Logo Blogo

Tagli alla casta da Camera e Senato. Ma quali tagli?

Pubblicato: 02 ago 2011 da Alberto Puliafito

Commenti dei lettori

Spese del Senato della Repubblica italiana

Oggi, al Senato e alla Camera, si discute per l’approvazione di quelli che la stampa nostrana definisce i tagli alla casta. Ma di cosa si tratta, esattamente?
Leggiamo i comunicati ufficiali e cerchiamo di interpretarli.

Per quanto riguarda il Senato (le cui spese degli ultimi anni sono riportate, a titolo esemplificativo, nell’immagine in alto) abbiamo:

riduzione della dotazione ordinaria, la mancata applicazione alle retribuzioni del personale dell’incremento del 3,2%, il recepimento del contributo di perequazione del 5 e del 10% sulle pensioni più elevate degli ex dipendenti, l’applicazione dello stesso contributo ai vitalizi più elevati degli ex senatori e ulteriori riduzioni dei costi di affitto di alcuni immobili. L’effetto di queste misure porterà il Senato a risparmiare 61,3 milioni di euro, che sommati ai 58,7 milioni derivanti dalle decisioni assunte i mesi scorsi, porteranno ad una riduzione di costi complessiva di 120 milioni di euro per il triennio 2011-2014

Dal fascicolo di seduta della Camera emerge, invece, che a Montecitorio le manovre definite “tagli” prevedono:

crescita della dotazione della Camera pari a zero, fino al 2013. Risparmio del 5 e del 10% per le pensioni superiori rispettivamente a 90mila e 150mila euro. Recesso del contratto di locazione del Palazzo Marini dal 1 gennaio del 2012 e la chiusura del ristorante di Palazzo San Macuto.

Queste le misure già prese. Leggiamo bene: si recepiscono contributi di perequazione; si prevede una crescita di dotazione pari a zero; non si applicano incrementi.
Insomma: dove sarebbero, questi tagli? Ha commentato in maniera significativa ieri il giornalista Gian Antonio Stella, che di “casta” se ne intende, sottolineando come queste misure non rispondano in alcun modo a tagli, ma siano l’equivalente di dire “stiamo fermi, non aumentiamo nulla”. E’ come se, ha provocato Stella, gli italiani decidessero di non pagare i nuovi ticket: “stiamo fermi pure noi”.

D’altro canto, a riprova di ciò, quel che si legge nel Progetto di bilancio interno del Senato per l’anno finanziario 2011 è molto chiaro. Perché è evidente che, per dire, le spese del Senato siano in aumento.

Dopo un biennio a crescita zero, era inevitabile un incremento, seppur contenuto, delle risorse iscritte a bilancio, anche perche´ le «riduzioni»
di cui al capitolo S.1.00, in conseguenza del vincolo posto dalla legge n. 122/2010 si atteggiano contabilmente, e formalmente, come spesa «effettiva», e conseguentemente non inducono effetti di raffreddamento sulla dinamica del bilancio stesso.

Per la stessa ragione, dette riduzioni non potranno incidere, almeno per i prossimi due anni, nemmeno sulla crescita della dotazione ordinaria.
Una decurtazione di quest’ultima potrà essere presa in considerazione solo a partire dal 2014, limitatamente ai risparmi che si configureranno come
una contrazione strutturale e permanente della spesa.

Per il resto, scartabellando fra i vari documenti tutti disponibili online, si trovano tante buone intenzioni. La Camera, per dire, si

impegna, per le rispettive competenze, l’Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a valutare concretamente l’ipotesi di abolire i benefici materiali quali uffici, segreterie e varie che vengono riconosciuti ai Presidenti della Camera dopo la cessazione della carica

e altre questioni del genere, un elenco di impegni a valutare, insomma.

Allora, ci sono due considerazioni da fare.
Primo. E’ vero che il costo delle spese di gestione di Senato e Camera è comunque una percentuale ridicola rispetto alle spese dello stato, come dimostra la tabella qui di seguito, relativa, sempre a titolo esemplificativo, al rapporto fra le spese del Senato e quelle dello Stato.

Secondo. E’ allo stesso modo evidente che questa modalità di far passare certe misure come “tagli” e questo incomprensibile attaccamento a determinati privilegi che, se ridotti, dimostrerebbero quantomeno una buona intenzione, evidenzia il profondo scollamento fra la politica italiana e il paese “reale”.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
6 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Daniele Gabriele

    02 ago 2011 - 15:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ormai la menzogna è stata sdoganata da tempo e troppi media-rimbambiti e creduloni sbandati e senza identità in Italia non si curano di appurare la veridicità di alcune affermazioni.
    http://www.youtube.com/watch?v=ve6CPC8p8mE

  • house

    02 ago 2011 - 16:58 - #2
    0 punti
    Up Down

    La “Casta” va in ferie dal 3 Agosto al 12 Settembre. Il PD aveva chiesto di rientrare una settimana prima. Cicchitto: “Un centinaio di parlamentari vanno in pellegrinaggio in Terra Santa. Non rientriamo prima per rispetto”. SIGNORI, ABBIAMO TOCCATO IL FONDO!!! LA GENTE NON ARRIVA A FINE MESE E QUESTI SI FANNO PIU’ DI UN MESE DI FERIE STRAPAGATE!!!

  • Maxolo da mò

    02 ago 2011 - 19:06 - #3
    0 punti
    Up Down

    “E’ come se, ha provocato Stella, gli italiani decidessero di non pagare i nuovi ticket: “stiamo fermi pure noi”.” ..infatti io ho smesso di ammalarmi ;P
    Faccio sempre molta fatica a leggere i particolari dei privilegi di tutti questi “castrati” ma non ho problemi a farmi un’idea di come il senso di responsabilità di buona parte di queste personcine li porta a gestire un patrimonio immenso, del quale peraltro nessuno può chiedergli di risponderne, il risultato di questo loro modo di gestire il danaro si può definire con 3 parole “ENORME DEBITO PUBBLICO”,

  • talpone86

    02 ago 2011 - 20:34 - #4
    0 punti
    Up Down

    poco da fare dobbiamo fare la rivoluzione se vogliamo eliminare sta gentaglia

  • Profilo di valter29

    valter29

    03 ago 2011 - 12:54 - #5
    0 punti
    Up Down

    Non è questione di quanto incide sul debito pubblico, è questione di dare un buon esempio in un momento difficile per la nostra economia. Riguardo al fare la rivoluzione… Ma dov’è l’uomo forte che sappia guidare un popolo? E se anche esistesse chi mi garantisce che dopo non ci si trovi in una dittatura? Non seguiamo chimere. Che almeno le ferie agostane siano riempite dalla proposta Calderoli di un campus di lavoro così, se qualcosa ne uscisse, a settembre il governo potrebbe partire con provvedimenti utili risparmiando molto tempo.

  • talpone86

    03 ago 2011 - 12:55 - #6
    0 punti
    Up Down

    forse non hai ben capito che non siamo in una democrazia, la gente non decide niente