
Due giorni dopo gli eventi, a freddo per così dire, sembra venuto il momento diaprire una seria riflessione sull’applauso che la platea bergamasca di Confindustria ha riservato all’amministratore delegato di Thyssen Krupp.
Su questo episodio si è poi scatenata la querelle Calderoli-Marcegaglia, con il ministro che ha parlato di Confindustria come di una “Cgil degli imprenditori” o aspirante tale.
«Ho trovato davvero fuori luogo l’applauso al dirigente della Thyssen visto che la sicurezza sul lavoro è un problema vero che interessa tutti i lavoratori e i cittadini. E poi ho trovato una certa arroganza professorale nell’intervento della leader di Confindustria, secondo uno stile, non rimpianto, che fu del suo predecessore Montezemolo, che quello stesso stile adesso vorrebbe portarlo in politica»
Ora, è evidente che quell’applauso era fuori luogo, ma cerchiamo di capire il perché si sia verificato, partendo proprio dal senso delle parole della Marcegaglia, quando ha parlato di sentenza (quella che ha condannato l’ad) che rischia di allontanare gli investimenti esteri dal nostro paese.
La ragione è che per la prima volta al mondo un’azienda viene condannata penalmente per omicidio volontario. Non vi sono precedenti di decisioni del genere ed esiste il fondato dubbio che si sia cercata una sentenza esemplare per via del clamore suscitato dal caso Thyssen. In altre parole, si sono usati due pesi e due misure, e molti altri casi similari ma meno noti hanno subito trattamenti diversi o addirittura hanno visto assoluzione o prescrizione delle imprese coinvolte.
A ciò si aggiunga che la Asl e tutti gli altri enti preposti ai controlli (per esempio i vigili del fuoco) sono corresponsabili della disgrazia, non avendo mai registrato anomalie nella sicurezza nei loro interventi sul posto. Eppure non sono stati condannati, o almeno non per ora. Nè mai lo saranno, probabilmente.
L’applauso era fuori luogo, ripetiamo, ma gli imprenditori soffrono un malessere evidente, una sorta di sindrome d’accerchiamento che ha delel ragion d’essere. Con tutto il rispetto per le vittime e i loro parenti.
pigi
11 mag 2011 - 10:51 - #1Le aziende non possono essere condannate penalmente, lo possono essere solo le persone fisiche.
Un amministratore delegato condannato per omicidio volontario a causa di un incidente è un’aberrazione che dimostra il livello infimo a cui è arrivata la nostra giustizia, che ormai ha assunto posizioni antagoniste e anti-sistema.
Una volta mettevano un cartello nell’azienda: quando fai qualcosa chiediti se è utile all’azienda. I nostri magistrati ormai stanno assumendo posizioni contrarie: quando fanno qualcosa danneggiano il nostro paese.
Un amministratore delegato di un’azienda estera condannato per omicidio volontario a causa di un incidente è una notizia che varca subito i nostri confini e ci addita come un paese da cui stare ben lontani.
Ma a loro, cosa gliene frega? Tanto lo stipendio non glielo tocca nessuno, Napolitano li difende qualunque cosa facciano (visto che anche il suo appannaggio non glielo tocca nessuno).
Rimangono gli altri italiani, che devono dividersi una torta sempre più piccola.
tigre2010
11 mag 2011 - 13:07 - #2Prima di tutto gli “imprenditori” non si farebbero scrupolo di incendiare degli operai se da questo potessero trarre un profitto!
Secondo ci sono delle regole che debbono essere rispettate, ed uno solo perchè si crede “imprenditore” non può pensare di poter fare quello che gli pare!
Terzo se uno è un bravo Imprenditore riesce benissimo a guadagnare rispettando i propri operai e impiegati, e non cercando le scappatoie all’italiana (mia moglie deve prendere n.2 tredicesime e n.2 salari, ma il suo bell’”imprenditore” scappa e dice bugie invece che affrontare la situazione. Ha due fabbriche in affitto ed una è inutilizzata, ha 10 operai e n.3 figli che fanno finta di lavorare, ma sono solo un peso tipo sanguisughe).
Prima di parlare delle regole, almeno i nostri cari “imprenditori” si degnassero di rispettare quelle che già ci sono!
jhsjk
11 mag 2011 - 14:23 - #3Un Amministratore Delegato che non installa un impianto antincendio adeguato alle lavorazioni eseguite solo perchè tra 1 anno l’impianto veniva spostato a Terni non è solo un incapace ma uno a cui bisognerebbe togliere per sempre la possibilità di poter nuocere. La Marcegaglia ha gli stabilimenti siderurgici più insicuri d’europa quindi cerca solo di portar acqua al suo mulino e quando parla di ”unicum” si riferisce all’amaro che beve dopo i pasti. Per quanto riguarda gli ”imprenditori” italiani stendiamo un velo pietoso….solo il 20% sono persone per bene, il resto sono evasori ed i dati del”evasione in Italia ne sono la triste conferma.
jhsjk
11 mag 2011 - 14:25 - #4Ah mi dimenticavo una cosa: la marcegaglia è proprio un gran Ce-sso!
greederr
11 mag 2011 - 14:38 - #5Dobbiamo decidere cosa preferiamo la vita o il lavoro! Gli industriali con il loro plauso rivendicano il uccidere in nome del profitto! Bene per la regola della reciprocità anche gli operai devono avere il diritto di uccidere i pardoni.
tigre2010
11 mag 2011 - 17:15 - #6Vedete, in Italia abbiamo una fissazione: incasinare le cose!
La normativa sulla sicurezza così come è pensata è solo ed unicamente dannosa.
Ma io non penso minimamente ad una sua cancellazione, come fanno gli ignoranti, ma solo ad una ottimizzazione.
Per esempio nel campo edile: si deve pagare un tecnico che fa la sicurezza in fase di progettazione, in fase di realizzazione, con sovrapposizioni con la DL e il committente…
Cavolacci, come esiste un capitolato di appalto generale, si faccia un capitolato generale per la sicurezza a cui riferirsi e diamo la responsabilità solo alla DL e al committente! Invece no, perchè sulla realizzazione di una casa bisogna farci mangiare un pò tutti, che portano voti ai politici di turno che non fanno altro che creare norme e contronorme che hanno come unico risultato l’aumento delle spese per il poveretto di turno che deve farsi la casa! Poi non vi dico gli uffici pubblici e le asl locali…
Perfetto
11 mag 2011 - 17:28 - #7Tranne Pigi che sembra il Nick name dell’A.D condannato della Tyssen gli altri hanno tutti ragione.
Gli imprenditori avranno motivo di lamentarsi quando rispetteranno le regole.
Il problema vero del paese sono i Politici.
Dobbiamo prima cambiare radicalmente la classe politica all’opposizione con persone competenti, oneste e al passo con i tempi.
Il resto verrà da sè….
L’Italia e gli Italiani sono un gran paese in mano a degli incapaci.
Spero nelle persone Oneste!!!!