![]() |
“Pisapia non ha nessuna possibilità di vincere”.
Massimo Cacciari , 17 giugno 2010
|
|
Scopri perchè dopo il salto
La vittoria di Giuliano Pisapia ha smentito le profezie di molti: tra questi, non solo esponenti del centrodestra e comici/guru del M5S, ma anche vecchie glorie del centrosinistra anni ‘90 come Massimo Cacciari.
Il filosofo veneziano si è infatti specializzato da qualche anno nel dare “consigli” alla sua coalizione - con una sicumera che trova difficilmente eguali nella scena politica odierna. Un anno fa ad esempio, in un’intervista ad affaritaliani il Prof. Cacciari rispondeva così ad una domanda sull’avvocato milanese, allora soltanto candidato alle primarie del centrosinistra:
“E’ una persona stimabilissima, ma non ha nessuna possibilità di vincere (..) Non si può pensare di vincere a Milano con un candidato che è esplicitamente rappresentante di un settore della sinistra. Il personaggio è rispettabilissimo, ma non ha nessuna chance di farcela”.
Per la poltrona di sindaco di Milano Cacciari aveva infatti in mente qualcun altro - non proprio una new entry - come ci ricorda questo pezzo del Corriere del settembre 2010:
“Se ci fosse un’ uscita forte di Gabriele Albertini, sarebbe una validissima candidatura, ma oggi giorno diventa sempre più difficile sia per il centro sia per il centrosinistra”. Vecchio sogno, quello di Cacciari. Che ha trovato anche degli sbocchi ufficiali nei mesi scorsi, ma è stato bloccato sia per la difficoltà di un Pd che si presenta con l’ ex sindaco di centrodestra come candidato, sia dalla strada scelta dalla coalizione di centrosinistra: le primarie. Lo stesso Albertini ne ha parlato come di una strada impraticabile: «Sarebbe come se Berlusconi diventasse Papa». Ma Cacciari insiste: «Per vincere occorre un candidato di centro che funzioni anche per la sinistra»
Nei mesi seguenti, la realtà comincia però a contraddire le analisi e le previsioni del Prof. Cacciari. Pisapia vince le primarie e poi, inaspettatamente, si afferma su Letizia Moratti al primo turno, guadagnandosi il ballottaggio. Ma il filosofo veneziano non fa mea culpa, anzi, rilancia:
l’occasione è anche utile al filosofo per aprire una riflessione sul centrosinistra. In cui vede un’occasione che avrebbe potuto essere sfruttata meglio. «Con una strategia diversa – analizza – si sarebbe potuto vincere al primo turno». Il riferimento è a Gabriele Albertini candidato sostenuto da una grandissima coalizione, dal Pd sino al nuovo polo. E con una lista civica chiamata col suo nome. «Una squadra così, avrebbe significato la Waterloo del centrodestra». (..) Ma il discorso scivolo inevitabilmente sul partito democratico, che non deve pensare «di avere già vinto, bensì dovrà circondarsi di persone rassicuranti per i moderati, a cominciare da Tito Boeri». Oltre ad aprire un canale privilegiato con Manfredi Palmeri.
Nelle due settimane che separano il primo dal secondo turno, ancora bocconi amari per Cacciari: Pisapia non apre “canali privilegiati” nè si preoccupa di “rassicurare i moderati”. Semplicemente, continua con la sua campagna elettorale centrata sulla città. Nel frattempo, Albertini si schiera attivamente a favore della Moratti, arrivando a stampare manifesti che li ritraggono insieme.

Il ballottaggio della settimana scorsa incorona Pisapia sindaco di Milano, senza particolari difficoltà. A questo punto, se fossi stato il filosofo Cacciari, penso che mi sarei preso qualche settimana di vacanza per affinare le mie capacità analitiche delle tendenze politiche italiane. Il vero Cacciari, invece, non sembra sentire questo bisogno, tant’è vero che le agenzie traboccano in questi giorni di sue dichiarazioni.
Si tratta, come sempre, di consigli, buttati lì con grande sicurezza. Al neo-sindaco Pisapia, innanzitutto:
“Credo che abbia ragione Pisapia a volere una donna al suo fianco. Adesso non so chi abbia in squadra, ma ha ragione. Anche da questo punto di vista non ne ha sbagliata una a livello di immagine: sono sicuro che nominerà una donna come vicesindaco. (..) Spero sinceramente che metta Boeri alla Cultura. Potrebbe rappresentare una eccellenza all’interno della squadra di Pisapia”
Ma anche, ovviamente, a tutta la coalizione:
‘Il centrosinistra deve capire che vincere le amministrative non vuol dire avere gia’ in tasca le politiche. E siccome e’ a quello che bisogna puntare, occorre definire bene qual e’ la linea, la proposta di governo. E allargare al centro”.
Con un chiodo fisso: sì all’alleanza col terzo polo, no a coalizioni troppo sinistrorse.
‘Se il Pd intende fare un nuovo Ulivo, auguri… Che devo dire?’ Se pensano di sommare il moderato Pisapia con De Magistris e la coalizione di Napoli, non vinceranno da qui all’eternita”’
Ecco, se fossi Pisapia, o un dirigente qualsiasi del centrosinistra, mi guarderei bene dall’ascoltare i consigli di chi, come Cacciari, ha fatto il possibile e l’impossibile, per un anno, per ritrovarsi, all’indomani delle elezioni sul veritometro di polisblog, con la lancetta puntata sul rosso.
remolo
07 giu 2011 - 14:15 - #1Spero che il partito democratico possa spaccarsi definitivamente prima delle elezioni politiche ( anticipate o del 2013), con questa legge elettorale la corrente d’alemiana nominerà la mer4a da fornire a silvio berlusconi… Bersani ha ragione, niente ammucchiate, infatti metà PD deve andarsene a fare in c..o.
Franco2bis
07 giu 2011 - 19:07 - #2Cacciari è un secondo D’Alema.
borgotorto
08 giu 2011 - 19:07 - #3E’ vero Cacciaricome D’Alema un porta sfiga dalle previsioni sempre sbagliate per fortuna