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Per The Economist, Berlusconi è "L'uomo che si è fottuto un intero Paese"

Pubblicato: 09 giu 2011 da V.

Commenti dei lettori

copertina economist berlusconiUno speciale di 14 pagine su The Economist tutto dedicato all’Italia e al suo premier: Silvio Berlusconi. Il titolo e la copertina lasciano spazio a pochi equivoci. “The man who screwed an entire country”, ovvero “L’uomo che si è fottuto un intero Paese”. In edicola lo troveremo domani, intanto sul sito si può leggere qualche anticipazione.

Se il titolo di apertura è quasi triviale, il pezzo è preciso e dettagliato: come da tradizione dell’Economist. Ho tradotto velocemente i primi paragrafi

Silvio Berlusconi ha di che sorridere. Nei suoi 74 anni ha creato un impero mediatico che ha fatto di lui il più ricco uomo d’Italia. Ha dominato la scena politica del Paese dal 1994 ed oggi è il primo ministro che è stato più giorni in carica dai tempi di Benito Mussolini. È sopravvissuto quando innumerevoli volte lo davano per finito. Ma malgrado i suoi successi personali, come leader politico è stato un disastro, sotto tre punti di vista.

Due sono ben noti. Il primo, è la fosca saga del “Bunga Bunga” e dei festini a base di sesso, uno dei quali ha portato al ben poco edificante spettacolo di un Primo Ministro che finisce in tribunale, accusato di aver pagato una minorenne per farci sesso. Il Rubygate non ha solo infangato Mr Berlusconi, ma il suo intero Paese.

Per quanto vergognosi possano essere stati questi scandali sessuali, il loro impatto sulla performance politica di Berlusconi è stato decisamente limitato, per questo motivo il questo giornale li ha decisamente ignorati. Ma abbiamo denunciato a lungo il suo secondo fallimento: i suoi imbrogli finanziari.

Nel corso degli anni, è finito sotto processo più di una dozzina di volte per frode, falso in bilancio o corruzione. I suoi difensori affermano che non è mai stato condannato, ma ciò non corrisponde al vero. In molti casi ci sono state condanne, in seguito annullate con contorti procedimenti, prescrizioni, e in due casi perché Berlusconi ha cambiato le leggi. Per questo motivo questo giornale già nell’aprile del 2001 sosteneva che non fosse adatto a governare l’Italia.

Non abbiamo visto alcuna buona ragione di cambiare idea. Ma ora è chiaro che né gli scandali sessuali né la oscura storia del Berlusconi imprenditore saranno i motivi per i quali gli italiani considereranno Silvio Berlusconi, un malevolo incidente di percorso, un fallimento.

Molto peggiore dei due motivi precedenti è il terzo: il suo totale disinteresse per le condizioni economiche del suo Paese. forse distratto dalle sue noie legali, ha fallito per quasi nove anni da primo ministro in carica, non ha trovato un soluzione, né si è forse accorto della debolezza sul fronte economico dell’Italia. Come risultato, si lascerà alle spalle un Paese in ginocchio.

Continuate a leggerlo su The Economist, credo che se ne parlerà parecchio nelle prossime ore.

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gatzpacho

    gatzpacho

    09 giu 2011 - 18:48 - #1
    5 punti
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    beh dice quello che mezza italia sa, e l’altra metà si rifiuta di credere

  • Profilo di marla-singer

    marla-singer

    09 giu 2011 - 18:58 - #2
    2 punti
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    Adesso, i leccacu*o di B, accuseranno L’Economist di essere un giornale bolscevico!

  • Cougar

    09 giu 2011 - 19:14 - #3
    2 punti
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    Un sentito grazie all’Economist, ma tanti di noi lo sapevano già da un bel pezzo.
    Il problema è farlo capire anche agli altri…

  • psiconano

    09 giu 2011 - 19:23 - #4
    3 punti
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    manca il pezzo IMO più importante… capibile anche da un cerebroleso berluscones visto che si parla di cash in tasca…

    “tra il 2000 e il 2010 la crescita media dell’Italia, misurata in Pil a prezzi costanti è stata pari ad appena lo 0,25% su base annua. Di tutti i Paesi del mondo, solo Haiti e Zimbabwe hanno fatto peggio”

    basta o serve altro??

  • Profilo di caligola

    caligola

    09 giu 2011 - 19:31 - #5
    2 punti
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    Ma cosa dite? L’economist è edito da Pisapia, collaboro con Gad Lerner e assumerà presto Santoro. Sono dei comunisti!

    Il problema è che gente come variomatic a queste cose ci crede davvero, ci sono persone che si sono fatte il lavaggio del cervello. Gente che non ribatte sui dati, ribatte su illogiche convinzioni. berlusconi non è di destra, Berlusconi è la rovina di questo paese, sotto quasliasi punto di vista (economico politico o morale)

  • Profilo di frankdj

    frankdj

    09 giu 2011 - 19:55 - #6
    1 punto
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    Ci sono molti che non capiranno cosa realmente succede.
    Sono quelli che hanno poca (o zero) dignità personale.
    Quelli che usano la lingua per lucidarsi le scarpe: sai, l’allenamento…

  • Profilo di tjnik72

    tjnik72

    09 giu 2011 - 20:41 - #7
    0 punti
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    Ma io continuo a nn credere che esistano cosi’ tanti variomatic in Italia…;-)

  • Profilo di remolo

    remolo

    09 giu 2011 - 20:52 - #8
    0 punti
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    Mah, per curiosità ho appena visitato il sito del giornalaccio di Sallusti ( o Feltri?), posso assicurarvi che un ritardato mentale è decisamente più intelligente di chi commenta (i berluscones) le porcate scritte dai lecca lecca di silvio. Secondo parecchi utenti l’economist critica Silvio perchè tutti lo temono o più semplicemente credono nell’esistenza di un complotto della SINISTRA INTERNAZIONALE… questi sono fusi, completamente fuori di testa!!

  • Scoooooop

    09 giu 2011 - 21:07 - #9
    -1 punto
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    La fortuna del Nano è stata la cacciata di Craxi, ha capito che gli Italiani, avevano SCHIFATO la sinistra, tutto quà, è stato solo CULO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di matyou

    matyou

    09 giu 2011 - 21:26 - #10
    1 punto
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    attenzione ragazzi. non di tutto il paese…solo del 27 % (e ora saranno anche meno). la maggioranza degli italiani non lo ha mai voluto.

  • Profilo di pigi

    pigi

    09 giu 2011 - 21:47 - #11
    -1 punto
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    L’Economist non è il vangelo.
    A me pare che abbia sempre criticato ogni cosa che venisse dall’Italia, Prodi compreso.
    Naturalmente quando veniva criticato Prodi, il centro-destra gongolava, ora che viene criticato Berlusconi, gongolano nel centro-sinistra. Siamo sempre rimasti quelli che chiamavano Carlo VIII a pigliare l’Italia con il gesso.
    La Gran Bretagna con la crisi ha ricevuto una botta niente male, ed ormai è un paese senza apparato industriale proprio: vive solo di soldi altrui. E sono sempre meno.
    La situazione attuale dell’Italia risente dell’attuale stasi della produzione automobilistica. C’è poco da girarci intorno: la produzione dell’auto, con tutto l’indotto, è vitale.
    Ecco perché bisogna fare di tutto perché vengano prodotte di nuovo nel nostro paese tante automobili, ed isolare quelli che sono d’ostacolo.

  • Profilo di gunny35

    gunny35

    09 giu 2011 - 23:39 - #12
    0 punti
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    Certo che se l’hanno capita perfino gli inglesi non ci stiamo facendo bella figura.

  • Profilo di variomatic

    variomatic

    10 giu 2011 - 08:29 - #13
    -1 punto
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    se preferite il fallimento di spagna e portogallo governati dalla sinistra…

  • il babbuino

    10 giu 2011 - 08:53 - #14
    0 punti
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    Ha detto bene matyou:non è la maggioranza degli italiani che l’ha voluto.Ma il 12 e 13 giugno la maggioranza degli italiani gli farà capire per sempre che è finita.
    Altrimenti ci arrabbiamo.

  • jkchòp

    10 giu 2011 - 09:21 - #15
    0 punti
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    @pigi
    ”C’è poco da girarci intorno: la produzione dell’auto, con tutto l’indotto, è vitale.
    Ecco perché bisogna fare di tutto perché vengano prodotte di nuovo nel nostro paese tante automobili, ed isolare quelli che sono d’ostacolo.”

    Mi pare che tu dell’Italia abbia capito poco ed ancor meno della situazione economica. Smettila di dire ca-zza-te, i settori vitali di questo paese sono altri e non un unico settore industriale che vive di incentivi, contributi pubblici e cassa integrazione 12 mesi su 12.

  • zetaemme

    21 giu 2011 - 15:38 - #16
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    Ma non ci voleva l’Economist per aprire gli occhi: basta guardare la situazione dell’Italia, del suo PIL: la crisi ha investito tutta l’Europa, anzi è mondiale, ma gli altri paesi ne stanno venendo fuori (Germania, Francia ad es); l’Italia sta invece combattendo per togliere il primato alla Grecia. Non basta?