
E’ vero che il governo conferma la sua maggioranza in Parlamento, ma non è vero che, anche dentro il Palazzo, è più forte di prima. La dimostrazione della sua ulteriore debolezza è data dall’assenza di Bossi e di Tremonti dal discorso al Senato del premier, più bolso del solito.
Con l’aria che tira, con le batoste dei ballottaggi e dei referendum, con la bolla di sapone di Pontida, il gioco delle tre carte si fa più serrato e scoperto. Ognuno dei tre “grandi” prende in giro gli altri due, a rotazione, e tutti e tre prendono in giro gli italiani.
Fino alla vigilia del voto delle amministrative, nell’agenda del Cavaliere a dominare era la riforma della Giustizia, un vero e proprio chiodo fisso. Ieri, nel suo lungo intervento, il premier ha praticamente evitato l’argomento.
E’ la Lega che detta l’agenda, anche se poi, Bossi porta a casa solo una manciata di foglie secche, utili comunque a rincuorare il “credulone” popolo padano.
Insomma, incassando i 317 voti di chi s’arrampica sugli specchi disperatamente per non andare a casa, il governo resiste ma è sempre più lontano dal Paese reale. Di fatto, più Berlusconi e Bossi stanno al potere, più perdono consensi fra gli italiani.
E le opposizioni? Ferme. Meglio così. Ci pensano B&B da soli, a scavarsi la fossa.
magoselvo3d
22 giu 2011 - 15:24 - #1eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già…..Vero Falcioni?
ventoacqua
22 giu 2011 - 18:18 - #2#1 Anche la Mafia, come il governo Berlusocni, resiste e non si arrende.
borgotorto
23 giu 2011 - 18:10 - #3B@B sono contente le loro badanti fino a quando?