
Tav in Val di Susa. Oltre 150 docenti e ricercatori universitari scrivono un appello al Presidente della Repubblica perché sia proposta una discussione trasparente ed oggettiva sulle motivazioni della “grande opera”. La notizia - perché di questo si tratta - non trova spazio sui quotidiani nazionali, troppo occupati a raccontare di scontri e proteste. Eppure, l’appello è veramente interessante da leggere e ci consente di aprire uno spazio di approfondimento non banale sul tema No Tav
Questo il testo dell’appello:
Onorevole Presidente,
il problema della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lyon rappresenta per noi, ricercatori e docenti, una questione di metodo sulla quale non è più possibile soprassedere.Il pluridecennale processo decisionale che ha condotto a questa situazione è stato sempre afflitto da una scarsa considerazione del contesto tecnologico, ambientale ed economico tale da giustificare o meno la razionalità della scelta, data sempre per scontata dal mondo politico, imprenditoriale e dell’informazione, come assoluta fonte di giovamento per il Paese.
Tuttavia è ormai nota una consistente e variegata documentazione scientifica che contraddice alcuni assunti fondamentali a supporto dell’opera e ne sconsiglia nettamente la costruzione, anche alla luce di scenari economici e ambientali futuri del tutto differenti da quelli sui quali, vent’anni fa, si è basato il progetto.
Nel nostro Paese in molti casi, grandi opere sulla cui realizzazione ci si è caparbiamente ostinati anche allorché i dati oggettivi ne sconsigliavano la prosecuzione, si sono in seguito rivelate causa di danni, vittime e ingenti costi economici e ambientali che avrebbero potuto essere evitati.Non vorremmo che, nonostante le attuali conoscenze propongano ancora una volta ragionati dubbi, la scelta intransigente di proseguire ad oltranza la costruzione dell’opera porti a doversi dolere in futuro di questa leggerezza ingiustificabile. Pertanto chiediamo rispettosamente di rimettere in discussione in modo trasparente ed oggettivo le necessità dell’opera.
Qualora la nostra istanza non venisse accolta, e le perplessità in essere si rivelassero fondate in fase di realizzazione ed esercizio dell’opera, la presente resterà a futura memoria.
Naturalmente, l’appello non può contenere, per ragioni di brevità, tutte le ragioni esposte dai fautori del “No”. Avremo comunque modo di analizzarle, in maniera approfondita e dati alla mano, per confrontarle con le ragioni dei sostenitori del “Sì”.
ventoacqua
28 lug 2011 - 12:37 - #1Si è discusso per 20 anni, venendo incontro alle richieste dei movimenti in tutti i modi, ricevendo in cambio solo urla e sassate, mentre dalla parte opposta del tunnel i francesi procedevano serenamente con i lavori.
Ora basta.
Diegofuckk
28 lug 2011 - 13:39 - #2Negli ultimi 10 anni il traffico su rotaia Francia Italia nom solo non è aumentato,è diminuito e si calcola che diminuirà ancora
Le linee gia esistenti lavorano al 30 per 100 delle loro possibilità a allora:serve la Tav?sembrerebbe proprio di no
A chi fa comodo invece? Ai grossi imprenditori e politici?sembra di si
marianostrada
28 lug 2011 - 13:48 - #3diegofuck, ma ti fai le domande e ti rispondi da solo?
pigi
28 lug 2011 - 13:56 - #4Quando si deve valutare l’utilità di una ferrovia o una strada guardare al traffico odierno è sbagliato.
Bisogna vedere quante merci si spostano o si sposteranno da le zone attraversate dalla linea, e cioè qual’è il traffico potenziale, non quello attuale.
Se avessimo fatto il conto del traffico esistente tra nord e sud, nel 1950, non avremmo mai fatto l’autostrada del sole, perché l’avremmo ritenuta inutile.
Diegofuckk
28 lug 2011 - 19:55 - #5@marianostrada
……………vengo incontro alle limitate capacita’ mentali di chi fa commenti come i tuoi