
Lui, come noto, non ha apprezzato. Ha detto che “è molto cattivo, è una mascalzonata, è maligno. Cerca di rivoltare la realtà facendomi parlare con persone che non ho mai conosciuto”. Ma il film è un vero e proprio capolavoro.
Il Divo, il lungometraggio su Giulio Andreotti, arriva domani nelle sale italiane dopo lo strepitoso successo riscosso a Cannes. Noi, lo abbiamo visto stamani in anteprima (assieme al Dr. Apocalypse di ‘Cineblog‘, potete leggere qui la sua recensione) e subito abbiamo capito che non è un semplice ritratto: il film di Sorrentino, infatti, non racconta solo una persona ma, un sistema di Potere.
In una scena puramente surreale Toni Servillo che interpreta egregiamente il senatore a vita, si lancia in un monologo a tratti inverosimile: “La nostra inconfessabile contraddizione è perpetuare il male per garantire il bene”. E ancora: “La verità no, è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo per una cosa giusta. Abbiamo un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch’io”.
Che Andreotti sia una figura enigmatica è risaputo: la battuta sempre pronta (“L’ironia – dice al confessore – è la migliore arma per non morire”), le notti insonni trascorse a passeggiare lungo via del Corso, in centro, a Roma così come la sua emicrania che lo costringe ad assumere aspirine quasi ad ogni ora. Ma “cinico no”, ha spiegato nei giorni scorsi a Goffredo De Marchis della Repubblica.
Eppure, dal film di Servillo ne esce proprio così: il suo motto sembra essere “il Potere per il Potere”. Quasi non ci crede quando, dopo aver pensato a lungo a come scalare il Quirinale (“Ho la coscienza di essere di statura media, ma se mi giro attorno non vedo giganti”), è costretto a incassare la sconfitta e applaudire l’elezione (nel ‘92) di Oscar Luigi Scalfaro. Dice di non avere programmi personali o aspirazioni ma non è vero.
Così come non è vero che lui con la mafia non c’entri. La Cassazione, infatti, nel 2004, in relazione all’accusa di associazione mafiosa, ha in sostanza confermato la sentenza di appello (del 2003), in cui si spiega che Andreotti “aveva commesso il reato di partecipazione all’associazione per delinquere fino alla primavera 1980” con “una autentica, stabile ed amichevole disponibilità verso i mafiosi”. Un reato, questo, c’è da dire, decaduto grazie alla prescrizione. Assolto, invece, a causa di insufficienza di prove per i fatti successivi alla primavera del 1980.
Ma gli spettri, sono tanti. Da Moro, al giornalista Mino Pecorelli, dall’eurodeputato della Dc Salvo Lima al generale Dalla Chiesa, dal commissario liquidatore della Banca privata italiana Giorgio Ambrosoli al presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, da Giovanni Falcone all’ex presidente dell’Eni Gabriele Cagliari, dal presidente dell’Enimont Raul Gardini al banchiere Michele Sindona. E’ un caso, chiede Eugenio Scalari nel film, che tutti i parenti delle vittime ce l’abbiano con lei? Delle due l’una, come sosteneva Montanelli: “o lei è il più grande scaltro d’Italia che riesce sempre a farla franca o è il più grande perseguitato del nostro Paese”. E, Andreotti-Servillo: “Io non credo al caso. Credo alla volontà di Dio”.
“A tutti i familiari delle vittime – è uno dei passaggi chiave del monologo/fiction – dico: sì, confesso è stata anche colpa mia, la destabilizzazione del paese, il terrore, lo stragismo per isolare gli estremi e rinforzare il centro, la Dc. L’hanno chiamata strategia della tensione ma era una strategia della sopravvivenza”. E lui, il Divo Giulio, il gobbo, la volpe, l’eternità, Belzebù, il sette volte presidente del consiglio, in realtà ce l’ha sempre fatta. Il medico di leva gli disse che aveva sei mesi di vita. “Anni dopo – racconta nel film - lo cercai per dirgli che ero sopravvissuto. Ma era morto lui. E’ andata sempre così”.
Su ‘Cineblog‘ foto e trailer del film!
ALASSIO
27 mag 2008 - 14:34 - #1e il bacio con Riina?
paolo.tari
27 mag 2008 - 14:38 - #2“La verità no, è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo per una cosa giusta. Abbiamo un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch’io” Beh non c’è miglior sintesi di Andreotti che questa frase rappresenta!
fc
27 mag 2008 - 14:44 - #3@ Alassio
si, c’è nel film! Andreotti è seduto su un divanetto, Riina arriva e lo guarda, lo fissa. Poi il senatore a vita si alza fa qualche passo e resta immobile. Riina avanza verso di lui e lo bacia.
L’autista del capo dei capi confessa tutto. Andreotti, naturalmente, nega e al magistrato dice una frase spettacolare che chiede sia messa a verbale: “tutti gli uomini - vado a memoria non prenderla alla lettera! - sono uguali, per carità … ma mi sento particolarmente offeso da un confronto con un uomo di mafia”.
Ewan J.
27 mag 2008 - 15:02 - #4deve essere un film stupendo
prot
27 mag 2008 - 15:03 - #5non c’entra con l’articolo ma c’entra con la libertà dell’informazione, per chi avesse ancora dubbi:
LETTERA A Petruccioli
«IN ONDA INSIEME A PARTITA È SCELTA ASSURDA»
Santoro protesta:
«Annozero in contemporanea con Italia-Belgio»
Il conduttore protesta contro lo spostamento al venerdì.
«Avevamo deciso di dedicare la serata al film “Il Divo”
segue
http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_27/santoro_protesta_rai_880c25a4-2be7-11dd-9d26-00144f02aabc.shtml
come si chiamano i paesi che attuano queste scelte?
...
27 mag 2008 - 17:28 - #6“Gomorra”, “Il Divo”..
Quanti altri film han cercato di raccontare dubbi, ancor più che verità, sull’Italia e la corsa al potere, con lo sfacio di un paese che non è mai stato tale.
Risultato?
Finito il film ognuno va via, qualcuno con impotenza, qualcuno come avesse visto “Cars”.
Tanto mamma Tv sa come consolarci.
E non è neanche colpa sua se, in fondo, i figli la seguono diligentemente.
Bel tentativo?
Bel film.
blablabla
27 mag 2008 - 18:40 - #7Già, le mitiche battute di Andreotti. Tipo quando, alla domanda perché non si fosse presentato funerale di Carlo Alberto dalla Chiesa, rispose: “Preferisco i battesimi ai funerali”.
Chico Mendez
27 mag 2008 - 22:22 - #8Ma non lo avevano già fatto quelli della disney il film su Andreotti? :)) addirittura il sequal :)
darioL
27 mag 2008 - 23:17 - #9http://www.danieleluttazzi.it/
se vi va c’è un commento(credo davvero condivisibile da TUTTI) di luttazzi sulla questione di andreotti
prot
28 mag 2008 - 05:09 - #10@dariol
denkiu
(era parecchio che non visitavo il blog di luttazzi)
va buo’ solita ”informazione” assoluzione per prescrizione
la potenza del ”gobbo di casa nostra”
ice
28 mag 2008 - 10:07 - #11l’allontanamento di luttazi è stato dai pu giustificato dal fatto che erano su tv pubblica (poi cacciati anche da quelle private……chiassa come mai…)
sulla tv pubblica cmq fanno vedere C4GAT3 come l’isola dei famosi o altro…
spero che in Italia ci siano piu persone interessate a sentire voci fuori dal coro come quella di Luttazzi o Grillo, piuttosto che lobotomizzati da GRande FRatello&Co……
anche perchè purtroppo l’0informazione dipende dalla pubblicità…e la pubblicità non la pago io, ma certe multinazionali…..
Adduso
29 mag 2008 - 22:15 - #12Non vorrei evidenziare fatti personali, ma ogni tanto è necessario portare prove concrete di ciò che si afferma, anche per non dare modo ai nostri “padroni politici-istituzionali” (’mafiosi’), di affermare che noi cittadini semplicemente divaghiamo oppure parliamo senza avere argomenti reali ma solo “paturnie” mentali.
Per questo qui di seguito riporto una pagina del mio piccolo sito personale e non per farmi pubblicità, bensì per farvi vedere con una prova concreta e documentata che in Italia esiste chiaramente una “organizzazione”
politico-istituzionale che decide cosa si deve e non si deve fare e, soprattutto, che ” alza le lance” contro chi denuncia la “politica mafiosa”.
http://www.adduso.altervista.o…..Parte1.htm
Un vecchio detto dice: “. per gli ‘amici’ la legge s’interpreta, per gli ‘altri’ si applica”.
Per “Il Divo” reale, il detto non ha fatto una grinza. Lo Stato è salvo !