Torniamo mestamente ad occuparci di rifiuti, dopo i disordini che hanno coinvolto manifestanti e forze dell’ordine a Caivano, cintura di Napoli. Ancora una volta tocca dunque fare il punto su una situazione da Terzo mondo, che non ha eguali in Europa.
A Napoli le strade sono sommerse dai rifiuti. Tutti vogliono che vengano rimossi, ma nessuno vuole la discarica vicino a casa. Questa in sintesi la situazione. I peggiori di tutti sono i sindaci e i rappresentanti degli enti locali, che da una parte urlano allo scandalo per la monnezza e dall’altra cavalcano la protesta dei concittadini ogni volta che si cerca di risolverla, per il terrore di essere crocifissi.
Il neo-sindaco partenopeo De Magistris ha promesso di far scomparire i rifiuti dalle strade giù in settimana, e vedremo come ci riuscirà (noi glielo auguriamo di cuore), ma se anche dovesse riuscire nell’impresa sarebbe certamente con una soluzione emergenziale. Meglio di niente, si dirà. Certo, ma il problema dovrà anche essere risolto una volta per tutte con un programma strutturale, o no?
In attesa degli eventi, comunque, almeno una cosa si può fare. Militarizzare e riattivare tutte le discariche presenti, scortando i camion della nettezza urbana anche con i carri armati se necessario, e fermando per resistenza alla forza pubblica tutti i manifestanti.
Qui stiamo parlando di emergenza nazionale, dunque il periodo della tolleranza è finito. In nessun’altra città d’Europa esiste una opposizione alla messa in funzione delle discariche come a Napoli, dunque è anche ora di finirla di tollerare movimenti di protesta che spesso nascono da interessi poco chiari. Naturalmente non bisogna mai arrivare alla violenza, ma mettere in opera misure di dissuasione, questo sì. Almeno per far sentire che una volta tanto lo Stato rimane sulle proprie decisioni, o non se ne uscirà mai.
remolo
20 giu 2011 - 15:05 - #1Se questo governo al posto di insultare i magistrati cercasse di contrastare maggiormente i vari cosentino di turno forse forse l’amministrazione locale - capro espiatorio di Landoni e del cdx in generale - riuscirebbe a lavorare serenamente.. ovviamente non giustifico iervolino e soci, ma qualcuno in particolare - oivlis- potrebbe evitare di usare l’emergenza rifiuti a scopo propagandistico…
panoramix
20 giu 2011 - 15:24 - #2Remolo
Sempre colpa di Berlusconi eh… Queste cose accadono solo in meridione per ovvi motivi. I HAVE A DREAM : sperei infatti che un domani l’italia avesse realmente un federalismo fiscale e non solo quello. Che ci fossero delle divisioni geografiche e che il sud iniziasse a pedalare con le proprie gambe invece che gravare a vita su tutti noi..
Per tutti coloro che hanno accolto De Magistris come il messia : sono proprio curioso di vedere se ce la farà ! Lo stimo molto ma temo che riportare Napoli alla normalità (se lo fosse mai stata) sarà molto difficile per una questione di mentalità ..
caligola
20 giu 2011 - 16:16 - #3Sinceramente le dinamiche che hanno portato a questa situazione sono davvero troppo poco chiare perché si possa generalizzare nel “la gente non vuole né i rifiuti né le discariche”. Chi ci guadagna concretamente da questa cosa? Chi protesta lo fa perché complice della mafia o perché non vuole esserne vittima (se le discariche fossero messe in funzione)?
La situazione è davvero oscura e non v’è NESSUNA certezza. Il problema dei rifiuti è specchio di una società profondamente malata in superficie e a mio parere non è risolvibile. Punto. Magari può esserlo per qualche mese ma per farlo a lungo termine bisognerebbe cambiare completamente mentalità del sud, bisognerebbe estirpare le mafie. Semplice e pura fantascienza.
house
20 giu 2011 - 16:30 - #4“Mentalità del Sud”, “Problemi del Sud”, “Immondizia del Sud”. Chiariamo: QUI SI PARLA SEMPRE E SOLO DI NAPOLI E DI NAPOLETANI. Io vivo (per fortuna) molto più a sud di Napoli e la raccolta differenziata si fa 5 giorni alla settimana (solo il lunedì c’è l’indifferenziato). Con il metodo del “porta a porta”, ed il contenuto dei sacchetti è controllato con multe salate per chi sbaglia. Il Sud è visto come l’Africa (senza offese per questo Continente) per colpa di alcune città. In primis Napoli.
boh1
20 giu 2011 - 16:44 - #5@4..probabilmente hai ragione.
però credimi che vedere la partecipazione irrisoria al referendum del sud italia son cose che fanno pensare.
house
20 giu 2011 - 18:01 - #6@boh1: si, il Sud è abbastanza lontano, sia culturalmente che socialmente, dal centro-nord. Però, un conto è essere un pò arretrati su alcune cose, un altro conto è ritrovarsi nelle condizioni disumane che vive ora la città di Napoli. Come ha scritto già qualcuno: riportare Napoli a livelli decenti (ma a Napoli il “livello decente” non c’è mai stato) è molto, molto difficile. Troppe variabili negative: criminalità, società e politica. In qualsiasi altra città, la popolazione si darebbe da fare CIVILMENTE per risolvere il problema rifiuti. A Napoli si protesta e basta, sparpagliando l’immondizia per le strade, dandogli fuoco, ecc… ecc… Ma perché non si creano dei VERI GRUPPI con delle REALI E CONCRETE AZIONI?: informazioni, cultura della differenziata, evitare di continuare ad accumulare l’immondizia su cumuli alti già 10 metri e via discorrendo.
fabiopbannato
20 giu 2011 - 19:20 - #7La questione rifiuti è tutto fuorché emergenza. Si tratta di una situazione largamente prevedibile, quindi probabilmente voluta, con un sistema ben organizzato alle spalle.
Leggete “Ecoballe” di Paolo Rabitti, è un libretto molto esplicativo, lo si legge in tre giorni.
remolo
20 giu 2011 - 19:34 - #8#2
Ho scritto che non giustifico la iervolino ma se il tuo amato premier si crede superman dichiarando a reti unificate l’intenzione di compiere miracoli ( rifiuti Napoli e terremoto Abruzzo) per poi essere smentito dopo poche ore la colpa è solo sua. Poraccio, cercate di chiudergli la bocca.. lo dico per il suo bene…
remolo
20 giu 2011 - 19:36 - #9* Per poi essere smentito poche ore DOPO.
variomatic
20 giu 2011 - 20:46 - #10adesso si renderanno conto di quale errore sia stato de magistris…
jsopazz
20 giu 2011 - 21:01 - #11X gli IGNORANTI
L’ Università degli Studi di Napoli Federico È stata fondata nel 1224 (quando i vostri avi facevano i guardapecore) ed è organizzato in 13 facoltà.È la più antica università statale del mondo e una delle più antiche istituzioni accademiche in funzionamento continuo.L’università prende il nome dal suo fondatore Federico II .La più antica istituzione sostenute dallo stato dell’istruzione superiore e della ricerca nel mondo.Uno degli allievi più famosi di questa università è stato il filosofo Tommaso d’Aquino
panoramix
21 giu 2011 - 10:47 - #12jsopazz
Per la cronaca : la più antica è quella di Bologna…
A prescindere da ciò Napoli rimane uno schifo ugualmente…oggi come oggi
caligola
21 giu 2011 - 11:55 - #13@jsopazz: se è per questo il Regno delle 2 Sicilie era più industrializzato del piemonte all’unificazione del 1861. Non è che ora facciamo a chi ce l’ha storicamente più lungo eh, stiamo parlando di presente.
valter29
22 giu 2011 - 11:29 - #14E’ vero: alla data della fasulla unità d’Italia il sud era messo bene e i piemontesi depredarono tutto quello che poterono facendo nefandezze sulla popolazione e io mi domando come mai mille uomini riuscirono ad abbattere uno Stato che andava bene. Ma lasciamo perdere i fatti vecchi e torniamo ad oggi. I rifiuti di Napoli, non del sud, hanno una radice più che decennale con chiare responsabilità politiche e di popolazione. Oggi, come mesi fa, fare promesse è da incoscienti e questo vale per il berlusca come per De Magistris che gode della mia stima se non altro per la buona volontà che ci mette come l’aveva messa berlusconi. La realtà napoletana è però un caso unico in Italia e in tutti i paesi cosidetti civilizzati. In un precedente mio commento avevo previsto la resistenza degli altri Comuni, cosa già successa in precedenza con il cav., che sono stanchi di fare le spese del malgoverno napoletano. De Magistris sia più cauto e un pò meno capopopolo. Si ricordi di Masaniello. A Landoni ricordo che quando il Berlusconi mandò la forza pubblica e l’esercito montò la marea di coloro che urlavano alla fine della democrazia e della libertà.