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Come si fa il saluto romano? Intervista di Buttafuoco a Eugenio Scalfari

Pubblicato: 30 mag 2008 da fc

Commenti dei lettori

Fa un certo effetto, bisogna ammetterlo, vedere Eugenio Scalfari che a Pietrangelo Buttafuoco spiega come si fa il saluto romano: “Tanto per cominciare s’avanza a passo marziale, quasi un passo dell’oca, dopo di che si porta il palmo della mano aperta all’altezza degli occhi, ci s’irrigidisce e si battono i tacchi”. Strepitoso. “I puristi – annota l’articolista – dinanzi a questa puntuale descrizione, devono proprio andare a lezione”.

E’ solo l’inizio, questo, di una lungo colloquio tra Scalfari e Il Foglio di Giuliano Ferrara su un tema – il fascismo, appunto – già affrontato dal fondatore di Repubblica in un capitolo del suo ultimo libro “L’uomo che non credeva in Dio”.
Trovate qui l’intervista completa. Buona lettura!

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di prot

    prot

    30 mag 2008 - 13:12 - #1
    4 punti
    Up Down

    SCALFARI?????

    piccola biografia del personaggio:
    L’impiegato di banca Eugenio Scalfari nasce a Civitavecchia nell’aprile del 1924.
    Collabora al giornale fascista: “Roma Fascista”.

    Nel dopoguerra si fa crescere la barba per non farsi riconoscere dai partigiani. Diventa liberale e bancario alla Banca Nazionale del Lavoro.
    L’amore per le banche e per i soldi lo accompagnerà per tutta la vita.
    Diventa radicale e giornalista.
    Scrive il grande pezzo: “La Russia ha già vinto la grande sfida?” in cui afferma:
    “Nel 1972 l’Urss sarà addirittura passata in testa non soltanto come potenza industriale ma anche come livello di vita medio della sua popolazione. Tutti i vecchi luoghi comuni della maggiore efficienza dell’iniziativa privata e dell’enorme sperpero di ricchezze che inevitabilmente si accompagna al collettivismo, cadono come castelli di carta di fronte ai risultati raggiunti in quarant’anni dall’economia sovietica”.

    Dopo una breve riflessione diventa socialista e consigliere comunale.
    Fa carriera.
    Diventa deputato e firmatario di un documento contro il commissario Luigi Calabresi.

    Applaude all’assalto di extraparlamentari al Corriere:
    “Questi giovani ci insegnano qualcosa(…)l’assalto alle tipografie può essere un ammonimento per tutte quelle grandi catene giornalistiche abituate(…)a nascondere le informazioni, a manipolare le opinioni pubbliche”.

    Per coerenza fonda La Repubblica, parte di una grande catena abituata a nascondere le informazioni e a manipolare le opinioni pubbliche.

    Diventa il grande vecchio di sinistra con il grande portafoglio a destra.
    Anno dopo anno diventa demitiano, repubblicano, comunista, pidiessino, pidino.
    Dove passa non cresce più l’erba.
    L’ultimo successo è stato Walterloo.

    Ha di sé una grande opinione che illustra nel sermone domenicale di Repubblica e ogni volta che gli viene offerta la possibilità.
    Nel libro: “Incontro con Io” ha svelato: “Ho finalmente raggiunto la pienezza di me”.

    Montanelli ha detto: “Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante.
    Senza, per carità, allusione a Scalfari. Solo come promemoria”.

    NO COMMENT!!

  • Vonnegut

    30 mag 2008 - 20:41 - #2
    -2 punti
    Up Down

    Non mi pare una biografia molto obiettiva,sono molti quelli che odiano Scalfari.Certo il personaggio è molto pieno di sè ma da qui a farne belzebù ce ne passa…

  • Profilo di prot

    prot

    31 mag 2008 - 07:16 - #3
    1 punto
    Up Down

    io per natura non odio nessuno
    mi sono limitato a farvi conoscre il vissuto di questo personaggio

    se ci saranno delle inesattezze nel complesso si denota una persona molto ”ambigua”

    a me che lo leggo non piace, e leggo sempre chi non mi piace
    con chi ho sintonia leggo solo i titoli