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Bisignani e P4, le nuove carte: da Montezemolo a Moretti passando per Vietti, Masi, Scaroni...

Pubblicato: 21 giu 2011 da V.

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bisignani nuovoIeri l’interrogatorio di Luigi Bisignani a Napoli: che cosa è emerso dalle carte dell’inchiesta intanto? È emersa la rete dei rapporti con nomi e cognomi. C’è dentro chiunque, nelle carte dei pm: chiunque. L’inchiesta dei pm Woodcock e Curcio coinvolge la classe dirigente a livelli altissimi: in quelle carte si leggono i nomi di Mauro Moretti - indagato per favoreggiamento personale - di Mauro Masi, di Luca Cordero di Montezemolo, della sua ex compagna Edwige Fenech, di Gianni Letta, di Paolo Scaroni.

C’è un intreccio di poteri, quei poteri che abitualmente chiameremmo poteri forti. C’è l’Eni, per esempio. C’è Trenitalia. Ci sono i servizi, c’è la Guardia di Finanza, ci sono alti gradi dei Carabinieri, c’è qualche parlamentare di mezzo, sia come potenziale “vittima” - Michele Vietti - sia come, secondo l’accusa dell’inchiesta, come mente delle calcolate fughe di notizie con cui influenzare, proteggere, aiutare. Un intrigo che ci piace immaginare come un American Tabloid all’italiana.

Ma per l’appunto siamo in Italia, per cui al livello cui è giunta l’inchiesta napoletana si arriva solo a una pallida emulazione fallita del romanzo di Ellroy. Se salissero ancora un po’ sopra, ci si potrebbe avvicinare. Qui per ora, vedo ancora poco. Però vediamolo nel dettaglio, che cos’è questo poco, e cerchiamo di capire quali sono i nomi principali emersi dall’inchiesta…

moretti nuovoMauro Moretti, ad di Trenitalia e accusato di favoreggiamento personale. La posizione del numero uno di Trenitalia viene approfondita su Il Giornale

Nelle carte i magistrati scrivono che il nome di Moretti viene fuori in seguito alla denuncia che l’imprenditore Arcangelo De Martino, arrestato nell’ambito della cosiddetta inchiesta P3, avrebbe voluto presentare per una serie di presunti illeciti perpetrati ai danni della propria società da parte delle Ferrovie dello Stato e da alcuni soggetti dell’ufficio tecnico di Trenitalia legati proprio all’ad Moretti. Ma la denuncia sarebbe stata «bloccata» dall’intervento di Alfonso Papa, il parlamentare del Pdl per il quale la magistratura ha chiesto l’arresto. «Tale vicenda - scrivono i sostituti procuratori nella richiesta di arresto per Bisignani e Papa, solo in parte accolta - assume un significato ancor più pregnante se si pensa che tra i numeri inseriti nella rubrica memorizzata sulla pen drive sequestrata alla moglie del maresciallo dei Ros Enrico La Monica all’aeroporto di Malpensa (rubrica che appare inequivocabilmente riconducibile a Papa) vi è anche il numero di Moretti»

montezemolo nuovoL’altro nome importante che compare oggi su tutti i quotidiani è quello di Luca Cordero di Montezemolo. Non è accusato di nulla, non è indagato è stato solo sentito dai magistrati. Una conoscenza di lunga data la sua con Bisignani: risale al 1989, prima dei Mondiali di Italia 90, per i quali Montezemolo ottenne il distaccamento dall’Ansa proprio di Bisignani.

Ascoltato lo scorso 23 febbraio dai pm di Napoli, anche l’ex numero uno di Confindustria spiega di aver fa contattato Bisignani affinché agisse “nell’interesse di Edwige Fenech. Sollecitando l’intervento del direttore generale della Rai Mauro Masi in favore dell’attrice. “La Rai”, aggiunge Montezemolo, “si era impegnata a finanziare fiction prodotte dalla stessa Fenech che quindi aveva affrontato spese preliminari. Per questo io stesso chiamai, in un primo tempo, direttamente Masi e subito dopo chiamai Bisignani, chiedendogli di intervenire su Masi. Ultimamente la Fenech mi ha detto che era ancora in attesa”. Rispondendo ad una domanda degli inquirenti, Montezemolo fa riferimento a una Maserati, alla quale si fa riferimento in una delle intercettazioni. E che, dice l’imprenditore, “Masi mi aveva chiesto di provare e che io gli avevo mandato”. Montezemolo aggiunge poi di aver sempre considerato Bisignani “un uomo di Scaroni e dell’Eni”.

Certo, lo squarcio che si apre sul Potere è il consueto: un luogo vuoto e senza speranza. Certo, leggiamo cose spiacevoli, e ne leggeremo ancora nei prossimi giorni visti gli altri nomi interrogati - uno su tutti, quello di Guarguaglini di Finemeccanica - ma credo che chi avesse un’idea diversa di come agiscano i centri del potere di questo Paese, dovrebbe provare a uscire dal mondo delle favole. È così, è esattamente come leggete nelle carte uscite dalla Procura di Napoli, fidatevi.

È esattamente così. E ho l’impressione, senza fatti a corroborarla, ma è una sensazione tangibile, che andrà esattamente come per la P3, e i suoi “pensionati sfigati”, caduti nel dimenticatoio nel giro di qualche mese dal clamore dell’inchiesta.

Perdonate la divagazione. Torniamo ai nomi emersi ieri. C’è Michele Vietti, vice presidente del CSM. Si ipotizza un ricatto. Papa, l’uomo del PdL coinvolto nell’inchiesta, telefona a Bisignani e gli spiega di avere una notizia interessante da girare a Dagospia, di cui Bisignani è noto essere una delle “gole profonde”.

vietti nuovo

Papa: «Martedì sarò pronto, ho fatto tutto e tutto a posto, c’avevo un pettegolezzo su Vietti enorme… ti ho mandato pure il messaggio per Dagospia».
Bisignani: «Non l’ho visto, quando me l’hai mandato?».
Papa: «Ieri mattina, tanto ti frego perché nonostante le tue tecniche sappi che quando accendi il telefono lo so in tempo reale… Allora praticamente giovedì sera al ristorante “I Pazzi” Michele Vietti ha offerto una serata a quattro avvenenti ragazze che risultano lavorare all’ufficio legale delle Poste… la serata è stata organizzata dal suo segretario Enrico Caratozzolo».
Bisignani: «Ahhh…»
Papa: «Hanno organizzato per la settimana prossima una festa privata in casa Vietti dove ogni ragazza dovrà cucinare una pietanza»
Bisignani: «Fantastico… ufficio legale eh?». (…)
Papa: «Va bene però non scopriamo poi troppo la fonte sennò… eh ehe hai capito…». (…)
Bisignani: «Bravo… fantastica».
Papa: «I dettagli della serata possono essere pure quelli interessanti?… Che cosa si sono detti, però ah no…».
Bisignani: «Con la scollacciata insomma».
Papa: «Sì, sì, scollacciata con le avance… promesse… Promesse di interessamento e per qualcuna uscirà pure una promessa di inserimento nel suo staff al Csm».
I magistrati accertano che la «fonte» è Maria Roberta Darsena, amica di Papa. E sottolineano il tentativo «di carpire notizie e informazioni in grado di vulnerare la reputazione di Vietti, sia in ambito privato che pubblico»

dago nuovo 2È in questa cornice che escono fuori anche i centomila euro di pubblicità dell’Eni a Dago, smentiti seccamente

“Non nego di aver conosciuto Luigi Bisignani e di aver avuto notizie da lui, io come tanti altri giornalisti, del resto. Quello che è certo è che Bisignani non ha mai ‘cogestito’ Dagospia, né tantomeno è intervenuto per farmi avere la pubblicità dall’Eni (…) Non sono mai stato ascoltato a Napoli, né indagato - dice all’Ansa- qual è il problema?”. (…) Quanto alla pubblicità, “basta vedere gli importi”, sottolinea, “io la chiedo a tutti, non mi vergogno certo, visto che di inserzioni campa il mio sito. L’Eni fa pubblicità ovunque, a chiunque, anche al Gazzettino dell’appetito; e quei centomila euro all’anno, e lordi, che ho ottenuto li ho avuti attraverso un centro-media e dalla società che raccoglie i banner per il sito (System24)

Altro nome importante è quello di Gianni Letta. È bene ricordare che in questa vicenda tanti sostengono che Letta, sia un uomo di Bisignani, e non il contrario. Ovvero che all’inizio dello sbarco romano del cav, sia stato proprio Bisignani e fare incontrare Letta e Berlusconi, agevolando una collaborazione diventata quasi simbiotica. Ecco cosa ha spiegato Letta, non indagato

«Non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’autorità giudiziaria: sicuramente non mi ha detto che era intercettato e che era Woodcock che lo intercettava. Posso aver detto a Bisignani di non parlare troppo al telefono, visto che lui è piuttosto facondo». Il sottosegretario Gianni Letta, ascoltato dai pm di Napoli il 23 febbraio scorso, ha risposto a una domanda sull’uomo d’affari e la sua presunta conoscenza delle indagini in corso. «Con Bisignani intrattengo rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale e corretto come ogni altro (…) Bisignani - spiega poi Letta - è amico di tutti, Bisignani è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni. Bisignani è persona estroversa, brillante e ben informata, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che sa»

Il Fatto approfondisce nei minimi dettagli la posizione e le parole di Letta, se volete fatevi un’idea con il loro pezzo.

Altro nome eccellente sentito dai pm napoletani Curcio e Woodcock è quello di Mauro Masi. Ex dg della Rai, Masi è considerato inadatto da Bisignani a ricoprire il ruolo di alta dirigenza in viale Mazzini, e non manca di farlo notare anche nei verbali. Ma perché Masi si rivolgeva a Bisignani?

L’ex direttore generale della Rai Mauro Masi si rivolse a Luigi Bisignani per ‘’sondare il clima politico e l’aria del Cda della Rai” sul licenziamento di Santoro. E’ lo stesso Masi a riferirlo ai pm che indagano sulla cosiddetta P4 e il cui verbale e’ inserito nella richiesta di misure cautelari avanzate dai magistrati della procura. Masi spiega in particolare i motivi per i quali ”mi sono fatto scrivere - afferma - la lettera di licenziamento di Santoro da Bisignani” ”Per dirla ancora piu’ chiaramente - spiega Masi - io ho utilizzato e utilizzo Bisignani per avere una idea delle reali opinioni di Letta con il quale io ho un rapporto formale e che invece Bisignani conosce bene. Non escludo di aver chiesto a Bisignani di sondare l’opinione di Letta in ordine al licenziamento di Santoro, il governo non mi ha dato alcun segnale, ho ragionato, in questo caso come sempre, con la mia testa, perche’ Santoro aveva offeso me e non il governo. Io ritenevo di doverlo licenziare. Confermo di aver criticato Saviano a causa di una serie di interviste rilasciate ai giornali dal suddetto, in particolare riferite alle spese che, a dire di Saviano, aveva strumentalmente contenuto e lesinato per mettergli ‘il bastone tra le ruote’, cosa assolutamente non vera”

masi bisignaniIn sintesi: Masi “usava” Bisignani per sondare le opinioni del governo è avere qualche suggerimento su come assecondare gli umori di governo, più nello specifico quelli di Silvio Berlusconi, magari in relazione a qualche problemuccio in onda. Riguardo alla leggendaria telefonata di Masi a Santoro, ecco cosa spiega Bisignani

La conversazione assume toni e linguaggio surreali: “Le sto dicendo – continua Masi – che ritiro me stesso e l’azienda dal tipo di trasmissione che sta facendo”. “Se ritira se stesso mi pare anche buono. Buonanotte”, conclude Santoro lasciandolo di sasso. Ma la telefonata più surreale è di qualche minuto dopo, quando Masi parla con Bisignani, per avere conforto. “Mi hai visto?”, gli chiede, “Come sono andato?”. E Bisignani: “Una figura di merda”

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di barbabianca

    barbabianca

    21 giu 2011 - 19:41 - #1
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    grande pezzo, giornalismo di qualità

  • Profilo di foxbat1951

    foxbat1951

    22 giu 2011 - 12:33 - #2
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    Tanto tuonò, finchè piovve…
    Speriamo duri un po’ finchè avrà pulito e terso l’aria!

  • Profilo di borgotorto

    borgotorto

    22 giu 2011 - 17:56 - #3
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    Questo parlamento per etica e capacita’ risulta il peggiore dall’unita d’Italia ditelo a quell’immondo creme caramel di ferrara !

  • San Morando

    04 ago 2011 - 21:02 - #4
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    sempre come al solito.. signoraggio e SKULL AND BONES made in Italy in p2 p3 p4 di massoni illuminati di loggia deviati..tali fratelli sono ancora vegeti ed arzilli anche se si cambiano di professione e di residenza sono in LISTA MASSONI su il sito di: www.uominiliberi.eu