Nel 2001 il centrosinistra sfoderò tutta l’artiglieria a propria disposizione per demonizzare l’avversario Silvio Berlusconi. Si parlò di conflitto di interessi, di televisioni, di risvolti non chiari nella lunga carriera imprenditoriale del Cavaliere. In generale, la sinistra pretese di ammantarsi di una presunta “superiorità morale” rispetto all’avversario. Fu un fiasco.
Tanto che l’allora consulente di Piero Fassino, Klaus Davi, sfondò in libreria con un volumetto intitolato “Dì qualcosa di sinistra”. Il libro diceva che il centrosinistra aveva perso le elezioni perché aveva impostato la campagna elettorale non sulle proposte, ma sulla demonizzazione dell’avversario (pubblicità negativa invece che positiva).
In altre parole, nel 2001 il centrosinistra non aveva ragionato per “target”, ovvero per categorie di riferimento cui rivolgersi. Laddove Berlusconi individuava tutti i target sociali possibili per indirizzare a ciascuno un’allettante proposta, il centrosinistra diceva cose allettanti per pochi e limitati gruppi sociali (ceto medio-alto, intellettuali radical-chic, poteri forti).
Da una parte, la sinistra proponeva uno “scontro di civiltà”, di stampo ideologico e astratto. Dall’altra, Berlusconi era concreto: innalzamento delle pensioni minime, posti di lavoro, e via dicendo. Altro punto di forza del centro-destra fu la semplicità, che in politica si traduce in voti. Il programma contava solo 5 punti e dava l’idea di responsabilizzazione di fronte all’elettorato.
Veltroni oggi sembra aver imparato la lezione dallo schiaffo del 2001 e a Montecatini Terme, una decina di giorni fa ha dichiarato ai suoi sostenitori: “Non vi arrabbiate se non reagirò ad eventuali attacchi (di Berlusconi e del centrodestra) ma è l’unico modo per recuperare gli indecisi”.
Sembra dunque che la strategia elettorale del PD e del suo leader sia impostata esclusivamente sul “marketing positivo” e questo fa sentire a molti l’aria di inciucio. Ma la paura di accordi trasversali col centrodestra è totalmente infondata? Io credo di no: l’inciucio, sui temi di fondo, esiste già. Pensate all’approvazione bipartisan dell’indulto, agli applausi scroscianti tributati a Mastella nel giorno delle sue dimissioni quando attaccava la maigstratura, all’accordo programmatico che esiste tra i 2 schieramenti sul divieto di pubblicazione delle intercettazioni e via dicendo (usate pure i commenti per aggiungere ulteriori punti di contatto).
L’unico elemento che fa propendere l’ago della bilancia verso la strategia elettorale piuttosto che verso l’inciucio è la scelta di Veltroni di allearsi con Di Pietro. Di Pietro è un oltranzista dell’anti-berlusconismo che mal si concilia con la strategia “positiva” di Veltroni e del PD. Non per niente, all’interno del PD, pochi hanno accolto a braccia aperte l’ex magistrato di mani pulite e già c’è chi mette le mani avanti sul fatto che l’ex pm non sarà ministro della giustizia.
Certo, Veltroni ha scelto l’alleanza con Di Pietro per cercare di incanalare verso il PD i voti dei simpatizzanti di Grillo, ma se il PD dovesse vincere gli sarà difficile cancellare in un sol colpo l’anti-berlusconismo. Né Di Pietro, né lo zoccolo duro della base DS glielo perdonerebbero.Morale della favola: il PD inciucia o no? Secondo me la cosa è ambigua: vorrebbe inciuciare, ma non può; per ora.
DoMeNicO
13 mar 2008 - 11:48 - #1: vorrebbe inciuciare, ma non può; per ora.
se avesse voluto inciuciare non avrebbe messo in coalizione toninochec’azzecca …come giustamente osservate nell’articolo
ahoramismo
13 mar 2008 - 12:41 - #2@DoMeNiCo
giusta osservazione, ma la tua ipotesi è una delle 2 possibilità. L’altra è che Veltroni abbia imbarcato Mr. Chec’azzecca perché senza la possibilità di un pareggio al Senato era pura fantascienza.
Manlius
13 mar 2008 - 12:45 - #3Veltroni voleva essere il nuovo che avanza, una ventata d’aria fresca in questa politica italiana che ormai sa di stantìo e non ci rappresenta più. Voleva e forse poteva. Ma alla fine neanche lui si è potuto sottrarre alle leggi politico-amorali delle allenze assurde (Vedi Binetti-Pannella). Io non andrò a votare . Sono stanco di perdere un po’ del mio tempo, un po’ della mia vita per andare dentro un seggio e credere che quel mio voto possa, in effetti, cambiare le cose. Non lo farà come non lo ha mai fatto.
Frantz
13 mar 2008 - 14:04 - #4@ Manlius
Purtroppo non si tratta solo di amoralità come dicevi giustamante ma anche di interessi personali e di fuga dalla giustizia…
Frantz
13 mar 2008 - 14:05 - #5Dimenticavo:
Sul fatto di non andare a votare concordo stra-pienamente con te.
Josafath
13 mar 2008 - 17:46 - #6ATTENZIONE! ATTENZIONE! nel caso uno decida di non votare e’ meglio andare a votare e fare si che la scheda sia nulla, altrimenti il voto se lo prende chi ha la maggioranza dei votanti!
Piro®
15 mar 2008 - 20:30 - #7posso disegnare un càzz0 nella scheda elettorale??
con scritto.. ficcatevelo in @#@#
non vedo l’ora di farlo. non voglio più avere rimorsi per aver messo la crocetta verso sta gente capace di leccare il cùl0 2mesi prima del voto e poi metterlo nel #@#@ a noi.
basta. non ho altre alternative. mi dispiace. ma andrò a votare per rispetto delle persone che sono morte per dare questo diritto
amen.