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Referendum 12 e 13 giugno, tutti i quesiti e come votare

Pubblicato: 01 giu 2011 da V.

Commenti dei lettori

istruzioni voto referendum 2011 Manca poco al 12 e al 13 giugno, quando gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su quattro referendum molto importanti: acqua pubblica 1, acqua pubblica 2, energia nucleare e legittimo impedimento. Vediamo di analizzarli tutti in breve dopo il salto, mentre nei prossimi giorni li analizzeremo con cura uno per uno.

Per prima cosa però, vediamo orari e date delle votazioni: per i quattro quesiti si voterà il domenica 12 e lunedì 13 giugno, con esattamente gli stessi orari delle amministrative. Per cui domenica 12, dalle 8 alle 22, mentre lunedì 13 dalle 7 alle 15. Cosa serve per votare? Di quali documenti avete bisogno? Dovete avere 18 anni, per prima cosa. E poi? Cosa vi serve?

Gli stessi documenti che vi servono di solito: un documento di identità valido - non solo la carta di identità, anche altri sono validi come spiegavamo nella guida al voto di Polisblog - e la tessera elettorale. Nel caso abbiate qualche problema con questi documenti potete rivolgervi alla vostra anagrafe.

Per che cosa voteremo quindi? Iniziamo dai due referendum di iniziativa popolare per l’acqua. Li chiameremo acqua pubblica 1 e acqua pubblica 2. A che cosa servono? In sintesi, a evitare la privatizzazione di un prezioso bene comune. Hanno avuto un seguito enorme, e un supporto dal basso decisamente importante.

ACQUA PUBBLICA 1

Ecco il testo integrale del primo referendum sull’acqua - scheda di votazione di colore rosso - sul quale saremo chiamati a votare il 12 e 13 giugno. Avrà la seguente denominazione: “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”.

Il comitato promotore spiega così sul suo sito testo e finalità del primo quesito:

Finalità: fermare la privatizzazione dell’acqua

Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

ACQUA PUBBLICA 2

Anche il secondo quesito relativo all’acqua pubblica riguarda direttamente i profitti che si possono ricavare dal bene pubblico per eccellenza. Il referendum n. 2 (scheda di votazione di colore giallo) avrà la seguente denominazione: “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”.

Vediamolo nel dettaglio sempre sul sito dei promotori:

Finalità: fuori i profitti dall’acqua

Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull’acqua.

E questi due erano i referendum di iniziativa popolare. In sintesi, se volete che l’acqua resti pubblica votate sì.

NUCLEARE

Passiamo ora ai due referendum proposti dall’Italia dei Valori, su nucleare e legittimo impedimento. Di che si tratta? Partiamo dal nucleare. Proprio come con l’acqua pubblica, se non volete le centrali nucleari, mettete una croce sul sì. Leggiamo insieme il quesito.

Il referendum n. 3 (con scheda di votazione di colore grigio) avrà la seguente denominazione: “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”. Il testo completo è interminabile, potete leggerlo sulla Gazzetta Ufficiale. In ogni caso, leggo sul sito del comitato promotore

IL QUESITO
Il quesito referendario presentato per abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare” è lungo e articolato. Si tratta di una parte del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno.

Nella prima parte, recita:
«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti:
… seguono articoli e commi che si desidera abrogare.

Per documentarvi, un inizio possono essere le faq pubblicate sempre sul sito di Fermiamo il Nucleare. Ricordatevi anche qui il senso finale della questione: votate sì, niente nucleare - e norme abrogate - votato no, norme non abrogate, rimane il nucleare.

LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Infine il quarto quesito, proposto sempre dall’Italia dei Valori, sul legittimo impedimento. Un referendum che tocca da vicino il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come intuirete. Leggiamo di che si tratta nello specifico.

Il referendum n. 4 (con scheda di votazione di colore verde chiaro) avrà la seguente denominazione: “Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale”.

Il testo è questo

(Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale):

«Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”? »

Sintetizzate qui sotto le ragioni del Comitato per i quattro sì:

Perché bisogna votare sì al referendum per l’abolizione del legittimo impedimento?

Perché la legge è uguale per tutti, anche per Silvio Berlusconi. Quando smette di esserlo è segno che non c’è più democrazia. Perché se chi governa un paese è accusato di un crimine ha il diritto e il dovere di difendersi. Ma nel processo non dal processo. Perché se al governo c’è un mascalzone i cittadini devono saperlo subito. Non dopo che ha lasciato il governo, quando il danno è già stato fatto.Perché chi sta al governo deve fare leggi che servono al Paese e ai cittadini. Non a se stesso. Perché assumere cariche pubbliche è una responsabilità che impone comportamenti trasparenti. Non un privilegio che regala l’impunità ai potenti. Perché è una legge iniqua e ingiusta. Ma noi possiamo cancellarla.

Anche qui: votando sì, niente legittimo impedimento, votando no, tutto resta invariato.

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29 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di tooby

    tooby

    01 giu 2011 - 13:20 - #1
    -2 punti
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    Evvai con la disinformazione

    >Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

    Peccato che, se vince il sì, si applicheranno le norme europee che dicono la stessa cosa: gara pubblica per chi deve gestire l’acqua. Per cui i privati entreranno nell’acqua comunque come già fanno da una quindicina d’anni a meno che i comuni non li contrastino con una società pubblica (la norma che si vuole abrogare, infatti, al comma 6 se non ricordo male, afferma che l’acqua PUÒ (non deve) essere affidata ai privati). Se vince il sì, insomma, i privati entreranno con una legislazione addirittura più leggera.

    >Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull’acqua.

    Posto che i privati entreranno comunque, parteciperanno ai profitti. Se vince il sì, però, il profitto sull’acqua non entrerà in bolletta, sicché i privati potranno entrare e decidere di non investire perché non gli è più conveniente; continueranno a partecipare ai profitti, mentre gli investimenti saranno perlopiù a carico dei cittadini attraverso le tasse. Va inoltre aggiunto che il famoso 7% è stabilito da una legge non toccata dal referendum, ovvero il decreto ministeriale del 1 agosto 1996. Nessun cavallo di troia viene eliminato dal referendum.

    >In sintesi, se volete che l’acqua resti pubblica votate sì.

    La frase più vergognosa: l’acqua resterà pubblica in ogni caso, come stabilito dal codice civile e dalla legge Galli.

    Se democrazia = disinformazione, ridatemi il fascismo. Almeno allora i nemici da combattere chiamavano le cose col loro nome.

  • Profilo di Bactrocera

    Bactrocera

    01 giu 2011 - 13:23 - #2
    -3 punti
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    Vi stanno facendo il lavaggio del cervello sull’acqua, nessuno vuole o può privatizzarla, si tratta della gestione degli acquedotti !
    Questa è una delle pochissime leggi veramente liberali approvate dal parlamento negli ultimi anni, che SI PREFIGGE DI ABOLIRE IL MONOPOLIO PUBBLICO DELLA GESTIONE DEI SERVIZI IDRICI.
    Siete per il MONOPOLIO ? Allora andate a votare si.
    Se invece volete un regime di concorrenza, anche tra privati, che assicura costi inferiori, ingenti risparmi e servizi migliori, allora NON ANDATE A VOTARE.

  • Profilo di tooby

    tooby

    01 giu 2011 - 13:25 - #3
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    Bactrocera, anche la tua è disinformazione: la gestione dell’acqua è monopolio naturale, l’unica sacrosanta concorrenza avviene grazie alla gara ad evidenza pubblica (che verrà effettuata comunque a prescindere dal referendum).

  • DavideDae

    01 giu 2011 - 13:31 - #4
    0 punti
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    A votare CI SI VA, mal che vada NON SI METTONO LE CROCI sulle domande relative alla gestione dell’acqua.

    A nessuno venga in mente di non andare a votare per l’acqua, non votando così nemmeno per quella troiata del nucleare e quella cazzata del legittimo impedimento.

  • Profilo di Bactrocera

    Bactrocera

    01 giu 2011 - 13:31 - #5
    0 punti
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    tooby, se non ci sono i privati che competono, non c’è concorrenza, e senza concorrenza non ci possono essere gare di appalto.

  • Profilo di Bactrocera

    Bactrocera

    01 giu 2011 - 13:34 - #6
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    Il legittimo impedimento di fatto è stato parzialmente abrogato dalla corte costituzionale, la parte rimasta è un principio di buon senso, perché dice che se il presidente è impegnato in un consiglio di ministri o riunione internazionale, allora ha il diritto che gli venga rinviata l’udienza.

  • Profilo di tooby

    tooby

    01 giu 2011 - 13:38 - #7
    0 punti
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    DavideDae, informati: è possibile ritirare anche una, due o tre schede invece che tutt’e quattro.

    Bactrocera, vero, ma come ti ho già detto, fatta la gara, il monopolio resta.

  • Up ORIGINALE

    01 giu 2011 - 13:41 - #8
    2 punti
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    Si si certo il lavaggio del cervello infatti il comitato del SI non può nemmeno apparire in Tv meglio parlare di Zio Messeri vero Bactocera???Ancora scrivi???12-13 giugno il Governo fa kapput!!!!

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    01 giu 2011 - 13:41 - #9
    1 punto
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    Libera concorrenza non vuole dire per forza prezzi piu bassi e servizi migliori. Vedi le assicurazioni e le compagnie petrolifere.

  • Profilo di marco-dianti

    marco-dianti

    01 giu 2011 - 13:42 - #10
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    non è assolutamente vero che privatizzare significa ridurre gli sprechi: nei paesi in cui la gestione dell’acqua è stata privatizzata gli sprechi sono rimasti più o meno gli stessi. Questo perchè una spa si preoccupa di un rendimento a breve termine, è impossibile che “rifaccia” tutto l’impianto sperando di ammortizzare la spesa in chessò, 50 anni… (a meno che non aumenti esponenzialmente i prezzi ovviamente, ma è difficile che succeda)

  • Profilo di tooby

    tooby

    01 giu 2011 - 13:43 - #11
    1 punto
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    Quanto al legittimo impedimento, la norma, al momento, non è altro che una brutta copia di un principio che è già nel codice di procedura penale, senza contare che si autoabrogherà ad ottobre.

    Il SÌ, però, in questo caso, serve a stabilire un principio fondamentale, e cioè che simili leggi (intesa come quella non demolita dalla Consulta) non ne vogliamo più.

  • Profilo di tooby

    tooby

    01 giu 2011 - 13:54 - #12
    0 punti
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    _marco_, libera concorrenza = prezzi più bassi. I casi che citi, semplicemente, non lo sono (nel caso delle assicurazioni a causa di una legislazione di favore e di un’autorità di controllo che ha la spina dorsale di una lumaca; nel caso delle compagnie petrolifere, perché in realtà è un cartello - senza contare che ci sono le accise e le tasse sulle accise a far esplodere i prezzi)

    marco-dianti

    >Questo perchè una spa si preoccupa di un rendimento a breve termine

    A Milano l’acqua è gestita da una SpA pubblica e i prezzi sono i più bassi d’Italia (fonte: Altroconsumo). Poi la SpA può anche cercare il rendimento a breve termine, ma solo se la politica glielo permette: nelle SpA private mica ci sono solo i privati, ergo la politica è corresponsabile. Chi ci dice che la gestione in house sia migliore, a parità di classe politica? Nessuno, anzi, è meno trasparente, quindi i politici inetti potranno continuare a fare i propri comodi senza gli obblighi cui sarebbe sottoposta la SpA.

    (E lo ripeto: le SpA pubbliche potranno partecipare alle gare pubbliche che si terranno comunque vada il referendum, tutto dipenderà dalla politica e dalla sua fibra morale: se i vostri amministratori locali sono inetti o criminali, continuerete a pagare tanto per avere poco - con la differenza che se vince il referendum potrete andare in giro con la coscienza pulita mentre privati e politici feccia fanno i propri comodi).

    Ribadisco, avrei voluto vedere informazione vera, mentre qui si sta caricando di politica un voto importante, disinformando i cittadini, e questa non si chiama democrazia.

  • noi che non ce la facciamo più

    01 giu 2011 - 14:04 - #13
    1 punto
    Up Down

    Abrogare norme attraverso un referendum non serve a creare un vuoto legislativo, ma ad obbligare i legislatori a vararne di nuove che rispettino lo spirito referendario.
    Per cui, se l’indicazione dalle urne dovesse essere per il sì il parlamento italiano dovrà per forza adeguarsi varando nuove norme contro la privatizzazione. E di certo “di fronte alla volontà popolare” anche le “indicazioni” dall’Europa dovranno passare in secondo piano.

  • noi che non ce la facciamo più

    01 giu 2011 - 14:10 - #14
    2 punti
    Up Down

    Libera concorrenza prezzi più bassi una cippa! Guardate dove hanno privatizzato se per caso i prezzi si sono abbassati o sono saliti. A cominciare dalle Autostrade, nostro patrimonio regalato per un tozzo di pane ai Benetton. E gli esempi sono infiniti. Vedi bollette dell’acqua a Latina, ma anche a Parigi, dove l’acqua è tornata pubblica perché il privato aveva fatto moltiplicare i costi per il “suo profitto”

  • mario.

    01 giu 2011 - 15:07 - #15
    0 punti
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    Viste le privatizzazioni passate (Sip, Autostrade, Enel….), veri regali ai privati, io sono per le ri-nazionalizzare dei settori strategici.

  • Profilo di variomatic

    variomatic

    01 giu 2011 - 15:08 - #16
    -3 punti
    Up Down

    votera’ si e no il 30%

  • Profilo di anacleto57

    anacleto57

    01 giu 2011 - 15:20 - #17
    0 punti
    Up Down

    Siamo in una botte de fero, variomatic prevede il 30%, se ci prende come per i ballottaggi il referendum va alla grande wow!!!!!!!! speriamo continui a gufare, non mettetegli dei meno e lasciate che scriva tutto quello che vuole è la nostra arma vincente (a sua insaputa ihihihihih!), buona giornata a tutti.

  • Profilo di s4

    s4

    01 giu 2011 - 15:34 - #18
    1 punto
    Up Down

    ma davvero credete che il passaggio da un monopolio pubblico ad uno privato sia l’ideale? nn credete a quelle stupidaggini che vi dicono, un regime concorrenziale è irrealizzabile nel mercato della gestione dell’acqua (per ovvi motivi tecnici), chi dice la gara d’appalto è in grado di assicurare un regime concorrenziale non è a conoscenza delle condizioni necessarie per poterlo realizzare che sono:
    1 numerosità degli operatori
    2 perfetta informazione
    3 assenza di accordi tra gli operatori (cartelli)
    4 libertà di ingresso e di uscita dal mercato
    5 omogeneità dei beni

    con la privatizzazione dell’acqua nn tutte le condizioni si realizzano quindi niente concorrenza perfetta, passaggio da monopolio pubblico ad uno privato, il quale sarà interessato a realizzare profitti quindi prezzi + alti sveglia!!!!

  • Up ORIGINALE

    01 giu 2011 - 17:41 - #19
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    Ah perfino in Radio è vietato parlare del Referendum chiedere a Radio2 e Radio1

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    01 giu 2011 - 18:31 - #20
    2 punti
    Up Down

    X BACTROCERA
    Non conosci la verità: io abito a Roma con altri due familiari e pago circa 150 euro l’anno di acqua. Ho anche una piccola residenza in provincia di Latina, con l’acqua gestita da una azienda privata e pago, per un soggiornodi circa un mese mezzo l’anno, 350 euro circa. Evviva la cocorrenza! Ma fanni il piacere: TACI!

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    01 giu 2011 - 18:34 - #21
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    Up Down

    Ci sono ottime speranze per raggiungere il quorum nei referendum: VARIOMATIC, noto per non averne mai azzeccata una, ha previsto il 30% d’affluenza.

  • Maxolo da mò

    01 giu 2011 - 20:19 - #22
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    #16 apposta avete voluto evitare un election day, pensa che i costi (in milioni) per sto scherzo vanno mangiati anche dalle tue tasse.

  • Profilo di Bactrocera

    Bactrocera

    01 giu 2011 - 23:51 - #23
    0 punti
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    TRUFFA TRUFFA TRUFFA !!!
    La Cassazione ha deciso che i quesiti del referendum saranno i COMMI 1 e 8 dell’ ARTICOLO 5, modificati il 25 MAGGIO 2011. (scritti in grassetto sulla colonna di destra):
    http://www.leggioggi.it/allegati/il-decreto-legge-omnibus-342011-a-confronto-testo-originario-e-testo-risultante-dalla-conversione/
    Nessuno dei due parla di fare le centrali, ma di NON farle. La Cassazione prima decide di fare un referendum su delle leggi nuove per cui nessuno ha raccolto le firme, poi MENTE spudoratamente, infatti ecco il nuovo quesito scelto dai giudici: “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare“. FALSO !
    Il COMMA 1 modificato il 25 maggio dice: “…non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare…”
    Il COMMA 2: parla di sicurezza nella produzione di energia, necessità di strategia energetica nazionale, diversificazione, cambiamenti climatici. Senza mai citare la parola “nucleare”.
    Dunque comunque vada il referendum, il governo potrà decidere quello che vuole.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    02 giu 2011 - 00:46 - #24
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    #23 I tuoi padroni decidono già per te, cosa ti importa..?

  • noi che non ce la facciamo più

    02 giu 2011 - 09:36 - #25
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    Up Down

    Bactrocera, falso quanto i tuoi padroni, il comma mettilo per intero:

    ”al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”

    Capito? Non si procede non perché non si fa il nucleare, ma per acquisire “evidenze” scientifiche. Per poi dare anche il termine di un anno, in un altro comma, a queste ricerche, oltre il quale non solo si può procedere, ma si deve!

    Il referendum chiede di non fare il nucleare, le modifiche fatte dal governo non lo escludono. Questi sono i fatti. La parola TRUFFA riservala per quelli che idolatri.

    http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallitalia/referendum-il-12-e-13-giugno-si-votera-anche-sul-nucleare-1431.html

  • mely65

    02 giu 2011 - 18:11 - #26
    0 punti
    Up Down

    Condivido in toto quanto scritto nell’articolo, che ha spiegato in modo chiaro ed esauriente che cosa succede se vincono i sì oppure il contrario. Personalmente voterò SI’ a tutti e quattro i referendum.
    Ho purtroppo avuto modo di notare che c’è ancora gente convinta che le leggi si abroghino votando NO, quando invece è esattamente il contrario: è votando SI’ che abrogheremo le leggi sulla privatizzazione dell’acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento. Solo così l’acqua resterà pubblica (magari gestita dai comuni, ma sempre meglio che affidare la gestione a privati che aumenterebbero le tariffe a dismisura), non si costruiranno nuove centrali nucleari e, finalmente, Berlusconi potrà essere processato senza poter più accampare pretesti di vario genere …
    A questo proposito, si dovrebbe abolire in modo drastico e e definitivo qualunque forma di immunità che riguardi chi ci governa, dal Presidente della Repubblica fino all’ultimo dei parlamentari, e questo per fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti …

  • GLAXO

    03 giu 2011 - 00:04 - #27
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    Up Down

    Se uno non vuole il nucleare, dovrebbe sperare che vinca l’astensione o il NO, perchè il comma 1 dice espressamente che NON SI FANNO LE CENTRALI.
    Inoltre la cassazione ha commesso un abuso facendo votare per l’abolizione di norme approvate il 25-5 e per cui nessuno ha raccolto le firme.

  • eeee

    25 giu 2011 - 10:19 - #28
    0 punti
    Up Down

    viva il nucleare

  • eeee

    25 giu 2011 - 10:42 - #29
    0 punti
    Up Down

    viva il nucleare se non lo volete dovete spiegarmi voi come fare la corrente certo anchio prima privilegerei le fonti alternative come i pannelli solari che io personalmente ho.
    Ma solo le fonti alternative non possono sostenere cio che noi consumiamo come energia elettrica e con una sempre maggiore richiesta è impossibile non usare il nucleare.
    Pensate che il Italia il costo della corrente è tra i piu alti mi spiegava un amico che a Parigi il riscaldamento è tutto a corrente .
    Per gli incidenti a cernobil è stato un loro errore disattivando 4 sistemi di sicurezza mentre a fucuscima è stata colpa del maremoto di prorzioni che in italia non sono neanche immaginabili .
    Quindi vi chiedo pensateci a cio che ho detto e non vi chiedo di cambiare idea solo pensarci.
    tanti saluti eeeee