Governo olandese giudicato colpevole di tre morti a Srebrenica. Il processo all’ex generale serbo Radko Mladic getta le sue ombre anche sull’operato delle Nazioni Unite durante la guerra della ex Jugoslavia. Ieri, i giudici di un tribunale olandese hanno giudicato il Governo olandese responsabile della morte di tre musulmani bosniaci, uccisi nel massacro di Srebrenica del luglio 1995.
Come riporta il Financial Times, il caso coinvolge il contingente di pace olandese delle Nazioni Unite che controllava la cosiddetta “zona franca” vicino a Srebrenica. La denuncia è stata portata avanti da Hasan Nuhanovic, un interprete che lavorava per i peacekeeper olandesi all’epoca dei fatti e che ha perso il padre e il fratello a Srebrenica, e dai parenti di Rizo Mustafic, un’altra vittima del massacro.
La corresponsabilità degli olandesi consiste nell’aver ceduto alle pressioni dei militari di Mladic, facendo uscire migliaia di famiglie musulmane dalla zona controllata dalle Nazioni Unite e consegnandole, di fatto, nelle mani dei serbi.
Il verdetto dei giudici sostiene che i tre uomini furono tra gli ultimi ad essere espulsi dalla “zona franca”, quando i caschi blu olandesi avevano già avuto modo di vedere i militari serbi che si accanivano sui musulmani e tutto lasciava presagire che li avrebbero uccisi.
Come è noto, dopo che i bosniaci furono usciti dalla “zona franca”, le truppe di Mladic divisero i bosniaci tra uomini e donne e uccisero 8.000 tra uomini e ragazzi. I giudici hanno decretato che, sebbene operassero sotto il mandato dell’ONU, i caschi blu erano sotto il “controllo effettivo” dell’alto comando militare olandese all’Aja quando hanno ordinato ai bosniaci di uscire dalla zona sotto il loro controllo.
L’operato delle Nazioni Unite e del contingente di pace durante la guerra dei Balcani (l’Unprofor) era già stato accusato di inefficienza e incapacità nel gestire la situazione nel corso del conflitto.
Sebbene colpisca formalmente il Governo olandese, la condanna per corresponsabilità nelle morti di Srebrenica non può che gettare pesanti dubbi sulla credibilità dei contingenti di pace dell’Onu e rischia di aprire la strada a nuovi procedimenti per casi analoghi nei Balcani e nel resto del mondo.
In quegli anni maledetti che hanno devastato la ex Jugoslavia nessuno sembra essere veramente innocente. E le parole pronunciate l’altro ieri da Mladic di fronte al tribunale (“Chi siete voi per giudicarmi?”) sembrano celare una sinistra verità.