La baracca è appesa a un filo. E’ solo per non consentire l’assalto finale alla diligenza da parte della speculazione internazionale e dare un segnale ai mercati che Giulio Tremonti non si è dimesso ieri.
Il premier Berlusconi, come sempre, sparge ottimismo e rassicura. Ma la situazione nell’esecutivo è al limite, come non mai. Il superministro dell’Economia non sbatte la porta, per ora. Ma fonti autorevoli precisano che: “approvata la manovra, Giulio sarà libero di prendere la decisione che ritiene più opportuna”. Cioè libero di avere … le mani libere, pronto a cogliere ogni spiraglio per uscire da una situazione in forte fibrillazione, senza più sbocco.
Il Governo è appeso a una maggioranza che esiste in Parlamento solo grazie alla “scilipoty band”. E’ questo il motivo per cui la pressione della speculazione sull’Italia, potrebbe avere buon gioco. Il segnale è venuto da Piazza Affari: l’indice Mib è scivolato del 2,1%. I titoli del comparto finanziario hanno trascinato al ribasso la Borsa, unica in Europa. Unicredit cede oltre il 4% dopo una sospensione in seguito a un calo del 6,5% circa. Vanno sotto del 2% Intesa Sanpaolo, Bpm, Mediobanca, Fonsai e Generali e del 3% il Banco Popolare.
Nelle sale operative si parla apertamente di ” attacco speculativo”. A confermare i grandi rischi che corre l’Italia, il rapporto fra titoli italiani Bpt e tedeschi, i Bund decennali . Io ” spread”, il differenziale fra i tassi di rendimento, come in una corsa fra Italia e Germania, ha toccato quota 228, poi si è impennato per tutta la giornata, a 231, 236, 247. Il tasso di rendimento dei Btp decennale è così salito al 5,36%, provocando forti tensioni sul debito italiano. Caporetto in vista?
Il segretario del Pd Bersani: “Tra il marasma evidente nel governo e una manovra che dà un colpo enorme al sociale e lascia interrogativi sulle reali prospettive di stabilità credo che l’Italia in queste ore corre qualche rischio. Invece di fare interviste e promesse che riguardano il 2013, Berlusconi dica una parola sulla situazione. Se non è in grado deve andarsene. Non si può andare avanti così, diventa pericoloso”. E’ l’ora del 118?
pigi
09 lug 2011 - 11:21 - #1Non c’entrano niente le beghe italiane con la tensione sui tassi del debito pubblico. Dopo l’approvazione di una manovra che promette l’azzeramento del disavanzo, le tensioni dovrebbero diminuire, non aumentare.
La verità è che una grossa fetta della manovra deriva dallo sconsiderato aumento del bollo sul deposito titoli.
Migliaia, centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, quelli che piuttosto che lasciare i soldi nel conto corrente, compravano dieci, ventimila euro di Bot o Cct, sono stati scoraggiati dal catastrofico Tremonti e non acquistano più i titoli di stato.
A questo punto i titoli di stato devono essere collocati all’estero, diventando facile preda degli speculatori, o delle agenzie di rating, che sono la stessa cosa.
Che fare? Fare tutto il contrario di Tremonti, dopo averlo buttato fuori. Azzerare il bollo sul deposito titoli, un balzello che tassa il possesso del portamonete, anche se contiene qualche spicciolo.
I vantaggi in termini di minor costo del debito dovuti ai minori tassi di interesse compenserà abbondantemente le minori entrate del bollo.
Sono indagato faccio il deputato
09 lug 2011 - 11:30 - #2Tremonti: «Non ci sto al metodo Boffo. La Finanza? Meno salotti»
Da notare che ogni volta si è contro il NANO….scatta subito la
raccolta di informazioni a largo raggio. azz se non è mafia questa… cos’è!?
basskelter
09 lug 2011 - 12:07 - #3Prendi un pezzo qui, un pezzo là, li raffazzoni a casaccio e fai un articolo come questo!
raptolino
09 lug 2011 - 14:41 - #4Giustissimo tassare le rendite
Poco giusto tassare i portamonete (ho sentito a radio24 degli effetti pratici della norma in alcuni casi tipici e devo dire che è stata applicata malissimo la norma, colpisce principalmente i piccoli risparmiatori.
borgotorto
09 lug 2011 - 19:33 - #5Il governo Scilipoti e’ composto oltre che da incapaci corrotti e cialtroni pure da incoscienti’
Aldo Nasser
10 lug 2011 - 12:10 - #6Ma Bersani per chi fa il tifo? Quando la speculazione avrà ottenuto i sui sperati effetti e Berlusconi se ne sarà andato e Bersani non potrà più preferire il suo must, “Berlusconi se ne vada”, cosa andrà a raccontare ai mercati internazionali? No, perchè io non l’ho mica capito!