
Ma è giusto speculare sulla morte violenta di 100 persone per fare della polemica politica di infimo livello contro un partito che, in buona evidenza, nemmeno esiste più? Secondo Marcello Veneziani e Il Giornale sì.
In un pregevolissimo pezzo pubblicato ieri, Se il killer di Oslo fosse comunista non farebbe così orrore, il raffinato intellettuale sostiene la tesi che lo squilibrato norvegese che ha ammazzato 100 persone riceve tanta ostilità e una condanna così ferma - soprattutto dai giornali di sinistra - in quanto mosso da una ideologia di destra. Secondo Veneziani
Il marchio politico su Breivik non nasce solo dalla faziosità e dalla criminalizzazione assoluta del nemico politico. Nasce da un vizio originario, assai diffuso a sinistra: giudicare gli atti sulla base delle idee professate. Sono le idee che decidono se sei un criminale o un combattente politico, non gli atti e gli effetti… Invece, giudicando gli atti sulla base delle idee professate, accade, per esempio, che gli orrori del comunismo vengano attribuiti alle persone o alle circostanze storiche, così viene salvata l’incontaminata purezza del comunismo.
Gli orrori del comunismo!? Quindi il punto sarebbe che Repubblica e Unità tendono ad aggravare il giudizio sulla strage di Oslo perché l’assassino è un razzista di destra ed anche per mettere in secondo piano gli orrori del comunismo. La domanda finale del raffinato pensatore Veneziani mette la ciliegina sulla torta: Se il mostro di Oslo avesse ucciso nel nome dell’uguaglianza e del comunismo sarebbe per questo «meno schifoso»? Ma a quale mente diversamente lineare può venire in mente un accostamento del genere nel 2011?
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b27
28 lug 2011 - 12:28 - #1lampi di genialità sul tema gettare benzina sul fuoco
tigre2010
28 lug 2011 - 12:31 - #2Non è l’accostamento in se e per se che fa schifo ops… che non c’entra nulla, ma l’idea di fondo di attaccare sempre e comunque la sinistra con la bizzarra idea che a sinistra si ragioni con due pesi e due misure!
E va bene la critica ci può anche stare, ma una volta due, tre… poi la critica passa da accettabile a semplice strumento di copertura per l’immenso vuoto intellettuale di chi la fa. Insomma parla parla ma alla fine rimane quello che è, un def…. un simpatico giornalista che ha poche parole nella sua penna!
b27
28 lug 2011 - 12:32 - #3propio non gli andava giù a un giornale di destra che un’estremista xenofobo e cristiano fondamentalista faccia una strage in un paese libero
dovevano per forza metterci un confronto ipotetico e ideologico sullo stragismo se faccia più o meno schifo quando professato per una parte o un’altra
propio un giornale di troll
winkiller
28 lug 2011 - 13:25 - #4Ma cosa aspettano a radiare dall’ordine dei giornalisti certa gente?
sandokan71
28 lug 2011 - 13:57 - #5Questi de Il Giornale aspirano sempre più a diventare un quotidiano di fuffologia estrema.
rubik
28 lug 2011 - 14:48 - #6non sense.