
Il voto per i referendum del 12 giugno ha risvegliato il dibattito intorno a questo, unico, istituto di democrazia diretta. In alcuni casi, come avvenuto ieri sul Giornale, si cerca di delegittimare preventivamente il referendum, col solo evidente scopo di salvare Berlusconi dalle conseguenze politiche del voto.
E proprio partendo dall’articolo di Franco Battaglia (di cui posso dire con soddisfazione di non condividere mai neppure una parola) vi propongo una riflessione. Nel suo pezzo Un voto antidemocratico. Ecco le prove Battaglia cerca di spiegare per quale ragione il referendum è un’arma contro la maggioranza degli italiani, uno strumento - immaginiamo comunista - per ribaltare la volontà popolare: affidandosi all’aritmetica l’autore sostiene che se 51 elettori su 100 vanno a votare (e quindi si ottiene il quorum) e di quei 51 solamente 26 votano sì, il referendum è valido e la legge abrogata. In questo modo, osserva aritmeticamente Battaglia, 26 persone decidono per 100; una minoranza decide per la maggioranza.
Tralasciando le osservazioni circa la strumentalità dell’attacco al referendum, sarebbe opportuno ricordare che questo stesso meccanismo vale per le elezioni e in modo particolare per le amministrative: nei ballottaggi appena conclusi non ha votato di certo il 100% degli elettori. Dunque il 55% di Pisapia o il 63% di De Magistris vanno calibrati sulla percentuale di elettori che si è recata al voto. Una ovvietà, ma che, in assenza di un regime militare che arresta i cittadini per impedirgli di andare al seggio, rientra nel gioco democratico. Se tu, elettore del Pdl, non hai interesse ad andare a votare per il tuo candidato, nessuno ti obbliga, ma questo non delegittima di certo le procedure elettorali.
Al contrario di quanto sostenuto da Battaglia, andrebbe anzi eliminato il quorum per i referendum:
Foto | Flickr
uno strumento di partecipazione di democrazia diretta deve poter valere a prescindere da quanti elettori partecipano. Una volta aumentato il numero delle firme richieste (per evitare di avere 10 referendum ogni anno) sarebbe più che ragionevole, per qualsiasi argomento ammissibile, puntare sui cittadini e sulla loro partecipazione attiva ai processi decisionali.
Magari i primi 3 o 4 referendum senza quorum potrebbero portare ad abrogazioni ardite, ma col tempo gli italiani entrerebbero nell’ottica che se non vai ad esprimere il tuo parere vince il parere degli altri, di quelli che invece di andare al mare sono andati a votare. In fondo anche la democrazia deve essere alimentata e chiede dei piccoli sacrifici.
Voi che ne dite, potrebbe funzionare?
tooby
03 giu 2011 - 11:19 - #1Un quorum serve per evitare che troppe poche persone decidano per tutti. Si potrebbe fare come in Germania, mi sembra: i sì devono superare i no e devono rappresentare almeno un quarto della popolazione chiamata al voto.
nemos
03 giu 2011 - 11:27 - #2Un quorum ridotto al 25% quindi.. potrebbe essere una soluzione!
remolo
03 giu 2011 - 11:30 - #3Quoto 1# e 2#
lorifragolina
03 giu 2011 - 11:35 - #4No, secondo me non sarebbe giusto, perchè (certo in un mondo perfetto dove la gente ha una coscienza, non dico di no) anche il non voto sarebbe l’espressione di una opinione: non condivido il quesito, non sono d’accordo che lo si porti alla consultazione. In un mondo perfetto ripeto eh, ma credo che sia giusto così.
remolo
03 giu 2011 - 11:47 - #5X Lorifragolina
Mi dispiace ma non sono d’accordo. Il non voto significa ” non potrebbe fregarmene di meno” !!! io vado a votare mentre il classico menefreghista di turno decide il mio futuro andando al mare! no, non è giusto, per tutte queste ragioni SOLO chi va a votare dovrebbe decidere, per chi non ci va so azzi suoi!
lorifragolina
03 giu 2011 - 11:51 - #6Infatti ho detto in un mondo perfetto, dove la gente ha una coscienza. So che siamo vittima della gente che se ne frega, ma se ricordi il referendum sulla procreazione assistita, i cattolici avevano una posizione precisa sull’astensionismo. Il legislatore però non dovrebbe essere condizionato dalla stupidità della gente. Se si togliesse il quorum si equiparerebbe il classico menefreghista di turno con la persona informata che non condivide il quesito, e che con l’astensione vuol dare il suo messaggio, il suo voto al pari di chi vota sì o no.
remolo
03 giu 2011 - 12:01 - #7” Il legislatore però non dovrebbe essere condizionato dalla stupidità della gente”
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Beh, i politici italiani sopravvivono grazie alla stupidità della gente… pensiamo a carlo giovanardi o rocco buttiglione!! Comunque l’astensionismo non colpirà mai il politico corrotto o corruttibile, anzi, il rischio è proprio quello di agevolarne la scalata al potere!! i nostri politici sono allergici alle dimissioni nonostante le gravi accuse che pendono sulle loro teste e secondo te come potrebbero rifiutare una poltroncina anche se dovessero presentarsi alle urne 500.000 elettori su 40.000.000???
rico
03 giu 2011 - 12:05 - #8eliminare il quorum in Italia potrebbe essere un ottimo incentivo, gli italiani vedrebbero il referendum come la solita partita di calcio dei si contro i no e sapendo che il risultato è valido comunque andrebbero a votare in massa.
remolo
03 giu 2011 - 12:07 - #9#8
Appunto! comincerebbero a muovere quel culo pigro che si ritrovano!! :))
rubik
03 giu 2011 - 12:21 - #10Beh, comunque con un 25% di quorum ci sarebbe la quasi sicurezza di superarlo e così la gente che voterebbe NO se ne preoccuperebbe e andrebbe a votare invece di fregarsene beatamente.
tigre2010
03 giu 2011 - 13:10 - #11L’idea di fondo è che il referendum sia per principio espressione del popolo, ora mettere delle regole per limitare l’espressione del popolo mi sembra alquanto controproducente! Il quorum andrebbe levato, ma poi chi non è d’accordo con nessuna delle due idee e le vede entrambi come dannose? Bisognerebbe istituire una forma giuridica per la scheda bianca: togli il quorum, tutti dovrebbero andare a votare e chi non è d’accordo ne con il si ne con il no, lascerebbe in bianco così che passi il messaggio che sarebbe meglio trovare una terza soluzione al problema! Così si tutela chi vuole votare e si tutela chi non condivide ne il si ne il no, fregandosene di chi per ignoranza, pigrizia o menefreghismo non va a votare!
folies
03 giu 2011 - 13:13 - #12Io non capisco.
Il quorum sui referendum è stato deciso dai padri costituenti ed è esplicitato in Costituzione. Perché una qualsiasi modifica alla costituzione viene vista come un problema (= apriti cielo) mentre una modifica di questo genere può essere proposta senza che nessuno si scandalizzi?
Bah…
ps ovviamente io NON sono per l’immobilismo costituzionale, ma certe discussioni e certi post me lo fanno venire…
iphone
03 giu 2011 - 14:14 - #13Partendo dal presupposto che io farei esprimere solo coloro che passano la soglia minima di QI (da determinare) e che, quindi, vorrei che i cittadini prendessero una patente per votare, dal mio punto di vista basterebbe anche un singolo voto in più per determinare la volontà del popolo.
Semplice: la maggioranza vince e chi non è andato a votare ha fatto male.
Che senso ha non votare?
francesco90
03 giu 2011 - 14:27 - #14@lorifragolina: se non condividi il quesito voti NO! il non voto non può essere espressione di un’opinione…
oggi chi è contrario al quesito invece di fare propaganda per il no la fa per l’astensione, perché sa che esiste una parte di elettorato che non può andare comunque a votare (anziani, malati, chi in viaggio o all’estero…) e una parte che non sa neanche che il referendum si svolge perché non informata…
e presupporre che tutti questi che non votano siano per il no non ha senso…
oggi chi non vota viene automaticamente considerato di parte, cioè favorevole al NO, mentre in realtà chi non vota è perché non vuole esprimere/non ha alcuna opinione, quindi sarebbe giustissimo che l’astensione venga considerata al pari di una scheda bianca o nulla, cioè abolire il quorum…
threepwood
03 giu 2011 - 15:11 - #15non sono minimamente d’accordo, il quorum è necessario perchè è l’essenza della democrazia. Dev’essere la MAGGIORANZA dell’elettorato ad esprimersi, altrimenti potrebbe passare qualsiasi referendum che interessa a pochi e che magari non sarebbe pubblicizzato proprio per fare in modo che passi sottotraccia…avete idea di cosa potrebbe accadere così? ci sarebbe una deriva autoritaria senza precedenti…
io al contrario sarei per introdurre il quorum pure per le normali consultazioni…
sandokan71
03 giu 2011 - 16:25 - #16Io sono per l’abrogazione del quorum.
Chi va a votare esprime il suo accordo o disaccordo, non ci sono dubbi.
Chi non va a votare non si sà perché l’abbia fatto, è un dato strumentale che non ha riscontri oggettivi sull’opinione del latitante.
Tanto più in una situazione dove l’informazione pilotata come oggi che non informa i cittadini, quindi se pincopallino non si presenta può essere per qualsiasi motivo ad esempio:
1) non lo sapeva che c’era il referendum
2) sa del referendum ma se ne frega per motivi suoi
3) è impossibilitato a votare anche se lo avrebbe fatto volentieri
4) ha litigato con la suocera, che è un’attivista della democrazia, e quindi per farle un dispetto non vota
5) pensa che tanto non cambia niente o che le cose importanti sono altre
6) altro
boh1
03 giu 2011 - 16:39 - #171) eliminazione quorum
2) “patente” per poter votare , con un breve e semplice esame nazionale da ripetersi ogni tot anni in comune, su conoscenze politiche ma pure linguistiche e logiche.
3) le elezioni e i referendum, sono un diritto un dovere ma pure una grandissima responsabilità.
Non si fa progettare una casa a un contadino..
non ci si fa operare da un fisico…
Così non c’è ragione che persone completamente disinteressate, incapaci di intendere e di volere o con facoltè intellettive assolutamente limitate possano scegliere il futuro del paese e dei nostri figli.
augustido83
03 giu 2011 - 17:15 - #18Questo Battaglia é semplicemente ridicolo!! Mentre voi, come la maggior parte delle volte, avete scritto davvero un bell’articolo!
Cmq non solo il quorum va abolito, e subito anche! Ma basti pensare che tt le elezioni, anche le piú importanti, hanno in media il 70% degli elettori…quindi c’é un buon 30% di elettori a cui nn importa nel modo piú assoluto di votare!
Quindi in conclusione basta che quel 20% decide di non decidere, ovvero di non andare a votare, e la frittata é fatta…quindi semmai il discorso é al netto contrario!!
ventoacqua
03 giu 2011 - 18:34 - #19Quando il quorum non è presente, gli elettori corrono alle urne, poichè sanno che l’astensione non servirà a nulla; se n’è avuta la prova con il Referendum Costituzionale del 2006.
Quindi via subito il quorum.
boh1
04 giu 2011 - 01:07 - #20ho letto il pezzo di Battaglia..sembra scritto da un bambino di 15 anni per la quantità di assurdità e teorie populiste senza senso..
1) blatera della minoranza che decide sulla maggioranza..allora anche le elezioni e tutto ciò che viene legiferato dal governo è frutto del volere di una minoranza su una maggioranza..berlusconi ha preso 13 milioni di voti..che diritto ha questo esile 25% di italiani di stabilire le sorti di tutti gli altri ?. e qui non stiamo nemmeno parlando di abrogare una o più leggi, ma proprio di gestire per intero il paese.
2) scrive ” L’errore che commette la nostra Costituzione è presumere che le leggi in vigore siano frutto di imposizione divina e non, piuttosto, espressione di una maggioranza che si è già espressa con le elezioni politiche ”
ma che sciocchezza, non c’è nessun errore anzi..la ragione , come è palese proprio in questi tempi, è che le elezioni politiche avvengono ogni tot. anni e considerando i programmi fumosi e le vicende sociali, internazionali , politiche che possono modificare o ribaltare la volontà democratica su singoli temi, il referendum viene incontro proprio a questa necessità.
…
ho smesso di leggere il pezzo fino a pagina 1 ..
Franco2bis
04 giu 2011 - 18:39 - #21“Una schiacciante minoranza - come solo quella di Di Pietro può essere - detterebbe legge sulla maggioranza. Lo trovate democratico?”
NOOOOO!
È molto più democratico il premio di maggioranza, dove un partito con il 37% dei voti (pari al 29% degli aventi diritto) si becca il 55% dei posti in parlamento.
E pensare che certa gente viene pure pagata per scrivere questa roba sui giornali….
Franco2bis
04 giu 2011 - 19:04 - #22“Siccome ci sforziamo di essere intellettualmente onesti, siamo disposti a convenire con chi obietterebbe che in questo modo i referendari sarebbero penalizzati dalla circostanza che v’è sempre una certa percentuale di elettori che, comunque, non va a votare e del cui non-voto si approprierebbero gli anti-referendari. Non è difficile introdurre un correttivo. Ecco un possibile modo: porre il quorum pari al numero di elettori alle ultime elezioni politiche; sarebbe un po’ come dire che hanno titolo ad esprimersi solo coloro che hanno avuto la responsabilità di andare al voto quando furono chiamati a votare per formare i Parlamenti. ”
E meno male che doveva essere intellettualmente onesto e bravo in aritmetica!
Alzando il quorum dal 50%+1 al 78% (affluenza alle ultime elezioni) si avvantaggerebbe ancora di più chi approfitta degli astensionisti.
Forse voleva dire che si deve togliere il quorum e porre la soglia minima del sì alla metà del 78% + 1, ma questa è solo l’interpretazione di uno che magari è meno bravo in aritmetica.