Gianni Alemanno: (pro) gay. Voto + 8. No al patrocinio dell Gay Pride ma sì al sostegno di proposte contro la discriminazione sessuale e l’intolleranza. Questa la posizione del sindaco di Roma dopo l’incontro con le associazioni gay, lesbiche e trans. Alemanno: “E’ una manifestazione di identità con rivendicazioni non condivisibili come i matrimoni gay e le coppie di fatto. Ognuno ha il diritto di manifestare per tali rivendicazioni che però questa amministrazione non appoggia. Faremo un tavolo di coordinamento tra comune e associazioni per iniziative e assistenza contro ogni forma di discriminazione. L’impegno è difendere la libertà della persona che è sacra”. Posizione “coerente” e “corretta”.
Gianni Alemanno: (via) Almirante. Voto – 8. Il sindaco di Roma vuole intitolare strade della capitale ai leader di destra, di centro e di sinistra della prima Repubblica. Di vie dedicate a Togliatti, Berlinguer ce ne sono molte, qualcuna a Craxi, parecchie a Fanfani. Non mancano via Lenin, specie in Emilia, Toscana ecc. Ma ha suscitato scalpore la via da dedicare a Giorgio Almirante, ex capo del Msi, fin’ora tabù. Alla proposta, il sindaco ha ricevuto gli applausi del consiglio comunale capitolino. Poi l’opposizione ha gridato “Buffoni, buffoni” verso la presidenza. Il sindaco ha chiuso la seduta senza dare la parola all’opposizione. Da qui la protesta, guidata dal Pd. Di fatto Alemanno e il presidente Pomarici hanno impedito all’opposizione di parlare. Colpa del “gerarca” Almirante?