Uno speciale di 14 pagine su The Economist tutto dedicato all’Italia e al suo premier: Silvio Berlusconi. Il titolo e la copertina lasciano spazio a pochi equivoci. “The man who screwed an entire country”, ovvero “L’uomo che si è fottuto un intero Paese”. In edicola lo troveremo domani, intanto sul sito si può leggere qualche anticipazione.
Se il titolo di apertura è quasi triviale, il pezzo è preciso e dettagliato: come da tradizione dell’Economist. Ho tradotto velocemente i primi paragrafi
Silvio Berlusconi ha di che sorridere. Nei suoi 74 anni ha creato un impero mediatico che ha fatto di lui il più ricco uomo d’Italia. Ha dominato la scena politica del Paese dal 1994 ed oggi è il primo ministro che è stato più giorni in carica dai tempi di Benito Mussolini. È sopravvissuto quando innumerevoli volte lo davano per finito. Ma malgrado i suoi successi personali, come leader politico è stato un disastro, sotto tre punti di vista.
Due sono ben noti. Il primo, è la fosca saga del “Bunga Bunga” e dei festini a base di sesso, uno dei quali ha portato al ben poco edificante spettacolo di un Primo Ministro che finisce in tribunale, accusato di aver pagato una minorenne per farci sesso. Il Rubygate non ha solo infangato Mr Berlusconi, ma il suo intero Paese.Per quanto vergognosi possano essere stati questi scandali sessuali, il loro impatto sulla performance politica di Berlusconi è stato decisamente limitato, per questo motivo il questo giornale li ha decisamente ignorati. Ma abbiamo denunciato a lungo il suo secondo fallimento: i suoi imbrogli finanziari.
Nel corso degli anni, è finito sotto processo più di una dozzina di volte per frode, falso in bilancio o corruzione. I suoi difensori affermano che non è mai stato condannato, ma ciò non corrisponde al vero. In molti casi ci sono state condanne, in seguito annullate con contorti procedimenti, prescrizioni, e in due casi perché Berlusconi ha cambiato le leggi. Per questo motivo questo giornale già nell’aprile del 2001 sosteneva che non fosse adatto a governare l’Italia.
Non abbiamo visto alcuna buona ragione di cambiare idea. Ma ora è chiaro che né gli scandali sessuali né la oscura storia del Berlusconi imprenditore saranno i motivi per i quali gli italiani considereranno Silvio Berlusconi, un malevolo incidente di percorso, un fallimento.
Molto peggiore dei due motivi precedenti è il terzo: il suo totale disinteresse per le condizioni economiche del suo Paese. forse distratto dalle sue noie legali, ha fallito per quasi nove anni da primo ministro in carica, non ha trovato un soluzione, né si è forse accorto della debolezza sul fronte economico dell’Italia. Come risultato, si lascerà alle spalle un Paese in ginocchio.
Continuate a leggerlo su The Economist, credo che se ne parlerà parecchio nelle prossime ore.
gatzpacho
09 giu 2011 - 18:48 - #1beh dice quello che mezza italia sa, e l’altra metà si rifiuta di credere
marla-singer
09 giu 2011 - 18:58 - #2Adesso, i leccacu*o di B, accuseranno L’Economist di essere un giornale bolscevico!
Cougar
09 giu 2011 - 19:14 - #3Un sentito grazie all’Economist, ma tanti di noi lo sapevano già da un bel pezzo.
Il problema è farlo capire anche agli altri…
psiconano
09 giu 2011 - 19:23 - #4manca il pezzo IMO più importante… capibile anche da un cerebroleso berluscones visto che si parla di cash in tasca…
“tra il 2000 e il 2010 la crescita media dell’Italia, misurata in Pil a prezzi costanti è stata pari ad appena lo 0,25% su base annua. Di tutti i Paesi del mondo, solo Haiti e Zimbabwe hanno fatto peggio”
basta o serve altro??
caligola
09 giu 2011 - 19:31 - #5Ma cosa dite? L’economist è edito da Pisapia, collaboro con Gad Lerner e assumerà presto Santoro. Sono dei comunisti!
Il problema è che gente come variomatic a queste cose ci crede davvero, ci sono persone che si sono fatte il lavaggio del cervello. Gente che non ribatte sui dati, ribatte su illogiche convinzioni. berlusconi non è di destra, Berlusconi è la rovina di questo paese, sotto quasliasi punto di vista (economico politico o morale)
frankdj
09 giu 2011 - 19:55 - #6Ci sono molti che non capiranno cosa realmente succede.
Sono quelli che hanno poca (o zero) dignità personale.
Quelli che usano la lingua per lucidarsi le scarpe: sai, l’allenamento…
tjnik72
09 giu 2011 - 20:41 - #7Ma io continuo a nn credere che esistano cosi’ tanti variomatic in Italia…;-)
remolo
09 giu 2011 - 20:52 - #8Mah, per curiosità ho appena visitato il sito del giornalaccio di Sallusti ( o Feltri?), posso assicurarvi che un ritardato mentale è decisamente più intelligente di chi commenta (i berluscones) le porcate scritte dai lecca lecca di silvio. Secondo parecchi utenti l’economist critica Silvio perchè tutti lo temono o più semplicemente credono nell’esistenza di un complotto della SINISTRA INTERNAZIONALE… questi sono fusi, completamente fuori di testa!!
Scoooooop
09 giu 2011 - 21:07 - #9La fortuna del Nano è stata la cacciata di Craxi, ha capito che gli Italiani, avevano SCHIFATO la sinistra, tutto quà, è stato solo CULO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
matyou
09 giu 2011 - 21:26 - #10attenzione ragazzi. non di tutto il paese…solo del 27 % (e ora saranno anche meno). la maggioranza degli italiani non lo ha mai voluto.
pigi
09 giu 2011 - 21:47 - #11L’Economist non è il vangelo.
A me pare che abbia sempre criticato ogni cosa che venisse dall’Italia, Prodi compreso.
Naturalmente quando veniva criticato Prodi, il centro-destra gongolava, ora che viene criticato Berlusconi, gongolano nel centro-sinistra. Siamo sempre rimasti quelli che chiamavano Carlo VIII a pigliare l’Italia con il gesso.
La Gran Bretagna con la crisi ha ricevuto una botta niente male, ed ormai è un paese senza apparato industriale proprio: vive solo di soldi altrui. E sono sempre meno.
La situazione attuale dell’Italia risente dell’attuale stasi della produzione automobilistica. C’è poco da girarci intorno: la produzione dell’auto, con tutto l’indotto, è vitale.
Ecco perché bisogna fare di tutto perché vengano prodotte di nuovo nel nostro paese tante automobili, ed isolare quelli che sono d’ostacolo.
gunny35
09 giu 2011 - 23:39 - #12Certo che se l’hanno capita perfino gli inglesi non ci stiamo facendo bella figura.
variomatic
10 giu 2011 - 08:29 - #13se preferite il fallimento di spagna e portogallo governati dalla sinistra…
il babbuino
10 giu 2011 - 08:53 - #14Ha detto bene matyou:non è la maggioranza degli italiani che l’ha voluto.Ma il 12 e 13 giugno la maggioranza degli italiani gli farà capire per sempre che è finita.
Altrimenti ci arrabbiamo.
jkchòp
10 giu 2011 - 09:21 - #15@pigi
”C’è poco da girarci intorno: la produzione dell’auto, con tutto l’indotto, è vitale.
Ecco perché bisogna fare di tutto perché vengano prodotte di nuovo nel nostro paese tante automobili, ed isolare quelli che sono d’ostacolo.”
Mi pare che tu dell’Italia abbia capito poco ed ancor meno della situazione economica. Smettila di dire ca-zza-te, i settori vitali di questo paese sono altri e non un unico settore industriale che vive di incentivi, contributi pubblici e cassa integrazione 12 mesi su 12.
zetaemme
21 giu 2011 - 15:38 - #16Ma non ci voleva l’Economist per aprire gli occhi: basta guardare la situazione dell’Italia, del suo PIL: la crisi ha investito tutta l’Europa, anzi è mondiale, ma gli altri paesi ne stanno venendo fuori (Germania, Francia ad es); l’Italia sta invece combattendo per togliere il primato alla Grecia. Non basta?