
Il movimento No Tav è difficile da raccontare, senza dubbio. Perché è un movimento che esiste da oltre 20 anni; perché è un movimento politico, locale ma con impatto a livello nazionale - spesso addirittura trasversale, visto che racchiude in sé anche insospettabili elettori del centrodestra, magari silenti e non attivi -; perché si oppone a un’opera mediaticamente raccontata come necessaria e indifferibile; perché è un movimento, e come tale è facile da demonizzare, secondo una rappresentazione binaria e semplicistica della realtà, che troppo spesso non viene approfondita. Ora, comunque la si pensi sulla questione Tav, è interessante valutare come la stampa italiana rischi di dimostrarsi assolutamente impreparata ad affrontare l’argomento.
Qualche giorno fa, per dire, c’è stato un evento raccontato da molti.
Ci ha pensato Libero, titolandoTav: notte di scontri in Valsusa, assediato per quattro ore il cantiere di Chiomonte.
Ma, su un fronte giornalistico decisamente opposto, arrivava anche Il fatto quotidiano, con il pezzo Tav: guerriglia in Val di Susa, bengala e sassaiole contro la polizia. Molto strano, perché il sito del quotidiano diretto da Antonio Padellaro ha seguito attentamente il movimento No Tav e presentato spesso un racconto un po’ disallineato rispetto ad altre testate.
Stessa musica su Il Messaggero: Tav, notte di scontri in Valsusa - Roghi e sassaiola contro la polizia e persino su Vanity Fair: No Tav, guerriglia nella notte. Probabilmente, stessa musica su tutti i quotidiani online italiani.
La cosa interessante è che ci sono alcuni punti in comune nei quattro pezzi presi ad esempio. Primo: non sono firmati, o sono firmati da Redazione. Secondo: gli attacchi e i contenuti sono pressoché identici. Il che può far supporre due cose: che i fatti si siano svolti realmente così, e che i quattro siti, così diversi per taglio, per target di lettori e per modalità informative, abbiano avuto quattro inviati assolutamente d’accordo sulle dinamiche dei fatti. Il che non spiega perché i pezzi non siano firmati.
Oppure che ci sia stata una sorta di semplice rielaborazione sulla base di un comunicato stampa giunto a tutte le redazioni.
E così, a ben guardare - ci vuole davvero poco, grazie al web -, si scopre che il comunicato stampa è questo, della Questura di Torino.
Puntualmente ripreso da tutti.
Il che, sebbene la fonte primaria del comunicato possa apparire a una prima impressione come assolutamente attendibile, è un po’ la morte di un certo tipo di giornalismo, quello del racconto sul campo, che non può in alcun modo limitarsi alla rielaborazione di una velina, qualunque sia la sua provenienza.
Anche perché poi, così facendo, ci si presta alle ovvie critiche di strumentalizzazione del movimento che esprime il proprio dissenso e che viene raccontato all’Italia intera in un certo modo, ben preciso e, spesso, senza voci fuori dal coro. Peccato, perché una questione politicamente - nel suo senso più alto - rilevante come quello del dissenso alla Tav in Val di Susa, meriterebbe una maggior attenzione.
[Grazie alla collega Debora Aru per la segnalazione]
automatico
27 lug 2011 - 18:00 - #1ma perche non arrestano questi tre gatti e si procede coi lavori, il paese ha bisogno di questa infrastruttura.
bah1
27 lug 2011 - 18:24 - #2Ve ne segnalo un’altra. Ieri i giornali hanno riportato la notizia di un blitz dei notav alla italcoge per impedire agli operai di prendere i mezzi e andare al cantiere. Invece si è trattato di un semplice volantinaggio informativo diretto proprio a quegli operai che nessuno ha ostacolato perché non era quello l’obiettivo di quell’azione.
http://italy.indymedia.org/node/187
E’ evidente che qualcuno, a sinistra come a destra, sta soffiando sul fuoco perché la torta da spartirsi è troppo grossa per rinunciarvi.
magoselvo3d
27 lug 2011 - 23:12 - #3Vediamo se forse non cancella il commento. Se ci sono stati (e ci sono stati!) roghi e sassaiole i giornali dovevano scrivere “notte di barbecue e grigliate miste” per far piacere alla sinistra e a qualche blogger in erba?
Angel82
28 lug 2011 - 10:12 - #4Chi lo ha detto che il Paese ha bisogno della Torino / Lione?
Quelli che si vogliono pappare le bricioline dei contributi europei? cioè gli stessi che vogliono il ponte sullo stretto? che non verrà mai costruito, ma che servirà solo per mangiarci su un po?