Il quorum è stato raggiunto, ma che fine farà il referendum in Italia?


I referendum del 12 e 13 Giugno 2011 rappresenteranno una svolta per la politica italiana. Sembra anche scontato dirlo, ma sarà così. Partiamo dalle cifre: come ricorda Termometro Politico, la mobilitazione dei giovani e delle persone con un alto livello di istruzione ha contribuito al raggiungimento del quorum. Altro elemento, portato alla nostra attenzione da Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore: il quorum è stato raggiunto anche grazie ai risultati delle regioni del Nord (Lombardia e Veneto comprese) e grazie al contributo di molti elettori del centrodestra.

Non bisogna però fare l'errore di considerare l'istituto referendario definitivamente risorto dalla tomba in cui troppe consultazioni e troppa poca voglia di partecipazione l'avevano sepolto da ormai molti anni. Qualche data (e qualche dato) per rinfrescarci le idee.

Il primo referendum in Italia si svolge nel 1946, il famoso Monarchia-Repubblica. Vince, tra molte polemiche, la Repubblica (qui una voce di Wikipedia per i più curiosi). Votarono circa 25 milioni su 29 aventi diritto, quasi il 90%. Sono cifre che non devono stupire, per molti anni la partecipazione elettorale nel Belpaese sfiora il 90%, e il generale, fino ad anni recenti, tocca valori molto alti. Dopo il salto, Divorzio, Aborto e i tonfi degli anni '90 e 2000.

Dicevamo del Referendum sul divorzio: 1974, Dc e Msi sconfitti, vanno alle urne l'87,7% degli aventi diritto (33 milioni circa su 37,5). Poi, tra gli altri, aborto (1981), i votanti sono 34 milioni su 43 aventi diritto, circa l'80%. Possiamo passare al più noto referendum del 1991, l'invito balneare di Craxi e la resurrezione del quorum che un anno prima, in occasione di un'altra consultazione, non era stato raggiunto. Nel 1991 la partecipazione al voto è pari al 62% circa, 29,5 milioni su 43.

Dal 1997 in poi, esclusi i referendum che non avevano bisogno di raggiungere il 50%+1 degli aventi diritto (come quello del 2006 che bocciò la "riforma costituzionale" del centrodestra-i famosi quattro saggi della baita di Lorenzago, ve li ricordate?), il quorum è diventato un miraggio, a volte sfiorato, a volte neanche visto con il cannocchiale.

E adesso? Cosa succederà in futuro? I quattro quesiti del 2011 hanno riportato il vita il referendum abrogativo? Il risultato è stato straordinario, le percentuali di "sì" impensabili (le elezioni bulgare sotto il regime comunista erano più combattute), ma non bisogna dimenticare quello che ha scritto Michele Ainis sul Corriere della Sera:

"il testo del referendum dipende dal contesto. È infatti il clima del Paese che imprime forma e forza ai singoli quesiti, caricandoli di significati generali. [...] Ogni referendum ha questa valenza: serve a incanalare un'energia. [...] Ma il referendum non può creare un'energia politica, può solo intercettarla. Quando c'è, e adesso ce n'è a iosa. Il lungo sonno è terminato."

Appunto, sta a noi evitare di tornare a dormire. Non ci si può cullare su questi risultati. Sta agli italiani (a me, a voi, a tutti) continuare a dimostrare di essere degni di questi risultati e di essere, in futuro, interessati alle sorti del nostro Paese. La cosa importante è non lasciar fare agli altri. Il tempo del "io penso a tutto, voi pensate a votarmi" deve finire. Altrimenti, che cittadini saremmo?

Foto | Flickr

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