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La storia delle tangenti a Penati

Pubblicato: 29 lug 2011 da Bruno Marino

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Prima di tutto, luoghi e persone. L’inchiesta della procura di Monza riguarda l’ex area industriale delle Acciaierie Falck, nel comune di Sesto San Giovanni. Un milione e mezzo di metri quadri (qui una serie di foto del Corriere della Sera) attorno ai quali si sono raccolti molti interessi e sono state corrisposte, secondo i magistrati, anche delle tangenti. Filippo Penati, esponente di spicco del Pd lombardo e sindaco di Sesto San Giovanni dal 1994 al 2001, è stato iscritto nel registro degli indagati in seguito a quanto dichiarato dal costruttore Giuseppe Pasini:

“Circa un anno fa, Pasini si è presentato spontaneamente alla Procura di Milano, denunciando di essere “vittima di soprusi da parte di alcune amministrazioni locali”, racconta a Ilfattoquoitidiano.it il suo legale Carlo Enrico Paliero. Il costruttore si è dichiarato concusso e ha fatto il nome di Penati, quindi gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Monza, competente su Sesto.”

Oltre a Penati ci sono altre persone coinvolte, ma noi ci vogliamo concentrare sull’esponente democratico. Infatti, le accuse a suo carico sono molto pesanti: corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti. Come spiega bene un articolo del Corriere della Sera…

“Secondo l’accusa, sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni o per impostare secondo determinati criteri il Piano di governo del territorio. […]Per il pm Walter Mapelli sussistono «gravi indizi di colpevolezza» a carico di Penati e di Vimercati. […] Secondo gli investigatori, gli indagati non si sarebbero mai fatti pagare in contanti, ma estero su estero, attraverso la costituzione di società intestate a prestanome a cui sarebbero stati versati nel tempo i pagamenti. In 9 anni, Filippo Penati avrebbe ricevuto tangenti per 4 miliardi di lire, pari a 2 milioni di euro.”

Successivamente, esce sul Fatto un articolo di Gianni Barbacetto, che riporta la notizia di una tangente che sarebbe stata corrisposta a due uomini della società Aesse, vicina al potente CCC, il consorzio cooperative costruzioni di Bologna. Anche il vicepresidente e direttore commerciale del CCC, Omar degli Esposti, sarebbe indagato a Monza per concussione. ). La storia dell’area ex Falck, insomma, coinvolgerebbe non solo il Pd, ma anche una delle più importanti cooperative emiliane.

Seguiteci dopo il salto, parleremo, tra le altre cose, anche di una associazione culturale molto interessante….

Penati si autosospende da tutte le cariche che ricopre nel partito e rinuncia anche alla poltrona di vicepresidente del Consiglio Regionale lombardo. Usa parole molto dure nei confronti dei suoi accusatori:

“Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati, mentre rilevo che non cessano le ricostruzioni parziali, contraddittorie e false indotte da altre persone coinvolte nella vicenda”. Le accuse alla base dell’inchiesta, secondo Penati, sono “una montagna di calunnie” provenienti “da due imprenditori inquisiti in altre vicende giudiziarie che cercano così di coprire i loro guai con la giustizia.”

Un articolo di ieri del Fatto Quotidiano ci ha fatto scoprire l’esistenza di una associazione culturale, Fare Metropoli, che in occasione delle elezioni provinciali del 2009 avrebbe trasferito decine di migliaia di euro provenienti da alcuni finanziatori nelle casse del comitato elettorale di Filippo Penati. Il risultato? Non si dovrebbe poter risalire ai finanziatori del comitato, ma ci si dovrebbe fermare all’associazione culturale. In questo modo, i finanziatori del partito rimarrebbero nascosti. Tra le altre cose, nel Cda sedeva Bruno Binasco, legato a Marcellino Gavio, proprietario dell’autostrada Milano-Serravalle, attorno alla quale ruota un’altra vicenda dai contorni poco chiari (qui un articolo del Corriere della Sera per chi vuole approfondire). Viva la trasparenza.

Un pezzo di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella sul Corsera riporta le dichiarazioni esplosive del costruttore Pasini: Penati gli avrebbe detto che avrebbe dovuto versare delle tangenti al partito. Ricorda Pasini:

Penati mi disse che avrei dovuto dare qualcosa al partito ovvero a qualcuno. A tal fine ho incontrato Penati in Comune nel 2000», il quale «mi disse che l’operazione mi sarebbe costata 20 miliardi di lire in tranche di 4 miliardi l’una. Mi disse anche che a prendere accordi con me sarebbe venuto Di Caterina» che, «all’epoca molto amico dell’amministrazione e in particolare di Penati, aveva il compito di portare a casa dei quattrini». Per chi? «Penati non mi disse che i soldi servivano per qualche personaggio politico più in alto, ma ho immaginato che questo potesse essere perché tutti erano interessati all’operazione».”

Infine, per chiudere in bellezza, un articolo di Paolo Biondani sull’Espresso riporta una mail inviata dall’imprenditore Pietro di Caterina, coinvolto anche nell’inchiesta ex Falck, a Filippo Penati e a Bruno Binasco (che abbiamo già incontrato parlando dell’associazione Fare Metropoli):

“Signori, come a voi ben noto, il sottoscritto, nel corso degli anni, a partire dal 1999, ha versato a vario titolo, attraverso dazioni di denaro, a Filippo Penati, notevoli somme di denaro“.

Un intreccio oscuro tra imprenditori, politici e cooperative. Non c’è niente da fare, come ha scritto Andrea Scanzi,

“Che partito meraviglioso, il Partito Disastro. In neanche due mesi, dopo quelle amministrative e quei Rerefendum delle cui vittorie si era pateticamente appropriato, è riuscito a sprecare tutto. Ci vuole talento assoluto per disboscare dalle fondamenta ogni speranza. Occorre abnegazione encomiabile nel salvare ogni volta dall’oblio politico il loro amico prediletto: Priapino da Arcore.”

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • genoeffo

    29 lug 2011 - 12:39 - #1
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    basta guardarlo in faccia per capire che è un angioletto, incapace di far male ad un mosca…si tratta con ogni evidenza di un complotto ordito ai suoi danni…vogliono far pagare ad un innocente le colpe di altri…
    un poco come successe a Gesù Cristo….

  • Ruby?no batto....

    29 lug 2011 - 13:42 - #2
    0 punti
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    la solita magistratura politicizzata,basta alle toghe rosse,fermate i giudici comunisti……
    come dite è del PD? ehhhh che sarà mai?????? cambiamo colore alle toghe…