A chi ha vissuto gli anni settanta e ottanta, questo slogan risulterà familiare come perfetta sintesi tra il “meglio rossi che morti” (better red than dead) della sinistra filosovietica e il “fascista buono è solo quello morto” di più italica fattura. Come si colloca dunque all’interno del quadro di casa nostra nell’Anno Domini 2008? Semplice, è la risposta alla ridicola campagna mediatica ispirata ai fatti del Pigneto; o meglio, a chi ha preso l’assalto “xenofobo” al negozio indiano come scusa per dare contro al governo.
Ora che però si è scoperto che il rozzo responsabile dell’aggressione voleva solo cercare di recuperare un portafoglio rubato da un malvivente marocchino che frequentava il negozio (negozio che peraltro usava tenere la droga sotto il bancone) lo scenario forse è cambiato. Il tocco di classe (e di grazia) lo ha poi dato la storia del tatuaggio del Che, del quale il proprietario probabilmente nemmeno conosce il cognome, ma che di sicuro non lo colloca su posizioni naziste come hanno sostenuto vari giornali “progressisti”.
Al di là della figura barbina scontata da molti illustri commentatori, proviamo a mettere un po’ d’ordine in questa storia buffonesca, cercando magari di comprenderne le motivazioni. Abbiamo un paese, l’Italia, che ha registrato un feroce aumento della criminalità, soprattutto qualitativo, principalmente a causa delle politiche pro-immigrazione selvaggia attuate dai precedenti governi, destra compresa. Per porre un freno a tutto questo il nuovo esecutivo sta tentando di instaurare un clima nuovo, di legalità, e questo dà molto fastidio a chi invece non ha potuto (o voluto) assolutamente nulla e ora siede sui banchi dell’opposizione.
Se il centro-destra dovesse registrare un certo successo su questo fronte, come anche sulla questione rifiuti e della regolazione dei flussi immigratori, per gli ex-prodiani sarebbe uno smacco spaventoso, che sconterebbero per anni e anni di tornate elettorali. E allora si tira fuori il vecchio spettro del razzismo, del fascismo e dei naziskin; la solita comoda coperta che tutto comprende senza tuttavia avere il minimo legame con la realtà, realtà che, ricordo a lorsignori, è quella di chi tutti i giorni esce per strada sperando di non essere aggredito, derubato, stuprato o ucciso.
Certo, l’ideale sarebbe arrivare anche a una riforma giuridica che imponesse la certezza della pena, come affermato dal capo della polizia Manganelli (nomen omen? magari!) ma poiché non viviamo su Marte ma in Italia e sappiamo che la cosa è impossibile, cerchiamo almeno di cominciare dalle piccole cose. E se qualcuno ci chiamerà fascisti non preoccupiamoci. Vuol dire che siamo sulla strada giusta.
prot
30 mag 2008 - 09:15 - #1tralascio quello che ho letto in altri post inerente allo stesso articolo
tralascio perché non mi spiego come certi giovani possano ancora oggi avere rabbia e lanciare slogan contro il fascismo che se non se ne sono accorti no esiste da 60anni
vale anche per la stampa che fomenta questa gente
invece aggiorna la news aggiungendo che nel comando c’era anche un ragazzo di colore
e non mi sembra un dettaglio da poco
visto il clamore che ha suscitato ”giustamente” questa notizia
fatta passare troppo in fretta per una aggressione neonazista
non c’è peggio delle persone ingnoranti (non è una offesa…ma dal latino ignorare, non conoscere)
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/banda-pigneto/banda-pigneto.html
Vercingetorige
30 mag 2008 - 09:37 - #2Basta*di Comunisti del ca*zo…. Altro che fascismo o nazismo, che poi son cmq da ricriminare visto che ormai nn hanno più senso di esistere, ma questi son ancora più infimi…sopratutto tutta quella masnada di scribacchini e simpatizzanti che grida alla xenofobia e al razzismo senza ritegno, come fossero le loro nuove parole d’ordine!!!! Che vergogna, che si mangino la polvere tutta questa gente dalla lingua biforcuta!!!!!
Cmq voglio vedere quanto i giornali faziosi e di sinistra daranno spazio a questa notizia…
Luca71ita
30 mag 2008 - 10:04 - #3Quando smetteremo di dare troppo risalto a estremisti di DX e SX…sarà sempre troppo tardi!
Basta non parlarne più che avranno gli spazi che si meritano.
the shunt
30 mag 2008 - 10:08 - #4@1@2@3 quoto tutti
the shunt
30 mag 2008 - 10:14 - #5vorrei sentire che dicono ora che un compagno ha fatto ste robe… e non è ne di dx ne fascista ne nazista..
Luca71ita
30 mag 2008 - 10:16 - #6Mi chiedo….Veltroni, che dopo l’uscita sfortunata sul fatto capitato a Roma dove furbescamente ha voluto cavalcare l’onda e lanciare l’allarme xenofobia…..ora ritratta dicendo che non importa se gli esecutori fossero di DX e SX ma è invece preoccupante il clima che si sta generando. Ma non era lui a vantarsi fino a poche settimane fa di essere stato quello che ha cambiato il clima della politica e della società in Italia abbassando i toni delle critiche? Allora è forse un fallimento o stava solo aspettando l’occasione per buttare benzina sul fuoco?
prot
30 mag 2008 - 10:34 - #7ragazzi leggete qui e ditemi se Alemanno (che non stimo) non aveva ragione quando ha dichiarato che la Sapienza è in mano ai colletivi
http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_30/sapienza_preside_minacce_359bcb26-2e08-11dd-bdf6-00144f02aabc.shtml
io non commento
mi aspetto qualche dichiarazione dai soliti politici che invece di preocuparsi del paese
rompono solo!
the shunt
30 mag 2008 - 11:53 - #8vedo che chicco mendez o altri non commentano oggi qui…
Luca71ita
30 mag 2008 - 11:58 - #9@ The Shunt
Aspettano ISTRUZIONI…..elaborano, fanno comizi, referendum…poi parlano.
E poi su Wixpedia non c’è niente a riguardo….forse dopo le ca.z.z.ate che leggeranno sui giornali…magicamente avranno una loro “personalissima” opinione in riguardo
:
30 mag 2008 - 12:00 - #10meglio postare l’articolo..ho paura che non vadano a leggerlo o che non venga pubblicato qui…
ROMA — «Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti. Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: “Dimettiti o ti mandiamo via noi”, “Non ti faremo più insegnare”, “Non potrai più mettere piede qui”». La voce di Guido Pescosolido, docente di Storia moderna e da sette anni preside della facoltà di Lettere all’università romana de «La Sapienza», non tradisce emozioni: «Sa, in sette anni di presidenza ho fatto il callo un po’ a tutto. Ma questo episodio è oggettivamente gravissimo. Non mi è mai capitato di essere assediato in presidenza, con due segretarie e il collega Vittorio Vidotto, e di dover uscire scortato da venti poliziotti in borghese… »
Cosa farà, ora, professore? «La situazione sta diventando insostenibile. Sto valutando il da farsi con la mia famiglia». Ovvero, pensa davvero alle dimissioni? «Non escludo alcuna decisione nei prossimi giorni. Anche perché temo per la libertà di insegnamento e la stessa vita democratica della facoltà. Alcuni colleghi, per esempio Lucetta Scaraffia, mi hanno segnalato casi in cui gruppi dei Comitati hanno tentato di far sospendere le lezioni o di imporre una discussione su fascismo e antifascismo. Se si comincia con questi metodi, mi pare obbligatorio aprire una riflessione approfondita e molto seria su quanto sta accadendo alla facoltà di Lettere».
In sette anni Pescosolido insomma ha «fatto il callo». Ma un sequestro, no: non l’aveva mai visto né vissuto. Così come non gli era mai capitato (il fatto risale a mercoledì mattina, quando era stata organizzata una prima manifestazione anti-Pescosolido davanti alla presidenza della facoltà) di sentirsi toccare la spalla e di ascoltare una voce che gli chiedesse «senti, preside, ma quanti figli hai?». L’atmosfera a Lettere è inscandescente, dopo l’autorizzazione rilasciata il 14 maggio dal preside al convegno sulle foibe: gli scontri di via De Lollis martedì, i tre arresti domiciliari di due giovani di Forza Nuova e di uno studente dei Comitati, le manifestazioni dei Comitati a Lettere prima mercoledì e poi ieri mattina. Chiarisce Pescosolido: «Avevo scritto lunedì al prorettore vicario Luigi Frati.
Vista la situazione e i recenti episodi in città, avevamo deciso la sera stessa di ritirare il permesso». Comunque i Collettivi accusano Pescosolido di aver «sdoganato», dato via libera a Forza Nuova. Il preside assicura: «Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionale della facoltà. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro». Tra i relatori appariva però il nome del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Ho chiesto ad alcuni colleghi se lo conoscessero, la maggior parte non sapeva chi fosse, non è un nome ancora segnato sui libri di storia…».
Torniamo a giovedì, al pianterreno di Lettere. Alle 11 si forma il corteo dei Collettivi. Ma poco prima delle 13 più di un centinaio di manifestanti sale la famosa scalinata di Lettere, imbocca il corridoio di sinistra e si piazza davanti alla porta della presidenza. Lì dentro ci sono Pescosolido, il suo collega Vittorio Vidotto («ero andato a chiedergli come stesse, sotto accusa com’è») e due impiegate. Pescosolido ha in tasca il numero di un telefono cellulare: quello di un poliziotto che, dopo la prima manifestazione di mercoledì e le denunce del professore, aveva assicurato che in caso di pericolo gli agenti sarebbero intervenuti. In realtà gli agenti, tutti in borghese, sono già lì davanti alla facoltà, confusi tra i manifestanti. Passano venti minuti di grida al megafono, di minacce. Poi i calci alla porta.
Racconta Vidotto: «L’atmosfera era dura, tesa. paura? Una certa accelerazione del battito cardiaco c’è stata… se avessero sfondato la porta non so come sarebbe andata a finire». A quel punto Pescosolido chiama il numero di telefono. «Professore, siamo qui fuori. Vuole che chiamiamo rinforzi? ». Pescosolido chiede di non gettare benzina sul fuoco: desidera solo uscire per andare a a prendere la figlia a scuola. Il resto ricorda un blitz. Venti uomini aprono un varco tra i ma-nifestanti, spalancano la porta, conducono via prima le impiegate e Vidotto, infine il preside. Ma non gli fanno affrontare la scalinata dell’ingresso principale. Escono rapidamente dal retro del Museo dei Gessi, evitando il piazzale della Minerva. Ancora Vidotto, autore di molti libri su Roma: «Spero solo che questi episodi non si ripetano, che Pescosolido non diventi il bersaglio di una autentica campagna ostile, che non si assista a una escalation contro i docenti che la pensano diversamente dai Comitati…. Ma cosa sta accadendo in questa città? Vedo molti episodi. Sono davvero coincidenze temporali?» Chissà.
dex85
30 mag 2008 - 12:05 - #11il caso è un emblema della mala informazione che c’è in italia… probabilmente il 90% dei giornalisti ha fatto il suo articolo leggendo cosa c’era scritto sugli altri giornali e prendendolo per oro colato, o anzi magari esagerando ancora di più i fatti per vendere più copie…un sistema informativo allo sbaraglio insomma….
detto questo non posso però non criticare il commento #2: il fascismo in sè non c’è più da 60 anni è vero, ma i suoi rigurgiti (si chiamano così perchè fanno venire solo il vomito) ci sono eccome…
gruppi di ragazzi neofascisti o dichiarati tali stanno spopolando perchè è la moda….
ne trovi negli stadi come vicino alle università come nei ranghi della polizia come per le strade di verona la sera….
sono persone con la testa montata da slogan e simboli e come unico pensiero la violenza verso il prossimo…del fascismo al giorno d’oggi è rimasto solo quello…
vanno fermati, oppure a fermarli ci proveranno i gruppi antifascisti, e pur essendo io al 100% antifascista, non credo sia una bella cosa….
dex85
30 mag 2008 - 12:11 - #12cmq sia [meglio rossi che morti” (better dead than red)] è errato… tradotto sarebbe meglio morti che rossi….e non credo fosse uno slogan filosovietico!!
ecco un altro esempio di informazione all’italiana..
_emy
30 mag 2008 - 12:32 - #13quoto dex 85 stavo notando anch’io :S
Paro
30 mag 2008 - 13:06 - #14Per carità, io sono per la libertà di espressione, purchè sia fatta civilmente, ma non capisco come oggi si possa inneggiare a leader politici quali Hitler, Mussolini, Lenin o Stalin.
Secondo il mio parere, hanno portato (o fondato) ideologie politiche molto simili tra di loro, sotto certi aspetti, e troppo “arcaiche” per essere sfruttate oggi. Non hanno portato ad uno svilippo concreto della Nazione e, sinceramente, mi fanno paura tutte.
E’ una mia personale opinione, eh!
prot
30 mag 2008 - 13:16 - #15il 99% dei giornalisti legge e fa gli articoli solo basandosi sull’ANSA
nessuno approfondisce di persona!
dex85
30 mag 2008 - 16:25 - #16@10: e se anche questa cosa del sequestro fosse non dico falsa, ma ingigantita un pochino dai giornali (o dallo stesso preside, visto che sono parole sue)?
http://qn.quotidiano.net/2008/05/30/93154-preside_sequestrato_dagli_studenti.shtml
chi si fida più dell’informazione?
Sten
30 mag 2008 - 16:29 - #17Purtroppo è cosi…e dire che fan pure un esame per diventar giornalisti ed iscriversi all’albo ;)
E c’è chi vorrebbe pure eliminarlo sto esame :)
Luca Landoni
30 mag 2008 - 16:40 - #18Naturalmente è Better red than dead. Chiedo scusa per il lapsus, ma stamattina l’ho buttato giù di getto
LL
dex85
30 mag 2008 - 17:05 - #19@17: se ti riferisci al referendum proposto da grillo non si vorrebbe abolire l’esame in sè, ma l’albo…
un albo professionale è solo un modo per controllare ciò che un giornalista dice o scrive minacciandolo che se non si comporta a dovere lo si caccia dall’albo e addio lavoro….
tant’è che fu inventato da mussolini e tant’è che nei paesi dove l’informazione è libera e non al 70° posto questi albi non esistono…
altri albi sono utilissimi, l’albo dei medici ad esempio…se uccidi uno per la tua imperizia non devi più esercitare da medico..
l’informazione deve essere libera non in ostaggio di albi o altro..
Gunny
30 mag 2008 - 21:29 - #20Luca71ita, il tuo #9 è la verità più pura, mai scritta su polisblog.
#19
ai giornalisti l’albo serve anche a creare lobby fortissime.
Vedi quando per il minimo intoppo fanno scioperi insensati, o ad esempio, quando venne affidata una trasmissione calcistica a Bonolis, che giornalista non è, e si sviluppò una canea tale, che il Paolo nazionale, dovette andarsene.
prot
31 mag 2008 - 08:22 - #21leggendo tutti i post mi sono sentito a Cuba!
chiaramente conosco queste realtà e condivido tutto quello che avete espresso
gli albi dovrebbero scomparire e ci sono anche quelli dei notai etc etc
praticamente sono rappresentati solo le categorie che di fatto decidono, sbagliano ma non pagano mai!
voglio l’albo del cittadino!!
Gustavo Lapassera (al catasto)
31 mag 2008 - 20:05 - #22“Abbiamo un paese, l’Italia, che ha registrato un feroce aumento della criminalità, soprattutto qualitativo”
BOOOM.Tira la bomba tira là là.
Partendo dal fatto che questa è una boi ata(se per aumento di criminalità di qualità intendi gli omicidi ti sbagli di grosso) ci potresti fornire i dati?
O essendo questo un tipico commento da bigo tto italianuccio medio lo hai ricavato dalle mai troppo lodate “sensazioni”?Italiani popolo di sensitivi(della tv)…
“Per porre un freno a tutto questo il nuovo esecutivo sta tentando di instaurare un clima nuovo, di legalità,”
Chi silvio?
AHAHAHAHAH
Ti vorrei ricordare che il presidente del consiglio e quindi il capo del nuovo esecutivo ha qualcosa come 7 prescrizioni oltre ad altre indagini archiviate scattate per un presunto per traffico di droga e strage.
…è come se barbanera si mettese a fare la guardia costiera…
senza accennare a chi gli sta intorno…
Non esiste più memoria degli anni 2001/2006 in sto paese.Eppure non è passato un secolo…
“non ha potuto (o voluto) assolutamente nulla e ora siede sui banchi dell’opposizione”
La turco napolitano(giusta o sbagliata che sia) cos’è?La bossi fini non è forse l’inasprimento(studiato in maniera veramente stupida) di ques’ultima?
Coma al solito mi tocca fare il difensore dei prodiani/sinistroidi anche se prodiano non lo sono propriamente…
“E allora si tira fuori il vecchio spettro del razzismo, del fascismo e dei naziskin;”
Guarda non se ne può più di questi comunistacci rossi come padellaro che scrivono bo iate e ci tirano fuori dei fantasmi che non esistono più…
Ma, sai mica se padellaro scrive anche il rapporto annuale di amnesty che quest’anno titolava così:”Italia sempre più xenofoba”?
Per non parlare di quei comunisti dell’ Alto Commissariato Onu per i rifugiati che a novembre dopo l’omicidio e lo stupro di Giovanna Reggiani da parte di un rom visto il clima che le tv stavano aizzando si sentirono in obbligo di sentirsi preoccuparti per:”lo stato di tensione nei confronti degli stranieri alimentato negli anni anche da risposte demagogiche alle tematiche dell’immigrazione messe in atto dalla politica”.
Ma io dico Luchino questi dell’onu si faranno mai i ca.z zi loro?
Lasciandoperdere cos’hanno detto quei comunisti spagnoli..
Se in italia abbiamo voglia di erigere a prima ed unica emergenza nazionale i clandestini i rom e i rumeni dimenticando che abbiamo le 3 tra le più grandi mafie al mondo,possibile che ci debbano mettere becco?roba da matti…..
“ricordo a lorsignori, è quella di chi tutti i giorni esce per strada sperando di non essere aggredito, derubato, stuprato o ucciso.”
:))) Ca.z .z o bello il posto in cui vivi,cos’è il Bronx?
E poi dalle tue parti i rom hanno dei gusti,diciamo strani, se vogliono “possedere le tue carni” piuttosto che quelle di una bella figliuola.:)))))
Anche qui, non diciamo che la maggioranza degli stupri subiti dalle donne è opera del loro partner tra le mura domestiche.Si sà ,la paura vince sempre,rende succubi.
Se alle persone gli si racconta la verità,quello si che è un problema