermare la bontà di quella “rieducazione”?
Si calmi, professore! Anche perché lo sport nazionale del Belpaese è quello di predicare bene e razzolare male. D’altronde, rieducare un popolo, non vuol dire metterlo “sotto tutela” privandolo della libertà, bene supremo, specie per un intellettuale? Nessuno è perfetto: uno che se ne intendeva, Palmiro Togliatti, soleva dire che “anche nella criniera di un cavallo da corsa può nascondersi un pidocchio”.
Come fa Eco a non ricordare che, sempre, nei partiti comunisti “prima viene la politica poi l’interesse al caso umano? Un filo sottile, quindi, divide sempre gli intellettuali dagli intellettualismi. E’ anche vero che i poeti non accettano compromessi, anche quando sono immessi nella politica. Ma Gramsci, anche poeta e filosofo, esercitava soprattutto l’autocritica su se stesso, come intellettuale prima che come politico. Per lui, la politica era cosa degli uomini “in carne e ossa”, non esercitazioni da salotto, nè prediche dalla cattedra.
ventoacqua
28 apr 2011 - 18:10 - #1“non ha fiducia negli italiani, né come individui, né come popolo, negando agli italiai la prospettiva di un recupero basato sulle proprie gambe mosse dalla propria testa.”
Gli italiani non hanno fatto nulla per meritarsi questa fiducia, e hanno dimostrato più e più volte di non essere in grado di ‘recuperare con le loro gambe’.
Se siamo la barzelletta dell’occidente, un motivo ci sarà….
D-I-O
28 apr 2011 - 18:41 - #2Non c’è problema, inutile che Eco si sgoli, ancora un paio d’anni e cancelleremo per sempre tutto il rinascimento: il sud sarà ceduto alla libia in cambio di petrolio, il nordovest alla Francia in cambio di una villa sull’atollo di bikini per il premier (così, oltre ai bikini, troverà anche tante belle radiazioni nucleari con cui giocare), il nordest all’austria, per questioni storiche e vicinanza geocrafica… se la russia fosse stata più vicina avrebbe regalato il nordest a Putin… ma visti tutti gli stati che stanno nel mezzo….
D-I-O
28 apr 2011 - 18:49 - #3Gli animali si educano, i delinquenti si correggono cercandone il recupero. Questo bisognerebbe fare con l’elettorato Berlusconiano!!! “sette italiani su dieci sono naturalmente berlusconiani” fermo restando che approvo anch’io molte delle sue conclusioni, penso che neppure Berlusconi, oggi, oserebbe sperare in una percentuale del genere!!! In realtà 7 italiani su 10 vorrebbero correre ai 150 in autostrada, gli altri 3 vorrebbero andare oltre i 150… e 10 italiani su 10 vorrebbero pagare meno tasse o, a parità di tasse, vedere non sprecati i loro soldi ed avere in cambio servizi all’altezza.
Piuttosto vorei dire che 4 italiani su 10 non pagano le tasse e vanno oltre i 150 anche se questo è ILLEGALE e questa è la differenza tra un berlusconiano e un italiano.
Un italiano può desiderare quanto sopra e lo farebbe se fosse legale, un berlusconiano lo fa indipendentemente dal fatto che sia legale o no, se poi qualcuno gli fa notare che è illegale, allora si prende uno stuolo di avvocati e lo accusa di comunismo!!!
La cosa inquietante è che, nonostante la catastrofe economica del nostro paese, nonostante le figure meschine sul nucleare e le contraddizioni che contraddistinguono il personaggio, nonostante questo (al di là quindi dei suoi problemi giudiziari)… ancora 4 italiani su 10 lo voterebbero. Ecco, questo va capito.
E queste persone lo voterebbero anche se la sinistra facesse una campagna elettorale in cui promettono di abbassare le tasse e di alzare i limiti di velocità, perché con lui possono sempre puntare alla depenalizzazione del reato ed avere in più la soddisfazione di vedere gli altri che rispettano la legge
ArgiaSbolenfi
28 apr 2011 - 19:52 - #4Eco scrive letteralmente: “Per cambiarli ci vorrebbe un’azione più profonda, di persuasione ed educazione, e di vere proposte alternative”. L’autore del post dovrebbe spiegare il passaggio logico da queste parole, alla “rieducazione” di Stalin, Mussolini, Hitler & Co.
varlomatic
28 apr 2011 - 19:54 - #5Per rieducarli bisognerebbe battere con forza il manganello sul cranio fino al completo abbandono delle abitudini negative.
emanuele139
28 apr 2011 - 20:30 - #6Questo articolo e’ del tutto privo di senso:
1) Cosa centra la parte politica che esprime il Governo? Eco parla di italiani “berlusconizzati”, non di elettori di Berlusconi. E’ una questione culturale, non politica, che precede Berlusconi, che con lui ha raggiunto un apice mostruoso e che continuera’ molto dopo di lui.
2)L’educazione che propone Eco non e’ certo quella dei regimi totalitari, e mi sembra o sciocco o in mala fede chi afferma il contrario. L’educazione che lui propone e’ quella civica, che favorisca la rinascita di una cultura di cittadinanza che non veda lo Stato come un oppressore e le leggi come delle catene da spezzare non appena il secondino guarda dall’altra parte. Insomma, e’ la famosa “ora di educazione civica” che i professori di Storia e Filosofia dovrebbero tenere alle superiori, ma che poi non tengono mai.
Tonnino
28 apr 2011 - 20:50 - #7Eco ha ragione da vendere.
Poi, che la critica venga da un giornalista serio e con il difetto (secondo l’autore) di parteggiare per la sinistra è, checché ne dica l’autore, ugualmente legittima e legittimata dalla status quo.
caligola
28 apr 2011 - 20:52 - #8Il modo in cui ha posto la questione Eco per me equivale in tutto e per tutto a una semplificazione razzista di stampo nazista per cui (sintetizzando) è valido l’assunto “L’ITALIANO è LADRO”. Niente di diverso, a mio parere, che dire “L’EBREO E’ INFERIORE”.
Più che concentrarsi sul cittadino medio bisogna concentrarsi sulla società, visto che è quella che li forma. Il più grosso problema dell’Italia (tant’è che non se ne parla quasi se non di rado) sono le mafie. Acettate da chi ne è vittima e complice al sud come al nord. Radicate meglio di qualsiasi governo (e IN qualsiasi governo) passato presente e futuro. E’ un circolo vizioso per cui inevitabilmente la corruzione e le mafie assorbono enorme parte dell’economia e delle tasse del cittadino, facendo sì che questo riceva servizi non eccellenti (usiamo un eufemismo) e vada ricercando la “fuga” dalla legalità come via alternativa.
Mi rendo conto che anche questa sia una semplificazione di un meccanismo assai più complicato presente nella società italiana, ma il vero problema è che si autoalimenta ed è presente sempre, ovunque e a qualsiasi livello (guardate le iene il mercoledì sera e secondo me è un perfetto specchio della nostra società: corruzione da chi ruba le monete alla fontana di Treviri a chi fa finta di costruire uffici per il parlamento). Per cambiare le persone e il loro senso civico bisogna prima cambiare la società. Per fare un esempio semplicistico è inutile pretendere da un eschimese che smetta di nutrirsi di foca perché è una specie in via d’estinzione, se quella è l’unica sua fonte di sostentamento. Così come è stupido dall’alto della propria scrivania e supposta superiorità pretendere che la gente abbia senso civico e cultura della legalità se poi la società in cui vive non glielo permette.
caligola
28 apr 2011 - 20:57 - #9… posso capire che Eco possa aver fatto il ragionamento “per cambiare la società cambiamo l’individuo e il suo senso civico”. Ma la cosa non funziona così semplicemente. Bisogna avere prima una società più civile per pretendere un individuo civile. E questo si fa tramite VERE riforme e soprattutto una lotta alla corruzione e alla mafia che per ora è aliena all’Italia. Il fatto che sia utopico visto che ogni governo bene o male si ritroverà ugualmente corrotto e pachidermico, e ciò che mi fa pensare che la situazione italiana non possa migliorare nei prossimi 100 anni minimo (catastrofi naturali o guerre civili escluse).
variomatic
28 apr 2011 - 21:37 - #10noi siamo la maggioranza, voi no, si comanda dopo aver preso i voti, questa e’ la democrazia, rassegnatevi, non l’ avrete mai!
emanuele139
28 apr 2011 - 21:42 - #11@variomatic: Nel migliore dei casi, sfiorate il 40%. La maggioranza sono gli altri.
emanuele139
28 apr 2011 - 21:43 - #12@variomatic: E comunque, il tuo commento non e’ pertinente.
Therry (quello vero)
28 apr 2011 - 23:17 - #13Quotone al comento 3.
Eco non accetta il disinteresse di molti italiani verso una visione politica di sinistra.
Educare? Da chi che non accetto consigli o visioni da paranoici bigotti oramai giudici moralisti.
Eco, queste idiozie me le aspettereii da gentaglia alla Giovanardi.
Ovviamente, da cittadino 37enne consapevole del valore delle tasse se giuste e che a 150 kmh si viaggia benissimo (anche +), farò parte dei futuri astensionisti in quanto vedo solo catastrofi in una visione restrittiva sinistrosa od una visione pseudoliberale che non ha nulla, ovviamente lo dico da una posizione da impiegato che sono, come tanti.
stefano1966
29 apr 2011 - 00:36 - #14Per ogni giorno che passa.
Non so se preoccuparmi di questo Cav sempre più “individuale” nei suoi affari.
O se preoccuparmi di questa sinistra,intellighenzia (Eco) inclusa ogni giorno più moralista,bacchettona,similclericale (io il bene-tu il male).
Ora si è arrivati anche alla necessità della “rieducazione di massa” ommisignur……
In pratica giudicano “c.o.g.l.i.o.n.i” gli italiani,dopodichè,gli chiedono di cambiare voto,dal cav a loro.
io continuo a dire che a sinistra si sbaglia “il metodo di comunicazione”.
Non si da dei “c.o.gl.io.ni” a dei futuri appetibili elettori per conquistarli…ma è solo questione di mie idee.
Avete mai avuto a che fare con un venditore che vi ha fatto cambiare idea dicendo che avete comprato un prodotto che non andava.
Vi avrà detto che esisteva di meglio,non che siete stati stupidi nella scelta,no?
supercasulet
29 apr 2011 - 14:06 - #151 Bellissimo esempio di giornalista moderno, prendere un articolo o una dichiarazione, cavarne qualche parola e stravolgerne completamente il significato saltando i ragionamenti che portano all’uso di tali termini.
esempio:
Saviano (o qualcunque persona non belusconiana d’Italia al di là del credo politico)”lo scudo fiscale, per come è stato progettato e realizzato, è stato una manna per le mafie perchè ha permesso loro di ripulire, in maniera perfettamente legale, centinaia di milioni di euro”
giornalista x:” M come si permette questo mediocre scrittore comunista di chiamare mafioso il governo”
Questo sistema permette di eliminare completamente il merito del discorso e di concentrare tutta l’attenzione sul termine mafia trasformando un’osservazione “tecnica” in una diatriba politica.
2 Tornando al merito mi piacerebbe capire dove è che Eco sbaglia?
Non è forse vero che evadiamo il 25-30% di tasse?
Non è forse vero che violiamo continuamente il codice della strada?
Non è forse vero che trattiamo l’ambiente come un cassonetto?
Quando Eco parla di rieducazione ha perfettamente e tristemente ragione, questo paese deve essere educato a diventare una comunità e non un agglomerato di tribù, in cui si pensa anche al prossimo e non solo a se stessi.