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Primarie democratiche verso la conclusione...oppure no?

Pubblicato: 02 giu 2008 da paolo

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Abbiamo avuto modo, qui su Polislog, di occuparci a più riprese delle primarie americane, in particolare nel campo democratico. D’altra parte i democratici a stelle e strisce non si sono fatti mancare nulla: non solo una sfida tra due candidati forti e di grande appeal mediatico (una donna e un afro-americano, ed entrambi di grande personalità), ma un duello teso e pressoché infinito.

Mentre il vetusto repubblico John McCain è già da tempo in campagna elettorale per le presidenziali di novembre, infatti, Hillary Clinton e Barack Obama sono ancora in piena battaglia. Gli ultimi sussulti sono di questi giorni, e riguardano sia decisioni burocratiche che primarie vere e proprie. Eventi che potrebbero chiudere la gara, ma anche aprire la strada a nuove evoluzioni.

Da un lato, infatti, si è avuta la pronuncia della Commissione sulle regole dei Democratici riguardo alle discusse primarie in Florida e Michigan. Questi due stati, infatti, erano stati puniti per aver anticipato la data delle primarie: entrambi si erano visti togliere il diritto di esprimere delegati alla Convention. Data però la nuova situazione d’incertezza, la Commissione ha deciso di consentire a entrambi di esprimere i delegati, seppure con diritto di voto dimezzato (una testa-metà voto).

Questa decisione non cambia granché, e infatti è stata accolta rabbiosamente dallo staff della Clinton (che, nelle primarie in Michigan, non aveva nemmeno avversari sulla scheda), che si è riservato di portare avanti un ricorso fino alla Convention per l’investitura, in agosto. La decisione, infatti, le permette di guadagnare solo ventiquattro delegati in più dell’avversario, un margine che lascia incolmabile la distanza con Obama.

Dal punto di vista delle primarie, invece, la Clinton ha vinto largamente quelle in Portorico, come da attesa. Potrebbero però bastare ad Obama le prossime - e finalmente ultime - consultazioni in Montana e South Dakota, e qualche superdelegato, per raggiungere la maggioranza richiesta, divenuta ora di 2118 delegati. Obama, secondo gli ultimi calcoli, sarebbe a soli quarantotto delegati dalla quota, mentre la Clinton sarebbe a un totale di 1915 delegati.

Cosa farà la Clinton a quel punto? Gli scenari possibili sono vari. Potrebbe lasciare la corsa, dare il suo endorsement a Obama, e puntare alla vicepresidenza nel ticket democratico (indiscrezioni raccontano che il marito Bill sia per questa ipotesi); potrebbe lasciare la corsa, ma farlo polemicamente e in modo incendiario; oppure, e questa è la possibilità più romanzesca, potrebbe portare la sua causa fino alla Convention, aprendo una ulteriore fase di polemiche, divisioni e veleni. Questa eventuale tattica del “muoia Sansone con tutti i filistei” motiverebbe il suo elettorato a non votare Obama a novembre, aprendo probabilmente la strada al grigio McCain.

Se domani, quindi, si concludono le consultazioni delle primarie, i colpi di scena e i possibili scenari rimangono ancora i più vari. E noi, ovviamente, continueremo a seguirli.

Immagine: azrainman | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Jack_Bauer

    Jack_Bauer

    02 giu 2008 - 15:36 - #1
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    Sinceramente queste primarie americane hanno rotto le p…

  • Profilo di paolo polisblog

    paolo polisblog

    02 giu 2008 - 15:41 - #2
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    Possibile, se non altro non sono banali, anche se sono andate troppo per le lunghe.

  • michael cox

    02 giu 2008 - 22:32 - #3
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    oh raga la clinton ha veramente triturato le p…..!!!!!!!!!!!!!!!!!! che vada a casa sta grigia politicante testarda e rancorosa!!!bisogna unirsi contro quel pazzo di mccain, se no son cazzzz.zi acidi