
La precarietà in Italia -e coloro che ne portano il peso, soprattutto i giovani- è un tema a giorni alterni in Italia, che ricorre a volte, e per la disperata situazione del lavoro, e per gli insulti di qualche ministro, in primis Brunetta seguito a ruota da altri e innumerevoli compari. Viene fuori però più come informazione o di “come siamo messi male poveri noi” o come gossip, vedi sempre caso Brunetta matrimonio e contestazioni.
Quello però di cui non si parla mai sono le misure per iniziare a combattere un fenomeno ormai devastante e dilagante. Iniziare dico, e non a caso, perchè in Italia la situazione è assolutamente fuori controllo, con milioni di persone incastrate tra stage paghe da fame e future pensioni impalpabili, e nessuno, da governo a sindacati, che muova un dito in difesa di chi ormai è quasi maggioranza, e parliamo dei precari. Generazioni di lavoratori senza un futuro.
In una situazione così confusa e fattivamente nulla, tra un governo imbarazzante quando non irritante - ricordate il consiglio del premier ad una studentessa di sposare un uomo ricco? - ed una situazione economica durissima, la domanda è fino a che punto il lavoro in Italia debba essere umiliato e le persone alla fame prima che si inizi a fare qualcosa. Il welfare familiare -il maggiore “cuscinetto” alla precarietà nel Belpaese- sta finendo. Quale futuro per i ragazzi italiani? Le ombre sono tantissime. E’ già troppo tardi.
petauro2
11 lug 2011 - 15:45 - #1Se fossi il presidente delle corruzioni giudiziarie e delle truffe seriali che legifera in tempo reale con norme ad personam e ad aziendam direi a tutti gli italiani:
‘Ma cosa pretendete da un presidente delle corruzioni giudiziarie e delle truffe seriali che legifera in tempo reale con norme ad personam e ad aziendam?’
Ci voleva il default nazionale per aprire gli occhi al popolo di allocchi, pronti a bere qualsiasi purga in favore del loro idolo da televendita del baffo.
L’odore del delinquente si annusa a chilometri di distanza, col naso tappato dal dollaro, tenetevi il puzzo ora, che è tutto drammaticamente vostro.
panoramix
11 lug 2011 - 16:18 - #2@ Petauro 2
Il nostro vero blocco è rappresentato dalla casta nel suo insieme e non “solo” da Berlusconi . Il marcio è evidente a tutti (o quasi) . E i teatrini tra destra e sinistra oltre ad essere finti quanto una puntata di forum , rappresentano un ‘offesa alla popolazione italiana
petauro2
11 lug 2011 - 16:45 - #3Ma certo, non solo: si sono spinti così oltre, che tutti i tentativi che fanno per smarcarsi da Berlusconi e dalla sua erotomania politica e civica, non serve a nulla, ormai TUTTI i sostenitori di questo governo sono compromessi agli occhi degli elettori, avendo avuto tutti un ruolo nello squallore statale propinatoci.
Manca all’appello la sinistra, la cui pochezza verrebbe sviscerata da un avvicendamento al governo, fino ad allora sembrano solo degli sprovveduti immanicati abituati ormai a gestire le poltrone che hanno.
zoe57
11 lug 2011 - 17:17 - #4comunque finirà devono pagare loro. altrimenti fuoco alle polveri..
Sono indagato faccio il deputato
11 lug 2011 - 19:33 - #5Il tempo è stato galantuomo, non ho dovuto aspettare molto.
Comandante Renato
15 ago 2011 - 15:08 - #6E’ venuto il momento di battere colpo su colpo. Questa manovra è odio di classe!!
Tutti parlano che ad essere colpito è il ceto medio, ed è vero, ma coloro che già da anni sono stati marginalizzati, ora si vedono rubato il futuro per sempre; e parlo dei giovani, in primis, precari a vita che non hanno alcuna speranza di farsi una famiglia, di godere dei giusti momenti di riposo perchè o non hanno momenti di riposo o ne “hanno troppo” perchè privi di lavoro. Disincanto dei giovani è un eufemismo; purtroppo la maggior parte di loro non hanno cultura politica e sindacale e non riescono a capire perchè Uil e Cisl siano in disaccordo con Cgil, ne fanno un calderone. Poi qualcuno risponderà che lui le cose le sa e distingue, ma è una mosca bianca.
E che devono dire i pensionati che forse, se potessero, tornerebbero a lavorare pur di arrivare alla fine del mese, magari per continuare a sostenere figli e nipoti.
Dei lavoratori dipendenti parlerò la prossima puntata.
QUESTO E’ ODIO DI CLASSE, e la risposta non può che essere a tono.
Coraggio, solleviamo la testa, costruiamo cellule di resistenza per scendere in piazza e rispondere a questi attacchi.